Migranti, Tajani incontra Baerbock a Berlino: «Nessuno fa la guerra alle ong»

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato a Berlino la collega tedesca Annalena Baerbock per un vertice sui migranti, dopo le polemiche degli ultimi giorni. Dopo il confronto, durante una conferenza stampa congiunta, è stata la ministra ad assicurare che «non lasceremo soli singoli Stati europei». E ha confermato il sostegno della Germania: «Abbiamo tutti visto le immagini da Lampedusa, la situazione è insostenibile: è una grande sfida per l’Italia, questo lo capiamo». Tajani ha risposto auspicando che «gli sforzi finanziari dei singoli Stati si concentrino su soluzioni strutturali della questione migratoria».

Migranti, Tajani incontra Baerbock a Berlino «Nessuno fa la guerra alle ong»
I due ministri, Tajani e Baerbock, durante la conferenza stampa (Getty Images).

Tajani: «Nessuno fa la guerra alle ong ma serve azione europea»

Il riferimento è stato ai finanziamenti concessi dalla Germania alle ong. Tajani ha spiegato il punto di vista del governo italiano: «Nessuno fa la guerra alle ong, però non possono essere una sorta di calamita per attrarre migranti irregolari che, guarda caso, vengono portati sempre e soltanto in Italia perché è il porto più vicino. Le navi delle ong possono fare soccorso in mare, ma non si può trasformare l’Italia nel luogo dove tutte le ong portano i migranti, anche perché non vogliono venire». Il ministro degli Esteri ha poi fatto il punto sull’incontro con Baerbock: «Italia e Germania sono convinte che serve un’azione europea, le sue parole mi hanno fatto piacere».

Migranti, Tajani incontra Baerbock a Berlino «Nessuno fa la guerra alle ong»
Il saluto dei due ministri (Getty Images).

Baerbock: «Il 90 per cento viene salvato dall’annegamento»

La ministra Baerbock, dal canto suo, ha dichiarato: «Ogni vita ha un valore e ogni persona annegata non è solo un numero nelle statistiche ma un padre, un figlio, un amico. Almeno 2.300 persone sono morte dall’inizio dell’anno: sono 2.300 destini, persone, speranze per un futuro migliore. Questo non deve diventare routine. Fortunatamente molti vengono salvati: lo dico con gratitudine. Oltre il 90 per cento di quelli che partono vengono salvati dall’annegamento, siamo grati alla guardia costiera italiana ma anche ai volontari che hanno un ruolo e si impegnano per salvare vite nel Mediterraneo, mentre la missione europea Mare Nostrum non c’è più. Questo impegno ha il nostro sostegno».

Ulisse – Il piacere della scoperta, stasera su Rai 1 Nerone e l’incendio di Roma

Stasera 28 settembre 2023 alle ore 21.25 andrà in onda il programma Ulisse – Il piacere della scoperta sul canale Rai 1. Come sempre, alla conduzione del programma ci sarà Alberto Angela e questa volta la trasmissione si concentrerà sulla figura dell’imperatore romano Nerone. Il programma sarà disponibile anche in streaming e on demand sulla piattaforma online Rai Play.

La puntata di Ulisse - Il piacere della scoperta analizzerà la figura di Nerone, imperatore che si dice abbia incendiato Roma.
Il conduttore Alberto Angela (X).

Ulisse – Il piacere della scoperta, le anticipazioni della puntata di stasera 28 settembre 2023 su Rai 1

L’episodio si concentrerà su una figura storica molto controversa. Dalle fonti ufficiali, il quadro della figura di Nerone non è affatto positivo: più volte viene descritto come egocentrico, violento, dissoluto e responsabile della morte della madre Agrippina. Per molti, poi, Nerone è famoso per aver dato fuoco a Roma e aver incolpato i cristiani di questo evento catastrofico. Ma chi era davvero? Questa è la domanda che si pone Alberto Angela e alla quale cercherà di dare una risposta in un viaggio indietro nel tempo nel corso della puntata, tra testimonianze storiche e reperti ritrovati. La troupe di Ulisse ha studiato a lungo per cercare di capire quale fosse realmente la figura di Nerone dal punto di vista storico e politico.

Inoltre, Alberto Angela cercherà di confutare i tanti miti che si sono susseguiti su questo personaggio e le storie che gli hanno fatto acquisire una connotazione negativa nel corso dei secoli. Si parte quindi dal grande incendio di Roma del 64 d.C. e si cercherà di capire cosa possa averlo provocato. Ancora, si analizzerà perché tali fenomeni fossero un problema costante per la città di Roma, non solo quando Nerone era al potere. Non a caso, l’imperatore Augusto istituì un corpo dei vigili del fuoco, chiamato vigiles, con relative caserme per combattere gli incendi in città. La trasmissione porterà il pubblico a scoprire uno di questi antichi edifici. Infine, non mancheranno ricostruzioni storiche e grafiche accurate che permetteranno agli spettatori di immergersi maggiormente in questo fantastico viaggio indietro nel tempo.

Ulisse – Il piacere della scoperta, i luoghi della puntata di stasera 28 settembre 2023 su Rai 1

Il conduttore visiterà la villa di Nerone, che si trova ad Anzio, e si sposterà successivamente verso la Domus Aurea, residenza che venne fatta costruire dall’imperatore in persona. Ci sarà spazio anche per visitare la Basilica di Santa Maria Del Popolo che sorge sulla sua tomba. Molto interessanti saranno poi le visite al teatro privato di Nerone, scoperto negli ultimi tempi, e alla Domus Tiberina, che dopo un meticoloso restauro durato 40 anni è finalmente accessibile al pubblico.

La troupe della trasmissione si sposterà infine a Napoli. Qui verranno analizzati alcuni reperti contenuti al MANN, il Museo Archeologico Nazionale, e verrà mostrato al pubblico anche il Museo di Neapolis, dove si dice che Nerone si sia esibito al pubblico per la prima volta. Infine, Alberto Angela scoprirà i segreti della Villa Oplontis, la residenza di Poppea, la moglie di Nerone.

Piazza Colonna a Roma riapre al pubblico dopo 10 anni

Piazza Colonna a Roma, su cui si affaccia Palazzo Chigi, torna a essere fruibile per cittadini e turisti. Via le transenne che l’hanno a lungo delimitata, così come il varco sorvegliato dalle Forze dell’ordine che rendeva possibile il passaggio solo a parlamentari, personale dei Palazzi istituzionali e giornalisti. A spingere sulla riapertura della piazza sarebbe stata la premier Giorgia Meloni in persona.

Piazza Colonna a Roma riapre dopo 10 anni. L'accesso era limitato da quando davanti a Palazzo Chigi un attentatore sparò a due agenti.
Piazza Colonna con le transenne (Getty Images).

La chiusura dopo l’attentato del 2013, poi la stretta dovuta al Covid

La piazza era stata interdetta al pubblico dopo l’attentato compiuto il 28 aprile 2013 quando, durante il giuramento del Governo Letta, un uomo aveva sparato alcuni colpi di pistola, ferendo due carabinieri di cui uno, il maresciallo Giuseppe Giangrande, rimasto tetraplegico. Piazza Colonna era stata riaperta circa un anno dopo su decisione di Matteo Renzi, prima di una nuova stretta dovuta al Covid.

La premier Meloni si è spesa in prima persona per la riapertura 

Fin dal suo insediamento Meloni, emerge da fonti vicine a Palazzo Chigi, aveva manifestato l’intenzione di restituire a cittadini e turisti uno degli scenari più amati e fotografati di Roma, caratterizzato dalla Colonna di Marco Aurelio e da alcuni dei palazzi storici più belli della Capitale, tra cui la sede del governo.

Mississippi, il fiume è in secca: crisi idrica in Louisiana

Il fiume Mississippi è quasi in secca. I livelli di acqua potabile hanno infatti registrato, per il secondo anno consecutivo, il minimo storico e il quadro non è destinato a migliorare presto. Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) e l’US Geological Survey la situazione peggiorerà ancora prima di risollevarsi entro la fine del 2023. «Un evento particolarmente piovoso non basterà a cambiare le cose», ha spiegato alla Cnn Katie Dedeaux, idrologa del National Weather Service. «Non è una crisi che si risolverà dall’oggi al domani». Lo scenario è particolarmente preoccupante in Louisiana, dato che l’acqua del mare sta risalendo lentamente il corso del fiume, causando danni importanti alla popolazione e all’ecosistema.

La crisi del fiume Mississippi dovuta a un’estate secca e calda

Il livello del fiume Mississippi ha iniziato a precipitare già a inizio settembre, molto prima rispetto al 2022, quando crollò solamente a partire da ottobre. «Continue e consecutive siccità hanno impedito al corso d’acqua di ricaricarsi», ha spiegato Cullen Jones, colonnello dell’esercito americano. «Per poter respingere nuovamente il mare, occorreranno almeno 25 centimetri di pioggia sull’intera valle». L’estate 2023 però è stata la più calda mai registrata in Louisiana, nonché la terza più secca della storia. Basti pensare che il 90 per cento dello Stato ha dovuto affrontare una profonda crisi di precipitazioni alla pari del Texas orientale e dell’Alabama. Non è andata meglio in Minnesota, Iowa e Wisconsin, dove gli esperti hanno certificato un deficit nelle precipitazioni da cinque a 15 centimetri.

Il livello d'acqua del fiume Mississippi è ai minimi storici. Si teme una crisi idrica in Louisiana, dove il mare sta risalendo dal Golfo.
Un’imbarcazione attraversa il fiume Mississippi in secca (Getty Images).

Importante anche l’assenza dei cicloni. Alexis Highman del Lower Mississippi River Forecast Center ha infatti sottolineato come nel 2022 e nel 2023 nessun sistema tropicale, in grado di scaricare una massiccia quantità di acqua in poco tempo, abbia colpito le coste della Louisiana o l’area del fiume, alimentando così la crisi idrica lungo tutta la valle. Nell’area di Memphis, in particolare, la situazione peggiorerà nelle prossime settimane, in quanto i dati crolleranno fino alla metà di ottobre, causando ulteriori disagi alla popolazione che abita lungo le rive. Qualcosa potrebbe cambiare solo a fine anno. Gli esperti infatti confidano nell’arrivo della corrente El Niño, solitamente accompagnata da un aumento delle precipitazioni.

In arrivo aiuti federali grazie all’intervento di Joe Biden

Sperando di scongiurare ulteriori ripercussioni sull’acqua potabile in Louisiana, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha approvato mercoledì 27 settembre una dichiarazione di emergenza federale. La Casa Bianca ha infatti previsto finanziamenti per rispondere alla crisi e l’assistenza di partner come la Federal Emergency Management Agency e la Homeland Security. «Voglio ringraziare tutti coloro che si stanno impegnando in questa lotta», ha detto a Fox News il governatore John Bel Edwards. «Confidiamo che l’aiuto del nostro presidente si riveli decisivo».

Lo spread schizza a 200 e mette sotto pressione il governo Meloni

Tira una brutta aria sul governo Meloni, ed è vento di tempesta finanziaria. I mercati sono tornati a mettere sotto pressione l’Italia dopo il varo della Nadef, la Nota di aggiornamento di economia e finanza in cui è stato stimato un innalzamento del rapporto deficit/Pil, che passa dal 4,5 per cento del Def al 5,3 per cento. In più ci si è messo anche il debito pubblico, che come ha comunicato la Banca d’Italia è aumentato a luglio 2023 di 10,4 miliardi rispetto a giugno, risultando pari a 2.858,6 miliardi di euro. Risultato? Il ritorno dei vecchi fantasmi dello spread, che fecero crollare l’ultimo governo Berlusconi a fine 2011. Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi è salito toccando i 200 punti base. Un livello che non si vedeva da febbraio. Il rendimento del decennale italiano è al 4,94 per cento. La cartina di tornasole del “rischio” Paese ci sta comunicando qualcosa. E per Giorgia Meloni non sono buone notizie.

Poste Italiane ottiene la medaglia di platino da EcoVadis

Poste Italiane ha ottenuto la medaglia di platino di EcoVadis, che valuta la sostenibilità delle imprese lungo la catena di fornitura, e ha migliorato ulteriormente la posizione dalla medaglia Gold del 2022 collocandosi entro l’1 per cento delle migliori aziende valutate dal team di esperti internazionali. EcoVadis è tra le più accreditate piattaforme di rating sulla sostenibilità delle imprese a livello internazionale e ha finora espresso valutazioni su 100 mila aziende. La medaglia premia le aziende che hanno completato il processo di valutazione EcoVadis e hanno dimostrato di possedere un sistema di gestione solido che risponde ai criteri di sostenibilità secondo quanto indicato nella metodologia EcoVadis.

Misurata la performance di 21 indicatori in relazione a quattro ambiti

La metodologia si basa su standard internazionali di sostenibilità, tra cui la Global Reporting Initiative, il Global Compact delle Nazioni Unite e la ISO 26000, coprendo oltre 200 aree di interesse ESG per circa 175 Paesi. Il modello di valutazione, presidiato da un comitato scientifico internazionale, si fonda su standard riconosciuti a livello mondiale e consiste nel misurare la performance di 21 indicatori in relazione a quattro macro-ambiti valutati con un punteggio finale da 0 a 100. Si tratta di Ambiente, Pratiche Lavorative e Diritti Umani, Etica e Acquisti Sostenibili.

L’ad Del Fante: «Testimonianza del continuo progresso aziendale»

L’amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante ha così commentato il riconoscimento: «Il passaggio dalla medaglia d’oro alla medaglia di platino nella graduatoria EcoVadis testimonia il continuo progresso aziendale nel raggiungimento degli obiettivi del Piano Strategico ESG. Il rating di EcoVadis è un nuovo tassello del percorso di Poste Italiane, che si colloca al massimo livello del rating globale per la responsabilità sociale d’impresa lungo la catena di fornitura. Gli ha fatto eco il condirettore del Gruppo Giuseppe Lasco: «Siamo impegnati quotidianamente a trovare soluzioni innovative e sostenibili per i nostri partner italiani e internazionali, in linea con gli obiettivi aziendali. Continueremo a lavorare per essere un punto di riferimento sempre più rappresentativo per il Paese nell’ambito ESG».

Poste Italiane ottiene la medaglia di platino da Ecovadis
Giuseppe Lasco (Poste Italiane).

Gli altri riconoscimenti di Poste Italiane

La leadership nel rating EcoVadis si aggiunge ad altri numerosi riconoscimenti ottenuti da Poste Italiane, che è presente nei più prestigiosi indici di sostenibilità internazionali tra cui l’indice MIB ESG di Borsa Italiana, primo posto fra le Blue Chip, il Dow Jones Indices per il quarto anno consecutivo, Euronext Vigeo-Eiris Indices, Integrated Governance Index (IGI), Euronext Equileap Gender Equality Eurozone 100, FTSE4Good, Bloomberg Gender-Equality Index, Stoxx Global ESG Leaders. A questi si aggiungono, inoltre, i rating da parte di importanti agenzie internazionali, come la AA da parte di MSCI, l’A- da parte di CDP e il Top 5 per cento S&P Global Esg Score 2022 del Sustainability Yearbook 2023. Il Gruppo, infine, ha ottenuto un ESG Risk Rating pari a 13,7 (Low risk) da parte di Sustainalytics ed è stato riconosciuto come top ESG performer su un panel che conta oltre 15 mila aziende valutate a livello mondiale, ottenendo il riconoscimento di 2023 Industry Top-Rated.

“Mamma, ho un peso molto grande da dirti”: bambina di 7 anni racconta in lacrime gli abusi del bidello


Un uomo è accusato di avere abusato di una bambina di 7 anni quando era bidello in una scuola della provincia di Milano. Andrà a processo il 2 ottobre. Ma la famiglia della vittima è stata stata isolata: "Quando i reati coinvolgono i minori - dice l'avvocata Solange Marchignoli, che la assiste - nessuno vuole parlare".
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Renzi contro Meloni: «Un’influencer bravissima, meglio di Chiara Ferragni»

Matteo Renzi è tornato ad attaccare la premier Giorgia Meloni. Il leader di Italia Viva, ha parlato a margine dell’evento Cambiare rotta, i migranti e l’Europa, organizzato dalla Fondazione Oasis all’Università Cattolica di Milano. E ha sfruttato il caso dello spot dell’Esselunga degli ultimi giorni per attaccare la presidente del Consiglio: «Giorgia Meloni è la più brava influencer di questo paese, ma non sta facendo la presidente del Consiglio e mostrandosi ieri sensibile alla pesca dell’Esselunga ha fatto l’influencer. È la numero uno come influencer, ha spodestato Chiara Ferragni. Ma come premier non c’è una sola risposta ai problemi del Paese».

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Renzi contro Meloni «Un'influencer bravissima, meglio di Chiara Ferragni»
Matteo Renzi in uno studio televisivo con alle spalle una foto di Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Renzi: «L’unico obiettivo del governo è apparire»

Il riferimento di Renzi è stato alle politiche migratorie. L’ex premier ha infatti commentato: «Sul tema dell’immigrazione il governo ha un unico obiettivo: apparire. È il governo che ha parlato di blocco navale. I migranti sono raddoppiati. Le parole della campagna di Meloni e Salvini non appartengono alla dignità della politica». Poi ha evidenziato che «l’unico blocco navale in questo paese è stato fatto dalla sinistra. Da Napolitano e Prodi nel 1997, con i profughi che provenivano dall’Albania».

Renzi contro Meloni «Un'influencer bravissima, meglio di Chiara Ferragni»
Matteo Renzi (Imagoeconomica).

E ha insistito: «Dopo Cutro, ho ricordato a Meloni che la storia italiana che non cambia. Noi da duemila anni accogliamo tutti e salviamo tutti: io sono orgoglioso di questa tradizione italiana, che risale addirittura a Virgilio. Questa cultura c’era anche durante fascismo: l’ammiraglio Todaro, nel 1940, dopo aver fatto affondare un piroscafo belga ha salvato tutti quelli che erano in mare. Rispondendo ai belgi e ai nazisti, ha detto “Sono italiano, salvo tutti”».

La soluzione: «Mandare le persone a lavorare»

Renzi ha poi parlato di quella che ha definito «la soluzione migliore per il problema migratorio». Il leader di Italia Viva ha spiegato che secondo lui è «la legalità, cioè mandare queste persone a lavorare. Perché se le lasci in stazione senza un permesso, una possibilità di lavoro o un controllo diventano un fattore di insicurezza. La sicurezza e la legalità si fanno con il lavoro e non con i decreti fuffa di Salvini». Infine un passaggio sulla Nadef, la Nota di aggiornamento al Def: «Da quello che si vede, c’è un poderoso sforzo in Europa non per abbassare le tasse ma per mantenere il piccolo abbassamento fatto a maggio dello scorso anno. Mi sembra che la Meloni debba chiedere aiuto all’Europa. Mi sembra però che non ci sia un aiuto al ceto medio».

Putin ha incontrato Kadyrov al Cremlino

In quello che potrebbe essere stato un tentativo di dissipare le voci secondo cui Ramzan Kadyrov sarebbe in cattive condizioni di salute, il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il leader ceceno a Mosca. Durante il colloquio avvenuto al Cremlino, lo zar ha elogiato Kadyrov per la performance economica della Cecenia. E i due non hanno parlato solo di questo.

La soddisfazione di Kadyrov e gli auguri da parte di Putin

«Nel complesso la situazione è positiva, in gran parte grazie a lei, alla sua squadra, alla fiducia con cui la gente lavora e alla buona cooperazione con il governo russo», ha detto Kadyrov. «Ogni giorno prendiamo prigionieri e distruggiamo attrezzature nemiche», ha continuato, esaltando l’operato dei suoi uomini in Ucraina. E poi: «I soldati sono di buon umore. Non hanno problemi con la comunicazione o le attrezzature». Da parte sua, Putin ha rivolto i suoi migliori auguri ai soldati del distretto militare settentrionale della Cecenia, che «combattono eroicamente in prima linea».

Putin ha incontrato Kadyrov al Cremlino: il video che smentisce le voci sulle gravi condizioni di salute del leader ceceno.
Ramzan Kadyrov (Ansa).

Il giallo delle condizioni di salute del leader ceceno

All’inizio di settembre sui social media erano state diffuse affermazioni secondo cui Kadyrov, sofferente ai reni, fosse in gravi condizioni di salute. Alcune fonti suggerivano che fosse in coma o addirittura morto. In risposta, il capo della Repubblica Cecena aveva pubblicato dei video che smentivano tali voci. L’incontro con Putin è arrivato a pochi giorni dalla diffusione, da parte di Kadyrov, di un video in cui suo figlio adolescente picchiava un prigioniero accusato di aver bruciato il Corano, incidente sul quale il Cremlino si è rifiutato di commentare.

Zucchero, svelato il trailer del film documentario

Zucchero ha raccontato la sua fascinazione verso il palco nel trailer che anticipa il film documentario ZuccheroSugar Fornaciari di Valentina Zanella e Giangiacomo De Stefano, che sarà presentato in anteprima alla 11esima edizione della Festa del Cinema di Roma il 21 ottobre e nelle sale il 23-24-25 ottobre. «Ero primo in classifica e dopo tanto avrei dovuto essere felice. Ero annullato. Ero talmente depresso che solo l’idea di stare meglio mi spaventava», ha raccontato.

Un viaggio che va oltre il ritratto di un musicista di successo e arriva dentro le fragilità dell’uomo

Il film racconta luci e ombre del bluesman italiano attraverso le sue parole e quelle di colleghi e amici come Bono, Sting, Brian May, Paul Young, Andrea Bocelli, Salmo, Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Roberto Baggio, Jack Savoretti, Don Was, Randy Jackson e Corrado Rustici. Un viaggio dell’anima che, grazie a immagini provenienti dagli archivi privati di Zucchero e dal World wild tour, il suo ultimo tour mondiale, va oltre il ritratto di un musicista di successo arrivando fin dentro i dubbi e le fragilità dell’uomo. Zucchero – Sugar Fornaciari è una produzione K+, in collaborazione con Adler Entertainment e Ela Film, ed è distribuito da Adler Entertainment in collaborazione con Zucchero & Fornaciari Music S.r.l. e Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission.

I rettori contro l’abolizione del numero chiuso a Medicina: «Si rischia il crollo della qualità dei corsi»

Togliere il numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Medicina potrebbe far diminuire la qualità dei corsi. Questa è la tesi di cui ha parlato Salvatore Cuzzocrea, presidente della Crui, la Conferenza dei rettori, nonché rettore dell’Università degli Studi di Messina. «Immaginare un accesso generalizzato alla facoltà di Medicina significa programmare di fatto un drastico crollo dell’indiscussa qualità dei corsi che in Italia formano medici e chirurghi, e minare il riconoscimento europeo della laurea stessa», ha dichiarato.

Cuzzocrea: «Già in atto un’apertura tarata»

Il presidente della Crui ha proseguito: «Le università hanno già fatto uno sforzo incredibile per estendere i numeri di coloro che ogni anno accedono ai corsi di laurea in Medicina. Un’apertura tarata sulle necessità del sistema sanitario è già in atto: nei prossimi 7 anni i posti cresceranno infatti di 30mila unità». E ha concluso: «In questi ultimi giorni il dibattito sull’accesso a Medicina sembra aver avuto un rilancio improvviso. In molti si pronunciano a favore dell’abolizione della programmazione e delle regole condivise a livello europeo per la formazione dei nuovi medici. Le università hanno già fatto uno sforzo incredibile per estendere i numeri di coloro che ogni anno accedono ai corsi di laurea in Medicina così da preservare, in primo luogo, la qualità della formazione di chi domani dovrà occuparsi della salute dei cittadini. In secondo luogo, per garantire validità europea ai titoli italiani».

I rettori contro l'abolizione del numero chiuso a Medicina «Si rischia il crollo della qualità dei corsi»
Salvatore Cuzzocrea (Imagoeconomica).

Il governatore De Luca contro il numero chiuso

Nei giorni scorsi sono state soprattutto le Regioni a riproporre il tema. A partire dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha letto alcuni messaggi inviatigli da studenti che hanno chiesto l’abolizione del test per Medicina e del numero chiuso. L’8 settembre il consiglio regionale campano ha approvato all’unanimità la proposta presentata dalla giunta De Luca e che prevede l’accesso libero ai corsi universitari di Medicina e chirurgia, Medicina veterinaria, Odontoiatria e altri corsi in ambito sanitario. Si partirà dall’anno accademico 2024/2025.

Sanna Marin e quegli indizi su una svolta dalla politica allo spettacolo

Archiviata l’esperienza politica e reduce dalla fine del suo matrimonio, Sanna Marin si è goduta la prima estate da single e senza incarichi di rilievo, sfoggiando look piuttosto aggressivi al Flow Festival di Helsinki. La nuova vita dell’ex prima ministra finlandese potrebbe riservare adesso una svolta a sorpresa, nel mondo dello spettacolo. Come scrive Variety, infatti, Marin ha firmato con l’agenzia di talenti Range Media Partners, che vanta tra i suoi clienti star del calibro di Bradley Cooper, Tom Hardy e Keira Knightley.

L’ex prima ministra finlandese ha firmato con l’agenzia di talenti Range Media Partners, che vanta tra i suoi clienti Bradley Cooper, Tom Hardy e Keira Knightley.
Sanna Marin (Imagoeconomica).

L’innegabile appeal di Marin: basterà per fare carriera nello showbiz?

Range Media Partners, scrive Variety, aiuterà Marin a «esplorare le opportunità nel campo dei media e dell’intrattenimento», dalla tivù al cinema, fino ai contenuti audio e alle partnership con eventuali marchi interessati ad averla come testimonial. All’inizio di settembre Marin, che durante il suo mandato è stata in prima linea per la neutralità carbonica, è entrata a far parte del Tony Blair Institute for Global Change, organizzazione no-profit con sede a Londra guidata dall’ex primo ministro britannico, nelle vesti di consigliere strategico. La carriera nel mondo dell’intrattenimento sarebbe tutt’altra cosa, ma è innegabile che Marin abbia un certo appeal, essendo tra l’altro apparsa in prestigiose classifiche tra cui “25 most influencial women” del Financial Times, “30 For 30 Impact Leader” di Equality Now, “Time100 Next” dei leader più influenti del mondo, “The World’s 100 Most Powerful” di Forbes. A dimostrazione della sua popolarità, a giugno del 2023 Hbo ha lanciato la docuserie in tre episodi First Five, incentrata sulla figura di Marin e sulla formazione del pionieristico gabinetto femminile da lei formato durante il suo mandato.

La batosta elettorale e le dimissioni da leader del suo partito

Membro dell’Eduskunta dal 2015, Marin era stata eletta a capo del governo finlandese il 10 dicembre 2019, la più giovane di sempre e terza donna nella storia del Paese dopo Anneli Jäätteenmäki e Mari Kiviniemi. Ad aprile 2023, però, la premier socialdemocratica è uscita sconfitta dal voto per il rinnovo del parlamento monocamerale finlandese, che ha visto prevalere i partiti di centrodestra a discapito della coalizione di centrosinistra. Incassata la batosta, si è dimessa da leader del Partito socialdemocratico finlandese, spiegando di non aver intenzione di candidarsi per un altro mandato. «Devo ammettere francamente che la mia resistenza è stata messa a dura prova in questi anni», aveva dichiarato. Poi a stretto giro l’annuncio del divorzio dal marito Markus Räikkönen, epilogo di un matrimonio messo in difficoltà fin dall’inizio dai gravosi impegni politici, diventata premier poco prima dello scoppio della pandemia di Covid.

Nei sondaggi Fratelli d’Italia cala ma resta in vetta col 28,5 per cento

La Supermedia dei sondaggi politici realizzata dai Agi/YouTrend registra, anche questa volta, il primato di Fratelli d’Italia che, seppur in calo, domina ancora sugli altri partiti. A un anno esatto dalle ultime elezioni politiche, vinte da Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio resta dunque a capo dello schieramento in cui gli italiani ripongono maggiore fiducia, anche se, rispetto alle precedenti rilevazioni delle due settimane precedenti, si registra un calo dello 0,7 per cento, con il partito che si attesta al 28,5 per cento (due punti percentuali in più rispetto alle elezioni politiche del 2022).

La Supermedia dei sondaggi politici

Dietro Fratelli d’Italia, la Supermedia riporta le principali forze di opposizione: il Partito democratico di Elly Schlein al 19,7 per cento  (+0,1 per cento in due settimane) e il Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte al 16,5 per cento (+0,1 per cento). Subito sotto il podio è il turno degli alleati di governo di Meloni, con la Lega di Matteo Salvini al 9,3 per cento (+0,2) e Forza Italia che, invece, ha perso uno 0,1 per cento attestandosi al 6,9 per cento. Dietro Azione al 3,9 per cento (+0,2), Verdi/Sinistra 3,3 per cento (-0,1), Italia viva 2,9 per cento (=), +Europa 2,4 per cento (-0,1), Italexit 1,9 per cento (-0,1), Unione Popolare 1,3 per cento (-0,1) e Noi Moderati 1,1 per cento (+0,2). I dati portano le coalizioni parlamentari a questo risultato:

  • Centrodestra 45,8 per cento (-0,3);
  • Centrosinistra 25,4 per cento (-0,1);
  • M5S 16,5 per cento (+0,1);
  • Terzo Polo 6,9 per cento (+0,3);
  • Italexit 1,9 per cento (-0,1);
  • Altri 3,5 per cento (+0,1)

Il confronto con le Politiche 2022

Confrontando i dati dell’ultima Supermedia con i risultati delle elezioni politiche 2022 ci si rende conto di come il partito di Giorgia Meloni abbia continuato a crescere, registrando un +2,5 per cento rispetto al risultato delle urne. Bene anche il Movimento 5 Stelle che ha guadagnato un 1,1 per cento. A crescere sono anche il Pd (+0,6) e la Lega (+0,5), mentre chi ha perso di più è Forza Italia che, in un anno e complice soprattutto la morte di Silvio Berlusconi, ha visto il suo consenso decurtato dell’1,1 per cento.