Confindustria propone lo smart working contro il caldo estremo: “Serve protocollo come durante il Covid”


"La nostra idea è di perseguire un protocollo come fu fatto per il Covid tra associazioni datoriali e sindacati per coprire tutta la platea dei lavoratori. Non solo cassa integrazione per le categorie più impattanti, ma anche smart working": lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, parlando dell'ondata di calore.
Continua a leggere

Il sindaco di Cecina fermato con la cocaina: «Non è reato, non mi dimetto»

Il sindaco Pd di Cecina, Samuele Lippi, fermato dai carabinieri vicino a un boschetto frequentato dagli spacciatori e trovato in possesso di mezzo grammo di cocaina per uso personale, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. Di professione perito informatico ed elettronico, il primo cittadino, dopo aver ammesso i fatti sui social e aver chiesto scusa a moglie e figli, ha dichiarato: «Sono caduto, ma sono già in piedi. Mi serve ancora un po’ di tempo. Ho firmato una dichiarazione di impedimento temporaneo al prefetto. A fine estate tornerò in Comune, con più entusiasmo, con più forza di prima».

Il sindaco pd di Cecina, fermato dai carabinieri e trovato in possesso di cocaina, si racconta in un'intervista al Corriere della Sera.
Samuele Lippi, sindaco Pd di Cecina (foto Facebook).

Lippi: «Non penso alle dimissioni»

Alla domanda del giornalista sul pensiero di dimettersi, Lippi ha risposto in  modo categorico: «Assolutamente no. Non ho commesso reati, la legge consente il possesso di un modico quantitativo di stupefacenti per uso personale. Non sono un tossicodipendente, non ho dipendenza». Il sindaco ha poi ammesso di aver assunto cocaina «quando era sotto stress, al massimo una, due volte la settimana» specificando «l’uso limitato dello stupefacente non ha mai compromesso le mie facoltà intellettive e non sono mai stato schiavo delle sostanze. Sono un uomo libero, come lo sono sempre stato in politica».

«Centinaia i messaggi di affetto e di stima»

Sulla reazione della comunità, il 52enne si è detto «sbalordito» dalle «centinaia di messaggi di affetto e di stima» provenienti non solo dai cittadini, ma anche dai politici «in modo trasversale, di destra di sinistra». Dopo l’ammissione dello sbaglio, Samuele Lippi ha concluso: «Ho deciso di non usare più sostanze. Senza di me Cecina sarebbe seriamente danneggiata» per via del «commissariamento del municipio» con il rischio di «perdere i soldi del Pnrr e di mandare in fumo progetti importantissimi come il porto». A preoccuparlo maggiormente la considerazione della sua famiglia: «Mi fa stare male l’angoscia di mia moglie. Sono devastato dalla sofferenza dei miei figli quando chiedono loro che cosa ha fatto il babbo».

Twitter, in arrivo la funzione Articles per post lunghi e complessi

Twitter è al lavoro su una nuova funzione per consentire la pubblicazione di post lunghi e complessi, forse persino senza limitazione di caratteri. Nominata Articles, sarebbe un aggiornamento di Notes, testata a giugno 2022 con alcuni utenti ma poi messa in stand by con l’inizio dell’era Elon Musk. Lo stesso patron della piattaforma ha confermato la notizia, commentando il post di un utente che ne segnalava una possibile interfaccia. «Consentirà di pubblicare testi e articoli complessi con diversi media», ha spiegato il miliardario. «Persino libri, per chi lo vorrà». Non è ancora chiaro se la nuova funzione sarà riservata esclusivamente agli abbonati Twitter Blue oppure sarà disponibile per tutti. Ignota anche la data di uscita.

LEGGI ANCHE: Elon Musk contro Mark Zuckerberg su Twitter: «È un cornuto»

Twitter Articles, le differenze con Notes e la sfida a Meta Threads

Come riporta il sito statunitense TechCrunch, nel giugno 2022 Twitter lanciò Notes solamente per alcuni utenti in Usa, Regno Unito, Ghana e Canada. Si trattò infatti di un test iniziale che, in caso di buoni riscontri, avrebbe portato la nuova funzione anche negli altri Paesi. I profili selezionati ebbero accesso a una nuova interfaccia in cui scrivere e archiviare i loro appunti, che potevano rendere visibili o meno ai follower oppure all’intero pubblico della piattaforma. Poco dopo si aggiunse anche l’opzione per integrare immagini e brevi filmati, oltre a Gif e altri tweet. Articles ne amplierà ancora di più le potenzialità, tanto da consentire apparentemente la pubblicazione di testi senza limiti di lunghezza. Al momento, Twitter consente la scrittura di massimo 280 caratteri a meno di sottoscrivere l’abbonamento a Twitter Blue. In tal caso il blocco si attiva solo dopo 10 mila.

Elon Musk ha confermato che Twitter sta lavorando su Articles, nuova funzione per testi lunghi. Ignote accessibilità e data di uscita.
Una possibile interfaccia di Twitter Articles (Twitter).

Secondo The Verge, oltre a migliorare la fruizione del social, la nuova funzione avrà soprattutto lo scopo di contrastare Meta e il successo della sua Threads. L’ultima creazione di Mark Zuckerberg ha infatti ottenuto un riscontro eccellente dagli utenti americani e britannici, tanto da sfondare il tetto dei 100 milioni di utenti in meno di una settimana dal rilascio, sfruttando anche la limitazione imposta da Twitter al numero di post visibili ogni 24 ore. Elon Musk inoltre deve difendersi anche da Substack, che ad aprile 2023 aveva lanciato Notes, piattaforma che lo stesso patron di Tesla aveva definito «un clone che sfrutta il database di Twitter per il suo feed». Meno restrittivo in termini di fruibilità e accessibilità, non presenta alcun limite di caratteri e permette modifiche anche dopo la pubblicazione.

Barbie, la recensione: il film è un distorto Manifesto del Partito Femminista


Barbie ha sbancato al botteghino quanto un Marvel. Se considerato come una commedia fatta di glitter, canzoncine catchy e situazioni paradossali, può anche funzionare, nonostante la durata XXL. Il lungometraggio, però, fa spesso l'errore di prendersi troppo sul serio, ponendosi come una specie di indottrinamento femminista che, dovesse attecchire tout court, porterebbe a un mondo ancora più dispari.
Continua a leggere

Caro voli, Bitonci (Lega) a Fanpage: “Presto una norma per bloccare rialzo dei prezzi e speculazioni”


Sul caro voli il ministero delle Imprese e del Made in Italy è pronto ad agire con un intervento legislativo. Il sottosegretario Bitonci (Lega) a Fanpage.it: "Il governo sta valutando delle azioni per il contenimento dell’inflazione, anche attraverso accordi, per contrastare eventi speculativi, picchi di rialzo dei prezzi e per salvaguardare la continuità territoriale".
Continua a leggere

Oristano, bimba di 10 anni morta annegata: salve le sorelle di 15 e 17 anni

Una nuova tragedia scuote la Sardegna, dove nelle scorse ore una bimba di soli 10 anni è morta annegata in mare. Il dramma si è consumato a Noesala, una località costiera al confine tra i comuni di Magomadas e Tresnuraghes, in provincia di Oristano.

Bimba annegata in provincia di Oristano

Tutto è accaduto nel pomeriggio di giovedì 20 luglio, nello specchio di mare di Porto Alabe. In base alle prime ricostruzioni della vicenda, sembra che la ragazzina stesse giocando spensierata sul bagnasciuga, con le due sorelle di 15 e 17 anni al suo fianco. All’improvviso, un’onda anomala le ha travolte, trascinandole in acqua. Le tre sorelle, che al momento della tragedia si trovavano insieme ad un’altra amica di famiglia, sono così finite in mezzo alle onde, faticando a riemergere. La 15enne in particolare è stata trasportata in ospedale con una sindrome da annegamento, mentre la 17enne non ha avuto conseguenze. La sorte peggiore però l’ha avuta la più piccola, trasportata dalla forza delle onde sempre più a largo: l’amica di famiglia ha immediatamente lanciato l’allarme al bagnino presente sul posto, resasi conto di quello che stava accadendo. Nonostante l’intervento del soccorritore e di un turista che si è tuffato per aiutarla, per lei non c’è stato nulla da fare: la Guardia costiera ha ritrovato il suo corpo ormai privo di vita. Le autorità locali sono tuttora al lavoro per cercare di ricostruire con maggior precisione cosa possa essere accaduto.

Sorte analoga per una turista a poche ore di distanza

Nella stessa giornata, intorno alle ore 19, un’altra persona ha purtroppo perso la vita tra le onde impetuose del mare sardo: una turista è infatti annegata sul litorale di Is Arenas, nel comune di Narbolia, in provincia di Oristano. Sembra che la donna non sia riuscita a riemergere dalle onde in un tratto di mare in quel momento molto mosso a causa di un forte vento di maestrale.

Isinbayeva e gli altri “dissidenti”: essere atleti nella Russia putiniana in guerra

Come nelle pagine di 1984. Yelena Isinbayeva, gloria dello sport russo grazie alla raffica di medaglie ottenute nel salto con l’asta, tutt’ora detentrice del record mondiale (5.06 metri), è al centro di una campagna d’opinione ostile in patria a causa di un post sui social non allineato al patriottismo di guerra. E fra le tante iniziative intraprese per farle sentire l’ostilità dei connazionali c’è quella proposta in Daghestan, repubblica della Federazione russa affacciata sul mar Caspio. Qui lo stadio ella capitale Makachkala sta per esserle dis-intitolato, se è lecito usare il termine. Dunque a giorni l’impianto non si chiamerà più Yelena Isinbayeva. Esattamente come sarebbe successo nelle pagine del romanzo di Orwell, dove i soggetti caduti in bassa fortuna agli occhi del regime dittatoriale vedevano cancellata ogni traccia di meriti acquisiti e della stessa presenza in vita. Condannati all’oblio.

Isinbayeva e gli altri dissidenti, essere atleti nella Russia putiniana in guerra
Yelena Isinbayeva (Getty).

Ostilità e disapprovazione intorno a Isinbayeva

La cancellazione giunge per decisione del capo di Stato in persona, Sergei Melikov. Che è rimasto alquanto indispettito dall’ansia di smarcamento dal regime putiniano che l’atleta ha mostrato per non finire nella lista nera dello sport internazionale. Ma l’ansia di salvaguardare la posizione personale all’estero ha minato la posizione personale in patria. E rispetto all’ostilità che le monta intorno, il non vedere più associato il proprio nome a uno stadio del Daghestan (terra di cui sono originari i genitori) è davvero il meno. Molto più preoccupante è quanto sta succedendo in Russia, dove l’ondata di disapprovazione s’ingrossa e lascia pensare che per l’ex atleta sarà molto complicato ricucire i rapporti coi suoi connazionali.

Isinbayeva e gli altri dissidenti, essere atleti nella Russia putiniana in guerra
Yelena Isinbayeva primatista mondiale di salto con l’asta.

Membro del Cio e dell’esercito russo, la presunta incompatibilità

Tutto parte con una richiesta avanzata al Comitato olimpico internazionale (Cio) dal comitato olimpico ucraino. Da Kyiv è partita una richiesta di cacciare Isinbayeva dal Cio, di cui è stata eletta membro nel 2016. Il motivo della richiesta è che l’ex atleta risulta essere anche componente dell’esercito russo, cioè il braccio militare del Paese aggressore, e ciò renderebbe il suo profilo politicamente ed eticamente incompatibile con un consesso che pretende di predicare la pace e la fratellanza attraverso lo sport. A questa accusa, con l’intento di scongiurare il rischio d’essere cacciata dal Cio, Isinbayeva ha risposto attraverso un post sui social per dire che lei in realtà non ha mai fatto parte dell’esercito e che quella membership è soltanto un’onorificenza conferita in seguito ai suoi successi sportivi.

Isinbayeva e gli altri dissidenti, essere atleti nella Russia putiniana in guerra
Isinbayeva è stata eletta membro del Cio nel 2016 (Getty).

L’ex atleta risiede a Tenerife: le accuse di avere ormai un’altra patria

Certamente un modo per smarcarsi dalla Russia in guerra (ma senza prendere esplicitamente campo contro l’aggressione militare all’Ucraina), che però nel suo Paese è stata interpretata come una presa di distanza dal regime, compiuta per di più in modo ipocrita. E ad aggiungere tono polemico ha provveduto il fatto che il post sia stato scritto anche in lingua spagnola. Da anni l’ex atleta risiede a Tenerife e ciò deve averle fatto sembrare naturale esternare anche nella lingua del Paese che la ospita. Ma per chi l’ha presa di mira si tratterebbe invece della dimostrazione che la sua patria sarebbe ormai un’altra. Lo stesso Melikov, dopo avere annunciato di cancellare il nome di Isinbayeva dallo stadio di Makachkala, l’ha invitata a farsi intitolare un impianto in Spagna.

C’è dunque una vasta retorica da tradimento della patria nell’ondata di ostilità che in questi giorni investe l’ex regina del salto con l’asta. Ma il caso di Yelena Isinbayeva rientra anche nel quadro della politicizzazione spinta che coglie gli atleti russi e bielorussi. Chiamati a fare una scelta di campo, in una fase storica che non ammette cautele né mezze misure. L’alternativa è dare l’appoggio al governo in guerra o esporsi al rischio dell’isolamento.

Isinbayeva e gli altri dissidenti, essere atleti nella Russia putiniana in guerra
Isinbayeva con Vladimir Putin (Getty).

Il segno della Z: il caso del ginnasta Ivan Kuliak

A dare un segnale netto di quale sia lo spirito del tempo ha provveduto un atleta fin lì sconosciuto fuori dalla cerchia di esperti della ginnastica: Ivan Kuliak, che dopo essersi aggiudicato la medaglia di bronzo in occasione della Apparatus World Cup di Doha a maggio 2022 si è presentato sul podio sfoggiando una “Z” sulla canotta. La lettera simboleggia i carri armati russi che hanno invaso l’Ucraina. Dunque, da parte del ginnasta, è stato un esplicito appoggio alla politica bellica putiniana. Nonostante la squalifica di un anno, Kuliak ha dichiarato a ripetizione di non avere alcuna intenzione di pentirsi del gesto. Il ginnasta rappresenta il caso più eclatante, ma non certo un caso isolato. Perché l’attenzione di Putin verso lo sport come strumento di propaganda ha una lunga tradizione, che si esprime su molti versanti. A cominciare dal gran numero di ex atleti che hanno guadagnato uno scranno parlamentare nel partito del presidente, Russia Unita.

Isinbayeva e gli altri dissidenti, essere atleti nella Russia putiniana in guerra
Ivan Kuliak con la “Z” sulla canotta.

Il nuotatore putiniano Rylov mollato dallo sponsor Speedo

Nella legislatura in corso sono 20 e coprono un ampio spettro di discipline sportive: dal tennis alla boxe, dal wrestling all’hockey su ghiaccio, dagli scacchi al pentathlon. Fra i nomi spicca quello dell’ex tennista Marat Safin, ma non meno rilevante è la presenza nella lista di Andrei Kovalenko, ex atleta Nhl vincitore della medaglia d’oro di hockey sul ghiaccio alle Olimpiadi invernali di Albertville del 1992. Ma ovviamente ci sono anche gli atleti in carriera. Fra questi figura Evgeny Rylov, campione olimpico e mondiale nel nuoto stile dorso che ha dichiarato di boicottare le manifestazioni internazionali, a sostegno del presidente russo. Ne ha ricavato una squalifica di 9 mesi e la revoca dello sponsor Speedo. A stilare una lista dettagliata di atleti sostenitori del regime in guerra hanno provveduto ancora una volta gli ucraini, per mano del loro ministro dello Sport e della gioventù, fornendo una lista di 23 atleti russi e bielorussi in attività che stanno dalla parte dei loro regimi.

Isinbayeva e gli altri dissidenti, essere atleti nella Russia putiniana in guerra
Il nuotatore russo Evgeny Rylov (Getty).

C’è chi dice no: i tennisti Rublev, Medvedev e Pavlyuchenkova

Ma non tutti gli atleti e le atlete della Russia sono dalla parte del presidente e della sua politica di guerra. E questo dissenso lo esternano in modo anche clamoroso. Come il tennista Andrey Rublev, che nei giorni successivi all’invasione dell’Ucraina scrisse con pennarello “No war please” su una telecamera a bordo campo, dopo una gara di doppio. E tenendo conto che il suo compagno di doppio era l’ucraino Denys Molchanov, ecco che il gesto fu doppiamente significativo. Altro tennista di primissimo piano a dire no alla guerra di Putin è stato Daniil Medvedev, così come la collega Anastasia Pavlyuchenkova. Nei giorni che precedettero l’invasione si espresse in pieno dissenso Nikita Zadorov, giocatore di hockey su ghiaccio che milita nella franchigia Nhl dei Calgary Flames.

Chiesta la garanzia di asilo per gli atleti contrari alla guerra

Altri nomi di sportivi che si sono schierati contro la guerra di Putin sono quelli di Fedor Smolov (calcio) e Larisa Kuklina (biathlon). E sotto la superficie di chi si schiera c’è una moltitudine di atlete e atleti che dissentono in silenzio, per evitare ritorsioni. Forse si riferiva anche a loro un’ex gloria mondiale dell’hockey su ghiaccio, il ceco Dominik Hašek, quando la scorsa settimana ha chiesto a un gruppo di europarlamentari la garanzia di asilo per atleti russi e bielorussi contrari alla guerra. Molti di loro sono parecchio meno in vista di Isinbayeva. E se dovessero finire nel mirino del regime, rischierebbero una cancellazione ben più pesante che quella del nome da un impianto.

Ucraina-Russia, attacco missilistico su magazzini di grano a Odessa

Nella notte tra giovedì 20 e venerdì 21 luglio, un attacco missilistico russo ha colpito i magazzini di grano presso un’azienda agricola nell’oblast di Odessa. Il bilancio è di almeno due persone ferite. La conferma arriva da Serhii Bratchuk, portavoce dell’amministrazione militare di Odessa: «All’alba, i russi hanno lanciato missili di tipo Kalibr dal Mar Nero. Sfortunatamente, sono stati colpiti i terminal di grano di una delle imprese agricole della regione. Il nemico ha distrutto 100 tonnellate di piselli e 20 tonnellate di orzo».

Un attacco missilistico russo ha colpito, nella notte, dei magazzini di grano nell'oblast di Odessa. Nuovo attacco anche a Zaporizhzhia.
Ucraina, deposito di grano (Getty Images).

Humeniuk: «Attacco in due ondate»

La portavoce del comando operativo meridionale, Natalia Humeniuk, ha reso noto che «le forze russe hanno attaccato in due ondate». In un primo momento, i due missili Kalibr hanno colpito la struttura, successivamente un altro missile ha colpito il sito mentre si stavano svolgendo le operazioni di soccorso.

Zaporizhzhia: «80 attacchi in 24 ore» 

Gli ucraini hanno denunciato un nuovo attacco nella regione di Zaporizhzhia, durante il quale sono morte almeno quattro persone e due sono rimaste ferite. Il governatore Yuriy Malashko ha affermato che si tratta di «un’infrastruttura» nel distretto di Polohiv e che le vittime erano «dipendenti». Come riportato da Adnkronos, secondo gli ucraini «in 24 ore la Russia ha lanciato circa 80 attacchi contro una ventina di località della regione di Zaporizhzhia».

Alessia Elefante, chi è la fidanzata di Donnarumma

Alessia Elefante, nata a Castellammare di Stabia il 25 maggio 1997, è la fidanzata del calciatore Gianluigi Donnarumma. I due sono legati dal 2016 e l’anno seguente sono andati a convivere.

Chi è Alessia Elefante, fidanzata di Donnarumma

Come riporta il suo account Instagram, è una interior designer e anche una influncer, con quasi 17 mila follower. Da Napoli si è trasferita a Parigi per seguire il suo fidanzato, attuale portiere del Paris Saint-Germain. Alessia, che sembra essere molto timida e riservata, nelle occasioni più importanti si è sempre mostrata a fianco al suo compagno, con il quale convive già da diversi anni. È apparsa per la prima volta su un red carpet con Gianluigi nel 2019.

Chi è Alessia Elefante, fidanzata di Gianluigi Donnarumma
Gianluigi Donnarumma e la compagna Alessia Elefante alla Cerimonia del Pallone d’Oro 2021 (Getty Images).

La loro storia d’amore 

Quando si sono conosciuti, lei e Donnarumma hanno iniziato a frequentarsi solo come amici fino al 2016, quando hanno deciso di fidanzarsi. Dopo la convivenza il loro amore si è rafforzato e procede a gonfie vele. In occasione del suo ventesimo compleanno, Alessia aveva regalato al suo fidanzato un dipinto che li ritraeva nei panni di due supereroi: lui Superman e lei Catwoman, essendo entrambi molto appassionati di fumetti e film dedicati ai supereroi. Così facendo, la coppia e in particolare il portiere della nazionale italiana, attraverso un post su Instagram aveva rivelato a tutti nel 2019 la loro relazione.

LEGGI ANCHE: Donnarumma e la compagna aggrediti e derubati in casa: paura a Parigi

Rosa Diletta Rossi: età, biografia e carriera dell’attrice

Rosa Diletta Rossi, nata a Roma il 18 ottobre 1988, è un’attrice italiana. Divisa tra teatro, cinema e televisione, è conosciuta per film come Fortunata di Sergio Castellitto (2017) e fiction come Nero a metà (2018 e ancora in corso).

Rosa Diletta Rossi: biografia e carriera

Rosa Diletta ha iniziato a recitare da adolescente, partecipando alla Piccola Compagnia Piero Gabrielli diretta da Roberto Gandini e prendendo parte nel 2008/2009 a Il pedone rosso di Alessandro Berti, Giuseppe Manfridi e Attilio Marangon. Dopo altri spettacoli teatrali, ha voluto frequentare un corso propedeutico presso il Teatro stabile di Genova e la Scuola di perfezionamento attori a Torino. Dopo aver partecipato ad alcuni cortometraggi, ha avuto il suo primo ruolo importante al cinema nel film Maìn – La casa della felicità di Simone Spada nel 2012. Due anni prima aveva debuttato in tv con la miniserie Mia madre di Ricky Tognazzi.

Rosa Diletta Rossi, tra carriera e vita privata
Rosa Diletta Rossi con il cast di Che Dio ci aiuti (Facebook).

Tra i film più importanti in cui ha recitato Rosa Diletta ci sono: Pasolini, regia Abel Ferrara (2014), La profezia dell’armadillo, per la regia di Emanuele Scaringi (2018), Il ladro di giorni, regia di Guido Lombardi (2019), Belli ciao, di Gennaro Nunziante (2022) e nello stesso anno anche Hill of Vision, regia di Roberto Faenza. Invece, tra le fiction in cui ha preso parte l’attrice ci sono Che Dio ci aiuti 2 – serie TV (2013), Per amore del mio popolo, regia di Antonio Frazzi (2014), Suburra – La serie (2017-2020) e Figli del destino, regia di Francesco Miccichè e Marco Spagnoli (2019).

Rosa Diletta Rossi: la vita privata

L’attrice è molto riservata riguardo alla sua vita privata, per questo non si è al corrente se sia fidanzata o no. Quel che si sa di lei è che è una sportiva, va a cavallo e fa arrampicata su roccia e vela.

Chemical Brothers, rinviato al 2 settembre il concerto di Lucca

I Chemical Brothers non suoneranno domenica 23 luglio al Lucca Summer Festival. Il concerto, previsto in piazza Napoleone, è rinviato per un problema di salute di Tom Rowlands, fondatore del duo assieme a Ed Simons. Ad annunciarlo la stessa band tramite i suoi profili social. «Il live è stato posticipato per un’infezione a un orecchio che ha colpito Tom dopo gli ultimi show», si legge nel post. «I dottori gli hanno ordinato di non prendere aerei e di non esporsi a musica ad alto volume». La nuova data è prevista per il 2 settembre al Parco BussolaDomani di Lido di Camaiore, sempre in provincia di Lucca. I biglietti già acquistati saranno validi anche per la nuova location, mentre presto sarà possibile chiedere il rimborso su www.rimborso.info/. «Sono incredibilmente frustrato nel comunicarvi che è impossibile esibirmi in Italia», ha scritto invece Rowlands rivolgendosi ai fan. «Spero di guarire presto e di rivedervi il prima possibile».

Chemical Brothers, l’8 settembre arriva il nuovo album

Il nuovo live dei Chemical Brothers si terrà appena sei giorni prima dell’uscita del loro decimo album in studio, dall’8 settembre su tutte le piattaforme. Chissà dunque che la band non anticipi qualche brano in esclusiva per il pubblico italiano per farsi perdonare dell’inconveniente. Il nuovo disco si intitolerà Fot That Beautiful Feeling e conterrà 11 canzoni tra cui i singoli No Reason e The Darkness That You Fear già online. Ci sarà anche Live Again, brano pubblicato a giugno, con la voce della francese Halo Maud. Grande attesa per il ritorno di Beck, cantautore statunitense che collaborò con i Chemical Brothers nel 2015 nella traccia Wide Open. Il 26 ottobre invece uscirà anche Paused in Cosmic Reflection, autobiografia in cui Rowlands e Simons ripercorreranno la loro carriera. Nel libro anche interviste ad alcuni artisti che hanno collaborato con il duo, tra cui l’ex Oasis Noel Gallagher.

Posticipato al 2 settembre il concerto dei Chemical Brothers a Lucca previsto per il 23 luglio. Info su biglietti e rimborsi.
I Chemical Brothers live al Coachella 2023 (Getty Images).

“Con il caldo peggiorano le condizioni di assistenza ai migranti”: la denuncia di Emergency a Fanpage.it


Il caldo degli ultimi giorni mette a dura prova i sistemi di assistenza nei confronti di migranti che sono sempre più abbandonati a loro stessi: "Sicuramente le alte temperature possono accentuare problemi o traumi pregressi, per questo è importante che vengano presi in carico e seguiti in contesti e con modalità umane", spiega a Fanpage.it Michele Iacoviello, coordinatore degli ambulatori mobili di Programma Italia Emergency.
Continua a leggere