Eni pubblica il report volontario di sostenibilità “Eni for 2025 – A just transition”

Eni ha pubblicato Eni for 2025 – A just transition, il report volontario di sostenibilità che illustra i risultati raggiunti nel corso dell’anno e le azioni intraprese verso una transizione energetica giusta per le persone e i territori. Giunto alla ventesima edizione, il documento è pensato per accrescere la conoscenza da parte degli stakeholder della strategia e dell’impegno di Eni, rappresentando in modo trasparente il suo approccio integrato agli obiettivi di sostenibilità.

Diminuite del 31 per cento le emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream

Eni for 2025 ripercorre i principali risultati conseguiti nel corso dell’anno secondo le cinque direttrici di integrazione della sostenibilità sociale ed ambientale nel modello di business, ovvero neutralità carbonica al 2050, protezione dell’ambiente, valore delle nostre persone, alleanze per lo sviluppo e sostenibilità nella catena del valore. Per Eni il 2025 è stato l’anno in cui la coerenza della strategia e della sua esecuzione le hanno consentito di raggiungere gli obiettivi fissati nonostante il contesto volatile e la difficoltà dello scenario internazionale. In particolare, le emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream sono diminuite del 31 per cento rispetto al 2024 e del 68 per cento rispetto alla baseline 2018, in linea con l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette Scope 1+2 dell’Upstream entro il 2030 e di Eni entro il 2035. Un risultato conseguito anche grazie al controllo costante delle emissioni di metano e al raggiungimento del target di zero routine flaring per le attività operate.

Eni pubblica il report volontario di sostenibilità “Eni for 2025 – A just transition”
Impianto Eni (Eni).

I risultati di Plenitude ed Enilive

Plenitude ha raggiunto 5,8 GW di capacità rinnovabile installata, in crescita del +41 per cento sull’anno precedente, proseguendo verso il target di 15 GW al 2030, oltre ad aver avviato in Texas il suo più grande impianto di stoccaggio a batterie, con una capacità di 200 MW. Enilive ha continuato a espandere la capacità di bioraffinazione realizzando tre nuove bioraffinerie e due ulteriori progetti in Italia e all’estero, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 i 5 milioni di tonnellate di capacità di lavorazione, rispetto agli attuali 1,65 milioni, per la produzione di biocarburanti Hvo (Hydrogenated vegetable oil) e Saf (Sustainable aviation fuel). Nel 2025 è stata inoltre costituita, in joint venture con il fondo di private equity Gip, la società satellite della Carbon capture & storage (Ccs) che valorizzerà i progetti di cattura e stoccaggio del portafoglio Eni. Questi risultati confermano l’efficacia del modello satellitare di Eni come fattore strategico per attrarre capitali dedicati, valorizzare i singoli business e accelerarne la crescita raggiungendo gli obiettivi prefissati di transizione.

Sicurezza, diritti umani e inclusione al centro dell’impegno dell’azienda

Al centro del modello Eni restano le persone. L’azienda opera nel rispetto dei più elevati standard etici e dei principali framework internazionali, promuovendo sicurezza, diritti umani e inclusione. L’azienda si è classificata al primo posto nel Corporate human rights benchmark e ha ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI PdR 125:2022. Nel corso dell’anno ha investito 81 milioni di euro in progetti di sviluppo locale per l’accesso all’energia, all’acqua e ai servizi sanitari, oltre che per la diversificazione economica, la formazione e salute delle comunità, raggiungendo circa 3 milioni di persone nei Paesi in cui opera tramite iniziative realizzate in partnership con gli stakeholder – partner, istituzioni, ong organizzazioni internazionali e comunità locali – per continuare a generare valore condiviso e duraturo.

Eni pubblica il report volontario di sostenibilità “Eni for 2025 – A just transition”
Lavoratori Eni (Eni).

Taste of Roma 2026, Fagianeria presenta Ègelato

Nel corso di Taste of Roma 2026, Fagianeria ha presentato il nuovo Ègelato firmato da Cirio Agricola di Andrea Benetton, nato per valorizzare autenticità della materia prima, controllo diretto della filiera e cultura del latte. La presentazione è avvenuta durante il festival internazionale dedicato all’alta cucina, conclusosi domenica 10 maggio 2026 al Gazometro di Roma dopo cinque giorni di degustazioni, incontri e nuove tendenze gastronomiche, confermandosi uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al mondo del food contemporaneo.

Il latte rappresenta il vero asse del progetto

Presentato durante il weekend della manifestazione, Ègelato nasce dall’approccio integrato della Filiera Bianca di Cirio Agricola, modello produttivo fondato sulla continuità naturale dei processi e sulla circolarità delle risorse. Un sistema che unisce coltivazioni sostenibili, allevamento di una mandria frisona secondo elevati standard di benessere animale e tecnologie 4.0, fino alla produzione del latte, materia viva che attraversa l’intera filiera. Il latte rappresenta infatti il vero asse del progetto. Insieme alla panna costituisce circa l’80 per cento della ricetta di Ègelato e proviene direttamente dalla filiera interna, riducendo al minimo i passaggi intermedi e preservando freschezza, caratteristiche organolettiche e identità del prodotto.

Il gelato non è solo un prodotto finale ma l’espressione autentica della cultura produttiva da cui nasce

«La qualità nasce dal controllo diretto della filiera. Conoscere ogni passaggio, dall’allevamento alla trasformazione, significa offrire un prodotto autentico, riconoscibile e coerente con il nostro territorio. Ègelato è la sintesi di questo approccio. Pochi ingredienti, origine certa, identità forte», ha spiegato Andrea Benetton.

Taste of Roma 2026, Fagianeria presenta Ègelato
Andrea Benetton.

Il debutto è avvenuto attraverso il gusto più identitario del progetto, Èlatte, un fior di latte puro e riconoscibile, pensato per raccontare senza mediazioni l’origine agricola del prodotto. Una scelta che mette al centro la materia prima e risponde alla crescente domanda di trasparenza, semplicità e qualità da parte dei consumatori. Con Ègelato, Fagianeria rafforza il proprio posizionamento su qualità, filiera corta e identità agricola, portando nel mondo del gelato un approccio in cui produzione, allevamento e trasformazione diventano parte di un unico ecosistema. Un progetto che interpreta il gelato non solo come prodotto finale, ma come espressione autentica dell’origine del latte e della cultura produttiva da cui nasce.

Unicredit finanzia lo sviluppo di un immobile residenziale a Roma

Unicredit ha concesso un finanziamento ipotecario bilaterale, di 32,5 milioni di euro, a Wonder Spv, veicolo di cartolarizzazione ai sensi dell’art.7.2 L.130/99, finalizzato a supportare l’acquisto e lo sviluppo residenziale di Pacifico Living, a Roma, nel prestigioso quartiere dell’Eur. In una prima fase del progetto saranno realizzati 120 appartamenti, di cui 35 volti a promuovere l’accesso alla casa quale generatore simbolico di coesione sociale, per poi procedere alla realizzazione di ulteriori 150 unità immobiliari. Un intervento che coniuga qualità architettonica ed estetica, con un progresso tecnologico volto al risparmio energetico e alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico e una capacità di ospitare il verde non semplicemente come complemento estetico ma come frammento della natura. Unicredit Re Services, la società di intermediazione immobiliare del Gruppo, sarà partner commerciale dello sviluppo immobiliare mettendo a disposizione la propria piattaforma tecnologica di consulenza e promozione e il network nazionale di consulenti immobiliari per contribuire al successo dell’iniziativa.

Plafoni: «Sosteniamo la ripresa del mercato e la rigenerazione urbana»

Queste le dichiarazioni di Marianna Plafoni, Regional manager Centro Italia di Unicredit: «La banca finanzia attivamente lo sviluppo immobiliare attraverso una serie di soluzioni destinate sia alle imprese del settore delle costruzioni che ai clienti privati, sostenendo la ripresa del mercato e la rigenerazione urbana. Il nostro Gruppo offre supporto finanziario, leasing immobiliare e servizi di consulenza specialistica per operazioni di sviluppo, ristrutturazione e gestione del patrimonio».

Enel lancia la ricarica elettrica Plug&Charge: basta collegare il cavo per trasferire energia

La ricarica delle auto elettriche in Italia compie un ulteriore passo verso la semplicità e la velocità grazie a Enel. Con il sistema Plug&Charge disponibile sulle stazioni Fast abilitate della rete del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo, basterà collegare il cavo alla colonnina per avviare automaticamente il rifornimento di energia, senza utilizzare app, card Rfid o procedure manuali. Una soluzione pensata per rendere l’esperienza di ricarica ancora più facile, immediata e pratica per gli e-driver.

Il sistema elimina passaggi intermedi e rende il rifornimento di energia ancora più fluido

La funzionalità Plug&Charge consente infatti di automatizzare completamente il processo di autenticazione tra veicolo e infrastruttura. Una volta inserito il connettore, auto e stazione di ricarica comunicano direttamente tra loro e autorizzano l’operazione in pochi secondi. La colonnina riconosce immediatamente il veicolo compatibile e avvia la ricarica in modo sicuro grazie alla tecnologia basata sul protocollo internazionale ISO 15118. Il principale vantaggio è proprio la rapidità. Soprattutto durante le ricariche veloci, il sistema elimina passaggi intermedi e rende il rifornimento di energia ancora più fluido. Niente apertura di app, scansione di QR Code o utilizzo di tessere fisiche. Sarà necessario semplicemente collegare il cavo e la sessione parte automaticamente.

La configurazione avviene tramite l’app Enel On Your Way

Alla base del Plug&Charge c’è un certificato digitale installato sul veicolo, una sorta di carta d’identità elettronica che contiene tutte le informazioni necessarie per associare l’auto all’account di ricarica dell’utente. Nel caso del servizio Enel, la configurazione avviene tramite l’app Enel On Your Way, dove il proprietario deve inserire il proprio Pcid, ovvero il codice identificativo univoco del veicolo elettrico. Una volta completata la procedura, bisogna abilitare sul display dell’auto o sull’app del costruttore l’identificativo Enel on Your Way, riconoscibile dal codice che inizia con “It Elx”.

Il protocollo garantisce una comunicazione crittografata e sicura tra veicolo e colonnina

La compatibilità con il Plug&Charge è in costante crescita, è già utilizzata da Ewiva (sempre Gruppo Enel) e coinvolge già numerosi modelli elettrici oggi in commercio, anche grazie agli aggiornamenti software OTA introdotti da diverse case automobilistiche. Tra i veicoli compatibili figurano modelli Audi, Bmw, Polestar e Renault di ultima generazione. Anche le infrastrutture devono essere abilitate alla tecnologia. Le colonnine compatibili possono essere individuate direttamente sempre sull’app Enel On Your Way filtrando le stazioni che supportano il Plug&Charge, in particolare quelle fast e ultrafast. Dal punto di vista tecnico, il protocollo garantisce una comunicazione crittografata e sicura tra veicolo e colonnina, gestendo automaticamente autenticazione, avvio della sessione e pagamento. Il costo della ricarica viene infatti addebitato direttamente sul metodo di pagamento associato all’account dell’utente, senza ulteriori conferme.

UniCredit lancia Buddy R-Evolution

UniCredit ha presentato Buddy R-Evolution, una nuova “filiale remota” che mette i clienti al centro offrendo loro una piattaforma digitale tecnologicamente avanzata grazie alla quale potranno scegliere come e quando accedere al mondo UniCredit ovunque essi siano. Il progetto partirà nel corso del primo trimestre del 2024 con un modello di servizio potenziato e complementare ai canali già esistenti in UniCredit: filiale fisica, call center, internet e mobile.

Si può interagire via chat con un operatore o prenotare un appuntamento 

I clienti potranno scegliere se interagire via chat con un operatore, 24 ore su 24 sette giorni su sette, oppure optare per una interazione fisica, fissando un appuntamento con uno dei 750 agenti finanziari di UniCredit per una consulenza personalizzata, a casa o in altro luogo a propria scelta anche oltre il consueto orario di lavoro. Sarà possibile accedere anche a consulenze professionali in ambito immobiliare tramite la rete di UniCredit Subito Casa. Il Gruppo intende servire i propri clienti nel modo più adatto a loro offrendo scelta, discrezione e flessibilità. Si va oltre il semplice digital banking e Buddy è la scelta giusta per coloro che preferiscono che la filiale li segua ovunque. Questa iniziativa è uno dei tasselli del piano di trasformazione digitale di UniCredit Unlocked, che si basa su importanti investimenti in cloud, dati e tecnologia AI.

Per raggiungere la filiale è sufficiente cliccare la “B” alla base dell’app

Lanciata sul mercato italiano nel 2018 al servizio di clienti che desideravano una banca digitale e un servizio accessibile, rapido ed efficiente, Buddybank ha rappresentato un potente motore di acquisizione per UniCredit. Serve oggi 410 mila clienti con una concierge a loro dedicata a Milano che occupa circa 100 dipendenti (24/7) e i servizi sono molto apprezzati, come dimostrato dalle valutazioni dello store (Apple 4.5 e Android 4.2) e da un indice di soddisfazione della chat al termine delle conversazioni del 91 per cento. La filiale di Buddy è facilmente raggiungibile via chat. Basta entrare in app e con un tap sulla “B” alla base dell’applicazione, il cliente può attivare la conversazione direttamente con un operatore di UniCredit, del team di Concierge con un modello di messaggistica che gestisce in media 1.500 conversazioni via chat ogni giorno dell’anno e una Concierge per Lifestyle, sempre h24/7 in collaborazione con Quintessentially.

L’ad Orcel: «Clienti al centro del nostro operato»

Andrea Orcel, head of Italy e ceo del Gruppo UniCredit, ha dichiarato: «Come banca ci impegniamo a mettere i nostri clienti al centro di tutto ciò che facciamo. Questo significa che vogliamo servirli nel modo migliore. Abbiamo ascoltato le loro richieste: volevano una combinazione di assistenza digitale e impegno umano con i nostri team sul territorio. Volevano scelta e flessibilità. Volevano un modo migliore di fare banca. È questo che ha ispirato la creazione di Buddy R-Evolution, che risponde alle richieste dei clienti, offrendo loro un modo migliore di fare banca e permettendogli di gestire al meglio le loro finanze quotidiane. Il viaggio di Buddy R-Evolution è appena iniziato, e continueremo a migliorare ascoltando queste richieste. Questo lancio è una prova importante del nostro impegno a lavorare con i nostri clienti e a dare loro ciò che desiderano. Mettere i nostri clienti veramente al centro del nostro modo di fare business e l’impegno a realizzare una trasformazione digitale sono i pilastri fondamentali di UniCredit Unlocked. Buddy R-Evolution è una dimostrazione tangibile di come riusciamo a realizzare entrambe le cose».

TIM lancia l’app Women Plus per aiutare le donne nella ricerca del lavoro

Fornire uno strumento concreto per far crescere il ruolo delle donne nell’economia, favorendo percorsi professionali e supportandole nell’orientamento del proprio percorso professionale e dando loro la possibilità di formarsi in maniera continua e coerente con il mercato. È questo l’obiettivo di Women Plus, l’app lanciata da TIM e presentata nell’ambito della 4 Weeks 4 Inclusion, la maratona sull’inclusione ideata e promossa dal Gruppo. La soluzione, realizzata da Women at Business, è disponibile da mercoledì 25 ottobre 2023 sui principali store digitali (iOS e Android).

Posizioni aperte, mentoring e formazione in un’unica app

Partendo dall’esperienza di Mulheres Positivas, progetto che TIM ha sostenuto in Brasile con l’imprenditrice Fabi Saad, Women Plus lavorerà su diversi aspetti, permettendo alle donne di trovare in un unico sistema le posizioni aperte, grazie anche a strumenti di matching fra le loro competenze e i lavori disponibili, ma anche mentoring, formazione e talk ispirazionali. Secondo i dati Istat, in Italia le donne occupate sono solo il 55,2 per cento e tra i giovani che non studiano e sono senza lavoro (NEET – Not in Education, Employment or Training) rappresentano il 56 per cento. Sul fronte della formazione, invece, appena il 16 per cento delle ragazze sceglie corsi universitari nelle materie STEM. L’applicazione ha avuto anche il patrocinio della Commissione Europea.

Dalli: «Contribuisce a rimuovere gli ostacoli all’emancipazione economica femminile»

La commissaria europea all’Uguaglianza, Helena Dalli, ha dichiarato: «L’app Women Plus di TIM destinata alle donne in cerca di occupazione è un ottimo esempio di come un’impresa possa contribuire a rimuovere gli ostacoli all’emancipazione economica delle donne. Questa iniziativa rientra in un approccio globale in linea con la nostra strategia per la parità di genere, azioni sulla parità e leadership femminile alla promozione di un’equa ripartizione dei ruoli familiari, all’incoraggiamento della formazione delle donne nelle discipline stem».

Labriola: «Parità di genere al centro del nostro piano»

Gli ha fatto eco l’amministratore delegato di TIM Pietro Labriola: «La nostra missione in TIM è connettere le persone, abbattendo barriere e distanze, lavorando alla crescita di tutta la collettività. Women Plus rappresenta un altro tassello di questo impegno. La parità di genere è uno dei temi più importanti su cui stiamo lavorando, con azioni concrete inserite nel nostro piano: lo abbiamo messo al centro delle nostre attività, perché vogliamo superare gli stereotipi e gli schemi che guardano al passato, per contribuire a un mondo in cui tutti abbiano le stesse opportunità».

TIM lancia l'app Women Plus per aiutare le donne nella ricerca del lavoro
Pietro Labriola (TIM).

Basili: «Opportunità e strumento concreto per cambiamento culturale»

Questo infine il commento di Laura Basili, founder di Women at Business: «Women at Business è stata fin dalla sua nascita un progetto tech, basato sulla valorizzazione delle competenze delle donne per risolvere un problema sociale, quello dell’occupazione femminile in Italia. L’app Women Plus rappresenta per noi, per le donne e gli uomini di questo paese una grandissima opportunità e al contempo uno strumento concreto per generare il cambiamento culturale necessario al raggiungimento di una società più inclusiva, equa e sostenibile».

UniCredit, i risultati dei primi nove mesi del 2023: utile record a 6,7 miliardi

Il 23 ottobre 2023 il Consiglio di amministrazione di UniCredit S.p.A. ha approvato i risultati consolidati di Gruppo al 30 settembre 2023 relativi al terzo trimestre e ai primi nove mesi dell’anno. Un’altra solida serie di risultati finanziari a ulteriore conferma del percorso del Gruppo nella costruzione di un’eccellenza sostenibile. Per l’undicesimo trimestre consecutivo conferma infatti il proprio percorso di trasformazione tramite il conseguimento degli obiettivi prefissati sulle tre leve dei ricavi netti, dei costi e dell’efficienza patrimoniale, con un aumento dei rendimenti di alta qualità aggiustati per il rischio, ben posizionati per far fronte alle incertezze macroeconomiche.

Utile netto +67,7 per cento rispetto ai primi nove mesi del 2022

La trasformazione della banca è ulteriormente evidenziata dal RoTE1 del terzo trimestre 2023 pari al 23,4 per cento e dall’utile netto contabile del terzo trimestre superiore a 2,3 miliardi di euro. Nei primi nove mesi l’utile netto ha raggiunto la cifra record di 6,7 miliardi, con un aumento del 67,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022. Il risultato finanziario del terzo trimestre riflette una crescita costante in tutte le aree geografiche, grazie a un modello unico pan-europeo, con ricavi netti di 5,8 miliardi, in crescita del 23,1 per cento anno su anno, sostenuti da un margine di interesse (“NII”) di 3,6 miliardi, in aumento del 45,0 per cento anno su anno, principalmente per effetto dell’aumento dei tassi di interesse e della buona gestione del pass-through dei depositi. Le commissioni si sono attestate a 1,8 miliardi, in calo del 5,2 per cento anno su anno, soprattutto a causa dell’impatto delle riduzioni delle commissioni sui conti correnti in Italia e dei maggiori costi di cartolarizzazione. Al netto di queste componenti, le commissioni sono diminuite dell’1,3 per cento anno su anno, confermando la loro resilienza nonostante il quadro macroeconomico sfavorevole.

Costi operativi, pratiche ESG e digitalizzazione

Le rettifiche su crediti (“LLP”) si sono attestate a 135 milioni di euro nel trimestre, determinando un costo del rischio strutturalmente basso (“CoR”) di 12 punti base. Questo dato, unitamente alla minore volatilità del CoR, riflette la buona qualità degli attivi del Gruppo ed è ulteriormente rafforzato da perdite attese costantemente basse, da un basso livello di esposizioni deteriorate con un’elevata copertura, da bassi tassi di insolvenza, oltre che dagli overlay in essere pari a 1,75 miliardi. La solidità della gestione dello staging, degli overlay e delle rettifiche sui crediti è parzialmente riflessa nelle riprese di valore osservate. Nel terzo trimestre i costi operativi sono stati pari a 2,3 miliardi, stabili trimestre su trimestre e in calo del 2,3 per cento anno su anno nonostante le pressioni inflazionistiche, a conferma della capacità del Gruppo di ridurre strutturalmente la propria base di costi, proteggendo al contempo la crescita dei ricavi e realizzando gli investimenti che garantiranno il successo futuro.  UniCredit conferma l’impegno a sostenere il progresso dei clienti, dei dipendenti e delle comunità in cui opera, e a facilitare i clienti verso una transizione verde giusta ed equa. Gli sforzi del Gruppo per rafforzare l’attenzione alle questioni sociali e l’integrazione delle pratiche ESG nell’erogazione dei prestiti hanno determinato un significativo innalzamento del rating ESG da parte di MSCI ad “AA”. Lo slancio del successo finanziario e degli investimenti strategici del Gruppo nel settore digitale e dei pagamenti è ulteriormente evidenziato dal conferimento del premio The Banker come Migliore banca per l’innovazione nel Digital Banking e Migliore banca per i pagamenti a livello globale. Questi premi testimoniano il successo della trasformazione industriale e digitale in corso e l’impegno e la dedizione del Gruppo nel suo percorso di digitalizzazione.

L’ad Orcel: «Risultati eccellenti»

Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit, ha dichiarato: Abbiamo messo a segno un altro trimestre eccellente, generando un utile netto superiore a 2,3 miliardi e una crescita dell’EPS del 54 per cento anno su anno. Continuiamo a differenziarci in tutte le principali metriche finanziarie, con una forte attenzione ai ricavi aggiustati per il rischio di alta qualità, alla disciplina dei costi e al mantenimento di una elevata qualità degli attivi. Stiamo gradualmente sfruttando tutta la potenza della nostra rete commerciale e tutte le aree geografiche stanno registrando una crescita redditizia. Siamo stati in grado di ottenere questi risultati grazie alla avvenuta trasformazione industriale e culturale di UniCredit. Partendo da un insieme eterogeneo di 13 istituzioni, ci siamo evoluti per diventare un singolo Gruppo che lavora in armonia – e che ha accesso a 15 milioni di clienti e 13 mercati in Europa. Procediamo verso la prossima fase della nostra trasformazione, che ci permetterà di rafforzare ancora di più le nostre capacità e di rendere ancora più solidi i nostri risultati finanziari».

Eni a OMC 2023, nuove strategie per la transizione energetica

Anche nel 2023 Eni è presente all’OMC Med Energy Conference, la manifestazione dedicata all’energia giunta alla sua XXX edizione in programma a Ravenna da martedì 24 fino a giovedì 26 ottobre. Un evento in cui operatori del settore energetico, stakeholders e istituzioni italiane e internazionali si confronteranno e dibatteranno sulla “giusta transizione“, un tema che Eni sostiene e condivide nella sua strategia. Spazio, sia fisico che temporale, anche all’innovazione, grazie all’Innovation Room dedicata alle giovani generazioni.

Biocarburanti e decarbonizzazione al centro del racconto di Eni

OMC sarà un’ulteriore occasione per raccontare in modo corale e integrato il percorso di Eni verso la neutralità carbonica, coinvolgendo tutti i suoi business. Sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e accessibilità economica all’energia restano infatti obiettivi imprescindibili anche nell’attuale contesto di diversificazione a livello geografico e tecnologico delle fonti energetiche. Diverse le aree tematiche valorizzate nello stand Eni attraverso installazioni, video, talk e presentazioni al pubblico: dallo sviluppo delle tecnologie legate alla cattura, stoccaggio e utilizzo della CO₂ (CCUS), fondamentali per la decarbonizzazione dei processi, ai biocarburanti che saranno sempre più prodotti da residui e scarti biogenici e da materie prime (agri-feedstock) coltivate su terreni degradati, semi-aridi o abbandonati e non utilizzabili per una produzione alimentare.

L’Innovation Room dedicata ai più giovani

Come anticipato, la Med Energy Conference conferma inoltre l’impegno per un futuro a misura delle nuove generazioni con l’Innovation Room realizzata con il supporto di Accenture, partner dell’iniziativa. Si tratta di un’area dove studenti delle scuole superiori, università, centri di ricerca, startup ed esperti potranno confrontarsi tra loro e, insieme alle aziende, sviluppare idee, trasformarle in progetti e ideare soluzioni per le sfide energetiche del futuro. Proprio all’interno di questa iniziativa, nel pomeriggio del 24 ottobre troverà spazio il racconto del progetto Ora! Outpost Ravenna for Energy Transition, una piattaforma di innovazione tecnologica sui temi della blue e green economy a supporto delle imprese del territorio. L’iniziativa è promossa da Joule, la scuola di Eni per l’impresa insieme al Comune di Ravenna e al partner tecnico Mind the Bridge. OMC e ORA! hanno fatto uno scouting delle migliori startup che lavorano su soluzioni e tecnologie di transizione energetica. Le idee selezionate avranno uno spazio di presentazione e la possibilità di avere incontri 1 a 1 con i principali operatori interessati a svilupparle. Le migliori saranno premiate alla fine della giornata.

Spazio anche alla mobilità sostenibile

Al centro del dibattito che Eni punta a stimolare durante l’evento OMC vi sarà anche la mobilità sostenibile, per la sua capacità di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo delle zero emissioni nette al 2050 e fornire in prospettiva ai clienti della società una varietà di prodotti e servizi decarbonizzati. Riconducibili all’economia circolare sono, infine, varie iniziative della chimica dalle quali Eni ricava nuovi materiali e, in ottica di complementarità, prodotti da materie prime alternative materiali derivanti dal riciclo di materiali plastici e da fonti rinnovabili di origine vegetale, oltre alle attività di valorizzazione dei terreni industriali, delle acque e dei rifiuti attraverso progetti di bonifica e di recupero efficienti e sostenibili.

Settore orafo, l’export italiano metà del totale Ue anche nel primo semestre 2023

Nel primo semestre 2023, il settore orafo italiano ha realizzato esportazioni per 4,7 miliardi di euro con una crescita del 16,4 per cento, confermando il proprio ruolo di protagonista nel contesto europeo (poco meno della metà delle esportazioni dell’UE27 sono riferite all’Italia). Tra i mercati di sbocco, grazie a una crescita del 68 per cento e un importo di 780 milioni di euro, la Svizzera ha superato gli Stati Uniti, che comunque hanno presentato una crescita sia in valore (5 per cento), sia in quantità (14 per cento) con 578 milioni di euro. Seguono gli Emirati Arabi Uniti con 544 milioni di euro, in linea come valore al dato del primo semestre 2022 e la Francia con 478 milioni di euro. Da rilevare, inoltre, tra i diversi mercati di riferimento, il continuo rafforzamento delle vendite verso l’Irlanda (+21 per cento), che negli ultimi anni ha assunto il ruolo di hub logistico per il gioiello Made in Italy.

Cresce la domanda cinese, giù quella americana

Nel periodo preso in esame, la domanda mondiale di gioielli in oro è stata pari a oltre 950 tonnellate, con una dinamica più vivace nel secondo trimestre (+3,1 per cento) rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Il mercato cinese, per effetto anche del rimbalzo in seguito all’eliminazione delle misure restrittive, presenta una crescita sostenuta (+19 per cento) trainata dalla ripresa della socialità e anche dal ritorno ai matrimoni sospesi negli anni precedenti. In riduzione, invece, la domanda dall’India, che rappresenta il secondo mercato per domanda di gioielli e che ha mostrato un calo pari al -12 per cento e si è attestata a 207
tonnellate. Particolarmente rilevante la crescita della domanda turca, che mostra per il quarto trimestre consecutivo una crescita a doppia cifra e
raggiunge nei primi sei mesi il valore di circa 20 tonnellate, con un incremento dettato soprattutto dalla domanda per investimento. La domanda americana, invece, ha mostrato un calo del 7 per cento, frutto anche di un progressivo spostamento dei consumi verso i servizi e condizionata dall’elevato prezzo dell’oro.

A Qbuzz un contratto da un miliardo di euro per servizi bus in Olanda

Una concessione da un miliardo di euro per 10 anni, dal 2024 al 2034, con la previsione di trasportare 155 milioni di passeggeri ogni anno. Qbuzz, società olandese del Gruppo FS italiane controllata da Busitalia, si è aggiudicata i servizi di Trasporto Pubblico Locale (TPL) nella provincia di Fryslan (Frisia), al nord dell’Olanda, che conta 650 mila abitanti. Un ulteriore passo per il Gruppo guidato da Luigi Ferraris che prevede, secondo gli obiettivi del Piano industriale, un aumento dei ricavi dall’estero da 1,8 miliardi di euro del 2019 a 5 miliardi nel 2031. Questo rientra nel ruolo che FS Italiane vuole rivestire in Europa, sempre più considerato mercato domestico, come multidomestic company condividendo esperienze e conoscenze oltre il confine italiano nel settore del trasporto passeggeri e merci su ferro e gomma.

Qbuzz è leader nell’utilizzo di autobus a basso impatto ambientale

Il servizio, gestito con una flotta di 260 autobus, sarà organizzato attraverso 80 linee con una previsione di 26 milioni di km offerti all’anno ai cittadini dei Paesi Bassi. Il contratto prevede l’ingresso di 660 persone nella squadra di Qbuzz per la gestione della nuova concessione e il valore totale del contratto è la somma fra i biglietti venduti e i corrispettivi. Un’aggiudicazione che ha anche una forte impronta green visto che Qbuzz è leader nell’utilizzo di autobus a basso impatto ambientale (nella sua flotta ci sono 310 bus a zero emissioni, di cui 32 alimentati ad idrogeno e 278 elettrici) e nella sperimentazione di carburanti a basso impatto ambientale come HVO, quest’ultimo già utilizzato con ottimi risultati. Proprio in questo ambito la società del Polo passeggeri del Gruppo FS investirà nel corso della concessione oltre 218 milioni di euro nel rinnovo della flotta e in innovazione tecnologica per migliorare comfort e sostenibilità ambientale dei collegamenti.

La società gestisce i servizi di TPL in altre aree dei Paesi Bassi

Qbuzz, già terzo operatore del trasporto pubblico olandese, continua la sua crescita e ambisce a scalare di una posizione la graduatoria dei più importanti operatori dei Paesi Bassi. Qbuzz già gestisce i servizi di TPL nelle aree di Utrecht, Groningen-Drenthe e DMG (Drechtsteden-Molenlanden-Gorinchem) a cui va aggiunta l’ulteriore concessione aggiudicata nel mese di luglio 2023 (valevole nel periodo dicembre 2024-dicembre 2039) nell’area metropolitana nel Randstad tra Amsterdam e Rotterdam e L’Aia.

Al Gruppo FS un contratto da un miliardo di euro per servizi bus in Olanda
Mappa delle concessioni Qbuzz in Olanda (Gruppo FS).

La Provincia di Fryslan (650 mila abitanti) è caratterizzata da aree rurali e cittadine di medie dimensioni e vanta poli turistici di grande attrazione. Il territorio del Fryslan è adiacente all’Area Groningen –Drenthe (GD) dove Qbuzz già gestisce un’importante concessione con importanti possibili sinergie sia dal punto di vista industriale che commerciale.

UniCredit, i minibond per pmi superano quota 1 miliardo di euro

UniCredit ha superato il traguardo del miliardo di euro mobilitato a favore delle Pmi tramite lo strumento dei minibond, confermandosi leader in Italia nel mercato dei capitali anche nel segmento delle piccole e medie imprese. L’obiettivo è stato raggiunto grazie ai 174 minibond strutturati dalla banca a supporto dei piani di sviluppo e degli investimenti di 160 Pmi italiane da quando, nel 2017, l’istituto è attivo in questo mercato. Numeri che portano UniCredit ad avere una quota di mercato stabilmente superiore al 18 per cento in termini di numero di minibond.

Tra i settori con più emissioni food & beverage, telecom & it e chimico farmaceutico

Da inizio anno sono state 16 le emissioni, per un volume che sfiora i 100 milioni di euro. L’ultima operazione si è conclusa a metà ottobre a favore di Tregenplast, azienda lombarda che opera nel settore del recupero ecologico che ha emesso un minibond ESG da 4 milioni di euro, interamente sottoscritto da UniCredit e con garanzia del Fondo di garanzia per le pmi gestito da Mediocredito Centrale (MCC) per conto del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Proprio il tema della ESG ha assunto un’importanza crescente negli ultimi anni, a partire dal primo minibond ESG emesso nel 2020, tanto che l’81,3 per cento delle operazioni effettuate finora nel 2023 incorporano obiettivi di sostenibilità. Il crescente utilizzo dello strumento è testimoniato anche dai dati Bankitalia, secondo cui mentre a inizio 2012 quasi l’80 per cento del debito finanziario delle imprese italiane era rappresentato dal credito bancario e l’utilizzo di obbligazioni era solo all’8 per cento, a fine 2022 tali quote erano rispettivamente pari al 65 per cento e al 14 per cento, a testimonianza di un cambiamento generale in atto cui hanno contribuito anche minibond, basket bond e bond di filiera. Per quanto riguarda i settori delle imprese che ne usufruiscono, il 21 per cento delle 174 emissioni di minibond curate da UniCredit ha coinvolto aziende del food & beverage. Ma molto recettivi sono stati anche i settori Telecom & IT, quello dei beni di consumo e il chimico farmaceutico, così come i servizi, l’agricoltura e il tessile.

Il 50 per cento delle operazioni effettuato al Nord

Se le imprese delle regioni del Nord del Paese hanno effettuato il 50 per cento delle operazioni, molto attive si stanno mostrando anche le pmi del Mezzogiorno, che si attestano al 40 per cento del totale delle emissioni curate da UniCredit – anche grazie al contributo della banca finalizzato alla diffusione dello strumento. Secondo i dati diffusi dal Politecnico di Milano (nell’Osservatorio dei minibond), infatti, da quando esiste lo strumento dei 208 emittenti del Sud circa un terzo (65) sono stati assistiti da UniCredit, con una quota particolarmente significativa in Puglia (86,8 per cento) e in Sicilia (45,5).

Il contributo offerto dai basket bond

Un decisivo contributo al raggiungimento dei risultati finora conseguiti da UniCredit è arrivato dai basket bond, operazioni di portafoglio di minibond che consentono di aumentare l’interesse degli investitori istituzionali per i piccoli tagli e per le piccole e medie imprese. Dei 55 minibond emessi nell’ambito di queste operazioni, 30 riguardano il Basket Bond Puglia, con garanzia della Regione Puglia, 12 il Basket Bond di Filiera, iniziativa promossa con Cdp per lo sviluppo delle principali filiere dell’economia italiana e 13 il Basket Bond Esg, la prima iniziativa di questo genere in Italia legata a obiettivi ESG, nata in collaborazione con Cdp per sostenere gli investimenti delle aziende finanziandone i piani di sviluppo sostenibile.

Taricani: «Evidenti vantaggi per le imprese che utilizzano i minibond»

«In questa fase dell’economia del nostro Paese è importante aggiungere alla tradizionale attività di supporto dell’economia reale anche lo strumento dei minibond, che consente alle pmi di approcciare il mercato dei capitali, diversificando le proprie fonti di finanziamento», ha dichiarato Remo Taricani, deputy head di UniCredit Italia. «Nel corso degli ultimi anni sono divenuti sempre più evidenti per le imprese i vantaggi derivanti dall’uso di questo strumento, che permette di ottenere funding a lungo termine e avere una maggiore stabilità del credito. Anche per questo le aziende italiane si stanno sempre più orientando verso l’utilizzo di minibond, segno anche di una loro crescente maturità finanziaria».

UniCredit, i minibond per pmi superano quota 1 miliardo di euro
Remo Taricani (Imagoeconomica).

E ancora: «Il processo di emissione dei minibond consente alle imprese di familiarizzare con le dinamiche e regolamentazioni dei capital market e rappresenta per le pmi un messaggio di solidità al mercato, grazie al sostegno che esse possono avere da importanti investitori istituzionali. Proprio per questo, come UniCredit continuiamo a sviluppare questo strumento, anche con formule innovative e grazie a partnership con importanti player istituzionali».

Banca Ifis al fianco del ministero della Cultura per il restauro del murales di Banksy a Venezia

Banca Ifis rafforza il proprio impegno per la tutela e valorizzazione dell’arte accogliendo l’appello del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi per restaurare il murales Il Bambino migrante di Banksy a Venezia. Si tratta di una delle due sole opere dell’artista presente in Italia ed è stato realizzato su una parete nelle vicinanze di Campo San Pantalon nel Sestiere Dorsoduro nella notte tra l’8 e il 9 maggio 2019. Il murales del writer inglese, uno dei maggiori esponenti della street art, si sta deteriorando per l’umidità, l’acqua alta e la salsedine.

Il presidente Fürstenberg Fassio: «Importante conservare il contenuto comunicativo veicolato dall’opera»

Queste le dichiarazioni di Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis: «La cultura è in grado di unire passato e futuro, creando un ponte che vive nel nostro presente. Questo ponte su Banksy, oggi, lo mettiamo noi di Banca Ifis. L’intervento di conservazione e di restauro di un’opera d’arte pubblica, così importante a livello mondiale, diventa ancor più importante per la conservazione del contenuto di comunicazione che l’artista vuole veicolare attraverso la propria opera d’arte. Così come Banksy ha creato un linguaggio nuovo che arriva dritto al cuore e alla mente dei ragazzi e di tutti noi, con metafore sul mondo in cui viviamo che sono forti e spiazzanti, attraverso l’espressione di questa arte straordinaria su suolo pubblico, noi abbiamo la responsabilità nella collaborazione tra istituzioni pubbliche e private di conservare arte e cultura a Venezia». Gli ha fatto eco il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi: «A segnalarmi la fragilità del murales sono stati il sindaco di Venezia e il presidente della Regione Veneto. Mi sono attivato subito e ho ottenuto la disponibilità di una banca che coprirà le spese. Non ci interessa se l’opera abbia o no più di settant’anni, né se l’autore sia vivo e neppure se ci dia il consenso al restauro, dal momento che, tra l’altro, il murales è stato realizzato ‘illegalmente’. Mi assumo io la responsabilità dell’intervento avendo la delega sull’arte contemporanea, ed è mio compito tutelarla».

Banca Ifis al fianco del ministero della Cultura per il restauro del murales di Banksy a Venezia
Il bambino migrante di Bansky (Banca Ifis).

Nel 2023 l’istituto ha anche inaugurato il Parco internazionale di Scultura a Mestre e sostenuto la Biennale

Il restauro e la messa in sicurezza del murales di Banksy a Venezia è solo l’ultima in ordine di tempo delle iniziative di Banca Ifis in sostegno al mondo dell’arte e della cultura. Il 28 settembre 2023, l’istituto bancario ha inaugurato il Parco internazionale di Scultura presso la sede di Villa Fürstenberg a Mestre (Ve) per volontà del Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio per celebrare il 40mo anniversario della fondazione. Il Parco, che sarà aperto gratuitamente al pubblico dalla primavera 2024, raccoglie le opere di 10 maestri dell’arte contemporanea che sono esposte negli oltre 22 ettari di verde di pregio storico che costituiscono gli spazi esterni di Villa Fürstenberg. Tra questi, spiccano nomi di primissimo piano nel panorama internazionale dell’arte contemporanea tra cui Fernando Botero, Annie Morris, Park Eun Sun, Igor Mitoraj, Manolo Valdés, Pablo Atchugarry, Pietro Consagra, Roberto Barni, Julio Larraz e Philip Colbert. Sempre nel 2023, Banca Ifis ha inoltre sostenuto la realizzazione di 21 Gallery a Villorba (TV), uno spazio dedicato all’arte contemporanea con focus particolare nei confronti dei più giovani talenti nel campo delle arti visive e che punta a sostenere cause benefiche e a creare un impatto positivo sul territorio. La Banca, infine, sostiene attivamente la Biennale di Venezia in qualità di main sponsor del Padiglione Italia che, nella sua edizione 2023, ha raccolto i principali progetti di architettura del nostro Paese.

Arte e cultura al centro del Social Impact Lab voluto dal presidente della Banca

L’arte e la cultura sono infatti due dei pilastri di Kaleidos, il Social Impact Lab fortemente voluto dal presidente di Banca Ifis per sviluppare iniziative a elevato impatto sociale in tre aree: comunità inclusive, per sostenere la crescita collettiva e la valorizzazione della diversità; cultura e territorio, per investire nella cultura come driver di sviluppo sostenibile e di inclusione; benessere delle persone, per sensibilizzare verso i temi della salute e della ricerca scientifica. Un progetto che prevede un piano di investimenti di 6 milioni di euro nel triennio 2022-24 e che, nel solo primo anno di attività, ha già visto realizzate 25 iniziative sociali. Grazie a tale approccio – a un solo anno dal lancio – Kaleidos ha vinto il Premio Areté 2023 per la Comunicazione Finanziaria Responsabile. Un riconoscimento conferito in occasione dell’11esima edizione del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale.

I conti Rai tra taglio del canone e possibili tagli

Ansia ai limiti del panico nei corridoi di Viale Mazzini durante tutta la giornata di lunedì 16 ottobre, tra la notizia mattutina del taglio del canone Rai da 90 a 70 euro e la precisazione serale del Mef circa l’integrazione del finanziamento alla tivù pubblica per le spese di investimento tramite la fiscalità generale. «Un casino enorme», confessava a metà giornata a Lettera43 una fonte interna di vertice. Il taglio alla fine è arrivato comunque, in virtù della spending review lineare del 5 per cento imposta anche ai ministeri, ma una cosa è perdere 20 milioni di euro, sperando peraltro di poterli in teoria compensare con l’extragettito derivante da un ulteriore abbattimento dell’evasione, un’altra sarebbe stata trovarsi di fronte a una voragine monstre da 440 milioni.

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I ricavi pubblicitari calano a 531 milioni dai 590 del 2021, mentre l’indebitamento è schizzato a 578 milioni

Scampato pericolo? In realtà lo spavento si lascia dietro una scia di dubbi e interrogativi: non tutto torna ancora con chiarezza nell’operazione, a parte che far dipendere i conti Rai in via diretta dal bilancio pubblico espone l’azienda, anno dopo anno, alle bizze del governo di turno. Come se già non fosse abbastanza pesante il giogo della politica sul cavallo di viale Mazzini. Peraltro, c’è da attendersi che la Lega e il leader Matteo Salvini, dopo i toni trionfanti per il taglio parziale alla «tassa più odiata dagli italiani», come recita un vecchio adagio, non si fermeranno e continueranno a martellare per l’eliminazione completa del canone. Dunque, dalle parti della tivù di Stato non mancano i motivi per rimanere in apprensione. Guardando il consuntivo 2022 e l’assestamento 2023, gli introiti complessivi da canone valgono 1,85 miliardi di euro e vanno tutti alla Rai tranne una quota di 110 milioni, il cosiddetto extragettito, che viene assegnato al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. I ricavi pubblicitari erano in calo a 531 milioni l’anno scorso (590 milioni nel 2021) e con questi chiari di luna sul fronte degli ascolti è difficile immaginare una ripresa a stretto giro. Anzi. Dall’altra parte, il gruppo Rai nel suo complesso ha un indebitamento finanziario netto schizzato dai 498 milioni di euro del 2021 a 578 milioni nel 2022, a fronte di un capitale proprio di appena 369 milioni.

I conti Rai tra taglio del canone e possibili tagli
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

A rischio Cinema e fiction, gli ultimi baluardi di centrosinistra di TeleMeloni

Ma se l’anno prossimo, per ipotesi, il governo ci ripensasse e tagliasse quei 420 milioni di finanziamento diretto, quali asset o settori di attività finirebbero per essere colpiti? Gli investimenti complessivi di Viale Mazzini ammontavano l’anno scorso a 634 milioni e la Rai spende circa 500 milioni tra cinema, fiction, documentari e cartoni animati. Generi che peraltro, guardando gli ascolti con particolare riferimento alle fiction, sono ormai tra gli ultimi baluardi che ancora tengono in piedi la tivù pubblica. «Sarebbero le prime vittime di un taglio così importante, significherebbe azzoppare definitivamente la Rai e mandare a casa un sacco di gente», spiega una fonte a Saxa Rubra. Agostino Saccà, già direttore generale in azienda ai tempi di Berlusconi, fa due conti: «L’audiovisivo dà lavoro a 120 mila persone, specie a Roma e nel Lazio», quindi se si tagliassero di «un terzo gli investimenti, lo Stato dovrebbe pagare la disoccupazione a decine di migliaia di persone». C’entra qualcosa il fatto che giusto cinema e fiction siano tra le ultime ridotte del centrosinistra dentro TeleMeloni? «Stanno già distruggendo Rai3, ma il loro cambio di narrazione non tiene alla prova dei numeri, non c’è visione, non c’è strategia, si difendono gli amici degli amici e di questo passo non si potrà nemmeno chiudere il bilancio, al netto del fatto che servirebbe una legge per modificare i tetti pubblicitari», riflettono alcune figure qualificate della tivù di Stato. In effetti Rai3 sta subendo smacchi a ripetizione: il flop ascolti di Avanti Popolo nonostante l’ospitata di Fabrizio Corona, Serena Bortone che arranca e non garantisce un buon traino nemmeno a Report, che a sua volta perde clamorosamente contro Fabio Fazio, pur recuperando via via nel corso della serata.

I conti Rai tra taglio del canone e possibili tagli
Nunzia De Girolamo (Imagoeconomica).

Invece di difendere i suoi vertici, Meloni sembra cedere a Salvini

E, insomma, lunedì scorso a un certo punto una fonte Rai ventilava: «Nemmeno Berlusconi ha fatto un regalo così a Mediaset. Se non si trovano le risorse, bisognerà mollare una rete. E la prima candidata sarebbe Rai2». Scenario scongiurato, almeno per adesso. Restano i timori sulla capacità di investimento, dalle tecnologie agli studi televisivi, fino ai progetti di comunicazione pubblica e istituzionale. E naturalmente sulle risorse umane. Insomma, andrebbero eventualmente ridimensionati gli obiettivi e gli impegni previsti dal contratto di servizio. «Meloni dovrebbe difendere i suoi vertici in Rai. Sembra quasi che stia accettando una delegittimazione della dirigenza da parte di Salvini», sibilano a Saxa Rubra. Un Salvini che ovviamente non vede l’ora di poter segare le gambe delle poltrone su cui si regge TeleMeloni. Soprattutto se ciò accadrà in nome di un’antica battaglia politica della Lega come la cancellazione del canone, operazione che il Capitano vuole a tutti i costi perfezionare entro fine legislatura.

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Gli Emirati Arabi Uniti scelgono Intesa Sanpaolo per la transizione all’economia circolare

Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center, la società del Gruppo dedicata all’innovazione di frontiera e alla diffusione dell’economia circolare, hanno siglato uno Strategic Master Agreement con il ministero dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti al fine di promuovere l’adozione dei principi della circular economy e la progettazione di un ecosistema circolare nel Paese. L’accordo quadro è stato firmato dal ministro dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti, sua eccellenza Abdulla Bin Touq Al Marry, dal chief della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo Mauro Micillo e dal vicepresidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center Paolo Maria Vittorio Grandi. Gli EAU hanno scelto Intesa quale partner per la transizione all’economia circolare per le capacità dimostrate nel supportare sia le start-up circular sia le aziende già mature che operano nel Medio Oriente, e hanno deciso di intraprendere un percorso verso il nuovo modello economico-produttivo.

Verranno incoraggiate pratiche circular e promossi modelli di business innovativi

Intesa Sanpaolo – attraverso le filiali di Dubai e Abu Dhabi – e Intesa Sanpaolo Innovation Center – tramite gli strumenti di cui dispone – si impegnano a collaborare con il ministero dell’Economia degli EAU nella progettazione congiunta e nell’avvio di politiche atte a incoraggiare l’adozione di pratiche circular, nella promozione di modelli di business innovativi coerenti e nello sviluppo di un ecosistema che coinvolga istituzioni, università, centri di ricerca, aziende e startup. La prima fase del progetto, che riguarderà la mappatura ambientale con l’individuazione delle potenzialità del Paese e dei soggetti coinvolgibili, potrà contare anche sulla partecipazione di Cariplo Factory, co-fondatore insieme a Intesa Sanpaolo Innovation Center del Circular Economy Lab (CE Lab) con sede a Milano. Le fasi successive vedranno una crescente collaborazione tra il Gruppo Intesa Sanpaolo e il Circular Economy Council degli EAU, un organismo di cui il governo emiratino si è dotato per coordinare al meglio le politiche verso la transizione, anche in previsione di un potenziale sviluppo del progetto che mira alla realizzazione di un Laboratorio Circular Economy negli Emirati con l’obiettivo di promuovere modelli circolari all’interno dell’ecosistema locale. Intesa Sanpaolo favorirà la strutturazione e il finanziamento di progetti locali di economia circolare facendo leva sul plafond circular da 8 miliardi di euro previsto nel Piano d’Impresa 2022-2025. Intesa Sanpaolo Innovation Center metterà a disposizione la consulenza del CE Lab, i propri percorsi di accelerazione per startup e il supporto dei fondi di venture capital della controllata Neva SGR.

Il ministro dell’Economia degli EAU: «Tappa fondamentale per i nostri obiettivi economici circolari»

Il ministro dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti Abdulla Bin Touq Al Marry ha così dichiarato in merito all’accordo: «Il governo degli EAU riconosce l’importanza della transizione verso un modello di economia circolare per sostenere uno sviluppo economico sostenibile e globale, basato sulla visione e sulle direttive della sua saggia leadership. Cerchiamo di sfruttare il potenziale delle partnership con il settore privato, le parti interessate e le principali aziende globali per raggiungere sul campo i nostri obiettivi economici circolari. La firma dell’accordo quadro strategico con Intesa Sanpaolo segna una tappa fondamentale in questo senso, che contribuirà a rafforzare la competitività degli Emirati Arabi Uniti come una delle principali economie circolari a livello regionale e globale».

Intesa: «Valorizziamo la nostra esperienza distintiva»

Mauro Micillo, chief della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo, si è così espresso: «Siamo orgogliosi di collaborare con gli Emirati Arabi Uniti nel percorso verso la transizione all’economia circolare, valorizzando la nostra esperienza distintiva. Le nostre filiali di Dubai e Abu Dhabi e Intesa Sanpaolo Innovation Center operano da tempo a servizio di società e startup che negli EAU possono trovare accesso a capitali internazionali e condizioni ideali per crescere, in particolare nell’ambito della circular economy». Gli ha fatto eco Paolo Maria Vittorio Grandi, vicepresidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center: «Il nostro Circular Economy team collabora già dal 2018 con il governo emiratino, avendo realizzato iniziative a supporto della diffusione del modello economico-produttivo circolare nel Medio Oriente. Essere scelti dal ministero dell’Economia degli EAU per un’importante consulenza sulla circular economy ci onora e ci incoraggia a continuare nella direzione intrapresa, fornendo a istituzioni, aziende di ogni dimensione e startup i migliori strumenti per comprendere e abbracciare appieno la rivoluzione circolare».

TIM, Miriam Leone protagonista del nuovo spot per le offerte fibra e 5G

Miriam Leone è la protagonista del nuovo capitolo della campagna TIM La Forza delle Connessioni, on air con lo spot dedicato ai vantaggi riservati ai clienti che scelgono TIM per la linea di casa e per il mobile. La potenza e l’affidabilità della fibra fino a 10 giga al secondo insieme alla velocità del 5G al centro delle esclusive offerte proposte dal Gruppo.

La possibilità, per i nuovi clienti, di attivare TimVision con Disney+ offerto per tre mesi 

Per i nuovi clienti c’è anche la possibilità di attivare TimVision con Disney+, offerto da TIM per tre mesi, con il TimVision Box incluso. Un unico pacchetto di contenuti che include anche la nuova serie originale Disney+ I Leoni di Sicilia, tratta dal bestseller di Stefania Auci sulla saga della famiglia Florio, dove la protagonista Miriam Leone interpreta Giulia Portalupi. La campagna TIM La Forza delle Connessioni vuole sottolineare l’importanza della connettività e della digitalizzazione, che diventa relazione tra persone e aiuta a condividere le passioni. La hit dei Måneskin Honey (Are U Coming?) è la colonna sonora dello spot, che sarà on air sulle principali emittenti nazionali. La campagna televisiva sarà affiancata da una pianificazione digital adv, videostrategy dedicata e materiali BTL nei punti vendita TIM.

Autogrill e Rossopomodoro inaugurano il primo punto vendita all’Outlet di Vicolungo

Autogrill, leader nella ristorazione per chi viaggia, e Rossopomodoro, brand della pizza e cucina napoletana, uniscono le forze e inaugurano all’interno dell’Outlet Village di Vicolungo una nuova area food all’insegna della tradizione gastronomica napoletana. Si tratta della prima collaborazione tra le due realtà con l’obiettivo di offrire ai visitatori dell’outlet piemontese un’esperienza di alta qualità, grazie alla valorizzazione delle eccellenze territoriali, in un luogo simbolo dello shopping.

Autogrill e Rossopomodoro inaugurano il primo punto vendita all’Outlet di Vicolungo
Area food di Rossopomodoro a Vicolungo (Autogrill).

Un ambiente accogliente con profumi e sapori tipici della gastronomia partenopea

Dal 1998 Rossopomodoro è ambasciatore della pizza e della cucina di Napoli nel mondo e con il suo forno è da sempre il riferimento per la migliore pizza napoletana. Autogrill Italia, leader nei servizi di ristorazione per chi viaggia, è presente con circa 400 punti vendita e oltre 8.300 dipendenti in strade, autostrade e aeroporti. Nel nuovo Rossopomodoro di Vicolungo i clienti potranno immergersi in un ambiente accogliente, dai profumi e sapori tipici della gastronomia partenopea. L’offerta del brand spazia tra pizza, secondi di carne e di pesce, dolci – dal babà alla caprese fino alla sfogliatella – e comprende anche proposte vegetariane e vegane che coniugano classicità e modernità in un connubio di gusto.

Autogrill e Rossopomodoro inaugurano il primo punto vendita all’Outlet di Vicolungo
Area food di Rossopomodoro a Vicolungo (Autogrill).

D’Alba: «Percorso di innovazione e valorizzazione delle eccellenze locali»

Luca D’Alba, general manager di Autogrill Italia, ha così commentato la partnership: «Autogrill condivide con Rossopomodoro la passione per i sapori autentici della tradizione e per la qualità delle materie prime. Una visione comune che si sostanzia in un percorso condiviso di innovazione, evoluzione e valorizzazione delle eccellenze del territorio, per soddisfare al meglio le esigenze dei clienti con un’offerta di qualità». Gli ha fatto eco Nicola Saraceno, amministratore delegato di Rossopomodoro: «Siamo felici di dare il via a questa entusiasmante avventura che ci dà la possibilità di offrire la qualità della Pizza di Rossopomodoro anche a tutti i clienti di Vicolungo, uno dei più importanti outlet del Nord Italia. È un piacere dare il via a questa nuova collaborazione con Autogrill, che si aggiunge al consolidato gruppo di partner Rossopomodoro che ci aiutano a portare l’eccellenza della nostra tradizione mediterranea in tutta Italia e nel mondo».

Poste Italiane sempre più leader di sostenibilità per Moody’s Analytics e Morgan Stanley

Poste Italiane si conferma leader nelle politiche ESG ottenendo per il secondo anno consecutivo la categoria Advanced nell’ESG overall score di Moody’s Analytics con punteggio di 79 punti su 100, due in più rispetto al rating della precedente edizione. Il Gruppo ha consolidato anche la valutazione AA da parte di Morgan Stanley International Capital (MSCI).

Il Gruppo premiato per la gestione del rischio ambientale e la strategia di employee engagement

Moody’s Analytics prende in esame 38 criteri di valutazione ESG e valuta le performance di sostenibilità delle aziende sulla base di specifici criteri ambientali, sociali e di governance, misurandone la resilienza nella gestione dei rischi e delle opportunità relative a ciascuna delle dimensioni di sostenibilità. L’agenzia di rating ha giudicato in modo positivo il Gruppo Poste Italiane per il forte impegno dimostrato dall’azienda nell’integrazione dell’analisi del rischio ESG nella due diligence e nel processo di investimento, nonché per la capacità di gestione del rischio ambientale in termini di programmi, azioni e target volti alla riduzione delle emissioni GHG. Il Gruppo, inoltre, è stato premiato per l’impiego di una solida strategia di employee engagement, orientata all’attrazione di nuovi talenti e alla fidelizzazione delle proprie risorse, e per l’implementazione di robusti processi di protezione dei dati, incluse le certificazioni esterne ottenute e i programmi di compliance avviati. Quanto a Morgan Stanley Capital International, la società ha giudicato le performance di Poste ben superiori rispetto alle medie di settore in ognuna delle tre dimensioni ESG (ambientale, sociale e governo d’impresa), con una particolare distinzione per i risultati raggiunti in ambito governance.

I vertici: «Azienda leader per la sostenibilità e un riferimento per gli investitori»

L’amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante ha così commentato i riconoscimenti ottenuti: «Il miglioramento nel punteggio ottenuto da parte di Moody’s Analytics e la conferma della valutazione nel rating MSCI dimostrano nuovamente l’efficacia del percorso intrapreso dal Gruppo verso un modello di business finalizzato alla creazione di valore condiviso, che tenga in considerazione la tutela dell’ambiente, dei cittadini e della comunità, attraverso l’adozione di un sistema di governance e gestione dei rischi sostenibile». Gli ha fatto eco il condirettore generale di Poste Italiane Giuseppe Lasco: «I rating ottenuti premiano i risultati del Gruppo raggiunti grazie alla solidità dell’approccio orientato alla sostenibilità e alla creazione di valore, testimoniando l’impegno profuso nell’integrare le tematiche ESG nella strategia aziendale. La riconosciuta capacità dell’azienda di gestire adeguatamente rischi e opportunità nell’attuale contesto economico fa di Poste Italiane un leader di settore per la sostenibilità e un riferimento per gli investitori».

Poste Italiane sempre più leader di sostenibilità per Moody's Analytics e Morgan Stanley
Giuseppe Lasco (Poste Italiane).

Gli altri riconoscimenti ottenuti da Poste Italiane per il suo impegno in ambito ESG

Le valutazioni di Moody’s Analytics e di MSCI si aggiungono ai numerosi riconoscimenti ricevuti dal Gruppo Poste Italiane per le sue pratiche di sostenibilità. Poste Italiane è stata inclusa nei più prestigiosi indici di sostenibilità internazionali, come Dow Jones Indices, Integrated Governance Index, Euronext Equileap Gender Equality Eurozone 100, FTSE4Good, Bloomberg Gender-Equality Index e Stoxx Global ESG Leaders. Le valutazioni positive ottenute da parte di agenzie come CDP, Sustainalytics e il Top 5 per cento S&P Global ESG Score 2022 del Sustainability Yearbook 2023 hanno confermato l’impegno del Gruppo per la sostenibilità. Inoltre, il Gruppo ha mantenuto la sua posizione al vertice nell’ESG GLOBAL SCORE dell’indice MIB ESG lanciato nel 2021 da Euronext e Borsa Italiana, dimostrando l’impegno continuo verso una gestione responsabile e sostenibile.

TIM e IDMO lanciano il nuovo programma per contrastare le fake news

Con l’obiettivo di contrastare le fake news in rete, riparte il programma di TIM per l’Italian Digital Media Observatory (IDMO), Appuntamento con i Digital Media, per conoscere gli strumenti di comunicazione digitale e comprenderne le potenzialità e le opportunità. Oltre che acquisire una consapevolezza dei rischi di un uso non corretto. Il programma, arrivato alla quarta edizione, è destinato agli istituti scolastici di primo e secondo grado e ha come obiettivo insegnare il corretto e consapevole utilizzo dei media. Il ciclo di formazione gratuito è realizzato con il supporto di ricercatori ed esperti. Alla formazione possono iscriversi scuole, professori e studenti dalla pagina Media Literacy di IDMO (www.IDMO.it).

Previsti quattro eventi fruibili online o in presenza

Le lezioni sono un’occasione di confronto tra generazioni e prevedono quattro eventi live fruibili in webinar o in presenza con docenti, esperti della media literacy e ricercatori dell’Osservatorio. Sono inoltre previsti quattro moduli e-learning e quattro giochi interattivi per verificare le conoscenze acquisite, sempre accessibili dalla pagina Media Literacy di IDMO. Il primo dei quattro seminari live è in programma per il 18 ottobre con L’ABC del digitale, appuntamento che aiuterà a comprendere il ruolo della media literacy nella società della digitalizzazione. Si svolgerà presso l’Istituto La Salle di Roma e potrà essere seguito in streaming collegandosi al sito www.IDMO.it. Si prosegue il 25 ottobre con Siamo tutti creatori, per riflettere e conoscere le modalità, i linguaggi e gli effetti della creazione di contenuti per il web. L’8 novembre è previsto Privacy e diritto d’autore, per identificare gli aspetti critici della creazione e della condivisione di contenuti. Il 6 dicembre l’appuntamento sarà con Information disorder, per imparare a valutare criticamente le informazioni e riconoscere le fake news. Gli appuntamenti live saranno consultabili su www.IDMO.it nella pagina Media Literacy, anche on demand, successivamente all’evento. Al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di partecipazione che, per i soli docenti, potrà essere certificato su S.O.F.I.A, la piattaforma del Mim per la formazione degli insegnanti. Alle scuole che parteciperanno più attivamente verrà assegnato il titolo di Digital & Media Educator.

Si conferma l’impegno di TIM per il digitale

TIM con questa iniziativa conferma l’impegno per la diffusione delle competenze digitali, promuovendo l’utilizzo consapevole dei nuovi strumenti di comunicazione. L’azienda supporta le attività di IDMO che sviluppa in Italia il lavoro dell’European Digital Media Observatory (EDMO) sull’impatto delle fake news e sulla diffusione di buone pratiche nell’uso dei media digitali. Il ruolo di coordinamento dell’intero hub è affidato al Data Lab Luiss – centro di ricerca dell’Università Luiss Guido Carli – e vede impegnati, oltre a TIM, importanti partner come Rai, Gruppo Gedi, Università di Roma Tor Vergata, NewsGuard, Pagella Politica e T6 Ecosystem.

Le ragioni della crescita di Leonardo

Finché c’è guerra c’è speranza, verrebbe da dire. Almeno per le aziende della Difesa che in tutto il mondo brindano agli enormi guadagni borsistici. L’incertezza globale ha infatti spinto i governi a investire in armamenti e, parlando dell’industria italiana di settore, ai primissimi posti della classifica c’è Leonardo. La società di Piazzale Montegrappa, infatti, nei giorni dell’invasione russa dell’Ucraina ha iniziato un vero e proprio rally borsistico. Il 18 febbraio 2022, una manciata di giorni prima dell’attacco di Mosca, le azioni di Leonardo valevano 6,6 euro. Oggi siamo a 14,28: +116 per cento. Il gruppo guidato dall’ex ministro Stefano Cingolani, nella classifica dei “rally” borsistici della Difesa, è secondo dopo la tedesca Rheinmetall (+179 per cento) e supera colossi come la britannica BAE (+60 per cento) e la francese Thales (+44 per cento). L’ex Finmeccanica è diventata sempre più appetibile per gli investitori soprattutto perché inserita in un contesto militare-industriale europeo che ha ripreso a spendere in armamenti. La tendenza non riguarda solo il Vecchio Continente. Nel 2022, secondo i dati del centro studi di Mediobanca, la spesa militare mondiale ha toccato il record di 2.113 miliardi di dollari. Cifra che tutti i report stimano sarà superata nell’anno in corso. Si tratta di un aumento del 2,3 per cento rispetto al 2021 e del 6,2 per cento rispetto al 2020. L’Europa invece ha registrato un +3,3 per cento, con un totale di 297 miliardi di dollari.

La spinta del Global Combat Air Program per la realizzazione di caccia di sesta generazione

Tornando a Leonardo, il gruppo sta portando a profitto contratti firmati negli anni passati e commesse in via di completamento: dalla vendita di elicotteri a Paesi come Polonia ed Egitto alla partecipazione nella produzione degli F-35 della Lockheed Martin. Il prossimo 9 novembre presenterà i conti del terzo trimestre e, stando alle previsioni degli analisti di Banca Akros, i ricavi saranno superiori a 3,6 miliardi di euro nel trimestre, +7,7 per cento rispetto ai 3,35 miliardi dell’analogo periodo del 2022. L’ebita salirà invece del 17,5 per cento, da 201 a 236 milioni. Una crescita dovuta principalmente alla spinta con cui i governi di Italia, Regno Unito e Giappone, a cui è prossima ad aggiungersi la Svezia, stanno promuovendo il Global Combat Air Program (Gcap), un progetto di caccia di sesta generazione stealth ad altissima tecnologia in cui Leonardo sarà protagonista assieme a BAE e alla sua partecipata Mbda. Il caccia Tempeste che sarà prodotto dal Gcap garantirà investimenti per decine di miliardi di dollari nei prossimi decenni. Inoltre, Leonardo è stata inserita da Rheinmetall nel programma Mgcs per la fabbricazione di un carro armato “europeo”, mentre il sistema antiaereo Samp-T sviluppato da Mbda assieme a Thales è stato inviato in Ucraina per essere provato in combattimento. Tutto questo dà al gruppo una prospettiva operativa di ampio respiro. In altre parole, i ricavi di oggi derivano dagli appalti degli scorsi anni, mentre il boom in Borsa prefigura quelli di domani.

Le ragioni della crescita di Leonardo
Eurofighter Typhoon (dal sito di Leonardo).

La possibilità per Leonardo di accedere all’European Defense Fund

Leonardo poi potrà potenzialmente accedere all’European Defense Fund: il gruppo a luglio ha partecipato a cordate che si sono accaparrate 614 milioni di euro di finanziamenti per la ricerca in Difesa, il 74 per cento degli 832 stanziati da Bruxelles per nuove ricerche, start-up e innovazione. Non solo. Parteciperà a una serie di nuove ricerche per sviluppare il sistema di allerta missilistica spaziale europea e un centro di comando ad alta tecnologia per le forze di intervento rapido Eu External Action Service. L’effetto-acceleratore dato dai nuovi programmi è ancora più evidente se si confronta Leonardo con l’altro big italiano della Difesa, Fincantieri, che si muove su commesse di lungo periodo già consolidate con la Marina Militare (non solo italiana) ma che da inizio anno ha visto le sue azioni calare del 12,5 per cento. Un rallentamento dovuto sia agli andanìmenti del settore cantieristico – i lunghi tempi delle commesse, l’inflazione e le incertezze sui prezzi delle materie prime – ma anche e soprattutto  alla maggiore richiesta di mezzi di terra e aria.

Le ragioni della crescita di Leonardo
L’ad di Leonardo, Roberto Cingolani (Imagoeconomica).

Le sfide della controllata americana Drs

Sul piano industriale poi il fatto che l’Italia abbia scelto di rifornire Kyiv svuotando i magazzini senza impostare linee di produzione ad hoc ha fatto sì che gruppi come Leonardo non stravolgessero le catene di approvvigionamento. Lo stesso non si può dire, come sottolineato dal Financial Times, dei colossi Usa la cui strategia industriale è stata rivoluzionata dalla produzione massiccia di M142 Himars, Gmlrs e missili anticarro Javelin destinati all’Ucraina. Northop Grumann, Lockheed-Martin, Rayethon e altri big del settore hanno dovuto accelerare queste produzioni a scapito di programmi consolidati come quello interno per l’F-35, che chiaramente garantiscono un più alto ritorno anche per le prospettive industriali in termini di servizio e manutenzione post-operativa. Le aziende della Difesa Usa erano più o meno tornate ai livelli di capitalizzazione pre-invasione russa, quando il 7 ottobre scorso è stata lanciata da Hamas l’operazione Diluvio di Al-Aqsa. Un nuovo fronte per gli Stati Uniti e dunque possibili opportunità di consolidamento delle sue capacità di deterrenza. A cui non è detto che, en passant, non possa partecipare ancora Leonardo attraverso la sua controllata americana Drs.

Rapporto SIAE 2022, l’economia degli spettacoli vale 3 miliardi (+187 per cento)

È un’Italia che ha pienamente ripreso a organizzare eventi e a frequentare cinema, teatri, concerti, mostre, partite di calcio e tutti gli altri spettacoli d’intrattenimento quella che emerge dal Rapporto SIAE 2022, con numeri che tornano ad avvicinarsi al periodo pre-pandemico e che in alcuni comparti sono persino più alti. Questa la prima istantanea di Spettacolo, Intrattenimento e Sport, il report della Società italiana degli autori e degli editori, giunto alla 87esima edizione, che nel 2023 si è avvalso della collaborazione dell’Associazione Economia per la Cultura e dell’AGIS – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo.

Oltre 3 milioni di eventi e 200 milioni di spettatori

L’analisi ha rilevato che, nel settore dello spettacolo (cinema, teatro, concerti, mostre), ci sono stati oltre 2,5 milioni di eventi (+68 per cento vs. 2021 e -28 per cento vs. 2019), a cui hanno assistito 103 milioni di spettatori (+137 per cento vs. 2021 e -36 per cento vs. 2019) con una spesa di 1.543 milioni di euro (+223 per cento vs. 2021 e -15 per cento vs. 2019), di cui solo il 17,5 per cento al Sud Italia e nelle isole. Per quanto riguarda l’intrattenimento (ballo e intrattenimento musicale, spettacolo viaggiante e fiere) si sono registrati 470 mila appuntamenti (+162 per cento vs. 2021 e -31 per cento vs. 2019), con 75,6 milioni di partecipanti (+155 per cento vs. 2021 e -22 per cento vs. 2019) e 1 miliardo di euro spesi (+155 per cento vs. 2021 e -26 per cento vs. 2019). Lo sport ha invece organizzato 68 mila eventi (+151 per cento vs. 2021 e -44 per cento vs. 2019), con 25 milioni di spettatori (+204 per cento vs. 2021 e -18 per cento vs. 2019), per una spesa di 485 milioni di euro (+164 per cento vs. 2021 e -23 per cento vs. 2019), di cui 380,8 derivanti da partite di calcio.

Rapporto SIAE 2022, l’economia degli spettacoli vale 3 miliardi (+187 per cento)
Presentazione del Rapporto SIAE 2022 (SIAE).

Gli incassi tornano sopra quota 3 miliardi

Il 2022 si è confermato l’anno della ripresa anche dal punto di vista degli incassi, che sono tornati a superare la soglia dei 3 miliardi di euro. Pur non arrivando alle cifre del 2019, anno in cui si è andati oltre i 3,8 miliardi di euro, la dimensione della spesa complessiva è quella che, tra le tre principali variabili di analisi (spettacoli, spettatori, spesa), ha dimostrato una migliore capacità di recupero sulla situazione pre-pandemica. È restata indietro, però, la spesa pro-capite, che prima della pandemia superava i 64 euro per ogni italiano residente mentre per il 2022 si è fermata a 51,78 euro. Un deciso miglioramento, comunque, rispetto al 2021, quando non si arrivava ai 18 euro pro capite. I rincari nella spesa hanno riguardato pressoché tutti i settori, anche se l’aumento generalizzato per lo spettacolo è stato spinto soprattutto dai costi dei biglietti dei concerti di musica leggera e delle partite di calcio.

Nastasi: «Conoscere le dinamiche dello spettacolo per elaborare nuove strategie»

Salvatore Nastasi, presidente della SIAE, ha così commentato i dati presentati: «L’accordo con AGIS mira a costruire un percorso di collaborazione su larga scala con l’obiettivo condiviso di costruire un Osservatorio permanente per la raccolta e la condivisione dei dati dello spettacolo culturale italiano. Attraverso una migliore conoscenza e consapevolezza delle dinamiche dello spettacolo sarà possibile elaborare nuove strategie per la difesa del diritto d’autore e per lo sviluppo delle imprese culturali, anche attraverso progetti di valorizzazione dei nostri giovani talenti».

Rapporto SIAE 2022, l’economia degli spettacoli vale 3 miliardi (+187 per cento)
Salvatore Nastasi (SIAE).

Fedeli: «Segnali incoraggianti»

Gli ha fatto eco Matteo Fedeli, direttore generale della SIAE: «Il 2022 ha mostrato segnali incoraggianti specialmente a seguito del termine dello stato di emergenza, chiudendo con oltre 3 milioni di eventi. Un incremento complessivo di circa l’80 per cento rispetto all’offerta dell’anno precedente ma con ancora un ritardo del 29 per cento sul 2019. A livello di pubblico sono stati registrati quasi 205 milioni di spettatori, con alcuni settori – come concerti di musica leggera, circo,spettacolo viaggiante e parchi da divertimento – con numeri anche superiori al periodo pre-pandemico, e oltre 3 miliardi di spesa».

Rapporto SIAE 2022, l’economia degli spettacoli vale 3 miliardi (+187 per cento)
Matteo Fedeli (SIAE).

Al via la 4 Weeks 4 Inclusion: inclusione e diversità sempre più importanti per le aziende

L’attenzione sui temi della diversità e dell’inclusione all’interno del mondo aziendale è cresciuta significativamente nel corso degli ultimi anni ed è destinata a crescere nel prossimo triennio. A evidenziarlo è una ricerca Ipsos, presentata giovedì 12 ottobre 2023 in occasione dell’avvio della quarta edizione della 4 Weeks 4 Inclusion, alla presenza di Helena Dalli, commissaria europea all’Uguaglianza, di Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, e Salvatore Rossi, presidente di TIM.

400 partner hanno aderito all’iniziativa

Al più grande evento interaziendale dedicato all’inclusione, ideato e promosso da TIM, hanno aderito ben 400 partner fra imprese, università, associazioni ed enti no profit, con l’obiettivo di favorire la cultura dell’inclusione e del diritto individuale alla diversità fuori e dentro le aziende. Secondo la ricerca A che punto siamo con la DE&I in Italia di Ipsos, per oltre l’85 per cento delle imprese intervistate l’attenzione alle politiche di diversità e inclusione accelererà nei prossimi anni, grazie anche all’adozione crescente di politiche aziendali orientate all’inclusione. Lo studio evidenzia inoltre che il 60 per cento delle aziende partner della 4W4I già realizza da diversi anni iniziative specifiche in questa direzione, riscuotendo il favore dei dipendenti (oltre il 90 per cento di consensi). Ipsos evidenzia inoltre che le iniziative sono focalizzate sulla parità di genere (85 per cento), la disabilità (67 per cento), l’identità di genere (53 per cento) e l’età (51 per cento), mentre il tema su cui si concentra la maggiore attenzione per il futuro è quello della disabilità (74 per cento). In oltre tre quarti dei casi (77 per cento) esistono già policy di comportamento non discriminatorio.

La commissaria Dalli: «Obiettivo costruire un’unione dell’uguaglianza»

«L’uguaglianza, la diversità e l’inclusione sono valori fondamentali dell’Unione Europea ed una priorità per la Commissione Europea», ha sottolineato Helena Dalli, commissaria europea all’Uguaglianza. Che ha aggiunto: «Eventi come la 4 Weeks 4 Inclusion, promossa da TIM, sono un’opportunità per fare il punto sui progressi compiuti, condividere buone pratiche e stimolare cambiamenti positivi. Il nostro obiettivo è costruire un’unione dell’uguaglianza in cui tutti si sentono apprezzati e abbiano la possibilità di crescere secondo le proprie aspirazioni. A questo fine ci siamo dotati di strategie concrete che promuovono la parità di genere, l’uguaglianza LGBTIQ, l’antirazzismo, l’inclusione dei Rom e i diritti delle persone con disabilità. Promuovere le pari opportunità nell’accesso al mercato del lavoro è anche una necessità per affrontare la carenza di manodopera e di competenze a cui tante imprese devono fare fronte in Europa».

La ministra Locatelli: «Unire le energie per garantire diritti ai più fragili»

Le ha fatto eco Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità: «Ringrazio TIM per questa iniziativa che si conferma un appuntamento importante per tenere alta l’attenzione sull’inclusione e sulle buone pratiche che ogni giorno contribuiscono a valorizzare le diversità. Per rispondere alle sfide del futuro serve rafforzare, con sempre più coraggio, la collaborazione a tutti i livelli: soltanto se uniamo le energie tra Istituzioni, Terzo settore, mondo privato e del privato sociale, potremo garantire servizi adeguati e una vita dignitosa e di qualità a ogni persona, anche a quelle più fragili, partendo dalla consapevolezza che in ognuno ci sono talenti e competenze da valorizzare. È una grande sfida che deve vederci tutti impegnati e che ci consentirà di costruire comunità più inclusive e accoglienti per tutti».

Rossi (TIM): «Diritto all’inclusione opportunità di crescita economica»

Queste infine le dichiarazioni di Salvatore Rossi: «Vedere questa manifestazione, giunta alla quarta edizione, crescere anno dopo anno è per me motivo di grande soddisfazione. Dalla prima edizione, che contava 27 partner, siamo arrivati al coinvolgimento di oltre 400 fra imprese, università, associazioni ed enti no profit. Questo successo è la dimostrazione di come si stia diffondendo sempre più la consapevolezza che promuovere il diritto universale all’inclusione non è solo un dovere ma è anche un’opportunità di crescita economica. Sostenere con progetti concreti le pari opportunità e il percorso verso un mondo del lavoro che includa le diversità esaltandone potenzialità e unicità sono azioni che generano ricadute positive ad ogni livello ed è per questo che ne facciamo parte del nostro impegno quotidiano».

L’app di Intesa Sanpaolo è la miglior applicazione di banking nell’area EMEA

Intesa Sanpaolo ha annunciato che la società di ricerche statunitense Forrester ha dichiarato, per il secondo anno consecutivo, l’app Intesa Sanpaolo Mobile “overall leader” tra le 10 app di banking valutate nell’area EMEA, con le migliori funzionalità e customer experience.

Gestione del conto e ricerca tra le categorie in cui è best practice

Il rapporto pubblicato, The Forrester Digital Experience Review™: EMEA Mobile Banking Apps, Q3 2023, oltre a riconoscere la digital leadership ha evidenziato come Intesa Sanpaolo abbia ulteriormente arricchito la sua app con nuove funzionalità evolvendo verso una “super-app” e come sia best practice nelle seguenti categorie:

  • gestione del conto (account management): offre una panoramica completa e chiara delle transazioni passate e future e mostra dettagli estesi delle transazioni come la posizione e l’impronta di carbonio;
  • gestione quotidiana delle proprie finanze (money management): classifica automaticamente e accuratamente le transazioni e offre un’analisi completa delle spese con approfondimenti personalizzati e saldo previsto;
  • ricerca (search): la ricerca presente su tutta l’app fornisce risultati pertinenti raggruppati per categoria (ad esempio azioni, archivio, movimenti) ed è di facile accesso durante l’esperienza di navigazione;
  • contenuti (content): la modalità “accessibilità” migliora la leggibilità dei contenuti.
  • prevenzione degli errori (error avoidance): l’app fornisce un accesso rapido alla funzionalità per contattare la banca e messaggi di errore sono contestualizzati e dettagliati per aiutare gli utenti a risolvere i problemi.

I punti di forza dell’app, dall’inclusività del design all’accessibilità

Tra i punti di forza dell’app Intesa Sanpaolo Mobile sono stati evidenziati le funzionalità utili per la gestione del quotidiano, come il pagamento del parcheggio e la possibilità di far analizzare le proprie bollette per ricevere un’offerta per cambiare provider e risparmiare; la stima delle emissioni di CO2 legate alle spese effettuate per sensibilizzare i clienti sulle tematiche ambientali; l’inclusività del design, con le etichette sotto ogni icona per rendere i contenuti più leggibili, e gli strumenti per rendere l’app più accessibile come la possibilità di cambiare carattere, dimensione del testo e i grafici con la legenda; il motore di ricerca, che può essere facilmente raggiunto in tutta l’app e consente, anche con l’uso della voce, di ricercare contenuti e disporre operazioni.

Barrese: «Professionalità ed esigenze dei clienti sempre al centro»

«Essere riconosciuti per il secondo anno consecutivo overall leader nell’area EMEA avvalora il nostro percorso di trasformazione digitale, in piena coerenza con gli obiettivi del Piano di Impresa 2022-2025», ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo. «L’app Intesa Sanpaolo Mobile è utilizzata da oltre 8 milioni di clienti, con 1,8 miliardi di login all’anno e 168 milioni di operazioni transazionali, e ha supportato gli acquisti di prodotti e servizi conclusi sui nostri canali digitali, oggi più del 40 per cento delle vendite totali della Banca dei Territori. Questo percorso di eccellenza, accompagnato da una metodologia di progettazione solida che mette sempre al centro le esigenze dei clienti e la professionalità delle nostre persone, ci ha portati a innovare i nostri sistemi di core banking e a lanciare isybank, la banca digitale solo mobile del Gruppo, accessibile da giugno attraverso un’app ancora più semplificata e intuitiva.»

Il fisco Usa chiede a Microsoft 29 miliardi di tasse non pagate

L’Internal Revenue Service, il fisco Usa, ha chiesto a Microsoft di versare 28,9 miliardi di dollari in tasse non pagate relative al periodo che va dal 2004 al 2013. Oltre alle sanzioni e ai relativi interessi. Lo ha riferito la società di Redmond in una nota nella quale annuncia che farà ricorso. Microsoft ha affermato che la disputa con l’Irs riguarda il trasferimento delle entrate attraverso giurisdizioni internazionali, una pratica chiamata «condivisione dei costi» e utilizzata da molte grandi multinazionali.

Microsoft: «Abbiamo agito in conformità con le regole dell’Irs»

Intesa Sanpaolo, numeri in crescita per la seconda edizione di Italian Excellences

Si è chiusa mercoledì 11 ottobre 2023 a Parigi la seconda edizione di Italian Excellences 2023, Mid Corporate Conference di Intesa Sanpaolo dedicata in prevalenza a società quotate sul segmento Euronext STAR Milan di Borsa Italiana. L’evento è stato organizzato in collaborazione con Borsa Italiana, parte del Gruppo Euronext ed è promosso dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo – guidata da Mauro Micillo – e dalla Direzione Studi e Ricerche – guidata da Gregorio De Felice.

Oltre 800 gli incontri tra aziende e investitori

L’iniziativa ha registrato numeri in crescita rispetto al 2022, con 48 società coinvolte e circa 110 investitori, prevalentemente francesi, ma con presenze anche da Italia, Spagna e Inghilterra. Oltre 800 gli incontri organizzati tra le aziende e gli investitori, con modalità one-to-one o a piccoli gruppi, che hanno permesso alle piccole e medie imprese italiane quotate di presentare i risultati raggiunti e le prospettive future. L’evento ha visto la collaborazione tra le strutture Equity Research e Corporate Broking Research della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e l’area Equity Sales di Global Markets Sales & Platform della Divisione IMI CIB. Queste le mid corporate italiane che hanno partecipato, a rappresentare le tante eccellenze del nostro Paese e i diversi settori industriali che sono il motore della nostra economia: Aeffe, Aeroporto di Bologna, Ala, Alkemy, Antares Vision, Arnoldo Mondadori, Avio, Aquafil, Banca Sistema, Biesse, Carel Industries, Cellularline, Cy4gate, d’Amico Intl. Shipping, Datalogic, Digital Value, Elica, Esprinet, Eurocommercial Properties, Eurogroup, Eurotech, Fila, Generalfinance, GPI, Gruppo Mutui Online, Gruppo Orsero, IGD SIIQ, Illimity Bank, Interpump Group, Irce, Iveco, Italian Wine Brands, LU-VE, MARR, Openjobmetis, Newlat Food, Pattern, Reply, Salcef Group, Sanlorenzo, Seco, Sogefi, Somec Group, Technogym, Technoprobe, Tinexta, Wiit, Zignago Vetro. La società Virgilio IR ha operato come supporto organizzativo grazie alla propria pluriennale esperienza nel settore, l’ampio data-base di investitori italiani e internazionali e una solida piattaforma tecnologica per la gestione degli incontri.

Mocio: «Valorizziamo qualità e prospettive del made in Italy»

Queste le dichiarazioni di Massimo Mocio, deputy chief e responsabile Global Banking & Markets della Divisione IMI CIB di Intesa Sanpaolo: «I numeri registrati dalla seconda edizione di Italian Excellences confermano il sempre crescente interesse degli investitori internazionali verso le eccellenze del nostro Paese. Un tessuto produttivo di piccole e medie imprese che continua a crescere, a innovarsi e ad aprirsi ai mercati esteri. Questa iniziativa ha proprio l’obiettivo di valorizzare al meglio qualità e prospettive del nostro made in Italy e accompagnare le realtà imprenditoriali nei loro percorsi di sviluppo e di internazionalizzazione».

Eni celebra 70 anni di storia, Descalzi: «Pionieri dei cambiamenti»

Il presidente del Consiglio di amministrazione di Eni Giuseppe Zafarana e l’amministratore delegato della società Claudio Descalzi hanno celebrato i 70 anni di Eni ospitando l’intervento del presidente del Consiglio Giorgia Meloni in presenza di una delegazione di ministri del Governo italiano. L’incontro è avvenuto martedì 10 ottobre 2023 presso il contesto architettonico del Gazometro di Roma Ostiense, di proprietà Eni e dove l’azienda ha avviato il primo distretto di innovazione tecnologica dedicato alle nuove filiere energetiche, aperto a collaborazioni di ricerca industriale applicata in sinergia con il mondo della ricerca e dell’università.

Zafarana: «Leadership tecnologica tra i nostri elementi distintivi»

L’incontro è stato un’occasione per parlare di energia e della storia dell’Italia, con uno sguardo rivolto al futuro. «Dal 1953 a oggi Eni ha accompagnato l’Italia attraverso le grandi trasformazioni economiche e sociali della nostra epoca, guidando da protagonista le fasi del cambiamento», ha dichiarato Zafarana. «Questo grazie a elementi distintivi come la leadership tecnologica, la capacità di creare partnership di valore e di rispondere alle sfide complesse, che le hanno consentito di affermarsi come una realtà internazionale e che ora ne sostengono una transizione energetica che dovrà essere giusta, equa e garantire nel contempo la sicurezza e la sostenibilità economica degli approvvigionamenti. Eni oggi fa onore ai suoi 70 anni di storia, e guarda con passione e fiducia al suo futuro potendo contare su professionalità e competenze tecniche d’eccellenza. Puntando sul grande patrimonio rappresentato dalle sue persone», ha aggiunto.

Eni celebra 70 anni di storia, Descalzi: «Pionieri dei cambiamenti»
Claudio Descalzi e Giuseppe Zafarana (Imagoeconomica).

Descalzi: «Siamo l’esempio dell’Italia forte»

Gli ha fatto eco Descalzi: «In questi 70 anni di storia Eni è stata capace di evolvere costantemente, di innovare, di essere pioniere dei cambiamenti, di anticiparli. Allo stesso modo, negli ultimi anni, nel creare e intraprendere il nostro percorso di transizione energetica ci siamo trasformati in modo profondo, non solo in termini di strategia e azioni ma di cultura interna. Un processo molto complesso, per una società articolata, multidisciplinare e che opera in molte aree del mondo dove culture, lingue ed esperienze differenti si intrecciano in un patrimonio di grande valore. Abbiamo tutti imparato a pensare e agire in modo diverso: nuovi modelli industriali, nuovi business, ricerca e innovazione continua, con un approccio costantemente volto all’integrazione. Abbiamo accresciuto la capacità di integrarci nelle comunità dei Paesi in cui operiamo, lavorando per supportarne lo sviluppo, costruendo una relazione e una fiducia tali da essere considerati parte delle loro realtà. Un grande valore nel lungo periodo, che supera quello del profitto nel breve. Per noi, infatti, lavorare in un Paese significa lasciare al mercato domestico buona parte dell’energia che produciamo, creare lavoro e diffondere l’accesso all’energia, promuovere sviluppo sanitario, imprenditoriale, agricolo, scolastico. Un approccio che ci consente di creare vere e proprie alleanze. Questa Eni è l’esempio dell’Italia forte, positiva, rispettosa, capace di adattarsi e trasformarsi, e di raggiungere risultati incredibili. L’Italia che portiamo ogni giorno nel mondo, con orgoglio».

Nasce Basilicata Open LAB, la community lucana dell’innovazione

È stato presentato martedì 10 ottobre 2023 a Potenza il progetto Basilicata Open LAB, iniziativa realizzata da Eni, con il supporto di Shell Italia E&P, attraverso Joule, la scuola di Eni per l’Impresa, e con i partner PoliHub e Consorzio ELIS. Si tratta di uno dei progetti di sviluppo promossi dai contitolari della Concessione Val d’Agri previsti dal nuovo protocollo di intenti (cosiddetti progetti “non oil”) e ha l’obiettivo di creare un valore concreto sul territorio – attraverso la costruzione di un ecosistema in cui coesistono associazioni pubbliche, private e imprese lucane – e di contribuire alla creazione di un portafoglio di iniziative promosse dalla Regione sulle tematiche di transizione energetica, economia circolare e sostenibilità.

L’iniziativa mira a creare un punto di riferimento per l’innovazione in regione

Quattro gli ambiti d’intervento del progetto, che nasce nel solco delle precedenti iniziative Joule dedicate al settore agricolo:

  • agricoltura sostenibile e agritech;
  • diversificazione economica e sviluppo locale;
  • bioeconomia circolare e agroenergie;
  • idrogeno, mobilità sostenibile, rinnovabili.

I due partner implementatori di cui Joule si avvale per realizzare l’iniziativa (PoliHub e Consorzio Elis) guidano due filoni progettuali tra loro sinergici. Il primo riguarda la creazione di un presidio fisico e digitale che sia un punto di riferimento per lo sviluppo dell’innovazione in Basilicata a supporto delle startup innovative – ma anche delle altre aziende lucane che vogliono sviluppare il loro modello di business accogliendo l’innovazione. L’hub fisico fungerà da punto di riferimento per tutto l’ecosistema di stakeholder come aziende, giovani, aspiranti imprenditori, professionisti e istituzioni per creare e sviluppare una vera e propria community lucana.

Nasce Basilicata Open LAB, la community lucana dell’innovazione
Basilicata Open LAB (Eni).

La piattaforma digitale basilicataopenlab.it, già online, sarà a disposizione di tutte le aziende e le startup lucane e non e darà l’opportunità, tra le altre cose, di candidarsi alla Call4Innovation. È questo infatti il secondo progetto dell’iniziativa, che mira a individuare e a supportare progetti imprenditoriali innovativi e sostenibili in ambito energia, agricoltura, edilizia e mobilità, che possano essere validati e sviluppati sul territorio della Regione Basilicata. In particolare, saranno realizzate attività di co-innovazione tra aziende lucane e team di innovatori provenienti da tutta Italia e implementazione di progetti imprenditoriali innovativi presentati da aziende lucane. Per ciascuna edizione della Call4Innovation saranno supportate 12 aziende locali attraverso attività di formazione e mentoring ed erogati nove grant per la realizzazione dei progetti imprenditoriali.

Voltaggio (Joule): «Vogliamo avere un impatto sulle realtà produttive regionali»

Queste le dichiarazioni di Mattia Voltaggio, responsabile Joule: «Basilicata Open LAB nasce dall’evoluzione dei precedenti progetti di sviluppo imprenditoriale realizzati fino a oggi dalla nostra scuola di impresa in regione. Questo significa che il lavoro svolto in precedenza è stato apprezzato dal territorio e si vogliono ora capitalizzare le esperienze fatte per allargare il raggio d’azione ad altri perimetri d’innovazione. Basilicata Open LAB vuole avere un impatto significativo su tutte le vocazioni produttive regionali. Per tale motivo, a seguito dell’evento di lancio, sarà avviato un road show per presentare il progetto, a partire dalla Val d’Agri, con un primo evento di confronto e condivisione insieme agli attori delle filiere locali, per un sinergico potenziamento e sviluppo dell’intero ecosistema».

Deluchi (PoliHub): «Aiutiamo le imprese ad abbracciare l’innovazione»

Gli ha fatto eco Enrico Deluchi, amministratore delegato PoliHub: «Fare innovazione significa abbandonare schemi tradizionali per andare incontro al rischio di percorrere strade ancora non battute. Nel programma Basilicata OpenLAB, PoliHub aiuta gli imprenditori ad abbracciare l’innovazione, rivestendo il ruolo di mitigatore di rischio, sia per le startup che coinvolgiamo come portatori di soluzioni tecnologiche da introdurre nel mercato sia per le aziende lucane che manifestano i loro bisogni. Questo approccio, costruito con Eni Joule, rappresenta esso stesso un’innovazione che abbiamo definito Venture Client territoriale. In questi anni abbiamo dimostrato come sia possibile coinvolgere il tessuto economico e imprenditoriale di una regione, valorizzandone le competenze e risorse tradizionali per implementare processi capaci di fornire, a startup e innovatori, aree e competenze utili a validare le proprie soluzioni».

De Propris (ELIS): «Connetteremo le realtà lucane con chi desidera investire nel territorio»

Luciano De Propris, responsabile Strategia e Innovazione di ELIS, ha aggiunto: «Come ELIS non potevamo non salire a bordo di un programma come Basilicata Open LAB. Siamo il più grande consorzio di aziende attivo dal 1992, e negli anni abbiamo creato un ecosistema che punta a valorizzare progetti di innovazione, impatto sociale e sviluppo territoriale. Il nostro impegno sarà quello di creare o rafforzare le connessioni tra le realtà lucane, i giovani e i professionisti che hanno voglia di rendere concreta e sviluppare un’idea nella loro terra di origine».

Cosa sono e come funzionano i buoni fruttiferi postali per investire i risparmi in sicurezza

Nell’attuale contesto macroeconomico, con l’aumento dei tassi di interesse da parte della Bce, la crescita dell’inflazione (a settembre 2023 è stato registrato un +5,3 per cento su base annua) e una conseguente perdita del potere di acquisto delle famiglie, diventa sempre più conveniente proteggere i propri risparmi. Tra le tante soluzioni per tutelare il proprio patrimonio vi sono i buoni fruttiferi postali, prodotti di investimento finanziario che, assieme ai libretti, costituiscono il cosiddetto risparmio postale.

Il titolare può chiederne il rimborso in ogni momento

Emessi da Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato e collocati in esclusiva da Poste Italiane, si presentano sia nella forma tradizionale cartacea (come titoli cartacei) sia nella forma dematerializzata (come registrazioni contabili di un credito in favore del titolare nei confronti dell’emittente) – in quest’ultimo caso è richiesta la titolarità di un conto corrente postale o di un libretto di risparmio postale. Entrambi garantiscono sempre la restituzione del capitale investito e il titolare può chiedere in ogni momento il rimborso del capitale più gli eventuali interessi maturati.

Possono essere sottoscritti negli uffici postali (o online) con tagli a partire da 50 euro

Quelli cartacei sono sottoscrivibili e rimborsabili presso tutti gli uffici postali, mentre quelli dematerializzati possono essere sottoscritti e rimborsati anche sul sito internet di Poste Italiane S.p.A. (www.poste.it) e sull’app BancoPosta. Non sono soggetti a commissioni o spese, né per l’emissione né per il rimborso, salvo oneri di natura fiscale (la ritenuta è del 12,50 per cento). Con i BFP è possibile investire anche piccole somme – sono disponibili tagli a partire da 50 euro -, mentre l’importo massimo sottoscrivibile, da parte di un unico soggetto nella stessa giornata lavorativa presso uno o più uffici postali e/o mediante sottoscrizione telematica, è pari a un milione di euro. Ogni buono può essere sottoscritto da più persone fino a un massimo di quattro. Ognuna di esse può riscuotere, anticipatamente o a scadenza, l’importo singolarmente.

Le tipologie 

L’offerta dei buoni fruttiferi postali è ampia e diversificata e comprende:

Buono Soluzione Eredità

È sottoscrivibile esclusivamente da persone fisiche che risultino beneficiarie di un procedimento successorio e concluso che abbia anche a oggetto rapporti finanziari presso Poste Italiane. Ha una durata di quattro anni, è disponibile solo in forma dematerializzata e riconosce interessi solo a scadenza. In caso di rimborso anticipato si ha diritto alla restituzione del capitale investito. Il rendimento effettivo annuo lordo, alla scadenza del quarto anno, è pari al 3,00 per cento.

Buono Risparmio Sostenibile

È intestabile esclusivamente a favore di persone fisiche, in numero non superiore a quattro, compresi i minori di età (questi ultimi esclusivamente come unici intestatari). Si può sottoscrivere solo in forma dematerializzata, ha una durata di sette anni e riconosce un rendimento fisso, corrisposto al momento del rimborso, più un eventuale premio (solo a scadenza dei sette anni) legato all’andamento, se positivo, dell’indice azionario STOXX Europe 600 ESG-X nel periodo di possesso del buono. Non è riconosciuto alcun rendimento sui buoni rimborsati prima che sia trascorso un anno dalla sottoscrizione. Il tasso maturato parte dallo 0,50 per cento (al compimento del primo anno di possesso) e arriva al 2,50 per cento (al compimento del settimo).

Buono Ordinario

Ha durata massima di 20 anni e riconosce un rendimento fisso e crescente nel tempo, corrisposto al momento del rimborso. È disponibile sia nella versione cartacea che dematerializzata. Il tasso effettivo parte dallo 0,50 per cento maturato al compimento del primo anno di possesso, arriva all’1,87 per cento al decimo anno per giungere fino al 3,50 al termine del 20esimo.

Buono 3×4

Prevede un rendimento fisso crescente nel tempo con interessi maturati nel corso di ciascun triennio riconosciuti al compimento del terzo, sesto, nono e dodicesimo anno dalla data di sottoscrizione, corrisposti al momento del rimborso del buono e comunque non prima del compimento del primo triennio. Ha una durata massima di 12 anni ed è disponibile sia nella versione cartacea che dematerializzata. Il rendimento effettivo annuo lordo è pari a:

  • 1,25 per cento al compimento del terzo anno di possesso
  • 1,75 per cento al compimento del sesto anno di possesso
  • 2,25 per cento al compimento del nono anno di possesso
  • 3,25 per cento al compimento del 12esimo anno di possesso

Buono 3×2

Prevede un rendimento fisso crescente nel tempo con interessi maturati nel corso di ciascun triennio riconosciuti al compimento del terzo e sesto anno dalla data di sottoscrizione, corrisposti al momento del rimborso del buono e comunque non prima del compimento del primo triennio. Ha una durata massima di sei anni ed è disponibile sia in forma cartacea che dematerializzata. Il rendimento effettivo annuo lordo ammonta all’1,25 per cento al termine del terzo anno e al 3,00 alla fine del sesto.

Buono 4 anni risparmiosemplice

È sottoscrivibile esclusivamente da persone fisiche maggiori di età, in forma dematerializzata, nell’ambito del Piano di Risparmio risparmiosemplice. Ha una durata di quattro anni e prevede un rendimento standard (1,50 per cento) a scadenza sui buoni scaduti prima del raggiungimento del numero minimo di 24 sottoscrizioni periodiche nell’ambito del Piano di Risparmio risparmiosemplice. È inoltre previsto un rendimento premiale (3,50 per cento) corrisposto solo a scadenza su tutti buoni a partire dal giorno successivo al raggiungimento del numero minimo di 24 sottoscrizioni periodiche nell’ambito del PdR.

Per i minori, oltre a un buono a loro dedicato, anche un Piano di risparmio ad hoc

Il buono dedicato ai minori ha una durata massima variabile in funzione dell’età dell’intestatario alla data di sottoscrizione, determinata dall’intervallo di tempo intercorrente tra la data di sottoscrizione e la data di compimento del 18esimo anno del minore. È disponibile sia in forma cartacea che dematerializzata e può essere intestato a minori di età compresa tra zero e 16 anni e sei mesi (non compiuti). Il rimborso anticipato è possibile in ogni momento, su autorizzazione del giudice tutelare, con diritto alla restituzione del capitale investito e, dopo 18 mesi dalla sottoscrizione, alla corresponsione degli interessi maturati. In caso di rimborso anticipato prima del compimento del 18esimo anno di età, verrà applicato un tasso di interesse nominale annuo lordo pari a 0,50 per cento. Il rendimento effettivo annuo lordo parte dal 2,50 per cento al compimento di un anno e sei mesi di durata dell’investimento (ovvero il periodo compreso tra la data di sottoscrizione e la data di compimento del 18esimo anno di età del minore) e arriva fino al 4,50 per cento per investimenti durati dai 16 ai 18 anni. Oltre a ciò, Poste Italiane mette a disposizione presso gli uffici postali Piccoli e Buoni un Piano di risparmio che prevede la sottoscrizione periodica e automatica di buoni dedicati ai minori da 0 a 16 anni. Al compimento del 18esimo anno, l’importo dei buoni sottoscritti, comprensivo degli interessi maturati nel tempo, sarà automaticamente accreditato sul Libretto intestato al ragazzo. Il Piano si può attivare partendo da una sottoscrizione minima di buoni da 50 euro e scegliendo l’ammontare della rata d’ingresso (50 euro e multipli), la periodicità delle rate (mensile, trimestrale, semestrale o annuale) e il giorno di addebito (5 o 27 del mese), tutti parametri modificabili dal sottoscrittore durante il periodo di investimento.

TIM, riparte la 4 Weeks 4 Inclusion: 400 partner per promuovere l’inclusione

Al via da giovedì 12 ottobre e fino al 14 novembre 2023 la quarta edizione della 4 Weeks 4 Inclusion, il più grande evento dedicato all’inclusione, ideato da TIM, che quest’anno vede impegnati circa 400 partner fra imprese, università, associazioni ed enti no profit, per promuovere i valori dell’inclusione e del diritto individuale alla diversità. La manifestazione si aprirà con l’evento Anatomia dell’inclusione moderato da Monica D’Ascenzo, giornalista de Il Sole 24Ore che illustrerà le novità dell’edizione 2023 attraverso le voci dei rappresentanti delle aziende partner. In occasione della giornata inaugurale sono previsti i saluti istituzionali di Helena Dalli, commissario europeo alle Pari opportunità e Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità. Tra gli ospiti principali Pietro Labriola, amministratore delegato di TIM, Elena Ceccolini, Diversity, Equity and Inclusion Operations manager di Amazon Italia, Camilla Ferrara, Industrial & Energy Technology Europe/SSA Human Resources director di Baker Hughes, Luciano Sale, HR director di Fincantieri, e Paola Angeletti, chief operating officer di Intesa Sanpaolo.

Verrà lanciata l’app Women+ e illustrata la collaborazione di TIM con DonneXStrada

Nel corso della giornata sono previste le testimonianze sull’inclusione di Carlotta Bertotti, modella e influencer, Valentina Tomirotti, giornalista e attivista esperta sui temi della disabilità, Francesco Murano, influencer su stomia e disabilità, Dennis Murano, scrittore ed esperto di risorse umane, Sara e Alessia Michielon di Ruotelibere e Dalila Bagnuli, femminista e creatrice di contenuti. Anche quest’anno Ipsos darà il proprio contributo alla manifestazione attraverso la realizzazione di una ricerca sui temi dell’inclusione all’interno delle aziende partner. I risultati saranno presentati dal ceo Nicola Neri il 12 ottobre, in occasione dell’evento di apertura della 4W4I.

TIM, riparte la 4 Weeks 4 Inclusion: 400 partner per promuovere l'inclusione
4 Weeks 4 Inclusion (TIM).

All’interno della manifestazione, TIM sarà protagonista di alcune iniziative. Il 24 ottobre, con l’evento La parità non può aspettare, è previsto un focus sulla centralità di questo importante traguardo. L’appuntamento con Pietro Labriola e Azzurra Rinaldi, economista, scrittrice e cofondatrice di Equonomics, sarà anche l’occasione per lanciare la nuova app Women+ e la collaborazione tra i negozi TIM e DonneXStrada – progetti che saranno dettagliati in due giornate dedicate, rispettivamente il 25 ottobre e il 10 novembre. In occasione dell’evento aziendale del 30 ottobre saranno presentati gli approfondimenti realizzati dal Censis sul tema della solitudine. Work Wide Women lancerà, nella giornata inaugurale, “quanto ne sai di D&I”, un gaming sulla conoscenza delle tematiche di Diversity & Inclusion i cui risultati saranno comunicati nel corso dell’evento conclusivo, così come il report di Forum della Meritocrazia che metterà a disposizione delle aziende partner il Meritorg check per misurare l’applicazione del merito in azienda.

Tre giornate dedicate a Gender gap, solitudine e LGBT+ 

Nel corso della maratona, ci saranno tre giornate interaziendali dedicate a temi specifici:

  • il 25 ottobre il gender Gap, con i saluti istituzionali dell’onorevole Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo e la partecipazione, tra gli altri, di Lella Golfo, presidente della Fondazione Belisario, Chiara Bacilieri, responsabile Innovation di Lifeed, Cristina Tagliabue, direttrice de La Svolta, Manuela Perrone, giornalista de Il Sole 24 Ore e Federica Spampinato, ceo di OEJ Agency, con la moderazione di Monica D’Ascenzo;
  • il 30 ottobre la solitudine, con i saluti istituzionali di Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i giovani e la partecipazione, tra gli altri, di Giorgio De Rita, segretario generale CENSIS, Barbara Strappato, direttore Prima divisione servizio Polizia Postale, Andrea Apostolo, persona con disabilità ed esperto di temi di diversità e inclusione, Don Ben Ambarus, direttore di Caritas Roma, e Chiara Illiano dell’associazione Hikikomori Italia. Modera Valentina Dolciotti, direttrice di DiverCity;
  • il 7 novembre LGBT+, con la partecipazione di Francesco Cicconetti, in arte Meths, creatore di contenuti e influencer, Anna Segre, poetessa e psicoterapeuta, e Cathy La Torre, avvocata e attivista LGBT+. Modera Igor Suran, direttore di PARKS.

I singoli eventi della manifestazione potranno essere seguiti sul sito 4w4i.it. Fra le novità di questa edizione, l’app 4W4I dove poter consultare il calendario e seguire ogni webinar in diretta, in modalità podcast e on demand. Altra novità di questa edizione, le partnership con alcuni dei più importanti eventi sull’inclusione (Rewriters Fest, CEOforLife Awards, Accessibility Days, Global Inclusion, Global Thinking Foundation) che saranno ospitati nel corso delle quattro settimane.

Intesa Sanpaolo utilizzerà l’intelligenza artificiale per l’analisi della regolamentazione

Intesa Sanpaolo continua il percorso di adozione di soluzioni innovative di intelligenza artificiale, in linea con gli obiettivi del percorso di trasformazione digitale del Gruppo previsto dal Piano d’Impresa 2022-2025. L’area Chief Institutional Affairs and External Communication Officer (CIAECO), guidata da Stefano Lucchini, ha avviato un nuovo progetto ideato dalla Direzione Group Regulatory Evolution Agenda, con il supporto di Deloitte Risk Advisory, volto alla digitalizzazione e all’evoluzione del proprio modello operativo per la costruzione dell’Agenda Regolamentare di Gruppo. Intesa Sanpaolo diventa così la prima banca europea a utilizzare l’intelligenza artificiale per l’analisi della regolamentazione.

La collaborazione tra la Banca e Aptus.AI 

Grazie alla collaborazione con la start-up italiana Aptus.AI – il partner tecnologico risultato più idoneo tra le migliori società Reg-Tech a livello mondiale -, la Banca farà evolvere il proprio modello operativo rendendo più efficienti e veloci i processi di definizione dell’Agenda Regolamentare di Gruppo. Si potrà così contribuire all’intercettazione della crescente mole di nuove regolamentazioni nazionali e internazionali, all’analisi del loro impatto sulle attività, all’individuazione delle aree di rischio in correlazione con la normativa interna di Gruppo e alla realizzazione automatica e personalizzata di raccolte di documenti per specifici profili professionali. La tecnologia Aptus.AI consente, infatti, di creare una versione machine readable dei documenti digitali in grado di adattarsi a diversi tipi di contenuti testuali. Il nuovo formato elettronico fornisce un accesso interattivo ai dati normativi, facendo risparmiare tempo e aiutando a prendere decisioni. L’Area CIAECO è stata tra le prime a lavorare in sinergia con l’Area Chief Data, AI, Innovation and Technology guidata da Massimo Proverbio sul fronte dell’AI. Proprio tale collaborazione ha portato, nei mesi precedenti, alla realizzazione di Lisa (Linguistic Intelligence for Supervisory Awareness), uno strumento di Machine Learning ideato dalla Direzione Group Supervisory Strategic Steering che aiuta a leggere e processare rapidamente migliaia di pubblicazioni sulla supervisione bancaria.

Mentini: «Contribuiamo alla digitalizzazione del Gruppo»

«L’Agenda Regolamentare è diventata uno strumento di Corporate Governance imprescindibile nella definizione delle scelte strategiche di un Gruppo come il nostro, che opera in diversi settori di business e mercati», ha affermato Marcello Mentini, executive head of Group Regulatory Evolution Agenda. «Ci siamo resi conto che il nostro processo per la definizione dell’Agenda andava rafforzato. Il supporto dell’intelligenza artificiale consentirà alle nostre persone di concentrare il proprio lavoro su attività di analisi ad alto valore aggiunto e la collaborazione con Aptus.Ai ci darà modo di contribuire sia alla digitalizzazione del Gruppo sia alla crescita di una delle migliori start-up tecnologiche italiane, valorizzando una giovane eccellenza del nostro Paese».

Autostrade per l’Italia, l’operazione di brillamento del viadotto Torraccia sulla A1

Si è svolta alle 6.45 di domenica 8 ottobre 2023 la demolizione, attraverso l’uso di esplosivi, dell’impalcato del viadotto Torraccia Sud situato al km 271+681 dell’originaria carreggiata Sud del tratto di A1 Milano-Napoli, tra Barberino e Calenzano. La spettacolare e complessa operazione avvia la fase centrale del piano di ammodernamento del viadotto quale intervento propedeutico al più ampio programma di riqualifica dell’intero tracciato, finalizzato da Autostrade per l’Italia sotto la supervisione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha già visto il completamento della nuova carreggiata Sud con la realizzazione della galleria Santa Lucia, la più lunga a tre corsie mai realizzata di Europa. Per la direzione Nord è prevista la riqualifica delle due corsie attualmente in uso e la riconfigurazione dell’ex carreggiata Sud verso Nord, per un assetto finale di quattro corsie verso Bologna e tre corsie in direzione Firenze.

La demolizione è avvenuta in cinque esplosioni consecutive

Il viadotto Fosso Torraccia, aperto al traffico alla fine del 1960, dispone di due carreggiate su impalcati separati, ciascuno di cinque campate. La lunghezza totale dell’opera è di circa 165 metri in carreggiata Sud, dismessa dopo l’entrata in esercizio del nuovo tracciato, e di 153 metri in carreggiata Nord. Le operazioni di brillamento, coordinate da Amplia (società del Gruppo Aspi e prima azienda di costruzioni per attività a livello nazionale), sono state precedute da fasi di demolizione meccanica di piccole parti dell’opera, finalizzate anche al posizionamento del materiale esplosivo in punti strategici individuati con l’obiettivo di garantire la demolizione in massima sicurezza dell’impalcato ma anche la salvaguardia delle sottostrutture. Alla base dei piloni, in particolare, sono state posizionate delle cuffie di protezione al fine di attutire le vibrazioni generate dalla detonazione. La demolizione, dopo tre spari di preavviso che hanno segnato il countdown, è avvenuta in cinque esplosioni consecutive, una per ogni pila, attivate a 15 millisecondi di distanza l’una dall’altra.

A seguito dell’evento è stato eseguito un monitoraggio dei dati sismici e un’ispezione visiva finalizzata alla verifica della completa detonazione delle cariche. Le operazioni si sono sviluppate in modo tale da non generare alcun tipo di ripercussione ambientale, grazie a un accurato monitoraggio dell’emissione di onde sismiche, sonore, delle emissioni in atmosfera e della fauna selvatica. Il materiale demolito è infine stato stoccato per poter essere reimpiegato in altre attività di cantiere, nel segno di un approccio sostenibile.

Il piano di rigenerazione della carreggiata Nord

L’ammodernamento del Viadotto Torraccia rientra in un piano di rigenerazione della carreggiata Nord che comprende investimenti di riqualifica del tratto per oltre 120 milioni di euro e 135 milioni destinati all’ammodernamento, con tempi di esecuzione complessivamente stimati in 40 mesi. Tra gli interventi più significativi si prevedono la rigenerazione strutturale di tre viadotti (Goccioloni I, Goccioloni II e Torraccia) e l’ammodernamento delle calotte di tutte le gallerie presenti lungo la tratta oggetto di riqualifica (sei gallerie e 12 fornici). Il nuovo tracciato, oltre a garantire una maggiore sicurezza e una drastica riduzione dei tempi di percorrenza, viene realizzato in linea con i più recenti standard normativi, assicurando un incremento della vita utile dell’opera e una riduzione sostanziale degli impatti sulla viabilità che potrebbero essere generati da cantierizzazioni future.

L’ad di Autostrade Tomasi: «Rigenerazione delle infrastrutture non più rimandabile»

Queste le dichiarazioni di Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia: «Simili interventi mostrano in tutta la loro evidenza la complessità del piano di ammodernamento messo in campo sulla rete autostradale di nostra gestione, che va di pari passo con le opere di potenziamento. Un simile intervento non sarebbe infatti stato possibile se non avessimo avuto a disposizione il nuovo tracciato della A1. Questo ci fa capire quanto sia importante proseguire con convinzione il piano avviato per far fronte alle nuove esigenze della mobilità. La rigenerazione delle infrastrutture rappresenta un tema non più rimandabile a livello di sistema-Paese, un argomento che deve restare al centro del dibattito e guidare le future scelte strategiche nazionali».