Mentre Elon Musk ha deciso di imporre dei limiti alla visualizzazione dei post per chi non ha un account verificato (e a pagamento), il popolo di Twitter si interroga sul proprio futuro. L’idea accarezzata da molti e sempre più discussa è quella di una vera e propria migrazione di massa su Hive Social. La protesta contro il multimilionario e la sua decisione, che però potrebbe essere temporanea, è iniziata e sembra il preludio a una rivolta digitale. La giovane piattaforma, che già nello scorso ottobre aveva accolto numerosi utenti che avevano deciso di salutare proprio all’arrivo di Musk, intanto continua a crescere.

Come funziona Hive Social
Il punto di forza di Hive Social, rispetto ad altri siti come Mastodon o BeReal, è proprio la somiglianza con Twitter e, secondo molti, con Instagram. Lanciato nell’ottobre del 2019, soltanto a fine 2022 è arrivato su Android e da allora è cresciuto in maniera costante, fino al boom di inizio luglio causato dai limiti imposti da Musk al proprio social. Il principio è quello del microblogging: gli utenti possono condividere testo, foto e video, sfruttando una dashboard denominata Discover. Precisa anche la divisione per interessi, in modo tale da separare i contenuti nelle varie sezioni. Al momento della registrazione, oltre a impostare i dati principali del proprio account, bisogna indicare tre o più argomenti preferiti, così da poter entrare in contatto con profili affini.

Le parole dell’ad nel 2021: «Puntiamo alla semplicità»
Hive Social è stato creato e gestito da un team composto da sole due persone, come specificava su Twitter il profilo ufficiale. Su Teen Vogue, a fine 2021, l’amministratore delegato Kassandra Pop è stata intervistata per spiegare gli obiettivi e il successo iniziale della piattaforma negli Usa. «L’obiettivo», spiegava, «è permettere agli utenti di restare in contatto con gli amici e la famiglia; abbiamo puntato sulla semplicità e sembra che alla gente il feed cronologico piaccia molto». Hive Social, dal 2021 a oggi, continua a cambiare ma non ha ancora inserito un sistema con cui regolare i contenuti pubblicati. Per questo è facile imbattersi anche in immagini e video di nudo. Molti su Twitter si interrogano anche sulla sicurezza, sebbene questo aspetto non abbia fermato la migrazione. Resta l’interrogativo: sarà un fenomeno passeggero o porterà al crollo degli iscritti su Twitter?
