Cane inseguito finisce in un fiume pieno di coccodrilli: invece di divorarlo lo “scortano” a riva


Ricercatori indiani hanno osservato il comportamento straordinario di alcuni coccodrilli, che invece di divorare uno sventurato cane finito nel fiume lo hanno "accompagnato" sulla riva opposta, per permettergli di sfuggire a un branco di randagi inferociti. Secondo gli studiosi si tratterebbe di un caso di "empatia emotiva": in pratica, i rettili avrebbero avuto pietà. Ma non tutti gli etologi sono concordi.
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Perché la pausa di Tananai ci stupisce tanto

Tananai si ferma per qualche tempo, «un pochino» dice lui, e si ferma per fare mente locale su quel che è successo in questi due anni di ascesa e grandi successi e per mettersi a scrivere qualcosa di nuovo,  «che abbia senso di esistere», così da tornare con canzoni degne di questa bella storia. Uno dice: ok, e dove sta la notizia?

Uno stop necessario a capitalizzare quanto costruito finora

È normale che un cantante che nel giro di un paio di anni è passato dall’essere quello strambo e stonato a Sanremo – con una canzone certo orecchiabile, Sesso occasionale, cantata però talmente male da valergli un ultimo posto – a quello che mette d’accordo tutti – con, Tango, sempre a Sanremo, e con all’attivo collaborazioni importanti e un tour clamoroso –  decida di fermarsi per scrivere qualcosa di interessante, così da capitalizzare quanto accaduto fin qui. Se uno non si ferma, in fondo, come è possibile che produca qualcosa di buono? È normale alternare una fase di iperpresenzialismo a una di assenza, così da tornare più forte di prima e magari lasciare anche spazio agli altri.

La legge dello streaming: niente album ma un singolo ogni mese, senza pause

Normale? Mica tanto. Perché la contemporaneità, quella che ci vuole sempre più distratti, con la soglia di attenzione scesa pericolosamente sotto il mezzo minuto e i trending topic che si rincorrono alla velocità della luce, ci dice che tocca esserci sempre, alzare sempre il tiro, produrre e produrre. Del resto, parliamo di musica, Daniel Ek, che da Ceo di Spotify un po’ di voce in capitolo dovrà pur averla, ha parlato chiaro: basta album, tirate fuori un singolo al mese, così da rimanere sempre sulla cresta dell’onda. Un singolo al mese, senza soste, senza pause. La recente storia della discografia lo dimostra. Gli artisti accorrono a Sanremo perché sotto la cura Amadeus il Festival è diventato tutto: Sanremo, ovvio, ma anche Festivalbar, e volendo anche il Tora! Tora! (il festival della musica alternativa per antonomasia, ideato e realizzato da Manuel Agnelli prima di finire a X Factor, quando ancora ci credeva). E magari azzeccano anche il brano giusto. Neanche il tempo di disfare la valigia, però, e devono tirare fuori non più un album, come un tempo, ma un nuovo brano, magari con il feat giusto, e poi un altro ancora. E poi arriva il momento dei tormentoni estivi. Nessuno sembra volersi tirare fuori dalla pubblicazione compulsiva, brani su brani, la presenza costante nei programmi dedicati alla musica che sembrano tutti uguali. A inizio settembre all’Arena di Verona c’è stato un susseguirsi di eventi speciali con la stessa organizzazione, lo stesso cast e in un paio di casi anche gli stessi conduttori, da far sembrare la trama de Il giorno della marmotta una sorta di profezia miratissima. E ancora: comparsate in talk che, a loro volta, finiscono per assomigliarsi tutti. Perché se dici le stesse cose a intervistatori diversi finisci per rendere quel che dici talmente irrilevante da divenire solo “musica da ascensore”. I social, dimenticavo i social. La possibilità di farci sapere tutto quel che si fa, quel che si pensa, dove e con chi si è, senza mai perdersi niente ha reso anche questo mezzo centrale nella comunicazione dei cantanti.

Perché la pausa di Tananai ci stupisce tanto
Tananai al festival di Sanremo del 2022 (Getty Images).

Dall’ultimo posto di Sesso occasionale al botto con Tango: l’ascesa inarrestabile di Alberto Cotta Ramusino

Già, non perdersi niente. Il fatto è che la percezione costante, che spesso tracima in certezza, è che non ci sia poi molto da perdersi. Se si sparano 100 proiettili in poco tempo, a meno che non si sia in un film tipo quelli con Jason Statham dove si spara a raffica incrociando le braccia e tutti i colpi vanno miracolosamente a centro, è facile che si finisca per non colpire proprio nessuno. Di sparare a vuoto, con pallottole perse in un oceano di altre pallottole. Tananai, uno che in quanto a uso dei social si è dimostrato maestro Sensei, dopo la sconfitta a Sanremo 2022 ha dimostrato grandissima autoironia, finendo per diventare il vincitore morale dell’edizione. Anche perché i veri vincitori, Mahmood e Blanco, non è che abbiano suscitato la medesima empatia. Alberto Cotta Ramusino si è poi trasformato nella Next Big Thing, facendo il botto con Tango, riempendo i palasport e godendosi una popolarità crescente, debordante. Poi ci ha detto che si vuole fermare. Certo, nel comunicarcelo se ne sta lì con la faccia da schiaffi, i capelli spettinati, il torso nudo lasciato intuire, ma quel che dice è chiaro, encomiabile anche, sempre che rifuggire tutto ciò che è contemporaneo non risulti troppo da boomer. Però, è incontrovertibile, l’annuncio di un momentaneo stop, fosse anche un pit stop ai box, quindi roba di qualche mese, suona novecentesco. E fa rumore, soprattutto se ad annunciarlo è uno che il Novecento l’ha giusto intravisto, visto che Tananai è nato nel 1995.

Se manterrà la parola, allora potremo dire che il ragazzo si è fatto davvero uomo

La speranza – lo dicemmo anche quando oltre 10 anni fa Ivano Fossati annunciò il ritiro dalle scene – è che sia qualcosa di vero, non una boutade studiata per far parlare. Il fatto che si chiuda un articolo su Tananai – quello che stonava una canzone esile dal titolo Sesso occasionale all’Ariston neanche due anni fa e che quest’anno, dallo stesso palco, ha cantato una canzone d’amore sotto le bombe di Kyiv intonatissimo – citando Fossati, forse, dice già tutto. Daniel Ek se ne farà una ragione, i tanti fan forse meno: se manterrà la parola potremo dire che il ragazzo si è fatto davvero un uomo, e ascoltarlo con ancora maggiore curiosità quando deciderà di tornare.

Migliori umidificatori del 2023: classifica e guida all’acquisto


Gli umidificatori servono a rendere più sana l'aria degli ambienti chiusi, riducendone la secchezza soprattutto nei mesi invernali. In commercio esistono differenti tipologie di umidificatori, ad ultrasuoni, ed evaporazione ed ebollizione, ognuno dei quali ha pro e contro. In questa guida vediamo insieme quali sono e come scegliere i migliori umidificatori del 2023.
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Europei 2032, Abodi pensa a un commissario per la gestione degli stadi

Il prossimo 10 ottobre si saprà se la candidatura presentata da Italia e Turchia per ospitare gli Europei di calcio 2032 sarà accettata. I due Paesi sono stati gli unici a candidarsi e a meno di sorprese sembra ormai certo che la manifestazione sarà disputata per metà in sei o sette stadi della penisola. Nonostante manchino ancora nove anni, il tema della scelta delle strutture da proporre per le gare è già caldo. Il ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi, ha ammesso che sul tavolo ci sarebbe anche l’idea di affidare la gestione degli stadi a un commissario: «Ci ragioneremo».

Europei 2032, Abodi pensa a un commissario per la gestione degli stadi
Uno stadio vuoto (Getty Images).

Abodi: «C’è bisogno di sviluppo simmetrico»

Il ministro è tornato sul tema a margine della presentazione dei campionati di Serie A1 di pallanuoto. E ha dichiarato, parlando di un ipotetico commissario per la gestione degli impianti: «Ragioneremo su questa possibilità, non per sovrapporci agli interessi territoriali, ma per uniformare il procedimento e mettere tutti nella stessa condizione. Abbiamo bisogno di uno sviluppo simmetrico. Oggi il modello prevede che non ci sia uniformità, al di là del fatto che abbiamo visto svilupparsi pochi progetti negli ultimi anni e anche quando c’è accordo la parte burocratica amministrativa dura tanti anni».

Europei 2032, Abodi pensa a un commissario per la gestione degli stadi
Lo stadio Olimpico di Roma prima di una partita (Getty Images).

Parole anche sulla Serie A

Abodi ha poi concluso con un ragionamento complessivo: «Non può essere solo Euro 2032 a determinare l’effetto che auspichiamo, ma grazie all’Europeo dobbiamo occuparci del tema che non riguarda solo i 6-7 stadi che ospiteranno le partite della competizione, ma di tutto il sistema professionistico. Promozioni e retrocessioni espongono soprattutto la Serie A all’inserimento di soggetti che devono predisporsi al massimo campionato. Così come la Serie A deve predisporsi tutta a una qualità di prodotto che dipende anche dalla qualità delle infrastrutture».

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Cinemaddosso, la nuova app sui film e i suoi abiti

In arrivo dal 30 settembre 2023 su tutti gli app store Metamuseo Cinemaddosso, la nuova app che con oltre 100 abiti, approfondimenti, curiosità, interviste, filmati e foto storiche (attraverso un percorso 3D) farà conoscere ai navigatori della rete il talento dei costumisti e degli artigiani italiani che hanno contribuito a creare la fama del Made in Italy nel mondo. L’app, che verrà presentata in tale data a Cinecittà in occasione del congresso dell’Associazione italiana scenografi, costumisti e arredatori, fa parte di un ampio progetto realizzato con il contributo del MIC e dei progetti speciali per il Cinema e l’Audiovisivo.

È stata sviluppata dalla Hypex

Cinemaaddosso è stata prodotta da Annamode costumes che, grazie alla sua raccolta di costumi originali creati per il cinema, ha dato vita a un archivio storico di interesse internazionale. È stata curata da Elisabetta Bruscolini, disegnata dall’art director Maria Teresa Pizzetti e sviluppata dalla creative software house Hypex di Riccardo Boccuzzi. Il nuovo spazio virtuale in 3D ha fatto seguito alla grande mostra che si è tenuta al Museo del Cinema di Torino nel 2020 e poi in Val d’Orcia, nel Comune di Pienza.

Un viaggio all’interno della storia del costume cinematografico italiano

Con l’app Cinemaddosso si potrà navigare attraverso percorsi tematici che presenteranno la storia del costume cinematografico italiano. Per conservare la fedeltà dei costumi in ogni minimo dettaglio è stato utilizzato il brevetto Hypex Interactive che ha permesso di interagire con abiti reali, cioè filmati dal vivo. Inoltre, l’ampia selezione di vestiti ripresi a 360 gradi in alta qualità e in seguito digitalizzati consentirà all’utente di soffermarsi tra i diversi spazi espositivi elaborati e distinti in modo non cronologico ma immaginifico, e anche sui singoli costumi per goderne la fattura e conoscerne la storia. Il viaggio all’interno del metamuseo sarà accompagnato anche da descrizioni e contestualizzazioni storiche ed artistiche, in cui molte delle creazioni sono nate attraverso aneddoti e racconti di chi le ha prodotte, create o indossate. Gli abiti sfileranno in sette sezioni della mostra virtuale grazie allo Studio Convertino che ha realizzato i video, mentre la musica di Massimiliano Faraci guiderà lo spettatore a immaginare gli ambienti e a entrare nella narrazione.

Operaio muore travolto dalla macerie di un solaio nel Palermitano

Incidente mortale sul lavoro nel Palermitano. La vittima, il 63enne Filippo Ciancimino, stava lavorando alla ristrutturazione di un’abitazione in via Papa Giovanni XXIII a Belmonte Mezzagno, quando il solaio è crollato. Per l’operaio edile, travolto dalle macerie, non c’è stato niente da fare: i sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Misilmeri.