Giordano De Plano: età, biografia e carriera dell’attore

Giordano De Plano, nato a Roma il 31 marzo 1973, è un attore italiano. Recentemente ha recitato nella serie Sky Christian, di Stefano Lodovichi (2022), e nel film Ipersonnia di Alberto Mascia (2022).

Giordano De Plano: biografia e carriera

Il suo esordio in televisione risale al 2000, quando è apparso nella serie tv Linda, il brigadiere e…. Al cinema, invece, ha debuttato con il film Paz! di Renato De Maria (2002). L’anno seguente ha preso parte alla pellicola di Ettore Scola Gente di Roma e successivamente ha continuato a fare televisione recitando in due miniserie tv: La omicidi (2004) e Cefalonia, entrambe per la regia di Riccardo Milani (2005). Nel 2006 ha recitato in RIS 2 – Delitti imperfetti di Alexis Sweet, proseguendo poi con Intelligence – Servizi & segreti, regia di Alexis Sweet (2009), e diventando uno dei protagonisti della serie tv Squadra antimafia (2010-2015). Per la tv ha anche partecipato a fiction e serie note come Non uccidere, regia di Michele Alhaique (2018), Il silenzio dell’acqua di Pier Belloni (2019), Il processo, regia di Stefano Lodovichi (2019) e Io ti cercherò di Gianluca Maria Tavarelli (2020).

Giordano De Plano, tra carriera e vita privata
Giordano De Plano nel 2008 (Getty Images).

Tra i film per il cinema in cui ha recitato vi sono I soliti idioti – Il film, regia di Enrico Lando (2011), La solita commedia – Inferno, regia di Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli e Martino Ferro (2015), La terra dell’abbastanza, regia di Damiano e Fabio D’Innocenzo (2018), Bene ma non benissimo, regia di Francesco Mandelli (2018), Il giorno e la notte, regia di Daniele Vicari (2021) e Notti in bianco, baci a colazione, regia di Francesco Mandelli (2021).

Giordano De Plano: la vita privata

L’attore è una persona molto discreta e, per quanto riguarda la sua vita privata, in più occasioni ha affermato di voler mantenere questo spazio come tale. Non è dunque noto se sia fidanzato o sposato né se abbia figli.

Reddito di cittadinanza, la maggioranza tira dritto: «Era noto che fosse un sussidio a termine»

Non si placa lo scontro sul reddito di cittadinanza, dibattito che fino a questo momento non ha prodotto alcun effetto, rafforzando internamente la maggioranza. La posizione che trapela dalle fila di Fratelli d’Italia per voce di Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’attuazione del programma di governo è chiara: «Le polemiche dell’opposizione sono pretestuose visto che era noto da tempo che fosse un sussidio a termine. In più la maggioranza ha scelto di tutelare almeno i fragili prevedendo il prosieguo degli aiuti per invalidi, anziani e famiglie con minori a carico». Poi Fazzolari sintetizza: «Le persone che perderanno ora il reddito di cittadinanza lo avrebbero perso anche con la norma dei grillini. Anzi, grazie a noi almeno i fragili lo manterranno. Se questo è il livello dell’opposizione temo che ci toccherà governare a lungo».

Il centrosinistra attacca: «Fate la guerra ai poveri»

Dal 28 luglio il coro è unico: il governo fa la guerra ai poveri. È la posizione espressa dalle opposizioni. Non tutte s’intende, visto che i soggetti che compongono il fu Terzo Polo hanno sempre ostracizzato il reddito di cittadinanza. Maurizio Landini, segretario della Cgil commenta: «Il governo taglia il reddito a 169 mila famiglie e contemporaneamente continua a fare sanatorie fiscali. Non sta né in cielo né in terra in un Paese in cui si è poveri lavorando e in cui metà Paese fa fatica ad arrivare alla fine del mese». Per il Pd è Marco Furfaro – fedelissimo di Elly Shlein – a intervenire: «Governano con l’algoritmo della cattiveria». Mentre Chiara Braga, capogruppo dem alla Camera attacca: «Il reddito si poteva aggiustare, finalizzare all’inserimento al lavoro. Hanno scelto la strada più facile e più ingiusta: cancellarlo con l’arroganza di un sms».

Nessuna retromarcia, la maggioranza tira dritto sul reddito di cittadinanza
Giovanbattista Fazzolari e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

 

Ottavia Piccolo: età, marito, figli e film dell’attrice

Ottavia Piccolo, nata a Bolzano il 9 ottobre 1949, è un’attrice italiana. Nella sua carriera ha ottenuto diversi riconoscimenti tra cui: il Premio internazionale femminile al Festival di Cannes 1970, un Globo d’Oro, un Nastro d’Argento e un David di Donatello, tutti per Metello di Mauro Bolognini. Ha vinto anche un Nastro d’Argento per l’interpretazione in La famiglia di Ettore Scola.

Ottavia Piccolo: biografia e carriera

A 11 anni ha fatto il suo esordio a teatro nello spettacolo Anna dei miracoli di William Gibson, per la regia di Luigi Squarzina. Nel frattempo ha studiato recitazione comparendo in tv nel film Le notti bianche di Vittorio Cottafavi (1962) e nel 1963 ha debuttato al cinema con il film Il Gattopardo di Luchino Visconti. L’anno seguente ha conosciuto Giorgio Strehler che l’ha diretta in Le baruffe chiozzotte e più tardi nel Re Lear. Tra i suoi maestri vi sono anche Luca Ronconi per il teatro e Mauro Bolognini per il cinema, il quale l’ha diretta nel notevole Metello. Grazie a questa pellicola, Piccolo è diventata famosa in Francia. Nel 1968 è stata la protagonista del film Serafino con Adriano Celentano, mentre l’anno seguente ha recitato in Una su 13 per la regia di Nicolas Gessner e Luciano Lucignani.

Ottavia Piccolo, tra carriera e vita privata
Ottavia Piccolo alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2013 (Getty Images).

Dalla metà degli Anni 70 ha deciso di impegnarsi di più nel teatro, quello di Shakespeare, Pirandello, Alfieri e Hofmannsthal. Non ha comunque trascurato la televisione, tanto da comparire in numerosi sceneggiati tra cui Il mulino del Po (1971), La Certosa di Parma (1982) e La coscienza di Zeno, con la regia di Sandro Bolchi (1988). Negli Anni 80 è stata anche conduttrice tv e radiofonica e nel 1987 è tornata a recitare al cinema con La famiglia di Ettore Scola e Da grande di Franco Amurri. Anche negli Anni 90 ha continuato a dividersi tra sceneggiati, teatro e cinema. Tra le sue ultime apparizioni sullo schermo vi sono quelle in Tu la conosci Claudia? con Aldo, Giovanni e Giacomo (2004) e in 7 minuti di Michele Placido (2016).

Ottavia Piccolo: la vita privata

Per quanto riguarda la sua vita privata, nel 1974 ha sposato il giornalista Claudio Rossoni, dal quale un anno dopo ha avuto un figlio, Nicola.

Alessia Marcuzzi e il gossip su De Martino: «Mi vietano di rispondere»

In una lunga intervista a Repubblica, Alessia Marcuzzi ha raccontato di non amare il gossip e di aver imparato dopo molti anni a non voler piacere a tutti: «Fa parte di un percorso, ho acquistato sicurezza, la non dipendenza è fondamentale». Sulle ultime voci che la vorrebbe vicina a Stefano De Martino ha dichiarato: «Mi vietano di rispondere».

Alessia Marcuzzi: «Non posso rispondere su De Martino»

Dopo la fine del matrimonio con Paolo Calabresi, la conduttrice è ancora single anche se nelle ultime settimane si sono riaccese alcune voci, prima relative a un ritorno di fiamma con l’ex marito e poi a un presunto flirt con Stefano De Martino, in (presunta) crisi con Belen Rodriguez. Voci alle quali la Marcuzzi non ha dato peso, anzi ha cercato di ignorare: «Il gossip mi ferisce. Escono notizie assurde, chi lavora con me mi proibisce di rispondere, sono passionale. Ho detto a Francesca Fagnani che mi aveva invitato a Belve: “Non vengo perché mi devo salvare da me stessa”. Faccio fatica a tenermi».

Alessia Marcuzzi (Getty Images).

La svolta professionale

Per quanto riguarda la sua vita professionale, invece, la Marcuzzi ha ammesso di essere cresciuta e di essere diventata molto selettiva nelle scelte, tanto da aver deciso di lasciare Mediaset perché non c’erano più programmi che la rappresentavano: «Non volevo più accettare programmi che non mi somigliavano, mi mancava la scrittura, la parte creativa». Negli ultimi tempi la conduttrice ha intrapreso anche una carriera imprenditoriale: «Mi sono messa a fare borse e creme, per lasciare le aziende ai miei figli. Sono fiera di quello che ho costruito, ho 33 persone che lavorano con me». Una Marcuzzi determinata quella che emerge nell’intervista, sicura di quello che vuole senza più ansie ed insicurezze: «Alle donne viene sempre chiesto qualcosa in più e siamo giudicate su tutto. Se un uomo fa due figli con donne diverse, va bene. Se una donna, come me, ha due figli con uomini diversi insomma. Non devo rispondere sulle mie scelte personali. Alle critiche televisive, alle scelte sul lavoro, ci sta. Ma dare spiegazioni sul mio modo di essere donna non lo accetto.

 

Madonna, nuove foto con i figli su Instagram: «La mia medicina»

Dopo aver festeggiato con un balletto i 40 anni del suo primo album omonimo, Madonna ha ringraziato i suoi figli per averla assistita nelle difficili settimane dopo il ricovero. La popstar, che il prossimo 16 agosto compirà 65 anni, ha infatti pubblicato su Instagram tre scatti, due dei quali la ritraggono assieme a David Banda, adottato assieme al regista Guy Ritchie, e Lourdes Leon, avuta dalla relazione con l’attore Carlos Leon. «L’amore della famiglia e degli amici è la miglior medicina», ha poi scritto la cantante nella didascalia. È infatti passato un mese esatto dallo spavento e dall’immediata fuga in ospedale per un’infezione batterica che l’ha costretta a rinviare l’inizio del suo tour mondiale.

Madonna ringrazia i figli David e Lourdes sui social: «L’amore della famiglia è la miglior medicina. Ho conosciuto un nuovo lato di loro».
Madonna durante un concerto nel 2022 (Getty Images).

Madonna ringrazia i suoi figli: «Ho conosciuto un lato di loro mai visto prima»

«Come madre è facile essere coinvolti nei bisogni dei tuoi figli e dalle attenzioni apparentemente infinite che puoi dare loro», ha proseguito Madonna nel suo lungo post di ringraziamento. «Ma quando le cose sono andate male, loro si sono fatti avanti per me. Ho conosciuto un lato di loro mai visto prima». Parlando di un gesto «che ha fatto davvero la differenza», oltre alle immagini con due dei suoi sei figli, la popstar ha anche ringraziato il manager e amico di lunga data Guy Oseary, che le è rimasto accanto in ogni momento. «Ho capito quanto sono fortunata a essere viva e ad aver conosciuto queste persone e chi non c’è più», ha spiegato la cantante.

Ha mostrato anche una vecchia foto scattata con una polaroid da Andy Warhol e che ritrae il pittore Keith Haring mentre indossa una giacca con il volto di Michael Jackson. «Un triangolo di bellezza perfetto», ha scritto Madonna, prima di rassicurare i fan di essere sulla via del recupero. «Grazie ai miei angeli che mi hanno protetto e mi permettono di finire il mio lavoro». Madonna ha in programma il The Celebration Tour, serie di concerti che la porterà anche in Italia. Il 23 e il 25 novembre sarà infatti al Mediolanum Forum di Assago per due live già sold out da tempo.

Anna Bonaiuto: età, compagno e film dell’attrice

Anna Bonaiuto, nata a Latisana (Friuli-Venezia Giulia) il 28 gennaio 1950, è un’attrice italiana. È nota soprattutto per il film L’amore molesto di Mario Martone (1995) con cui ha vinto numerosi premi come miglior attrice, tra cui il David di Donatello, il Nastro d’Argento e il Globo d’Oro.

Anna Bonaiuto: biografia e carriera

Dopo essersi diplomata nel 1972 all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma, ha iniziato a recitare a teatro e al cinema con registi come Mario Missiroli, Luca Ronconi, Mario Martone, Carlo Cecchi, Toni Servillo. Il suo primo ruolo sul grande schermo è stato con il film Una spirale di nebbia di Eriprando Visconti (1977). Nel 1992 le è stato affidato il ruolo della moglie di Renato Caccioppoli in Morte di un matematico napoletano di Mario Martone, che l’ha fatta diventare una delle attrici di maggior talento del panorama artistico nazionale. L’anno seguente ha vinto la Coppa Volpi alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia come migliore attrice non protagonista per il film di Liliana Cavani Dove siete? Io sono qui.

Anna Bonaiuto, tra carriera e vita privata
Mario Martone, Anna Bonaiuto e Andrea Occhipinti al Festival del Cinema di Roma nel 2018 (Getty Images).

Due anni dopo, nel 1995, è arrivato il successo con L’amore molesto, seguito dalla pellicola Prima la musica, poi le parole di Fulvio Wetzl (1998) che ha partecipato a molti festival. Nanni Moretti nel 2006 l’ha diretta ne Il caimano e nel 2007 è entrata nel cast di Mio fratello è figlio unico diretto da Daniele Luchetti mentre nel 2009 in quello di Io, loro e Lara, di Carlo Verdone. Una delle sue ultime performance più celebrate è quella di Livia Danese, moglie di Giulio Andreotti, nel film Il divo di Paolo Sorrentino (2008). Tra i film più recenti in cui ha recitato vi sono Il peggior Natale della mia vita, regia di Alessandro Genovesi (2012), Viva la libertà, regia di Roberto Andò (2013), Napoli velata, regia di Ferzan Özpetek (2017), Loro, regia di Paolo Sorrentino (2018) e Tre piani, regia di Nanni Moretti (2021).

Anna Bonaiuto: la vita privata

L’attrice è sempre stata molto riservata sulla sua vita privata e non si sa se attualmente sia sposata, fidanzata o single né se abbia dei figli. Si sa però che vive a Roma e che per 10 anni è stata legata sentimentalmente a Mario Martone, con il quale ha girato numerosi film.

Omicidio nel Cagliaritano, 43enne strangolato con un asciugamano in un B&B

Omicidio all’alba a Quartucciu, nell’hinterland di Cagliari: un uomo di 43 anni, Gabriele Pergola, è stato strangolato mentre si trovava all’interno di un B&B. I carabinieri hanno fermato il presunto autore del delitto, Gabriele Cabras, 20 anni, personaggio già noto alle forze dell’ordine. Il corpo è stato scoperto la mattina di lunedì 31 luglio all’interno del bed and breakfast Corte Cristina in via Nazionale.

Strangolato con un asciugamano al termine di una lite

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri, l’uomo sarebbe stato strangolato con un asciugamano da Cabras, residente a Sinnai, al termine di una lite. Il 20enne si è poi allontanato. Il cadavere è stato trovato dai responsabili della struttura ricettiva, forse allarmati dal frastuono che proveniva dalla camera. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Quartu Sant’Elena e della stazione di Selargius e un’ambulanza del 118. I medici hanno tentato di rianimare il 43enne, ma non c’è stato nulla da fare. I militari, raccolta la descrizione della persona che si trovava in camera con Pergola, si sono messi alla ricerca del giovane e lo hanno rintracciato poco distante a Quartucciu.

Roma sarà pronta per il Giubileo 2025?

C’è poco da fare: a Roma le trasformazioni urbanistiche, virtuose o meno che siano, si fanno in concomitanza con grandi eventi e fra questi spiccano quelli religiosi, a cominciare dagli anni santi. Non fa eccezione il Giubileo del 2025 per il quale, grazie anche ai fondi stanziati col Pnrr, Roma potrà godere di risorse straordinarie per 3,5 miliardi di euro. Che, tradotto, significa una miriade di opere della più varia natura: centinaia di cantieri e interventi urbanistici, servizi per il turismo, di riqualificazione urbana, collegamenti ferroviari, rifacimento di strade e chi più ne ha più ne metta. I tempi però sono strettissimi, tanto più per le burocrazie capitoline e italiche abituate ad agire con estrema calma. A dicembre 2024 si procederà con l’apertura della Porta santa della basilica di San Pietro. Ma sui tempi, appunto, non c’è alcun margine di trattativa: l’indizione dell’anno santo è opera del Papa, e la scadenza è fissa, ogni 25 anni (il primo risale al 1300 e a Bonifacio VIII). Ormai, anche i governi (da Draghi a Meloni in piena continuità) si sono adeguati e si preparano per tempo alla scadenza giubilare.

All’estero si teme per Roma una «apocalisse zombie»

In ogni caso, l’attesa di circa 35-40 milioni di pellegrini – queste le previsioni attuali – fa tremare i polsi. Anche perché un simile ciclone umano si abbatterebbe su una città già satura di turisti, e questo è il meno, avvolta da anni in un caos generale: dai trasporti pubblici allo stremo a un traffico quotidiano soffocante, dalla storica carenza di strutture ricettive di costo medio-basso a un ormai endemico problema di sporcizia nelle strade (obiettivamente umiliante per una capitale europea), con una raccolta differenziata che fa acqua da tutte le parti. Senza contare lo stato di degrado urbano e di semi abbandono in cui versano tanti quartieri, centrali e periferici. Dato questo quadro generale, cosa potrebbe andare storto? Qualche dubbio è venuto anche a John Allen, vaticanista americano di lungo corso, che sulla testata online che dirige, Crux, ha scritto: «Il fatto è che Roma in questo momento è sopraffatta dall’enorme numero di persone che visitano la città e i sistemi urbani sembrano sull’orlo del collasso. Non riesco nemmeno a immaginare che tipo di apocalisse zombie possa attendere tali folle supplementari di visitatori tra due anni». Un epitaffio forse troppo forte? Staremo a vedere.

Roma sarà pronta per il Giubileo 2025?
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri (Imagoeconomica).

Il metodo Giubileo: le sinergie tra Campidoglio e Palazzo Chigi

D’altro canto va sottolineato come governo e opposizione sul Giubileo – in nome di Roma e della cristianità, s’intende – procedano compatti come un sol uomo, tanto che già si parla di “metodo Giubileo” per indicare l’intesa raggiunta fra il sindaco dem di Roma Roberto Gualtieri, già ministro dell’Economia nel governo Draghi, la premier Giorgia Meloni, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, cattolico integralista, ex presidente dell’organizzazione “Aiuto alla Chiesa che soffre” con buone entrature in Vaticano. Non può mancare in questo schema, la presenza della ministra del Turismo, Daniela Santanché, impegnata in particolare nella valorizzazione dei cammini religiosi e siti turistici di Roma e dintorni, anche perché c’è da sfruttare la dotazione significativa di 500 milioni di euro del Pnrr turismo, per quel che riguarda il capitolo dal prevedibile titolo “caput mundi”.

Roma riuscirà a essere pronta per il Giuibileo 2025?
Alfredo Mantovano e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Il ritorno di monsignor Rino Fisichella

L’altro protagonista del “metodo Giubileo”, è monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero vaticano per l’Evangelizzazione, in passato cappellano di Montecitorio, gran conoscitore della politica italiana. L’arcivescovo passò alle cronache, fra l’altro, per avere detto, era il 2010, che «bisognava contestualizzare le situazioni» dopo la diffusione di un video nel quale l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi raccontava una barzelletta su Rosiy Bindi, all’epoca vice presidente della Camera, che si concludeva con una bestemmia. Anche Osservatore romano e Avvenire criticarono l’uscita del Cavaliere; altri tempi, quasi un’altra era geologica. Tuttavia, mons. Fisichella guarda lontano e, proprio in occasione della recente inaugurazione del cantiere di Piazza Pia, compreso fra la fine di via della Conciliazione e l’area antistante Castel Sant’Angelo, ha osservato: «L’auspicio è che non guardiamo soltanto al 2025. Il 2025 è una tappa. Auspichiamo che Roma possa essere luogo anche di Expo 2030 e che possa guardare, anche grazie a quella tappa, al Giubileo del 2033. Ci auguriamo che siano queste tante tappe che portano Roma e la Santa Sede al centro dell’attenzione internazionale». Quello che si dice un cronoprogramma da paura.

Roma sarà pronta per il Giubileo 2025?
Papa Francesco e monsignor Rino Fisichella (Getty Images).

Il progetto per Piazza Pia e la lezione dimenticata del mega parcheggio al Gianicolo

A Piazza Pia, intanto, sede di uno dei grandi interventi previsti, verrà realizzato un sottovia che si collegherà a quello già esistente realizzato, neanche a dirlo, in occasione del Giubileo del 2000, e che permetterà di avere una grande area pedonale da Castel Sant’Angelo a piazza San Pietro. Fantastico, in effetti. Se non fosse che le 3 mila auto all’ora (dati del Comune di Roma) che attraversano quel tratto di strada, non si dissolveranno d’incanto, ma spariranno solo per qualche centinaio di metri per ricomparire sul lungo Tevere poco più avanti. Dettagli, si dirà. Intanto si allarga l’area pedonale. Resta poi insoluto un problema centrale: come arriveranno le decine di migliaia di pellegrini e turisti dalle parti di piazza san Pietro? Il problema pullman incombe come una calata quotidiana dei barbari sulla città da qualche decennio. Tanto che già in occasione del Grande Giubileo del 2000, una pensata non da poco venne in mente all’allora amministrazione Rutelli in accordo col Vaticano rappresentato da monsignor Crescenzio Sepe (futuro cardinale e arcivescovo di Napoli, oggi in pensione). Un mega parcheggio a cinque piani fu ricavato all’interno della collina del Gianicolo, quella presidiata alla sua sommità dal monumento equestre a Garibaldi e alla base dai palazzi vaticani, mentre a metà strada, lungo le pendici, si trovano diverse prestigiose proprietà vaticane e l’ospedale pediatrico Bambin Gesù. L’opera venne annunciata e realizzata come fosse la grande e definitiva risposta all’intasamento dei torpedoni che soffocano il centro storico e non solo. I bus turistici come grandi dinosauri avrebbero dovuto imboccare le gallerie dalle quali si accede al parcheggio, scaricare i fedeli e i turisti che, d’incanto, si sarebbero ritrovati a piazza san Pietro. Il miracolo però non ha funzionato e l’opera – costo complessivo più di 80 miliardi delle vecchie lire – è rimasta una cattedrale nel deserto. Nel parcheggio non ci vuole andare nessuno, né tanto meno è obbligato ad andarci. E allora? Bè – la notizia è di qualche mese fa – al quinto piano del fu parcheggio, è stato costruito un mega centro commerciale, Caput mundi – The mall, dove è possibile fare una “boutique experience” e anche parcheggiare l’auto perché il posto certo non manca. Ecco, l’auspicio è che si faccia tesoro delle esperienze passate. In quanto ai poveri che il papa vorrebbe mettere al centro del Giubileo, bè per loro c’è sempre tempo.

Rimini, autostoppista violentata e abbandonata in autostrada: arrestato un uomo di 35 anni

Un operaio di 35 anni, originario di Napoli e residente in provincia di Pesaro e Urbino, è stato arrestato dalla squadra mobile di Rimini con l’accusa di aver violentato un’autostoppista di 20 anni dopo averla costretta a pagare la cocaina. L’uomo è stato fermato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare del gip Raffaella Ceccarelli. La misura arriva dopo le indagini della polizia di Stato, coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani. L’accusa a carico dell’uomo è di violenza sessuale aggravata.

L’episodio risale al primo maggio

La vicenda risale allo scorso primo maggio quando la 20enne pugliese, sulla riviera per la Festa dei Lavoratori,  ha chiesto un passaggio in macchina all’uomo. Secondo la denuncia della ragazza, il 35enne l’avrebbe convinta a salire sull’auto. Poi, dopo aver assunto cocaina, avrebbe abusato di lei, abbandonandola, infine, sulla A14 all’altezza di Pesaro. Qui la ragazza è stata ritrovata in stato di choc da una pattuglia della polizia allertata da alcuni automobilisti. L’operaio, tramite il suo avvocato, ha respinto le accuse e sarà il primo agosto dal giudice nell’interrogatorio di garanzia.

Ucraina, allarme antiaereo a Kiev e esplosioni a Kharkiv. Zelensky: “Guerra sta arrivando in Russia”


Gli ultimi aggiornamenti sulla guerra in Ucraina e le notizie di lunedì 31 luglio: allarme antiaereo su Kiev e altre regioni, esplosioni a Kharkiv e a raid russo a Kherson. Zelensky dopo i droni abbattuti su Mosca: "La guerra sta tornando nel territorio della Russia, nei suoi centri simbolici e nelle sue basi militari, e questo è un processo inevitabile".
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Cadavere mutilato a Genova, fermati due ragazzi

La pm della Procura di Genova Daniela Pischetola ha disposto il decreto di fermo nei confronti di due cittadini egiziani, Abdelwahab Ahmed Gamal Kamel e Mohamed Ali Abdelghani, per l’omicidio del 19enne Mahmoud Sayed Mohamed Abdalla e per soppressione di cadavere.

Il cadavere è stato ritrovato in mare

La decisione del magistrato è stata presa nella tarda serata di domenica 30 luglio dopo l’interrogatorio durato oltre sei ore dei due cittadini egiziani fermati nella notte tra sabato e domenica dai Carabinieri del Nucleo investigativo e dalla Compagnia di Chiavari. Mahmoud è stato ucciso nella notte tra domenica 23 e lunedì 24 luglio e gettato in mare. Il suo corpo, con testa e mani mozzate, è stato ritrovato nelle acque antistanti il porticciolo di Santa Margherita Ligure.