
"Credo che sia solo lei la persona che possa fare una riflessione sul proprio futuro politico": lo ha detto Licia Ronzulli, capogruppo di Forza Italia in Senato, parlando di Marte Fascina.
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A sorprendere la ragazza, una turista svizzera di 17 anni, intenta a scrivere l’iniziale del suo nome su un basamento del Colosseo è stata una guida turistica italiana. Immediata la segnalazione alla vigilanza del parco archeologico e ai carabinieri giunti sul posto.

La turista, in vacanza con la famiglia nella capitale, dovrà rispondere di «deturpamento e deterioramento dei Beni culturali, divieto di imbrattare, disegnare, incidere o compromettere il patrimonio artistico, storico e monumentale della città». Solo poche settimane fa, si era verificato un altro atto di vandalismo per mano di un turista inglese immortalato in un video mentre incideva una scritta sul muro dell’anfiteatro.

Nella mattinata di venerdì 14 luglio, le forze dell’ordine sono intervenute per sgomberare il blocco dei lavoratori in protesta da tre giorni davanti ai cancelli del magazzino di Mondo Convenienza a Settimo Torinese. Il presidio è stato organizzato dai Si Cobas: «Questa lotta è determinata a non arrestarsi nonostante i tentativi di smobilitare la protesta promettendo un tavolo in Prefettura». La protesta è dei montatori, facchini ed autisti di Veneta Logistic che lamentano contratti sbagliati «orari infiniti e totale mancanza di sicurezza, dovendo portare a mano pesi di qualunque tipo e non a norma negli appartamenti ai piani».
Questo video è una vergogna in un paese civile.Solidarietà ai lavoratori di #MondoConvenienza,che protestano contro salari da fame e turni di lavoro massacranti.Una certa politica continua da sempre a creare precarietà occupazionale.E' ora di bloccare questo schifo. #sciopero pic.twitter.com/HLeRpgYant
— Antonello De Pierro (@antondepierro) July 14, 2023
Il sindacato Sì Cobas di Torino ha dichiarato con una nota sui social che «Pur essendo la situazione di Mondo Convenienza ampiamente nota, azienda sotto processo per caporalato, contratto delle pulizie a montatori e autisti, orari infiniti e totale mancanza di sicurezza, dovendo portare a mano pesi di qualunque tipo e non a norma negli appartamenti ai piani, prefettura e questura difendono a spada tratta il grande sfruttatore, mandando ben sei camionette di celere per sgomberare i lavoratori in sciopero. Non contenti lo sgombero avviene anche con violenza, per insegnare ai lavoratori che devono lavorare col capo chino, subendo lo sfruttamento imposto. […]. Lo sciopero non è un problema di ordine pubblico ma un diritto dei lavoratori, i lavoratori in sciopero non sono criminali ma esercitano la libertà sindacale».

E’ intervenuto su quanto accaduto il vice-capogruppo di Alleanza verdi sinistra, Marco Grimaldi: «Per l’ennesima volta si usa la forza. Basta, è intollerabile. I lavoratori chiedono semplicemente di non essere sfruttati. Chiedono che ci sia un fine turno, che vengano loro riconosciuti straordinari e indennità di trasferta se sono fuori città, che il salario sia dignitoso, che il lavoro sia sicuro. Le prefetture e le questure dovrebbero trattare come crimine lo sfruttamento, non la protesta».

Silvana Accossato, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Consiglio regionale, ha affermato: «Piena solidarietà ai lavoratori di Mondo Convenienza di Settimo Torinese che da 3 giorni stanno scioperando per chiedere maggiori diritti, un aumento dei salari, che vengano riconosciute loro le ore di straordinario e il rispetto delle norme di sicurezza. L’assessora Chiorino intervenga e convochi subito un tavolo di mediazione tra azienda e lavoratori».
La deputata e vicepresidente del partito democratico Chiara Gribaudo ha scritto su Twitter: «Le cariche della Polizia nei confronti dei lavoratori di Mondo Convenienza sono inaccettabili. Alla richiesta di diritti, orari e salari giusti, si risponde con il dialogo non con la forza. E’ questa la concertazione sociale del governo Meloni? Presenterò un’interrogazione».




A Padova un uomo, Collaku Haxhi, già ammonito per stalking, ha violato il divieto di avvicinamento recandosi sotto casa della ex compagna che ha subito allertato le forze dell’ordine. Una volta giunti sul posto, i carabinieri lo hanno identificato per poi invitarlo ad allontanarsi. A quel punto l’uomo ha investito uno dei militari ed è poi sceso dall’auto armato di coltello. Il secondo carabiniere gli ha sparato uccidendolo.

La sparatoria è avvenuta in via Castelfidardo, nel quartiere Sacra Famiglia, dove vive l’ex moglie dell’uomo, che lo aveva denunciato per stalking. La donna, accortasi della presenza del 55enne, ha chiamato i 112. All’arrivo dei militari, l’uomo in un primo momento ha fatto credere di volersi allontanare, per poi fare una manovra improvvisa e colpire con l’auto uno dei due carabinieri che in quel momento era chino sul cofano a compilare il verbale. Subito dopo è sceso dal veicolo con un coltello: il collega del militare investito ha sparato quattro colpi di arma da fuoco. Il 55enne è morto poco dopo il ricovero. Il carabiniere travolto dall’auto si trova ricoverato in ospedale, ma non è in pericolo di vita.














Secondo le informazioni diffuse da Le Monde, un’anfora a fondo nero, datata al V secolo a.C. custodita nella galleria Campana nel museo Louvre a Parigi, è rivendicata dallo Stato italiano insieme ad altri sei reperti archeologici. L’opera è attribuita al pittore di Berlino, artista mai identificato, pilastro della ceramica ellenica, e appartiene alla collezione che fu acquisita da Napoleone III. Dopo un restauro, le sale della galleria erano state riaperte al pubblico all’inizio del mese di luglio.
L’acquisto della collezione composta da sette pezzi, da parte del museo, era avvenuto tra il 1982 e il 1998. Già nell’autunno di quest’anno potrebbe esserci un accordo tra Italia e Francia per riportare le opere in patria. Si apprende inoltre dal quotidiano francese che «sono passati circa dieci anni dai primi sospetti su questi pezzi e dall’inizio del dialogo tra i due Paesi».
Secondo le indagini degli archeologi gli oggetti della collezione, tra cui l’anfora del pittore di Berlino e il vaso antico del pittore di Ixion, avevano un’origine incerta, forse saccheggiati illegalmente. La direttrice del Louvre, Laurence des Cars, ha dichiarato a Le Monde che le opere dubbie sono «una macchia sulle collezioni del museo» e promette la massima collaborazione per risolvere la controversia. Sempre secondo la direttrice, «lo studio della provenienza è oggi una questione delicata, dal punto di vista scientifico, simbolico e politico». Una portavoce del Louvre ha rivelato inoltre ad AFP che una lista con altre opere era già stata inviata a febbraio dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. L’elenco non è mai stato reso pubblico.