L’Acropoli chiude dalle 12 alle 17: troppi malori tra i turisti per il caldo

In attesa dell’arrivo dell’anticiclone subtropicale Caronte, è l’ondata di calore denominata Cerbero ad aver portato le temperature oltre i 40 gradi in gran parte del sud dell’Europa. Come l’Italia, anche la Grecia fa i conti con il caldo record e per questo il governo ha deciso che l’Acropoli, una delle attrazioni principali del Paese, chiuderà nelle ore centrali della giornata. Ad Atene sono migliaia i turisti che ogni giorno scalano la collina che sovrasta la capitale per visitare il Partenone. Ma negli ultimi giorni è stato necessario l’intervento della Croce Rossa, sia per i tanti malori registrati, sia per distribuire bottigliette d’acqua ai visitatori accaldati.

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Ad Atene chiude nelle ore centrali il monumento simbolo della Grecia: troppi malori per il caldo
Volontari della Croce Rossa assistono alcuni turisti (Getty).

Lina Mendoni: «Proteggiamo lavoratori e visitatori»

Solitamente l’Acropoli è visitabile dalle 8 alle 20, per consentire a tutti i turisti di poter accedere senza creare grossi disagi e lunghe attese. La ministra della Cultura Lina Mendoni, però, ha spiegato all’emittente Ert che adesso sarà chiusa già alle 12 e fino alle ore 17 per «proteggere lavoratori e visitatori». La donna ha anche spiegato che il numero dei turisti è aumentato anche rispetto ai livelli precedenti alla pandemia: «Le sole visite del mese di giugno e di inizio luglio sono state l’80 per cento in più del 2019». Per questo ci saranno misure di controllo maggiori anche quando le temperature torneranno a scendere.

Ad Atene chiude nelle ore centrali il monumento simbolo della Grecia: troppi malori per il caldo
Una donna scatta una foto all’Acropoli (Getty).

La Grecia teme gli incendi 

Il governo greco spera di non incappare anche durante l’estate 2023 in quanto accaduto nei due anni precedenti. Per settimane diverse città della Grecia sono rimaste sotto scacco degli incendi, come sta accadendo adesso in Croazia. Vicino la città di Sibenik, sulle coste dell’Adriatico, il villaggio di Grebastica è stato devastato dalle fiamme, che hanno distrutto case e veicoli. La Dalmazia è la regione più colpita e si teme che con l’arrivo di Caronte la situazione possa anche peggiorare. Incendi si registrano anche in Bosnia e diverse altre aree dei Balcani.

Marco Mengoni, concerto Roma 2023: scaletta, ospiti e strade chiuse

È prevista per domani, sabato 15 luglio 2023 al Circo Massimo di Roma, la chiusura del tour negli stadi di Marco Mengoni. Per l’occasione l’artista ha invitato numerosi amici cantanti, tra cui Elodie, Bresh e Samuele Bersani, e la viabilità delle strade della capitale è stata modificata.

Marco Mengoni, concerto a Roma: scaletta e ospiti

Il cantante di Due vite, brano vincitore di Sanremo 2023, ha messo in scaletta numerose canzoni da cantare con le 45 mila persone attese nella capitale per un’occasione così unica. Questa la scaletta in programma:

  • Cambia un uomo
  • Esseri umani
  • No stress
  • Mi fiderò
  • Muhammad Alì
  • Voglio
  • Psycho Killer
  • Credimi ancora
  • Luce
  • Proteggiti da me
  • Due nuvole
  • Parole in circolo
  • L’essenziale/Pazza musica/Crazy in love
  • Due vite
  • Fiori d’orgoglio
  • Sai che
  • Hola
  • Ti ho voluto bene veramente
  • Guerriero
  • Ma stasera
  • Pronto a correre
  • Io ti aspetto
  • Proibito
  • Buona Vita

Mengoni ha annunciato che non sarà solo. Ad accompagnarlo sul palco, oltre ai cantanti già citati sopra, Dardust, Crookers, Mace, Whitemary ed Estremo, che cantano e suonano con lui all’inizio. Ad alternarsi sul palco anche Gazzelle ed Elodie nel medley L’essenziale/Pazza musica/Crazy in love.

Marco Mengoni, tutto pronto per il concerto del 15 luglio a Roma al Circo Massimo
Marco Mengoni all’Eurovision Song Contest 2023 (Getty Images).

Strade chiuse e viabilità modificata 

Tutta la città di Roma è in fermento per l’arrivo di Marco Mengoni e, per facilitare l’afflusso delle 45 mila persone previste, l’amministrazione comunale si è attivata modificando la viabilità. Sul sito web del Comune di Roma si comunica che dalle 20 di oggi venerdì 14 luglio sono chiusi via del Circo Massimo, piazzale Ugo La Malfa, via della Greca, via dell’Ara Massima di Ercole, via delle Terme Deciane, il lungotevere Aventino (tra piazza dell’Emporio e via di Santa Maria in Cosmedin) e via di Santa Maria in Cosmedin. Dalle 18 di sabato 15 luglio 2023 potrebbero essere chiuse anche via di San Gregorio, viale Aventino, piazza Bocca della Verità, via Petroselli e via del Teatro di Marcello, questo se l’afflusso dovesse essere troppo elevato.

Bonus psicologo, arriva la proroga dei termini per i residenti delle zone alluvionate

Il bonus psicologo è stato prorogato per i cittadini italiani residenti o domiciliati nelle zone colpite dall’alluvione di maggio 2023. Ecco dunque che, così come comunicato dall’Inps, dal 5 luglio al 31 agosto 2023 gli interessati dalla proroga potranno ancora sfruttare i benefici della misura, con gli psicoterapeuti che per inserire i dati di fatturazione avranno tempo fino al 15 settembre.

Bonus psicologo, la proroga per le zone alluvionate

L’Istituto nazionale di previdenza sociale, nel messaggio n. 2530 del 6 luglio 2023, ha specificato il bonus psicologo viene prorogato per i residenti o domiciliati delle zone alluvionate fino al 31 agosto 2023. Il 7 giugno scorso, si ricorda, sono scaduti i 180 giorni messi a disposizione dei beneficiari per poter sfruttare il bonus che, come da decreto, prevede un contributo economico del valore massimo di 600 euro per il pagamento delle spese di psicoterapia. La proroga è in linea con quanto stabilito dal decreto alluvioni, n. 61/2023, che ha previsto una serie di interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza. Tra queste c’è anche la sospensione dei procedimenti e dei termini amministrativi a partire dal 1° maggio e fino al 31 agosto 2023, ivi compresi i 180 giorni per l’utilizzo del codice univoco attribuito ai beneficiari del bonus psicologo. Ora, dunque, i cittadini che al 1° maggio erano residenti o domiciliati nelle zone colpite potranno contare su tempi più dilatati per poter ottenere un supporto psicologico professionale.

Le nuove date 

La funzione di prenotazione, inserimento e conferma delle sedute del periodo compreso tra l’8 giugno e il 31 agosto 2023 è dunque di nuovo disponibile a partire dal 5 luglio all’interno della procedura dedicata agli psicoterapeuti con pazienti beneficiari del contributo residenti nelle zone alluvionate. Gli psicoterapeuti, invece, potranno inserire i dati di fatturazione delle sedute confermate entro il prossimo 15 settembre. Per individuare i beneficiari della proroga si farà riferimento al codice di avviamento postale, il Cap, di residenza. Per i domiciliati, invece, è necessario presentare all’Inps una documentazione specifica.

I disastri di Todd Boehly col Chelsea e quegli strani intrecci finanziari

Il signor compro-tutto-io. L’americano Todd Boehly è entrato nel calcio con un piglio faraonico e non gli è ancora riuscito dismetterlo. Conosce soltanto il linguaggio del dollaro sonante e lo utilizza a profusione. È nel mondo del pallone da circa un anno ma ha già speso una quantità di denaro da manovra finanziaria di uno Stato di media taglia. Soltanto per comprare il Chelsea dall’oligarca russo Roman Abramovich ha speso 4,1 miliardi di sterline. Che in euro fanno 4,9 miliardi, quasi come il Prodotto interno lordo 2021 del Montenegro (5,17 miliardi di euro). E dato che una squadra bisogna rafforzarla, oltreché comprarla, ecco che sono stati impegnati altri 600 milioni di euro per acquistare calciatori a prezzi da Arabia Saudita. Con record dell’insensatezza toccato durante la finestra invernale del 2023, che per definizione dovrebbe essere dedicata soltanto a qualche intervento di aggiustamento, e invece ha visto il patron statunitense dei Blues spendere 327 milioni di euro in nuovi calciatori. Record assoluto per un calciomercato invernale, almeno fino a gennaio 2024.

I disastri di Todd Boehly col Chelsea e quegli strani intrecci finanziari
Todd Boehly ha speso nel Chelsea oltre 6 miliardi (Getty).

Tuchel, Potter, Lampard e Pochettino: la girandola degli allenatori

Basterebbero questi pochi dati per dare il senso di una dismisura forse ineguagliabile. Ma non sarebbe ancora abbastanza, se non si tenesse conto della schizofrenica gestione degli allenatori. Prima il licenziamento di Thomas Tuchel, l’allenatore tedesco vincitore della Champions League del 2021 e cacciato nel mese di settembre 2022 alle 8 del mattino, dopo una chiacchierata durata tre minuti. Al suo posto è arrivato Graham Potter, che era sotto contratto col Brighton e per questo è costato al Chelsea 26 milioni di euro soltanto perché il tecnico si liberasse dal vincolo. A lui è stato concesso un contratto da circa 60 milioni di euro netti per 5 anni, rotto però già a aprile 2023 con sostanziosa buonuscita la cui entità è rimasta sconosciuta. E dopo il disastroso passaggio da traghettatore di Frank Lampard è arrivato il turno di Mauricio Pochettino. Che ha firmato un contratto da 12 milioni di euro netti annui, che significa 233 mila euro alla settimana. E almeno in questo caso il vincolo è soltanto triennale, rispetto al quinquennale di Potter. Quanto al tecnico argentino, ha la certezza di cominciare la stagione sulla panchina dei Blues. Salvo varie e eventuali.

I disastri di Todd Boehly col Chelsea e quegli strani intrecci finanziari
L’allenatore del Chelsea Mauricio Pochettino (Getty).

La stagione più misera della storia recente del Chelsea: 12esimo posto

Un’ultima annotazione: i quasi 6 miliardi di euro spesi fra acquisizione del club, rafforzamento della squadra e un turnover di allenatori degno del miglior Luciano Gaucci hanno prodotto, in termini di risultati sportivi, la stagione più misera nella storia recente del Chelsea. In Premier League 12esimo posto, fuori al terzo turno sia in FA Cup sia in Coppa di Lega, fuori ai quarti di finale di Champions League. Una disfatta su tutta la linea, ma pagata a peso d’oro.

I disastri di Todd Boehly col Chelsea e quegli strani intrecci finanziari
Il magnate americano Todd Boehly (Getty).

Capitalismo americano senza scrupoli nel mondo del calcio

Lo si dovesse giudicare soltanto dal raccapricciante ingresso nel mondo del calcio, mister Boehly andrebbe ben oltre la bocciatura senza appello. Che molto stride con la sua carriera da businessman. E questo contrasto porta a interrogarsi. Perché un così fragoroso fallimento? Soprattutto: davvero molti dei proprietari di club europei che provengono dagli Usa si stanno comportando molto meglio di mister Boehly? Che certo di suo è un caso eclatante, ma rappresenta comunque una tendenza del capitalismo americano nel suo avvicinamento a uno spettacolo globale, quale il calcio è, che sfugge alla sua matrice culturale.

I disastri di Todd Boehly col Chelsea e quegli strani intrecci finanziari
Enzo Fernandez, uno degli acquisti più cari del Chelsea (Getty).

Il pasticcio delle multiproprietà e quelle ibridazioni azzardate

A dominare, tra questi nuovi padroni che giungono dall’altra sponda dell’Atlantico, è un confuso mix tra enfasi dell’innovazione, tendenza pasticciata alla multiproprietà calcistica e sportiva, ibridazioni azzardate fra distinte industrie dello svago, affarismo e un’imperizia che non si perdonerebbe a un dirigente di società di Serie D. Ma nonostante tutto ciò, i soggetti come mister Boehly perseverano nel tirare dritto senza dare retta a chicchessia. E non paghi dei disastri già cumulati, pensano a espandere il proprio impero anziché fermarsi un attimo per rimettere in ordine ciò che già hanno sotto il proprio controllo. Infatti il presidente e proprietario del Chelsea sta continuando a comprare. E oltre a annettersi calciatori e allenatori, mira a creare un sistema di club seguendo il modello inaugurato dal City Football Group e presto seguito da altri.

I disastri di Todd Boehly col Chelsea e quegli strani intrecci finanziari
Il super agente dei calciatori Jorge Mendes (Getty).

Triangolazione tra Blues, Strasburgo e Rio Ave, con lo zampino di Mendes 

A giugno 2023 ha acquisito una quota di maggioranza dello Strasburgo, club che milita nella Ligue 1 francese. E adesso si appresterebbe a fare altrettanto col Rio Ave. Che è un club portoghese e mica uno qualsiasi. È infatti uno fra i più allineati e coperti rispetto ai voleri e alle manovre del super agente dei giocatori Jorge Mendes. Che non per caso ha ripreso a fare affari col Chelsea da quando il club londinese è passato sotto la proprietà di Boehly, dopo che per anni Abramovich gli aveva chiuso le porte. Se davvero il Rio Ave dovesse andare sotto il controllo del magnate americano, si aprirebbe un flusso di calciatori e denaro tra Portogallo, Francia e Inghilterra da far perdere la testa. E mister Boehly continuerebbe a spendere come se non ci fosse un domani. A che pro, lui solo sa.

Messina Denaro a processo per estorsione ma con rito abbreviato

La richiesta di essere giudicato con rito abbreviato nel processo che lo vede accusato di estorsione a Palermo, avanzata da Matteo Messina Denaro attraverso la legale e nipote, Lorenza Guttadauro, è stata accolta. La decisione è a firma del gup del tribunale di Palermo Rosario Di Gioia. Il boss, attualmente detenuto a L’Aquila al 41bis, ha scelto il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena, ponendo una condizione: sentire le «persone offese» di un tentativo di estorsione.

Il boss, tramite il suo legale, aveva richiesto il rito abbreviato. Il gup ha accolto la richiesta. con rinvio a settembre.
Matteo Messina Denaro (foto Imagoeconomica).

La lettera di rivendicazione della proprietà

In uno dei suoi interrogatori davanti ai pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Messina Denaro aveva respinto le accuse che gli venivano mosse in relazione a una lettera a sua firma in cui rivendicava la proprietà di un terreno di Campobello di Mazara (Trapani) che formalmente apparteneva a Passanante padre, che sarebbe stato però intestatario fittizio. Secondo il boss, riporta l’Agi, era stata una «sfida» perché Giuseppina Passanante ammettesse e restituisse il maltolto. Disposto dunque il rinvio a settembre, quando saranno «esaminati» Giuseppina Passanante, figlia di un prestanome del boss, e il marito.

Putin andrà al vertice Brics in Sudafrica nonostante il mandato d’arresto

Vladimir Putin si recherà in in Sudafrica ad agosto per il vertice del gruppo Brics. Questo nonostante il mandato di cattura internazionale spiccato a suo carico dalla Corte penale internazionale e lo scarso entusiasmo da parte dei vertici del Paese africano, che saranno messi in difficoltà dal viaggio dello zar. «Capiamo di essere vincolati dallo Statuto di Roma, ma non possiamo invitare qualcuno e poi arrestarlo. Per noi è un dilemma. Saremmo contenti se non venisse» ha detto alla testata sudafricana Mail & Guardian il vicepresidente Paul Mashatile.

Putin andrà al vertice Brics in Sudafrica nonostante il mandato d’arresto e il parere contrario di Pretoria.
Paul Mashatile (Getty Images).

Lavrov al posto di Putin: la proposta di Pretoria respinta da Mosca

Il Sudafrica ha proposto alla Federazione Russa che, al posto di Putin, fosse il ministro degli Esteri Sergei Lavrov a guidare la delegazione di Mosca a Johannesburg tra il 22 e il 24 agosto. La proposta è stata però rispedita al mittente, ha spiegato Mashatile, così come quella di un vertice da remoto, respinta da Brasile, India e Cina. La Repubblica Popolare si sarebbe offerta di ospitare il vertice, ma a dire no sono stati India e Brasile. Da parte sua, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa aveva detto che il vertice Brics si sarebbe tenuto in presenza e con Putin, nonostante il mandato della Corte penale internazionale.

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Putin andrà al vertice Brics in Sudafrica nonostante il mandato d’arresto e il parere contrario di Pretoria.
Sergei Lavrov (Imagoeconomica).

Il precedente: nel 2015 il Sudafrica non arrestò Omar al Bashir

Pochi giorno dopo il mandato d’arresto, la ministra degli Esteri sudafricana Naledi Pandor aveva dichiarato che il suo governo avrebbe consultato Mosca prima di prendere in considerazione qualsiasi azione. Le Forze armate hanno invece già messo in chiaro che non avrebbero mosso un dito contro il presidente russo. Il Sudafrica non ha condannato l’invasione dell’Ucraina, ribadendo la sua imparzialità e adoperandosi per una missione di pace insieme ad altri Paesi africani. Non è la prima volta che la Cpi fa pressioni sul Sudafrica affinché arresti un capo di Stato straniero. Era già successo nel 2015, quando Pretoria non ottemperò al mandato emesso nei confronti dell’allora presidente sudanese Omar al Bashir, nonostante un’ordinanza del tribunale locale lo avesse ordinato.

Il Consiglio di Stato salva gli orsi Jj4 e Mj5: sì al ricorso degli animalisti

La Terza sezione del Consiglio di Stato ha deciso di accogliere il ricorso presentato dalle associazioni animaliste contro i provvedimenti di abbattimento degli orsi Jj4 e Mj5. I due animali sono attualmente al sicuro e non saranno uccisi. L’ordinanza adesso sarà trasmessa al Tar, che fisserà l’udienza di merito. Per i giudici il provvedimento non è coerente e appare «sproporzionato». Dopo due sospensioni del tribunale amministrativo di Trento, il presidente della provincia autonoma Maurizio Fugatti aveva dichiarato: «Gli orsi vanno abbattuti o trasferiti».

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso degli animalisti: Jj4 e Mj5 vivranno
Maurizio Fugatti (Imagoeconomica).

I giudici: «Abbattimento è sproporzionato»

Nel documento firmato dai giudici si legge: «Il provvedimento che dispone l’abbattimento dell’animale appare sproporzionato e non coerente con le normative sovrannazionali e nazionali che impongono l’adeguata valutazione di misure intermedie, ferma restando la disposta captivazione a tutela della sicurezza pubblica, va sospeso l’ordine di abbattimento dell’animale. Il quadro normativo sovranazionale impone che la misura dell’abbattimento rappresenti l’extrema ratio e che possano essere autorizzate deroghe ai divieti di uccisione delle specie protette “a condizione che non esista un’altra soluzione valida” e nei soli limiti derivanti dai vincoli europei e internazionali».

Il Tar aveva sospeso l’abbattimento ad aprile

La vicenda legata agli orsi Jj4 e Mj5 va avanti da mesi. Il Tar di Trento ad aprile aveva sospeso entrambe le ordinanze, con grande soddisfazione delle associazioni animaliste. A presentare il primo ricorso è stato il presidente della Leal, la Lega antivivisezionista, Gian Marco Prampolini. «Con nostra grande soddisfazione», aveva dichiarato. «È più che mai necessario mettere punti fermi a una follia di sterminio dei plantigradi perseguita dalla giunta Fugatti. Vogliamo anche contestare i criteri di valutazione di pericolosità degli orsi considerati confidenti o aggressivi in quanto vittime essi stessi in primis di azioni di disturbo spesso anche volontarie da parte di curiosi, escursionisti e ancora più spesso cacciatori e bracconieri». Il Consiglio di Stato ha poi sospeso la decisione a giugno, prima della decisione definitiva.

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso degli animalisti: Jj4 e Mj5 vivranno
Un orso (Getty).

Congedo straordinario legge 104: la rinuncia del periodo già richiesto

L’Inps mette a disposizione dei contribuenti una nuova funzionalità per poter rinunciare, totalmente o solo in parte, al congedo straordinario previsto dalla legge 104. Si fa nello specifico riferimento al lasso di tempo di congedo retribuito che viene concesso a tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti che abbiano la necessità di allontanarsi dal lavoro per assistere un familiare con disabilità gravi. Questo congedo, così come previsto dalla normativa nazionale, ha una durata di due anni e, con la stessa modalità con cui viene richiesto sul sito dell’Inps, può anche essere sottoposto a rinuncia da parte del contribuente beneficiario.

Rinuncia del congedo straordinario

Nel suo messaggio n. 2600 del 10 luglio 2023, l’Inps ha fornito maggiori dettagli sulla rinuncia del congedo straordinario per la 104 che era già stato richiesto in una precedente domanda. Entrando più nello specifico, i lavoratori e le lavoratrici dipendenti devono comunicare all’Inps la loro volontà di rinunciare, totalmente o solo in parte, al periodo di congedo che era stato richiesto attraverso lo sportello telematico delle domande online di congedo straordinario per assistere familiari disabili in situazione di gravità. ll percorso da seguire sul portale dell’Istituto nazionale di previdenza sociale è il seguente: sezione Lavoro e poi Congedi, permessi e certificati, Congedi e infine Comunicazione di variazione. Al contribuente è chiesto di autenticarsi utilizzando le proprie credenziali Spid, Cns o Cie. L’Inps ha fornito anche maggiori dettagli in merito alla comunicazione di variazione che, per prima cosa, può essere effettuata solo in riferimento alle domande in corso di fruizione nel mese di presentazione della rinuncia. Questo vuol dire che il periodo richiesto in precedenza deve coprire, in tutto o in parte, il mese in cui si presenta la rinuncia. A questo si aggiunge che la data di rinuncia deve essere all’interno del mese di presentazione della comunicazione di variazione.

Giusy Buscemi: età, marito, figli e film dell’attrice

Giusy Buscemi, nome d’arte di Giuseppina Buscemi, è nata a Mazara del Vallo il 13 aprile 1993 ed è una modella, attrice e vincitrice della 73ª edizione del concorso di bellezza Miss Italia 2012.

Giusy Buscemi: biografia e carriera

Dopo essere stata incoronata Miss, ha debuttato come attrice sul grande schermo con il film Baci salati, l’opera prima di Antonio Zeta. Sono poi seguiti Nero infinito, un’altra opera prima di Giorgio Bruno (2013), e Fratelli unici di Alessio Maria Federici (2014) accanto a Luca Argentero e Raoul Bova. Nello stesso anno ha partecipato alla nona stagione di Don Matteo e poi alla miniserie tv La bella e la bestia. Sempre accanto a Terence Hill ha recitato nella fiction Un passo dal cielo, nonché ne La dama velata con Miriam Leone e Lino Guanciale.

Giusy Buscemi, tra carriera e vita privata
Giusy Buscemi e Jan Maria Michelini alla Mostra del Cinema di Venezia 2021 (Getty Images).

Per diversi anni ha lavorato nella fiction pomeridiana Il paradiso delle signore (2015-2017) ma anche nella serie tv internazionale I Medici (2018-2019). Il 2017 è l’anno in cui ha interpretato anche la giornalista freelance nei film Smetto quando voglio – Masterclass e Smetto quando voglio – Ad honorem, entrambi di Sydney Sibilla. Nel 2018 è stata nel cast del film di Ivan Silvestrini Arrivano i prof mentre nel 2021 è tornata nella fiction Un passo dal cielo ed è apparsa anche nell’altra fiction di successo di Rai 1 Doc- Nelle tue mani (2022).

Giusy Buscemi: la vita privata

Dopo tre anni di fidanzamento, il 13 maggio 2017 ha sposato a Roma il regista Jan Maria Michelini, conosciuto sul set di Don Matteo. L’11 febbraio 2018 è nata la loro prima figlia, Caterina Maria, seguita il 5 ottobre 2019 dal secondo figlio, Pietro Maria. Il 31 luglio 2022 è nato il loro terzo figlio, Elia Maria. Tra Giusy e il marito ci sono circa 13 anni di differenza. Lui è nato a Roma nel 1979 ed è figlio del politico e giornalista Alberto Michelini, ex deputato della Repubblica italiana dal 1987 al 2006. Dopo tanta gavetta, è approdato in Rai e ha diretto la prima stagione di Doc – Nelle tue mani e Un passo dal cielo. All’estero ha lavorato alle serie tv di successo Diavoli e I Medici.