
In quanti hanno notato che alla finale di Wimbledon mancava solo il principino Louis tra tutti i Royals presenti? A lasciarlo a casa sono stati i genitori William e Kate: ecco la loro decisione.
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Veronika Logan, nata a Milano il 22 maggio 1969, è un’attrice ed ex modella. È nota per aver interpretato numerosi ruoli in diverse fiction Rai e Mediaset, soprattutto negli Anni 90 e 2000.
L’attrice, figlia del cantante Michael Logan e della modella Antonella Desimone, ha iniziato a lavorare come modella. Ha poi debuttato in televisione con I ragazzi della valle misteriosa (1984), regia di Marcello Aliprandi, assieme a Kim Rossi Stuart, fino ad arrivare a ricoprire il ruolo della dottoressa Chiara Bonelli in Vivere dal 1999 al 2006. Negli Anni Novanta 90 è stata anche una delle ragazze di Non è la Rai e, dopo le serie tv Classe di ferro (1989) e I ragazzi del muretto (1991), ha esordito al cinema con il film Le donne non vogliono più (1993) di Pino Quartullo. Nel 1996 è stata protagonista, insieme a Nicole Grimaudo, Raz Degan, Valeria Marini e Christopher Lee, della miniserie fantasy in due puntate Sorellina e il principe del sogno di Lamberto Bava.

Tra i film più importanti in cui ha recitato Logan, ci sono A spasso nel tempo, regia di Carlo Vanzina (1996), La verità vi prego sull’amore, regia di Francesco Apolloni (2001), Scusa ma ti chiamo amore, regia di Federico Moccia (2008), Ex – Amici come prima!, regia di Carlo Vanzina (2011) e Modalità aereo, regia di Fausto Brizzi (2019). Oltre che al cinema, l’attrice ha recitato in alcune importanti fiction televisive come L’ispettore Coliandro (dal 2006), R.I.S. 4 – Delitti imperfetti (2008), Distretto di Polizia (2008), Nero Wolfe (2012) e La porta rossa (2019).
L’attrice è stata per diversi anni insieme all’attore Kim Rossi Stuart. In seguito si è legata ad Alberto Ferrari dei Verdena e ha avuto una figlia, Talita, dal produttore Vittorio Mango. Sul set della serie Le avventure del giovane Indiana Jones ha conosciuto l’attore Sean Patrick Flanery, con cui ha convissuto per un periodo a Los Angeles. Non si sa se attualmente l’attrice sia single o fidanzata.
Dopo le polemiche sul caso La Russa jr, la striscia informativa dell’editorialista di Libero Filippo Facci è stata cancellata. Intanto i rumors danno in arrivo in Viale Mazzini due nomi di peso: il direttore del Fatto Quotidiano online Peter Gomez e il conduttore Massimo Giletti.
A sponsorizzare Gomez è il Movimento 5 stelle. «Quel posto spetta a noi», avrebbe detto Giuseppe Conte a l’ad Roberto Sergio. E, per «posto», intende quello lasciato libero da Bianca Berlinguer nel talk del martedì su Rai3. L’arrivo del direttore del Fatto online potrebbe essere comunicato già nella riunione in programma il 25 luglio.

Su Massimo Giletti, invece, si moltiplicano le voci che lo vedrebbero rientrare «in grande stile» a viale Mazzini, già all’inizio del 2024. L’ex conduttore di Non è l’arena – programma in onda su La7 chiuso improvvisamente ad aprile – potrebbe tornare in Rai a inizio gennaio.
Sempre il 25 luglio saranno discusse le nomine dei vicedirettori di Tg e Generi. Al Tg1 (sette le caselle disponibili) secondo i ben informati, arriveranno Incoronata Boccia (in quota FdI, dal Tgr Sardegna), e Anna Rita Grieco (dal Tg2, quota Forza Italia). La Lega intende confermare Grazia Graziadei e Francesco Primozich. Passando alle opposizioni, il M5s vorrebbe sostituire Bruno Luverà con Senio Bonini; il Pd punta su Costanza Crescimbeni. Rischia invece Maria Luisa Busi, al suo posto è data Elisa Anzaldo. Al Tg2 sono in attesa di riconferma Fabrizio Frullani (FdI), Maria Antonietta Spadorcia (Lega) e il centrista Carlo Pilieci. Da RaiParlamento è dato in arrivo Alfonso Samengo (Lega). Il Pd insiste su Massimo D’Amore. Giovanni Alibrandi, quota Carroccio, traslocherà agli Approfondimenti. In pole per sostituirlo la meloniana Elisabetta Migliorelli.
Jo Squillo, la cantante pop dance alla ribalta negli Anni 90 e diventata famosa per il brano Siamo donne cantato insieme a Sabrina Salerno, durante un’intervista al Corriere della Sera ha commentato il successo di Elodie. «Se non fosse così bella avrebbe meno successo», ha dichiarato dopo alcune considerazioni sulla situazione musicale del momento.
Secondo Jo Squillo, oggi essere un’artista non è così semplice e lo è ancor meno per le donne. «Essere artista dopo i 40 anni è parecchio complicato, tranne che per Orietta Berti e Iva Zanicchi. Le donne devono valere anche per il loro aspetto», ha sostenuto la cantante facendo riferimento alla giovane collega Elodie e al fatto che il suo grande successo è collegato anche alla sua bellezza. La cantante e conduttrice ha poi aggiunto: «L’industria favorisce il giovane perché può gestirlo. Per fortuna i ragazzi di oggi sono parecchio determinati e hanno le proprie etichette».
Non solo donne e musica, durante l’intervista Jo Squillo ha parlato anche della sua carriera e del successo raggiunto con Sabrina Salerno, un duo esplosivo che ha toccato la vetta con Siamo donne. L’artista ha raccontato di come l’incontro con la collega gli abbia cambiato la vita: «Sabrina non aveva mai cantato in italiano: era famosa in tutto il mondo, una icona pop straordinaria. All’inizio avevo pensato a un progetto di tante donne: una scrittrice, una danzatrice. Poi quando ho incontrato Sabrina ho pensato: io e lei già siamo un mondo». Il loro successo è stato straordinario ma, come ha ricordato Joe Squillo, è stato soggetto anche a diversi compromessi. La Salerno ha dovuto accettare qualche cambiamento, prima fra tutti il suo produttore: «Per seguirmi ha accettato di cambiare il suo produttore, che era prototipo di un certo tipo di femminilità e voleva cambiassimo il testo. Dovevamo andare in giro con 10 guardie del corpo».
Ci sono buone notizie per i docenti italiani che, in virtù della firma del rinnovo del contratto scuola, potranno contare su aumenti di stipendio, maggiori tutele e una regolamentazione dello smart working. L’accordo è stato siglato il 14 luglio 2023 e fa seguito a quello dello scorso novembre con il quale sono stati riconosciuti gli arretrati maturati e lo stanziamento di risorse da destinare alla componente fissa della retribuzione accessoria. La misura interessa 1,2 milioni di lavoratori e lavoratrici appartenenti ai settori scuola e Afam così come 77 mila dipendenti dei settori università ed enti di ricerca, con l’esclusione dei docenti.
Con la firma del nuovo contratto scuola, sono stati decisi alcuni aumenti in busta paga. Entrando più nello specifico:
In aggiunta alla crescita degli stipendi, il nuovo contratto scuola prevede anche il riordino delle aree relative al personale Ata che potrà contare su una più ampia opportunità di sviluppo professionale. E, ancora tra le altre novità previste dal nuovo contratto, ci sono:
L’annuncio del nuovo contratto scuola è stato accompagnato da un commento di soddisfazione da parte del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: «Il nuovo contratto segna un importante passo avanti verso una sempre maggiore valorizzazione di tutto il personale della scuola, sia docenti sia Ata. Sono state inoltre recepite a livello contrattuale le funzioni del docente tutor e del docente orientatore e questo consentirà di affermare definitivamente il principio della personalizzazione dell’istruzione, rimarcando la centralità nel sistema della persona dello studente».
È estate, fa caldo, in alcuni giorni caldissimo, e come ogni estate a metà luglio esce la classifica FIMI dei dischi più venduti nel primo semestre dell’anno: niente di nuovo sotto il sole, anche se a dirla tutta qualche sorpresa c’è, eccome. In questa prima frase ci sono due passaggi, almeno due passaggi, che faranno storcere il naso a molti. Il primo, relativo al caldo, più che un passaggio è una omissione, perché d’estate, si sa, fa caldo, ma è soprattutto l’umidità a determinare la temperatura percepita, quella che realmente sentiamo. Il secondo, invece, farà storcere il naso agli appassionati di musica d’una volta, per quell’aver parlato di dischi anche oggi che di dischi dischi non se ne vendono più e che la classifica è sostenuta quasi al 100 per cento dallo streaming (chi vi parla di ritorno del vinile, coi numeri che il vinile muove, mente sapendo di mentire).
Preso atto che la discografia si chiama discografia anche oggi, perché streamografia suona oggettivamente male, e preso atto che certi modi di dire sono lunghi a morire, andiamo ad analizzare i dati presentati da FIMI, quelli sì interessanti. Vince Geolier, col suo Il coraggio dei bambini- Atto II. È suo l’album più ascoltato di questa prima metà del 2023. Un ritorno, quello del rapper napoletano, che ha in qualche modo confermato quanto di buono aveva già fatto vedere, andando a capitalizzare il tutto con numeri pazzeschi. Sotto di lui, sul podio, Sirio di Lazza, album che nel 2022 è stato campione di vendite (anche qui, parlare di vendite ha la stessa valenza che parlare di dischi, siamo nel mondo dell’effimero, tant’è). Al terzo gradino del podio c’è invece la quota pop, fate attenzione, rappresentata da Materia (Prisma) di Marco Mengoni, vincitore di Sanremo.
A seguire, come nei peggiori incubi di chi ama il bel canto e la melodia, ma magari anche solo la musica internazionale, toh, Guè con Madreperla, Shiva con Milano Demons (non fatevi incantare, Shiva è italiano), Tedua con un album dal modesto titolo La Divina Commedia, Ultimo con Alba, Tananai con Rave, Eclissi, i Pinguini Tattici Nucleari, che al momento stanno portando a casa un tour con 11 stadi sold out compresi due San Siro e due Olimpico, con Fake News, e i Maneskin con Rush. In quella dei singoli, tanto per allargare il quadro, Lazza con Cenere vince, seguito da Mengoni con Due Vite, sovvertito il risultato finale del Festival, terzo il solito Mr Rain coi suoi bambini in Supereroi, Tananai con Tango, Bizarrap & Quevedo con Bzrp Music Sessions Vol. 52, e poi Finesse di Shiva con Sfera Ebbasta, Guè e Gelosa, Madame, toh una donna, con Il bene nel male, Miley Cyrus con Flowers, Guè con Anna e Sfera Ebbasta con Cookie N’ Cream e chiude Matteo Paolillo con Icaro, Lolloflow e Clara con Origami all’alba.
Allora, guardiamo i fatti. Nella classifica degli album sono tutti italiani, in quella dei singoli ci sono giusto un paio di forestieri. In quella degli album non ci sono donne, in quella dei singoli ci sono Madame e Miley Cyrus. Nella classifica degli album, soprattutto, c’è un bel florilegio di rapper/trapper/urban, l’indie è scomparso ormai da tempo all’orizzonte, e i Maneskin, che spopolano nel mondo facendo tour davvero in ogni angolo del pianeta, sono solo decimi, con un lavoro per altro uscito verso la fine dell’anno (ma Damiano e soci, da noi, sono poco amati, a parte su Instagram, è noto). Nei singoli, va detto, domina Sanremo, i primi quattro sono praticamente quattro quinti dei finalisti, e anche Madame, sola donna, arriva da lì.

E quindi arriviamo alle sorprese, quelle vere e quelle che in realtà spacciamo per tali tanto per sottolineare l’ovvio, «ma dai, e chi lo avrebbe mai detto». Dalla classifica FIMI del primo semestre 2023 mancano alcuni nomi che, un tempo, sarebbero stati serenamente in Top 10, probabilmente in vetta. Un nome su tutti? Tiziano Ferro, uscito a fine 2022 e solo 54esimo in classifica. Ma non solo lui. Pensiamo a Jovanotti, per dire, e al suo protetto, so che fa ridere, Gianni “onnipresente” Morandi. Mancano, poi, e questa è clamorosa e ripropone la faccenda del caldo reale e del caldo percepito, la quota di hit che invece magari spopolano o hanno spopolato in radio. Per dire, Annalisa, vera regina dell’estate, indiscussa, non è in Top 10 dei singoli né con Bellissima, la hit uscita a settembre ma che a inizio anno era in testa alle classifiche di ascolti, né Mon Amour, tormentone che sta mandando a casa i tormentoni naturali di ogni estate, i reggaeton e le multicollaborazioni, compresa quella della stessa Annalisa con Fedez e gli Articolo 31. Ci sono invece brani, penso a Shiva, penso ai brani multipli di Guè, che molti dei lettori probabilmente non avranno mai ascoltato, e se lo avranno fatto sarà con un certo sconcerto. Dando a tutti la sensazione che le classifiche, appaltate ai giovanissimi muniti di cellulare e dell’abbonamento premium dei genitori, ma con ascolti decisamente più compulsivi di loro, poco abbiano a vedere con un gusto generale e generalista, e soprattutto con quel che passano le radio e le filodiffusioni dei supermercati (un tempo a dominare era chi vinceva Festivalbar, e vinceva Festivalbar chi dominava, oggi c’è un certo scollamento tra classifica FIMI e mondo reale, sembra). Considerando che Geolier, per ora, scalza Lazza, che a sua volta aveva scalzato Rkomi col suo Taxi Driver, ce n’è abbastanza per dire che sì, in effetti la musica è cambiata, temo non esattamente in meglio, stando ai gusti di chi poi incide sulla classifica di vendita. Il fatto che non ci siano praticamente stranieri, né donne – Elodie, per dire, che fine ha fatto? È in Top 20 col suo album Ok, respira, certo, ma unica rappresentante femminile in una pletora di maschietti rappanti – è sintomo di una qualche forma malata di nazionalismo che però a sua volta è malato di appropriazione culturale verso chi il rap e la trap ha inventato e li sa fare decisamente meglio.

L’idea, più volte buttata lì da alcuni addetti ai lavori compreso chi scrive, di fare classifiche diverse, streaming da una parte, vendite del fisico, dall’altra, biglietti dei concerti, dall’altra ancora, sta lì, inascoltata, e del resto stiamo parlando di classifiche dei dischi, mica di provare a indirizzare bene i fondi del Pnrr. Resta che se questa è la musica che gira intorno, forse, l’idea di A Quiet Place, film che mostra una invasione aliena dove i cattivi attaccano le persone attirate da suoni e rumori, così che gli umani sono costretti a vivere nel più assoluto silenzio per sopravvivere, fa un po’ meno paura. Mon Amour, detto questo, e classifica o non classifica, resta la canzone dell’estate, Tananai l’artista che meglio si è mosso, il fatto che ora lo rincorrano tutti, da Laura Pausini in qua, è un fatto. Ah, nemmeno Laura Pausini è dentro a queste classifiche, ma questo lo leggerei come un ottimo segnale. Mon Amour di Annalisa, e Tango di Tananai dovrebbero stare in vetta. Poi sicuramente ci sarà Shiva, Paky o Minchia a scalzarli da un qualche podio, ma sarà solo un numerino, niente a che fare col caldo percepito. È tutta una questione di umidità, signora mia.



Stasera 18 luglio 2023 andrà in onda, su Rai 2 alle ore 21.20, il film intitolato Modalità aereo. Si tratta di una pellicola che ha debuttato nei cinema italiani nel 2019 e che appartiene al genere cinematografico commedia. Il regista è Fausto Brizzi che si è occupato di scrivere anche la sceneggiatura in collaborazione con Herbert Simone Paragnani e Paolo Ruffini. All’interno del cast del film ci sono attori molto famosi come lo stesso Ruffini, il comico Lillo, Violante Placido e Caterina Guzzanti.

La trama del film si basa su un intreccio che coinvolge Diego Gandini (Paolo Ruffini). Diego è un importante manager di una famosa azienda vinicola ed è in procinto di partire per Sydney per concludere degli affari fondamentali per la sua realtà lavorativa. Tuttavia, prima di prendere il volo, si concede una pausa nel bagno dell’aeroporto e qui viene riconosciuto da due inservienti, vale a dire Ivano (Lillo) e Sabino (Dino Abbrescia). I due addetti alle pulizie importunano Diego e gli chiedono costantemente una foto ricordo. Il manager però si innervosisce e arriva a minacciare i dipendenti, affermando di farli licenziare se continuano a infastidirlo. Alla fine di questo litigio, Diego se ne va dal bagno ma dimentica distrattamente il suo telefono cellulare.
Ivano e Sabino trovano il cellulare e decidono di vendicarsi subito dell’uomo che li ha trattati male. Iniziano ad acquistare online di tutto, con l’intento di svuotare i conti del manager. Inoltre, scrivono sui profili social del dirigente e lo insultano copiosamente sul web. Addirittura, arrivano a pagarsi un lussuoso soggiorno in una rinomata struttura, tutto a spese dell’ignaro Diego. Quest’ultimo, a bordo dell’aereo, si è nel frattempo accorto di aver perso lo smartphone e inizia ad arrabbiarsi con tutti, anche con la povera hostess (Violante Placido) presente sul suo volo. Il manager si fa prestare un telefono e chiama il cugino Lorenzo (Luca Vecchi) per affidargli un compito: recuperare il cellulare dai due dipendenti. Tuttavia, le cose prenderanno una strana piega e Ivano e Sabino avranno tante sorprese da rivelare contro Diego e suo cugino Lorenzo.
Le riprese della pellicola sono durate in totale circa due mesi. Le scene sono state registrate tra alcune zone della Toscana, la città di Roma e Amsterdam, capitale dei Paesi Bassi.
Caterina Guzzanti, che nel film interpreta la moglie del personaggio Ivano, interpretato dall’attore comico Lillo, ha parlato di come i social sono ormai importanti nella società odierna e di come su questi portali spesso gli utenti criticano e insultano senza freni, aspetto rimarcato anche nel film. Le sue parole sono state: «Ormai abbiamo metabolizzato un’autocritica e un’autocensura che vengono dal sapere già quali saranno i commenti a ciò che dirai. A volte quindi è meglio non dire niente, ci sono delle opinioni che è meglio non esporre».
Fausto Brizzi, regista della commedia, ha lanciato una pazza idea in un’intervista rilasciata a Movieplayer.it. Infatti, ha paragonato il personaggio di Paolo Ruffini in Modalità aereo all’eroe DC Batman. Le sue parole sono state: «Penso che Ruffini per interpretare Bruce Wayne darebbe tutto quello che ha: venderebbe le case, la collezione di VHS, credo che ne abbia più di qualsiasi persona al mondo, farebbe qualsiasi cosa. Non lo sapete, ma Ruffini è completamente tatuato con personaggi dei fumetti: ogni volta glieli abbiamo dovuti cancellare».

Violante Placido, che interpreta la hostess del volo nella pellicola, ha voluto esprimere la sua opinione sul valore dell’amicizia e della gentilezza, altro tema importante presente all’interno del film. Le sue parole sono state: «A volte con le persone che abbiamo più vicino ci ritroviamo incastrati in un ruolo, a causa del modo in cui ci vedono. Con qualcuno che ci conosce meno abbiamo una seconda chance, anche di essere qualcosa di diverso, che ti appartiene lo stesso e che magari capisci dopo».








Continuano i campionati del mondo delle discipline acquatiche, in programma fino al 30 luglio a Fukuoka, in Giappone. Il 18 luglio è di nuovo azzurro il podio per la 5 km di fondo. L’argento va a Gregorio Paltrinieri. Medaglia di bronzo, invece, per Domenico Acerenza.
A guadagnarsi la medaglia d’oro è il tedesco Florian Wellbrock, che bissa il titolo della 10 km. Quarto, invece, è il connazionale Oliver Klemet. Lontani gli altri protagonisti della competizione, tra cui l’ungherese Kristof Rasovszky, che guadagna il settimo posto.










