
Il mondo della politica napoletana si stringe intorno alla famiglia di Giorgio Napolitano, l'ex presidente della Repubblica è morto oggi a 98 anni.
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Sin dai primi istanti dalla diffusione della notizia della morte del presidente emerito Giorgio Napolitano, sono comparse le reazioni di cordoglio social e quelle istituzionali. Tra le prime, la dichiarazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Nella vita di Giorgio Napolitano si specchia larga parte della storia della seconda metà del Novecento, con i suoi drammi, la sua complessità, i suoi traguardi, le sue speranze. Ha interpretato significative battaglie per lo sviluppo sociale, la pace e il progresso dell’Italia e dell’Europa. Ha interpretato con fedeltà alla Costituzione e acuta intelligenza il ruolo di garante dei valori della nostra comunità, con sentita attenzione alle istanze di rinnovamento presenti nella società. Votato alla causa dei lavoratori, inesauribile fu la sua azione per combattere la spirale delle morti sul lavoro».
#Mattarella: La morte di Giorgio #Napolitano mi addolora profondamente e, mentre esprimo alla sua memoria i sentimenti più intensi di gratitudine della Repubblica, rivolgo ai familiari il cordoglio dell’intera nazione
La dichiarazione: https://t.co/kTpVcbycOa
— Quirinale (@Quirinale) September 22, 2023
Anche il Papa ha ricordato l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con queste parole: «La sua morte ha suscitato in me sentimenti di commozione e al tempo stesso di riconoscenza per questo uomo di Stato che, nello svolgimento delle sue alte cariche istituzionali, ha manifestato grandi doti di intelletto e sincera passione per la vita politica italiana, nonchè vivo interesse per le sorti delle nazioni. Conservo grata memoria degli incontri personali avuti con lui» – ha ricordato il Papa in un telegramma alla moglie Clio Bittoni – «durante i quali ne ho apprezzato l’umanità e la lungimiranza nell’assumere con rettitudine scelte importanti, specialmente in momenti delicati per la vita del Paese, con il costante intento di promuovere l’unità e la concordia in spirito di solidarietà, animato dalla ricerca del bene comune».
#GiorgioNapolitano (29 giugno 1925-22 settembre 2023). #PalazzoMadama rende omaggio al #Senatore di diritto e a vita, Presidente emerito della Repubblica, scomparso oggi, con una pagina web dedicata https://t.co/4I9y2fWBRQ pic.twitter.com/rMuKP2qIv9
— Senato Repubblica (@SenatoStampa) September 22, 2023
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con un breve comunicato ha espresso «Cordoglio, a nome del Governo italiano, per la scomparsa del Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. Alla famiglia un pensiero e le più sentite condoglianze».
Deputato dalla II Legislatura, è eletto Presidente della Camera il 3 giugno 1992. Senatore a vita dal 2005, è eletto Presidente della Repubblica il 10 maggio 2006 e, per un secondo mandato, il 20 aprile 2013.#GiorgioNapolitano pic.twitter.com/ySapDQlE3X
— Camera dei deputati (@Montecitorio) September 22, 2023






L’imprevisto si è verificato mentre la premier Giorgia Meloni si trovava al salone nautico di Genova. Arrivata poco dopo le 16 di venerdì 22 settembre, è stata accolta dal presidente di Confindustria Nautica Saverio Cecchi insieme con il presidente della Regione Giovanni Toti, il sindaco Marco Bucci e il prefetto Renato Franceschelli. In programma, dopo le visite tra gli stand e i pontili dove sono ormeggiate le barche in esposizione, doveva esserci il sopralluogo al cantiere della nuova diga di Genova, annullato per le condizioni sfavorevoli del mare.
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Genova, firma dell’accordo per la Coesione. Seguitemi in diretta. https://t.co/If1fNDJ1Tx
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) September 22, 2023
Dopo i saluti di rito con le autorità locali, la presidente del Consiglio ha proseguito la visita privata, non prima di rispondere a una signora che le ha mandato un bacio dicendole «Sei proprio brava, ti amo» saluto al quale la premier ha risposto con un altrettanto bacio e un sorriso. Fermandosi allo stand della Marina Militare, ha provato il simulatore virtuale di navigazione, indossando un visore di realtà virtuale. Al termine, per una manovra sbagliata, ha rischiato di cadere e ridendo ha detto «me so’ capottata».
Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia #Meloni, il ministro degli Affari Europei e Politiche di coesione Raffaele Fitto e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti hanno firmato oggi al Salone Nautico di #Genova l’accordo per la programmazione del #FSC pic.twitter.com/OzgOZxB8RP
— Regione Liguria (@RegLiguria) September 22, 2023





Si è spento all’età di 98 anni il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. L’ex capo dello Stato da tempo aveva problemi di salute, anche legati all’età. Nel 2018 era stato ricoverato e sottoposto a un intervento chirurgico per la dissezione dell’aorta. Nel maggio dello scorso anno un nuovo ricovero per un’operazione all’addome. Napolitano lascia la moglie Clio Maria Bittoni e i due figli Giovanni e Giulio.
Nato a Napoli il 29 giugno 1925, a 20 anni ha aderito al Partito comunista italiano diventandone prima militante e poi dirigente fino alla costituzione del Partito democratico della sinistra (di cui fu uno dei più entusiasti fondatori). Esponente della cosiddetta “ala migliorista”, aperta a rapporti con il Partito socialista ed estranea a utopie rivoluzionarie, ha saputo distinguersi per le sue posizioni moderate e per le sue capacità di mediazione che gli hanno consentito di essere il primo dirigente comunista italiano a ottenere un visto per gli Stati Uniti. Nel 1953 è stato eletto per la prima volta alla Camera dei deputati, di cui è diventato presidente nel 1992. Dal 1996 al 1998 è stato ministro dell’Interno nel governo Prodi – primo ex comunista a occupare la massima carica del Viminale – e nel 2005 è stato nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per meriti in campo sociale.

Il 10 maggio 2006, a 81 anni, è stato eletto presidente della Repubblica al quarto scrutinio con 543 voti su 990, divenendo il primo esponente proveniente dal Partito Comunista a ricoprire la più alta carica dello Stato. Il 20 aprile 2013, a conclusione del suo primo mandato al Quirinale, è stato rieletto alla Presidenza (alla sesta votazione con 738 voti su 997), primo tra tutti i presidenti della Repubblica a essere chiamato per un secondo mandato – oltre che il più anziano al momento dell’elezione nella storia repubblicana. Il 14 gennaio 2015 ha rassegnato le dimissioni, preannunciate nel messaggio di fine 2014, per le difficoltà legate all’età. In quanto presidente emerito, è rientrato in Senato come senatore di diritto e a vita.

In qualità di capo dello Stato ha conferito l’incarico a cinque presidenti del Consiglio dei ministri: Romano Prodi (2006-2008), Silvio Berlusconi (2008-2011), Mario Monti (2011-2013), Enrico Letta (2013-2014) e Matteo Renzi (2014-2016); cinque giudici della Corte costituzionale (Paolo Grossi nel 2009, Marta Cartabia nel 2011, Giuliano Amato nel 2013 e, infine, Daria de Pretis e Nicolò Zanon nel 2014); cinque senatori a vita (lo stesso Mario Monti il 9 novembre 2011, Renzo Piano, Carlo Rubbia, Elena Cattaneo e Claudio Abbado il 30 agosto 2013).










«Amate il pane, cuore della casa, profumo della mensa. Onorate il pane, gloria dei campi, fragranza della terra, festa della vita. Rispettate il pane, sudore della fronte. Non sciupate il pane, ricchezza della patria». È questa parte della preghiera del duce che compare negli incartamenti del pane venduto da due forni di Arezzo, con lo stesso marchio, Panart, anche se ora appartengono a gestioni diverse. Il caso è scoppiato dopo che uno studioso aretino di storia è entrato nel forno, riconoscendo subito poesia e sigla mussoliniana.
La preghiera del pane composta da Mussolini venne pubblicata per la prima volta sul Popolo d’Italia del 25 marzo 1928. Sulle buste dei prodotti in vendita nel panificio è indicata la M. stilizzata, sigla del Duce. Secondo il Corriere Fiorentino, che ha riportato la notizia, uno dei due nuovi gestori ha spiegato: «C’erano già in negozio in grossa quantità e noi le abbiamo mantenute. Alla fine valorizzare i prodotti locali resta una delle missioni che tutti noi portiamo avanti. Del resto non mi interessa».
