Nasce Basilicata Open LAB, la community lucana dell’innovazione

È stato presentato martedì 10 ottobre 2023 a Potenza il progetto Basilicata Open LAB, iniziativa realizzata da Eni, con il supporto di Shell Italia E&P, attraverso Joule, la scuola di Eni per l’Impresa, e con i partner PoliHub e Consorzio ELIS. Si tratta di uno dei progetti di sviluppo promossi dai contitolari della Concessione Val d’Agri previsti dal nuovo protocollo di intenti (cosiddetti progetti “non oil”) e ha l’obiettivo di creare un valore concreto sul territorio – attraverso la costruzione di un ecosistema in cui coesistono associazioni pubbliche, private e imprese lucane – e di contribuire alla creazione di un portafoglio di iniziative promosse dalla Regione sulle tematiche di transizione energetica, economia circolare e sostenibilità.

L’iniziativa mira a creare un punto di riferimento per l’innovazione in regione

Quattro gli ambiti d’intervento del progetto, che nasce nel solco delle precedenti iniziative Joule dedicate al settore agricolo:

  • agricoltura sostenibile e agritech;
  • diversificazione economica e sviluppo locale;
  • bioeconomia circolare e agroenergie;
  • idrogeno, mobilità sostenibile, rinnovabili.

I due partner implementatori di cui Joule si avvale per realizzare l’iniziativa (PoliHub e Consorzio Elis) guidano due filoni progettuali tra loro sinergici. Il primo riguarda la creazione di un presidio fisico e digitale che sia un punto di riferimento per lo sviluppo dell’innovazione in Basilicata a supporto delle startup innovative – ma anche delle altre aziende lucane che vogliono sviluppare il loro modello di business accogliendo l’innovazione. L’hub fisico fungerà da punto di riferimento per tutto l’ecosistema di stakeholder come aziende, giovani, aspiranti imprenditori, professionisti e istituzioni per creare e sviluppare una vera e propria community lucana.

Nasce Basilicata Open LAB, la community lucana dell’innovazione
Basilicata Open LAB (Eni).

La piattaforma digitale basilicataopenlab.it, già online, sarà a disposizione di tutte le aziende e le startup lucane e non e darà l’opportunità, tra le altre cose, di candidarsi alla Call4Innovation. È questo infatti il secondo progetto dell’iniziativa, che mira a individuare e a supportare progetti imprenditoriali innovativi e sostenibili in ambito energia, agricoltura, edilizia e mobilità, che possano essere validati e sviluppati sul territorio della Regione Basilicata. In particolare, saranno realizzate attività di co-innovazione tra aziende lucane e team di innovatori provenienti da tutta Italia e implementazione di progetti imprenditoriali innovativi presentati da aziende lucane. Per ciascuna edizione della Call4Innovation saranno supportate 12 aziende locali attraverso attività di formazione e mentoring ed erogati nove grant per la realizzazione dei progetti imprenditoriali.

Voltaggio (Joule): «Vogliamo avere un impatto sulle realtà produttive regionali»

Queste le dichiarazioni di Mattia Voltaggio, responsabile Joule: «Basilicata Open LAB nasce dall’evoluzione dei precedenti progetti di sviluppo imprenditoriale realizzati fino a oggi dalla nostra scuola di impresa in regione. Questo significa che il lavoro svolto in precedenza è stato apprezzato dal territorio e si vogliono ora capitalizzare le esperienze fatte per allargare il raggio d’azione ad altri perimetri d’innovazione. Basilicata Open LAB vuole avere un impatto significativo su tutte le vocazioni produttive regionali. Per tale motivo, a seguito dell’evento di lancio, sarà avviato un road show per presentare il progetto, a partire dalla Val d’Agri, con un primo evento di confronto e condivisione insieme agli attori delle filiere locali, per un sinergico potenziamento e sviluppo dell’intero ecosistema».

Deluchi (PoliHub): «Aiutiamo le imprese ad abbracciare l’innovazione»

Gli ha fatto eco Enrico Deluchi, amministratore delegato PoliHub: «Fare innovazione significa abbandonare schemi tradizionali per andare incontro al rischio di percorrere strade ancora non battute. Nel programma Basilicata OpenLAB, PoliHub aiuta gli imprenditori ad abbracciare l’innovazione, rivestendo il ruolo di mitigatore di rischio, sia per le startup che coinvolgiamo come portatori di soluzioni tecnologiche da introdurre nel mercato sia per le aziende lucane che manifestano i loro bisogni. Questo approccio, costruito con Eni Joule, rappresenta esso stesso un’innovazione che abbiamo definito Venture Client territoriale. In questi anni abbiamo dimostrato come sia possibile coinvolgere il tessuto economico e imprenditoriale di una regione, valorizzandone le competenze e risorse tradizionali per implementare processi capaci di fornire, a startup e innovatori, aree e competenze utili a validare le proprie soluzioni».

De Propris (ELIS): «Connetteremo le realtà lucane con chi desidera investire nel territorio»

Luciano De Propris, responsabile Strategia e Innovazione di ELIS, ha aggiunto: «Come ELIS non potevamo non salire a bordo di un programma come Basilicata Open LAB. Siamo il più grande consorzio di aziende attivo dal 1992, e negli anni abbiamo creato un ecosistema che punta a valorizzare progetti di innovazione, impatto sociale e sviluppo territoriale. Il nostro impegno sarà quello di creare o rafforzare le connessioni tra le realtà lucane, i giovani e i professionisti che hanno voglia di rendere concreta e sviluppare un’idea nella loro terra di origine».

Cosa sono e come funzionano i buoni fruttiferi postali per investire i risparmi in sicurezza

Nell’attuale contesto macroeconomico, con l’aumento dei tassi di interesse da parte della Bce, la crescita dell’inflazione (a settembre 2023 è stato registrato un +5,3 per cento su base annua) e una conseguente perdita del potere di acquisto delle famiglie, diventa sempre più conveniente proteggere i propri risparmi. Tra le tante soluzioni per tutelare il proprio patrimonio vi sono i buoni fruttiferi postali, prodotti di investimento finanziario che, assieme ai libretti, costituiscono il cosiddetto risparmio postale.

Il titolare può chiederne il rimborso in ogni momento

Emessi da Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato e collocati in esclusiva da Poste Italiane, si presentano sia nella forma tradizionale cartacea (come titoli cartacei) sia nella forma dematerializzata (come registrazioni contabili di un credito in favore del titolare nei confronti dell’emittente) – in quest’ultimo caso è richiesta la titolarità di un conto corrente postale o di un libretto di risparmio postale. Entrambi garantiscono sempre la restituzione del capitale investito e il titolare può chiedere in ogni momento il rimborso del capitale più gli eventuali interessi maturati.

Possono essere sottoscritti negli uffici postali (o online) con tagli a partire da 50 euro

Quelli cartacei sono sottoscrivibili e rimborsabili presso tutti gli uffici postali, mentre quelli dematerializzati possono essere sottoscritti e rimborsati anche sul sito internet di Poste Italiane S.p.A. (www.poste.it) e sull’app BancoPosta. Non sono soggetti a commissioni o spese, né per l’emissione né per il rimborso, salvo oneri di natura fiscale (la ritenuta è del 12,50 per cento). Con i BFP è possibile investire anche piccole somme – sono disponibili tagli a partire da 50 euro -, mentre l’importo massimo sottoscrivibile, da parte di un unico soggetto nella stessa giornata lavorativa presso uno o più uffici postali e/o mediante sottoscrizione telematica, è pari a un milione di euro. Ogni buono può essere sottoscritto da più persone fino a un massimo di quattro. Ognuna di esse può riscuotere, anticipatamente o a scadenza, l’importo singolarmente.

Le tipologie 

L’offerta dei buoni fruttiferi postali è ampia e diversificata e comprende:

Buono Soluzione Eredità

È sottoscrivibile esclusivamente da persone fisiche che risultino beneficiarie di un procedimento successorio e concluso che abbia anche a oggetto rapporti finanziari presso Poste Italiane. Ha una durata di quattro anni, è disponibile solo in forma dematerializzata e riconosce interessi solo a scadenza. In caso di rimborso anticipato si ha diritto alla restituzione del capitale investito. Il rendimento effettivo annuo lordo, alla scadenza del quarto anno, è pari al 3,00 per cento.

Buono Risparmio Sostenibile

È intestabile esclusivamente a favore di persone fisiche, in numero non superiore a quattro, compresi i minori di età (questi ultimi esclusivamente come unici intestatari). Si può sottoscrivere solo in forma dematerializzata, ha una durata di sette anni e riconosce un rendimento fisso, corrisposto al momento del rimborso, più un eventuale premio (solo a scadenza dei sette anni) legato all’andamento, se positivo, dell’indice azionario STOXX Europe 600 ESG-X nel periodo di possesso del buono. Non è riconosciuto alcun rendimento sui buoni rimborsati prima che sia trascorso un anno dalla sottoscrizione. Il tasso maturato parte dallo 0,50 per cento (al compimento del primo anno di possesso) e arriva al 2,50 per cento (al compimento del settimo).

Buono Ordinario

Ha durata massima di 20 anni e riconosce un rendimento fisso e crescente nel tempo, corrisposto al momento del rimborso. È disponibile sia nella versione cartacea che dematerializzata. Il tasso effettivo parte dallo 0,50 per cento maturato al compimento del primo anno di possesso, arriva all’1,87 per cento al decimo anno per giungere fino al 3,50 al termine del 20esimo.

Buono 3×4

Prevede un rendimento fisso crescente nel tempo con interessi maturati nel corso di ciascun triennio riconosciuti al compimento del terzo, sesto, nono e dodicesimo anno dalla data di sottoscrizione, corrisposti al momento del rimborso del buono e comunque non prima del compimento del primo triennio. Ha una durata massima di 12 anni ed è disponibile sia nella versione cartacea che dematerializzata. Il rendimento effettivo annuo lordo è pari a:

  • 1,25 per cento al compimento del terzo anno di possesso
  • 1,75 per cento al compimento del sesto anno di possesso
  • 2,25 per cento al compimento del nono anno di possesso
  • 3,25 per cento al compimento del 12esimo anno di possesso

Buono 3×2

Prevede un rendimento fisso crescente nel tempo con interessi maturati nel corso di ciascun triennio riconosciuti al compimento del terzo e sesto anno dalla data di sottoscrizione, corrisposti al momento del rimborso del buono e comunque non prima del compimento del primo triennio. Ha una durata massima di sei anni ed è disponibile sia in forma cartacea che dematerializzata. Il rendimento effettivo annuo lordo ammonta all’1,25 per cento al termine del terzo anno e al 3,00 alla fine del sesto.

Buono 4 anni risparmiosemplice

È sottoscrivibile esclusivamente da persone fisiche maggiori di età, in forma dematerializzata, nell’ambito del Piano di Risparmio risparmiosemplice. Ha una durata di quattro anni e prevede un rendimento standard (1,50 per cento) a scadenza sui buoni scaduti prima del raggiungimento del numero minimo di 24 sottoscrizioni periodiche nell’ambito del Piano di Risparmio risparmiosemplice. È inoltre previsto un rendimento premiale (3,50 per cento) corrisposto solo a scadenza su tutti buoni a partire dal giorno successivo al raggiungimento del numero minimo di 24 sottoscrizioni periodiche nell’ambito del PdR.

Per i minori, oltre a un buono a loro dedicato, anche un Piano di risparmio ad hoc

Il buono dedicato ai minori ha una durata massima variabile in funzione dell’età dell’intestatario alla data di sottoscrizione, determinata dall’intervallo di tempo intercorrente tra la data di sottoscrizione e la data di compimento del 18esimo anno del minore. È disponibile sia in forma cartacea che dematerializzata e può essere intestato a minori di età compresa tra zero e 16 anni e sei mesi (non compiuti). Il rimborso anticipato è possibile in ogni momento, su autorizzazione del giudice tutelare, con diritto alla restituzione del capitale investito e, dopo 18 mesi dalla sottoscrizione, alla corresponsione degli interessi maturati. In caso di rimborso anticipato prima del compimento del 18esimo anno di età, verrà applicato un tasso di interesse nominale annuo lordo pari a 0,50 per cento. Il rendimento effettivo annuo lordo parte dal 2,50 per cento al compimento di un anno e sei mesi di durata dell’investimento (ovvero il periodo compreso tra la data di sottoscrizione e la data di compimento del 18esimo anno di età del minore) e arriva fino al 4,50 per cento per investimenti durati dai 16 ai 18 anni. Oltre a ciò, Poste Italiane mette a disposizione presso gli uffici postali Piccoli e Buoni un Piano di risparmio che prevede la sottoscrizione periodica e automatica di buoni dedicati ai minori da 0 a 16 anni. Al compimento del 18esimo anno, l’importo dei buoni sottoscritti, comprensivo degli interessi maturati nel tempo, sarà automaticamente accreditato sul Libretto intestato al ragazzo. Il Piano si può attivare partendo da una sottoscrizione minima di buoni da 50 euro e scegliendo l’ammontare della rata d’ingresso (50 euro e multipli), la periodicità delle rate (mensile, trimestrale, semestrale o annuale) e il giorno di addebito (5 o 27 del mese), tutti parametri modificabili dal sottoscrittore durante il periodo di investimento.

TIM, riparte la 4 Weeks 4 Inclusion: 400 partner per promuovere l’inclusione

Al via da giovedì 12 ottobre e fino al 14 novembre 2023 la quarta edizione della 4 Weeks 4 Inclusion, il più grande evento dedicato all’inclusione, ideato da TIM, che quest’anno vede impegnati circa 400 partner fra imprese, università, associazioni ed enti no profit, per promuovere i valori dell’inclusione e del diritto individuale alla diversità. La manifestazione si aprirà con l’evento Anatomia dell’inclusione moderato da Monica D’Ascenzo, giornalista de Il Sole 24Ore che illustrerà le novità dell’edizione 2023 attraverso le voci dei rappresentanti delle aziende partner. In occasione della giornata inaugurale sono previsti i saluti istituzionali di Helena Dalli, commissario europeo alle Pari opportunità e Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità. Tra gli ospiti principali Pietro Labriola, amministratore delegato di TIM, Elena Ceccolini, Diversity, Equity and Inclusion Operations manager di Amazon Italia, Camilla Ferrara, Industrial & Energy Technology Europe/SSA Human Resources director di Baker Hughes, Luciano Sale, HR director di Fincantieri, e Paola Angeletti, chief operating officer di Intesa Sanpaolo.

Verrà lanciata l’app Women+ e illustrata la collaborazione di TIM con DonneXStrada

Nel corso della giornata sono previste le testimonianze sull’inclusione di Carlotta Bertotti, modella e influencer, Valentina Tomirotti, giornalista e attivista esperta sui temi della disabilità, Francesco Murano, influencer su stomia e disabilità, Dennis Murano, scrittore ed esperto di risorse umane, Sara e Alessia Michielon di Ruotelibere e Dalila Bagnuli, femminista e creatrice di contenuti. Anche quest’anno Ipsos darà il proprio contributo alla manifestazione attraverso la realizzazione di una ricerca sui temi dell’inclusione all’interno delle aziende partner. I risultati saranno presentati dal ceo Nicola Neri il 12 ottobre, in occasione dell’evento di apertura della 4W4I.

TIM, riparte la 4 Weeks 4 Inclusion: 400 partner per promuovere l'inclusione
4 Weeks 4 Inclusion (TIM).

All’interno della manifestazione, TIM sarà protagonista di alcune iniziative. Il 24 ottobre, con l’evento La parità non può aspettare, è previsto un focus sulla centralità di questo importante traguardo. L’appuntamento con Pietro Labriola e Azzurra Rinaldi, economista, scrittrice e cofondatrice di Equonomics, sarà anche l’occasione per lanciare la nuova app Women+ e la collaborazione tra i negozi TIM e DonneXStrada – progetti che saranno dettagliati in due giornate dedicate, rispettivamente il 25 ottobre e il 10 novembre. In occasione dell’evento aziendale del 30 ottobre saranno presentati gli approfondimenti realizzati dal Censis sul tema della solitudine. Work Wide Women lancerà, nella giornata inaugurale, “quanto ne sai di D&I”, un gaming sulla conoscenza delle tematiche di Diversity & Inclusion i cui risultati saranno comunicati nel corso dell’evento conclusivo, così come il report di Forum della Meritocrazia che metterà a disposizione delle aziende partner il Meritorg check per misurare l’applicazione del merito in azienda.

Tre giornate dedicate a Gender gap, solitudine e LGBT+ 

Nel corso della maratona, ci saranno tre giornate interaziendali dedicate a temi specifici:

  • il 25 ottobre il gender Gap, con i saluti istituzionali dell’onorevole Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Europeo e la partecipazione, tra gli altri, di Lella Golfo, presidente della Fondazione Belisario, Chiara Bacilieri, responsabile Innovation di Lifeed, Cristina Tagliabue, direttrice de La Svolta, Manuela Perrone, giornalista de Il Sole 24 Ore e Federica Spampinato, ceo di OEJ Agency, con la moderazione di Monica D’Ascenzo;
  • il 30 ottobre la solitudine, con i saluti istituzionali di Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i giovani e la partecipazione, tra gli altri, di Giorgio De Rita, segretario generale CENSIS, Barbara Strappato, direttore Prima divisione servizio Polizia Postale, Andrea Apostolo, persona con disabilità ed esperto di temi di diversità e inclusione, Don Ben Ambarus, direttore di Caritas Roma, e Chiara Illiano dell’associazione Hikikomori Italia. Modera Valentina Dolciotti, direttrice di DiverCity;
  • il 7 novembre LGBT+, con la partecipazione di Francesco Cicconetti, in arte Meths, creatore di contenuti e influencer, Anna Segre, poetessa e psicoterapeuta, e Cathy La Torre, avvocata e attivista LGBT+. Modera Igor Suran, direttore di PARKS.

I singoli eventi della manifestazione potranno essere seguiti sul sito 4w4i.it. Fra le novità di questa edizione, l’app 4W4I dove poter consultare il calendario e seguire ogni webinar in diretta, in modalità podcast e on demand. Altra novità di questa edizione, le partnership con alcuni dei più importanti eventi sull’inclusione (Rewriters Fest, CEOforLife Awards, Accessibility Days, Global Inclusion, Global Thinking Foundation) che saranno ospitati nel corso delle quattro settimane.

Intesa Sanpaolo utilizzerà l’intelligenza artificiale per l’analisi della regolamentazione

Intesa Sanpaolo continua il percorso di adozione di soluzioni innovative di intelligenza artificiale, in linea con gli obiettivi del percorso di trasformazione digitale del Gruppo previsto dal Piano d’Impresa 2022-2025. L’area Chief Institutional Affairs and External Communication Officer (CIAECO), guidata da Stefano Lucchini, ha avviato un nuovo progetto ideato dalla Direzione Group Regulatory Evolution Agenda, con il supporto di Deloitte Risk Advisory, volto alla digitalizzazione e all’evoluzione del proprio modello operativo per la costruzione dell’Agenda Regolamentare di Gruppo. Intesa Sanpaolo diventa così la prima banca europea a utilizzare l’intelligenza artificiale per l’analisi della regolamentazione.

La collaborazione tra la Banca e Aptus.AI 

Grazie alla collaborazione con la start-up italiana Aptus.AI – il partner tecnologico risultato più idoneo tra le migliori società Reg-Tech a livello mondiale -, la Banca farà evolvere il proprio modello operativo rendendo più efficienti e veloci i processi di definizione dell’Agenda Regolamentare di Gruppo. Si potrà così contribuire all’intercettazione della crescente mole di nuove regolamentazioni nazionali e internazionali, all’analisi del loro impatto sulle attività, all’individuazione delle aree di rischio in correlazione con la normativa interna di Gruppo e alla realizzazione automatica e personalizzata di raccolte di documenti per specifici profili professionali. La tecnologia Aptus.AI consente, infatti, di creare una versione machine readable dei documenti digitali in grado di adattarsi a diversi tipi di contenuti testuali. Il nuovo formato elettronico fornisce un accesso interattivo ai dati normativi, facendo risparmiare tempo e aiutando a prendere decisioni. L’Area CIAECO è stata tra le prime a lavorare in sinergia con l’Area Chief Data, AI, Innovation and Technology guidata da Massimo Proverbio sul fronte dell’AI. Proprio tale collaborazione ha portato, nei mesi precedenti, alla realizzazione di Lisa (Linguistic Intelligence for Supervisory Awareness), uno strumento di Machine Learning ideato dalla Direzione Group Supervisory Strategic Steering che aiuta a leggere e processare rapidamente migliaia di pubblicazioni sulla supervisione bancaria.

Mentini: «Contribuiamo alla digitalizzazione del Gruppo»

«L’Agenda Regolamentare è diventata uno strumento di Corporate Governance imprescindibile nella definizione delle scelte strategiche di un Gruppo come il nostro, che opera in diversi settori di business e mercati», ha affermato Marcello Mentini, executive head of Group Regulatory Evolution Agenda. «Ci siamo resi conto che il nostro processo per la definizione dell’Agenda andava rafforzato. Il supporto dell’intelligenza artificiale consentirà alle nostre persone di concentrare il proprio lavoro su attività di analisi ad alto valore aggiunto e la collaborazione con Aptus.Ai ci darà modo di contribuire sia alla digitalizzazione del Gruppo sia alla crescita di una delle migliori start-up tecnologiche italiane, valorizzando una giovane eccellenza del nostro Paese».

Autostrade per l’Italia, l’operazione di brillamento del viadotto Torraccia sulla A1

Si è svolta alle 6.45 di domenica 8 ottobre 2023 la demolizione, attraverso l’uso di esplosivi, dell’impalcato del viadotto Torraccia Sud situato al km 271+681 dell’originaria carreggiata Sud del tratto di A1 Milano-Napoli, tra Barberino e Calenzano. La spettacolare e complessa operazione avvia la fase centrale del piano di ammodernamento del viadotto quale intervento propedeutico al più ampio programma di riqualifica dell’intero tracciato, finalizzato da Autostrade per l’Italia sotto la supervisione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha già visto il completamento della nuova carreggiata Sud con la realizzazione della galleria Santa Lucia, la più lunga a tre corsie mai realizzata di Europa. Per la direzione Nord è prevista la riqualifica delle due corsie attualmente in uso e la riconfigurazione dell’ex carreggiata Sud verso Nord, per un assetto finale di quattro corsie verso Bologna e tre corsie in direzione Firenze.

La demolizione è avvenuta in cinque esplosioni consecutive

Il viadotto Fosso Torraccia, aperto al traffico alla fine del 1960, dispone di due carreggiate su impalcati separati, ciascuno di cinque campate. La lunghezza totale dell’opera è di circa 165 metri in carreggiata Sud, dismessa dopo l’entrata in esercizio del nuovo tracciato, e di 153 metri in carreggiata Nord. Le operazioni di brillamento, coordinate da Amplia (società del Gruppo Aspi e prima azienda di costruzioni per attività a livello nazionale), sono state precedute da fasi di demolizione meccanica di piccole parti dell’opera, finalizzate anche al posizionamento del materiale esplosivo in punti strategici individuati con l’obiettivo di garantire la demolizione in massima sicurezza dell’impalcato ma anche la salvaguardia delle sottostrutture. Alla base dei piloni, in particolare, sono state posizionate delle cuffie di protezione al fine di attutire le vibrazioni generate dalla detonazione. La demolizione, dopo tre spari di preavviso che hanno segnato il countdown, è avvenuta in cinque esplosioni consecutive, una per ogni pila, attivate a 15 millisecondi di distanza l’una dall’altra.

A seguito dell’evento è stato eseguito un monitoraggio dei dati sismici e un’ispezione visiva finalizzata alla verifica della completa detonazione delle cariche. Le operazioni si sono sviluppate in modo tale da non generare alcun tipo di ripercussione ambientale, grazie a un accurato monitoraggio dell’emissione di onde sismiche, sonore, delle emissioni in atmosfera e della fauna selvatica. Il materiale demolito è infine stato stoccato per poter essere reimpiegato in altre attività di cantiere, nel segno di un approccio sostenibile.

Il piano di rigenerazione della carreggiata Nord

L’ammodernamento del Viadotto Torraccia rientra in un piano di rigenerazione della carreggiata Nord che comprende investimenti di riqualifica del tratto per oltre 120 milioni di euro e 135 milioni destinati all’ammodernamento, con tempi di esecuzione complessivamente stimati in 40 mesi. Tra gli interventi più significativi si prevedono la rigenerazione strutturale di tre viadotti (Goccioloni I, Goccioloni II e Torraccia) e l’ammodernamento delle calotte di tutte le gallerie presenti lungo la tratta oggetto di riqualifica (sei gallerie e 12 fornici). Il nuovo tracciato, oltre a garantire una maggiore sicurezza e una drastica riduzione dei tempi di percorrenza, viene realizzato in linea con i più recenti standard normativi, assicurando un incremento della vita utile dell’opera e una riduzione sostanziale degli impatti sulla viabilità che potrebbero essere generati da cantierizzazioni future.

L’ad di Autostrade Tomasi: «Rigenerazione delle infrastrutture non più rimandabile»

Queste le dichiarazioni di Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia: «Simili interventi mostrano in tutta la loro evidenza la complessità del piano di ammodernamento messo in campo sulla rete autostradale di nostra gestione, che va di pari passo con le opere di potenziamento. Un simile intervento non sarebbe infatti stato possibile se non avessimo avuto a disposizione il nuovo tracciato della A1. Questo ci fa capire quanto sia importante proseguire con convinzione il piano avviato per far fronte alle nuove esigenze della mobilità. La rigenerazione delle infrastrutture rappresenta un tema non più rimandabile a livello di sistema-Paese, un argomento che deve restare al centro del dibattito e guidare le future scelte strategiche nazionali».

Il tafazziano silenzio di Mef e Vivendi su Tim e l’immobilismo della Consob

Vicenda Tim, ovvero un caso da manuale di come non si devono gestire le cose sapendo bene i doveri di trasparenza nei confronti del mercato quando una società è quotata. I fatti. Giovedì 5 ottobre al ministero dell’Economia avviene l’atteso incontro tra rappresentanti del governo (nella fattispecie il ministro Giancarlo Giorgetti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gaetano Caputi) e i vertici di Vivendi, il gruppo francese che con il suo 23 per cento è l’azionista di riferimento dell’ex monopolista dei telefoni, per cui erano presenti l’amministratore delegato Arnaud de Puyfontaine e il presidente del Supervisory Board Yannick Bolloré (nonché figlio di Vincent). Incontro atteso da mesi, visto che i francesi sono fortemente contrari allo scorporo della rete su cui invece l’esecutivo, in primis Giorgia Meloni che come piace dire a lei ci ha messo la faccia, si è impegnato.

Il tafazziano silenzio di Mef e Vivendi su Tim e l'immobilismo della Consob
Arnaud de Puyfontaine (a sinistra) e Yannick Bolloré di Vivendi (Getty).

Il titolo Tim è arrivato a perdere fino all’8 per cento del suo valore

Ma, incredibilmente, da quell’incontro trapela solo la volontà di non far trapelare nulla. Incredibile perché era fin troppo ovvio che il silenzio avrebbe dato fuoco alle polveri della speculazione. Venendo interpretato, visto il disaccordo tra le parti, come un ulteriore ostacolo all’operazione. Cose che si è puntualmente verificata all’indomani, quando il titolo Tim è arrivato a perdere fino all’8 per cento del suo valore, poco meno di mezzo miliardo di euro su quasi 6 di capitalizzazione. La Consob, ossia il guardiano della Borsa, non ha battuto colpo. Era giovedì sera, fa ancora molto caldo, e probabilmente la dirigenza avrà pensato che si poteva fare un ultimo weekend lungo al mare, quindi meglio evitare scocciature. Non importa se il silenzio della authority che sotto la guida di Paolo Savona ha conosciuto uno dei punti più bassi della sua storia, avrebbe reso ancora più forte il disorientamento del mercato.

L’incontro spacciato come una sorta di riunione carbonara

In altri casi, di portata ben meno significativa rispetto alla vita della più importante azienda di telecomunicazioni del Paese, Consob aveva invece preteso che il mercato venisse anche a grandi linee informato. Perché non c’è cosa peggiore di quando la trasparenza resta in balia delle aspettative. Ma errore ancora più grande lo hanno commesso i protagonisti della storia, cioè il Mef e Vivendi, che in barba alla suddetta trasparenza hanno spacciato l’incontro di giovedì come una sorta di riunione carbonara. Bastavano poche righe, anche di prammatica, quelle che di solito recitano che il confronto è stato costruttivo e che ci si riserva ulteriori approfondimenti.

Il tafazziano silenzio di Mef e Vivendi su Tim e l'immobilismo della Consob
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

Il Mef ha dovuto smentire ricostruzioni fantasiose

In mancanza di questo, ci ha pensato sabato un quotidiano a dare la sua interpretazione: il ministero dell’Economia, sentite le ragioni dei francesi che chiedevano un cambio di management e strategia, si sarebbe preso una pausa di riflessione congelando, questo era il sottotesto, l’accordo con il fondo Kkr che lo vede compartecipe all’acquisto della rete. Cosa non vera, e che infatti il Mef stizzito, se pur informalmente, ha provveduto a smentire. Ma, visto che tutto nasce dalla totale mancanza di informazioni al mercato, chi è causa del suo danno prima di prendersela con le interpretazioni creative dei giornali (che pure non ci vanno per il sottile) pianga se stesso.

Poste Italiane vince il Premio Impatto per la sostenibilità e l’innovazione

Poste Italiane ha vinto il Premio Impatto, l’iniziativa promossa dal Salone della CSR e dell’innovazione sociale di Milano che ha riconosciuto il valore sociale e la capacità dell’azienda di programmare gli investimenti del piano di rinnovo della flotta coniugando il quadro finanziario con la sostenibilità. «Per questo progetto», si legge nelle motivazioni del premio, «è stata messa a punto una metodologia ad hoc che misura gli impatti non solo dal punto di vista ambientale, per la riduzione delle emissioni, ma anche dal punto di vista sociale, grazie all’aumento della sicurezza stradale. Particolarmente lodevoli sono stati gli sforzi per impostare fin dal principio il progetto in un’ottica di misurazione quantitativa e multidimensionale di impatto». Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale – promosso tra gli altri da Università Bocconi, Global Compact Network, ASviS, e Unioncamere – ha lo scopo di promuovere la cultura della responsabilità sociale, facilitare il networking tra vari attori sociali e offrire opportunità di aggiornamento.

Entro il 2024 il Gruppo sostituirà il parco veicoli con modelli a basse emissioni

Con l’obiettivo di abbattere le emissioni di Co2, Poste Italiane ha pianificato la sostituzione entro il 2024 dell’intero parco veicoli con modelli di nuova generazione a propulsione elettrica, ibrida ed endotermica a basse emissioni. Al fine di misurare il valore generato dall’introduzione dei nuovi veicoli della flotta, Poste Italiane ha adottato una metodologia di valutazione degli investimenti in cui la prospettiva finanziaria si armonizza con il rispetto dei principi di sostenibilità, nell’ottica di una pianificazione strategica integrata che consente di creare valore condiviso tra azienda e territorio.

Gli altri riconoscimenti ottenuti da Poste per l’impegno in ambito ESG

Il Premio Impatto si inserisce tra i numerosi riconoscimenti ricevuti dal Gruppo Poste Italiane per le sue pratiche di sostenibilità. L’azienda è stata inclusa nei più prestigiosi indici di sostenibilità internazionali come Dow Jones Indices, Euronext Vigeo-Eiris Indices, Integrated Governance Index, Euronext Equileap Gender Equality Eurozone 100, FTSE4Good, Bloomberg Gender-Equality Index e Stoxx Global ESG Leaders.

Poste Italiane vince il Premio Impatto per la sostenibilità e l'innovazione
Giuseppe Lasco (Poste Italiane).

Le valutazioni positive ottenute da parte di agenzie come CDP, Sustainalytics e il Top 5 per cento S&P Global ESG Score 2022 del Sustainability Yearbook 2023 hanno confermato l’impegno del Gruppo per la sostenibilità. La conferma dello score AA da parte di MSCI rappresenta un’ulteriore conferma del ruolo di Poste Italiane come leader ESG a livello mondiale. Infine, il Gruppo ha mantenuto la sua posizione al vertice nell’ESG GLOBAL SCORE dell’indice MIB-ESG lanciato nel 2021 da Euronext e Borsa Italiana, dimostrando l’impegno continuo verso una gestione responsabile e sostenibile.

Banca del Fucino e Wordline firmano un accordo nel merchant acquiring in Italia

Worldline, leader mondiale nei servizi di pagamento, e Banca del Fucino, istituto di credito romano con oltre 100 anni di storia, hanno sottoscritto una partnership strategica di lungo periodo riguardo all’attività di merchant acquiring di Banca del Fucino. Al ramo di merchant acquiring di Banca del Fucino fanno riferimento oltre 3 mila esercenti per un totale di circa 5.500 POS (point of sales), che nel 2022 hanno generato transazioni per un volume di circa 500 milioni di euro. L’accordo include il trasferimento alla controllata italiana di Worldline dell’attività di merchant acquiring sul circuito nazionale di Banca del Fucino e una contestuale partnership commerciale di lungo periodo per la distribuzione, tramite la rete di Banca del Fucino, dei prodotti e servizi di pagamento di Worldline.

Il corrispettivo concordato è pari a 25 milioni di euro

L’operazione valorizza la presenza territoriale di Banca del Fucino e garantisce sinergie tecnologiche e commerciali in termini di innovazione ed evoluzione del portafoglio prodotti a beneficio della rete clienti della Banca. Il corrispettivo concordato nell’ambito dell’operazione è pari a 25 milioni di euro con un meccanismo di aggiustamento in funzione dell’andamento di alcuni target. Nell’ambito dell’operazione, Banca del Fucino e Worldline sottoscriveranno un accordo commerciale di lungo periodo per la distribuzione dei servizi di acquiring di Worldline agli esercenti attraverso le 36 filiali della rete nazionale di Banca del Fucino. Banca del Fucino si è avvalsa dell’assistenza di Vitale & Co S.p.A. in qualità di advisor finanziario, dello studio legale Carbonetti per gli aspetti legali, di Deloitte per l’elaborazione della “fairness opinion” sul valore e sulle condizioni dell’operazione e di Deloitte e dello Studio Fantozzi per l’analisi delle tematiche fiscali. Worldline si è avvalsa dell’assistenza dello studio legale Cleary Gottlieb Steen & Hamilton per gli aspetti legali.

Maiolini (Banca del Fucino): «Valorizziamo il nostro lavoro e ampliamo l’offerta per gli esercenti»

L’amministratore delegato di Banca del Fucino Francesco Maiolini ha così  dichiarato in merito all’iniziativa: «La forte attenzione alle esigenze del territorio e dei nostri clienti privati e business fa evolvere costantemente il nostro modo di fare banca. È in quest’ottica che abbiamo siglato questa partnership strategica con un partner come Worldline che ci consente da un lato di valorizzare la qualità del lavoro svolto dalla nostra rete e di liberare importanti nuove risorse finanziarie per la crescita in aree core e dall’altro di arricchire l’offerta di prodotti e servizi di pagamento evoluti posti a disposizione degli esercenti».

Banca del Fucino e Wordline firmano un accordo nel merchant acquiring in Italia
Francesco Maiolini (Imagoeconomica).

Calderano (Wordline): «Puntiamo ad allargare la nostra presenza sul mercato italiano»

Gli ha fatto eco Stefano Calderano, amministratore delegato di Worldline Merchant Services Italia: «Siamo molto soddisfatti di aver concluso questo accordo con un partner come Banca del Fucino che è un istituto storico ma anche molto innovativo e dinamico, sensibile alle opportunità offerte dal digitale. Il nostro obiettivo è quello di portare l’offerta che sviluppiamo a livello internazionale nel nostro Paese e in collaborazione con gli istituti bancari partner che hanno un forte radicamento sul territorio. Forti di questa nostra proposizione, puntiamo ad allargare ulteriormente la nostra presenza sul mercato italiano che ha visto un progressivo rafforzamento, oltre a questa operazione con Banca del Fucino, con l’acquisizione di Axepta BNP Paribas prima e successivamente dell’attività di merchant acquiring di Banco Desio». Il closing è previsto entro i prossimi tre mesi ed è subordinato all’ottenimento delle previste autorizzazioni da parte delle autorità competenti.

Ita, la pazienza di Lufthansa ha un limite

I segnali ci sono tutti, e sono anche troppi. Se il Mef non si dà una mossa, il fantasma di Alitalia riprenderà possesso della compagnia e tutto tornerà come prima. Lufthansa, ovvero il compratore designato oramai da mesi, mostra una inusitata pazienza, in fondo non capita tutti i giorni di potersi prendere un vettore che quotidianamente porta e scarica tonnellate di turisti da e verso il Belpaese. Però, come diceva l’indimenticato principe De Curtis, ogni pazienza ha il suo limite.

L’accordo a ostacoli con Lufthansa

In Via XX Settembre aspettano che l’Europa batta un colpo, la Commissione risponde che l’accordo non è stato ancora notificato. I protagonisti controbattono che le richieste di specifica, per esempio la composizione dei menù di bordo, sfiorano il parossismo. Giorgia Meloni, che non vede l’ora di scaricare il pacco ai tedeschi, si spazientisce. Il ministro Giorgetti prepara così l’ennesimo viaggio della speranza a Bruxelles, per incontrare il commissario alla Concorrenza Didier Reynders, un tranquillo avvocato di Liegi con in patria trascorsi politici di tutto rispetto (è stato pluriministro) che si è improvvisamente trovato a sostituire la titolare, Margrethe Vestager, dimessasi perché attratta dalle sirene – del resto è danese – della possibile presidenza Bei. Intanto Ita Airways è lì e, come direbbe sempre l’indimenticato principe attore, io pago. Il calcolo di quanto negli anni ci sia costato volare italiano è stato fatto innumerevoli volte, si oscilla dai benevoli 14 ai più realisti 16 miliardi di euro, tutti usciti dalle pazienti tasche dei contribuenti. Ancora un miliardo e passa negli ultimi mesi lo ha pompato nella casse di Ita fu Alitalia il Mef, perché necessari ad agevolare la vendita. Come noto, c’era un’offerta di quasi 1 miliardo di Lufthansa e Msc, il gruppo di Aponte che si è appena preso i treni di Italo, per comprarsela. Ma all’epoca, Draghi regnante, al ministero dell’Economia pareva evidentemente poco e hanno mandato tutto a monte. Amorale della favola, se mai andasse in porto l’accordo con Berlino firmato a maggio (ma i dubbi montano di giorno in giorno) i tedeschi si prenderebbero il 41 per cento di Ita, con opzione a salire, per 325 milioni, di cui un’ultima tranche di 250 generosamente messa a disposizione dallo Stato italiano a completare l’ultimo aumento di capitale. Nessuno ovviamente pagherà per questo scempio.

Ita, la pazienza di Lufthansa ha un limite
Il logo Ita (Imagoeconomica).

Il ‘partito francese’ che rema contro i tedeschi e quell’incontro tra Lazzerini e De Micheli

Uno si chiederà a questo punto a quali vette di masochismo si voglia ancora attingere, e perché siano in molti a tifare perché una compagnia colabrodo resti saldamente ancorata in mano pubblica. Basta il fatto che ci sia, a Roma come a Bruxelles, un partito francese che vorrebbe sostituire Lufthansa con Air France? Evidentemente sì, se ogni occasione è buona per sollevare obiezioni e impedimenti. Si dice che il partito francese conti nel Pd e in alcuni burocrati del governo a lui vicini numerosi estimatori. Si dice che quel partito sia come la goccia cinese che lentamente ma inesorabilmente sta scavando la fossa all’intesa italo-tedesca. infarcendo Ita di vecchi manager Alitalia. L’autorevole Sole 24 Ore, che non insinua mai nulla, rivela oggi con insospettabile malizia che l’ex amministratore delegato di Ita Fabio Lazzerini è stato visto a Roma e Milano a pranzo con la dimenticabile ex ministra dei  Trasporti piddina Paola De Micheli. I due, che si stiamo molto, avranno parlato dei destini della compagnia di bandiera, uno immagina. Ma autorevoli indiscrezioni dicono che, avendo entrambi di qui a fine anno un’agenda molto piena, si sono visti solo per scambiarsi in anticipo gli auguri di Natale.

WindTre entra nel mercato delle assicurazioni

La nuova era del multiservice di Windtre entra nel vivo: non più solo connessioni tlc e dopo la partnership con Acea per vendere luce e gas ora diventa un’agenzia assicurativa, in collaborazione con la insurtech tedesca Wefox.

L’offerta parte da tre polizze per la protezione della casa, della famiglia e dei viaggi di Net Insurance (Poste Vita e Ibl) e di Axa Partners Italia ma in futuro potranno esserci accordi anche con altre compagnie. «Windtre entra nel mercato assicurativo con nuovi prodotti che la rendono sempre più flessibile e vicina alle esigenze degli italiani», ha dichiarato Maurizio Sedita, chief commercial officer di Windtre.

Distretti industriali, i dati del secondo semestre 2023: export in calo, bene la meccanica

Nel secondo trimestre 2023 le esportazioni dei distretti industriali italiani, dopo nove trimestri di crescita ininterrotta, hanno subito un lieve calo, mostrando una variazione tendenziale a prezzi correnti pari al -2,1 per cento. Si tratta di una battuta d’arresto fisiologica che, oltre a risentire del rallentamento della domanda internazionale, è influenzata anche dal confronto con un ottimo secondo trimestre 2022 (quando l’export aumentò del 15,3 per cento) e dal rientro dei prezzi alla produzione per alcuni settori come la metallurgia (-18,2 per cento la riduzione accusata dai prezzi all’export). È quanto emerge dal Rapporto distretti industriali relativo al trimestre aprile-giugno 2023 a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

Bene Campania, Umbria e Abruzzo

Come in altri momenti di ripiegamento ciclico, è aumentata l’eterogeneità dei risultati: su 158 distretti monitorati da Intesa Sanpaolo, 79 hanno registrato una crescita e 79 un calo. A livello settoriale spicca, soprattutto, la buona evoluzione della meccanica, che ha mostrato un aumento tendenziale del 7,4 per cento, e la tenuta di un settore aciclico come alimentari e bevande, in progresso dell’1,9 per cento. Bene anche il sistema moda. Non a caso sono proprio i territori con queste specializzazioni ad aver registrato un andamento positivo nel secondo trimestre. In particolare, nel Mezzogiorno si sono messe in evidenza la Campania (+5,6 per cento) e l’Abruzzo (+4,1 per cento), nel Centro l’Umbria (+5 per cento), nel Nord-Ovest il Piemonte (+3,6 per cento) e la Liguria (+2,9 per cento) e nel Nord-Est il Trentino-Alto Adige (+2,7 per cento) e l’Emilia Romagna (+3,3 per cento).

Nella top 10 due distretti della moda, sette della meccanica e uno dell’agroalimentare

A conferma della migliore evoluzione delle aree distrettuali specializzate in meccanica, sistema moda e agro-alimentare, la classifica dei primi 10 posti per aumento delle esportazioni in valore. Ai vertici vi sono due distretti della moda, ovvero l’Occhialeria di Belluno (+334 milioni di euro) e il Tessile di Biella (+128 milioni). Altri sette della top 10 appartengono al settore della meccanica, ovvero la Meccanica strumentale di Milano e Monza (+314 milioni), le Macchine per l’imballaggio di Bologna (+296 milioni), la Meccanica strumentale di Bergamo (+243 milioni), la Meccatronica di Reggio Emilia (+218 milioni), le Macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (+177 milion), la Food machinery di Parma (+169 milioni) e la Meccanica strumentale di Vicenza (+140 milioni). Nell’elenco anche un distretto agro-alimentare, l’Alimentare di Parma (+120 milioni).

Cresce l’export in Francia, Emirati e Hong Kong

Nei primi sei mesi dell’anno la Francia è il mercato che più di tutti ha contribuito alla crescita delle esportazioni distrettuali (+654 l’aumento dell’export distrettuale, pari a un progresso del 7,4 per cento), un risultato spiegato dai flussi attivati dalle relazioni produttive e commerciali con le grandi maison della moda. Le vendite dei distretti italiani specializzati in beni di consumo della moda sono, infatti, aumentate del 15,6 per cento. Da segnalate anche le ottime performance ottenute dai distretti in alcuni mercati ad alto potenziale come gli Emirati Arabi Uniti (+11,4 per cento), Hong Kong (+12,7 per cento) e Messico (+13,1 per cento). In queste aree si sono distinti soprattutto i distretti specializzati in beni di consumo della moda e nella meccanica. Alla crescita delle esportazioni distrettuali è poi tornata a dare un buon contributo la Cina, grazie a un ottimo secondo trimestre (+7,3 per cento la variazione tendenziale) e al traino della moda. Si è però quasi del tutto annullato il sostegno del principale mercato di sbocco dei distretti, la Germania, dove la crescita dell’esportazioni di meccanica e alimentari e bevande è stata quasi del tutto cancellata dagli arretramenti della filiera dei metalli e dei prodotti e materiali da costruzioni. È poi venuto meno il contributo offerto dagli Stati Uniti, il mercato di gran lunga più brillante per i distretti nel 2022. Ha pesato l’inversione di tendenza subita dalle vendite di beni di consumo, non compensata dall’ulteriore crescita dell’export di meccanica.

UniCredit miglior banca europea occidentale per l’innovazione nel settore bancario digitale

UniCredit è stata nominata miglior banca per l’innovazione nel settore bancario digitale in Europa occidentale e miglior banca globale per i pagamenti da The Banker. Il riconoscimento da parte della rivista britannica è giunto nell’ambito dei programmi di premiazione per l’innovazione nel settore bancario digitale e le transazioni bancarie. La doppia vittoria sottolinea il forte impegno del Gruppo in questo ambito attraverso il piano strategico UniCredit Unlocked, che ha posizionato la trasformazione digitale e i pagamenti come priorità chiave.

L’impegno di UniCredit sul fronte digital e pagamenti

Lo dimostra, sul primo fronte, l’ottimizzazione dell’infrastruttura sul digital e sui dati oltre che lo snellimento dei processi operativi al fine di trarre pieno vantaggio dalle efficienze digitali. In dettaglio, UniCredit ha riorganizzato la propria infrastruttura basata sulla tecnologia cloud e sulle API e ha implementato standard comuni in tutto il Gruppo, così da rendere le soluzioni facilmente riutilizzabili e adattabili alle diverse linee di business e aree geografiche. Sul lato pagamenti, invece, sono stati raddoppiati i modelli di business a basso impatto di capitale ed è stato creato un nuovo team di Global Payment Solutions, con particolare attenzione a soddisfare la crescente domanda dei clienti di pagamenti internazionali e in tempo reale e a sfruttare gli investimenti digitali per generare miglioramenti significativi in termini di esperienza del cliente, gestione del rischio ed efficienza dei costi.

UniCredit miglior banca europea occidentale per l'innovazione nel settore bancario digitale
Torre UniCredit a Milano (Getty Images).

Questi premi si aggiungono alla crescente lista di vittorie della banca sia nel campo del digital banking che in quello del transaction banking. L’Associazione Bancaria Italiana (ABI), per esempio, nell’ambito del suo premio per l’Innovazione nei servizi bancari 2023 ha riconosciuto a UniCredit il primo posto nella categoria Data Driven Bank per il suo progetto Data Mesh. Agli MF Banking Awards 2023, l’annuale appuntamento organizzato da Milano Finanza che premia le società leader del settore finanziario in Italia, l’istituto bancario si è poi aggiudicato il premio ESG Elite e tre premi per i migliori progetti innovativi in ambito digitale, EGS e risorse umane. Ha infine ottenuto, tra gli altri, i premi per la miglior collaborazione Fintech (da Treasury Management International), per il miglior fornitore di Trade Finance in Europa occidentale (da Global Finance) e per la migliore banca per i servizi di transazione nella CEE (da Euromoney).

Damiani: «Puntiamo a ottenere il massimo valore da cloud e AI»

Questo il commento di Giovanni Damiani, deputy Group Digital and Information officer di UniCredit, alla vittoria nel digitale: «Il premio rappresenta il riconoscimento della nostra coraggiosa strategia, che privilegia una trasformazione progressiva e completa – sia della nostra tecnologia, sia dei nostri processi sottostanti – rispetto a rilasci di prodotti a breve termine. Segna anche un momento di transizione mentre progrediamo verso la tappa successiva della nostra evoluzione digitale, in cui i nostri investimenti fondamentali fungeranno da piattaforma per ottenere il massimo valore da tecnologie interessanti come il cloud, i dati e l’intelligenza artificiale. Non vediamo l’ora di ottenere ulteriori successi in questa prossima fase e siamo entusiasti dei risultati che potremo raggiungere».

Barisaac: «Clienti al centro del nostro operato»

Gli ha fatto eco Raphael Barisaac, global head of Payments & Cash Management di UniCredit, sul fronte pagamenti: «Manteniamo i nostri clienti al centro di tutto ciò che facciamo. Questo significa essere in grado di adattarsi ed evolvere rapidamente insieme alle loro esigenze, cosa ancora più critica quando si tratta di pagamenti, un’area che è soggetta a una costante evoluzione. Grazie alla nostra nuova linea di business Global Payment Solutions, stiamo continuando il nostro viaggio verso la semplificazione attraverso l’espansione dei nostri strumenti digitali e delle nostre soluzioni di pagamento per i privati fino alle multinazionali, consentendo a tutti i nostri clienti di eseguire pagamenti senza attriti. In questo modo, siamo in grado di rimanere vicini alle attività dei nostri clienti e di sostenere in modo tangibile l’economia reale».

UniCredit global partner e global banking partner della 37a edizione dell’America’s Cup

UniCredit sarà global partner e global banking partner esclusivo della 37a edizione 2024 dell’America’s Cup, la più famosa competizione di vela al mondo che si terrà a Barcellona dal 12 al 20 ottobre 2024. La partnership contribuirà a portare al pubblico di tutto il mondo l’emozione, il fascino e i trionfi dello storico trofeo.

L’accordo in virtù dell’alto interesse previsto per la gara in Europa

Nota per essere la competizione sportiva internazionale più antica al mondo – la gara inaugurale si è svolta nel 1851 -, l’America’s Cup viene seguita da milioni di persone in tutto il globo. L’ultima edizione ha fatto registrare un pubblico di 931 milioni di spettatori, con l’Europa che ha registrato i dati più alti. Nel 2024 la gara si aspetta di suscitare ancora maggior interesse a livello europeo, con l’evento principale che si svolgerà a Barcellona e quattro dei sei team che rappresenteranno il Vecchio continente (Svizzera, Italia, Gran Bretagna e Francia). Inoltre, l’America’s Cup ospiterà per la prima volta sia la Coppa Giovanile che la Puig America’s Cup, con otto dei 12 team provenienti dall’Europa. Proprio in virtù dell’alta partecipazione prevista nel nostro continente è stato siglato l’accordo con UniCredit, che vanta una lunga tradizione in Europa e una solida presenza in 13 dei suoi Paesi – oltre che 15 milioni di clienti in tutto il mondo. La banca ha registrato risultati record per il secondo trimestre e il primo semestre del 2023, ottenendo il miglior risultato della sua storia per ciascun periodo.

UniCredit global partner e global banking partner della 37a edizione dell'America's Cup
America’s Cup (Pagina Facebook).

L’attenzione all’innovazione e alla sostenibilità

La collaborazione tra UniCredit e America’s Cup rappresenta un’unione basata su valori condivisi oltre che su una comune attenzione all’innovazione, alla diversità e all’impegno per la sostenibilità. L’accordo di sostenibilità tra AC37 Event Ltd e World Sailing garantirà infatti investimenti in progetti comunitari nell’ambito dell’innovativa Blue Economy di Barcellona – che sostiene l’ambiente marino della regione – e il sostegno alla strategia di sostenibilità Agenda 2030 di World Sailing. Proprio durante la competizione verrà inoltre inaugurata la foiling chase boat alimentata a idrogeno, una nuova e rivoluzionaria imbarcazione a zero emissioni progettata e costruita da Emirates Team New Zealand in grado di raggiungere oltre 50 nodi.

UniCredit global partner e global banking partner della 37a edizione dell'America's Cup
America’s Cup (Pagina Facebook).

Orcel (UniCredit): «Trofeo simbolo di lavoro di squadra e determinazione»

Queste le dichiarazioni di Andrea Orcel, Group ceo & head of Italy di UniCredit, in merito all’iniziativa: «Siamo orgogliosi di essere global partner di una competizione con un patrimonio così ricco come l’America’s Cup. Il trofeo è il simbolo delle incredibili imprese che si possono realizzare grazie al lavoro di squadra e alla determinazione nel perseguire un obiettivo comune. Queste sono anche le forze trainanti di tutto ciò che facciamo in UniCredit – i nostri recenti successi, nonostante le “acque agitate” del contesto macroeconomico, ne sono la prova – e quindi questa è una partnership naturale. Questo vale anche per la sostenibilità. Ammiriamo il lavoro di Grant e del team dell’AC per allinearsi all’Agenda 2030 di World Sailing sulla sostenibilità in quanto World Sailing Special Event. La sostenibilità ambientale e sociale sono una priorità per UniCredit e questa partnership ci aiuterà a dare un contributo significativo in entrambe le aree per tutti i nostri stakeholder». Un impegno, quello per il rispetto dell’ambiente, rispecchiato anche da altre azioni portate avanti dall’istituto bancario, come il lancio del Finanziamento Futuro Sostenibile in Italia e l’avvio di diverse iniziative educative rivolte ai giovani.

Dalton (America’s Cup): «Con la banca valori e obiettivi condivisi»

Grant Dalton, ceo di America’s Cup Events, ha invece affermato: «L’America’s Cup è entusiasta di dare il benvenuto a UniCredit Group nella sua famiglia in qualità di global banking partner della 37esima America’ Cup di Barcellona. I valori di integrità, responsabilità e attenzione alle persone del Gruppo UniCredit si rispecchiano in tutto ciò che ci siamo prefissati di raggiungere con la competizione. Ad esempio, proprio come la banca, anche noi siamo determinati a promuovere la diversità, come fatto attraverso gli eventi Youth & Puig Women’s Cup. Inoltre, in linea con le azioni di UniCredit a favore della sostenibilità e con il suo obiettivo di fornire alle sue comunità le leve per il progresso, anche noi ci siamo impegnati in materia di sostenibilità con l’obiettivo di rafforzare le comunità locali di Barcellona. L’innovazione è parte integrante di ciò che serve per competere e vincere l’America’s Cup. Siamo entusiasti di lavorare con un partner che condivide molti dei nostri stessi valori e non vediamo l’ora di lavorare con Andrea e il suo team globale per portare al pubblico un viaggio straordinario nel 2024».

UniCredit Start Lab, selezionate le 60 startup che nel 2023 accedono alla piattaforma

Sono state selezionate le 60 start-up che nel 2023 potranno accedere a UniCredit Start Lab, la piattaforma sviluppata dal gruppo bancario per sostenere i giovani imprenditori, l’innovazione e le nuove tecnologie. Rivolta alle imprese emergenti innovative di tutti i settori, offre un programma volto a rafforzare le idee imprenditoriali che prevede l’assegnazione di un premio in denaro, attività di mentoring e di sviluppo del network, training manageriale avanzato e servizi bancari ad hoc. Le 60 realtà che vi potranno usufruire sono state scelte da esperti e rappresentanti di aziende leader nei rispettivi settori.

Pervenute circa 700 candidature da tutta Italia

Sono state circa 700 le candidature giunte da tutta Italia e sviluppate da team di neoimprenditori operanti nei settori del Digital (40 per cento del totale), dell’Impact Innovation (18 per cento), dell’Innovative Made in Italy (18 per cento), della Life Science (15 per cento) e del Clean Tech (9 per cento). Alle migliori aziende selezionate in ciascuna delle categorie, UniCredit ha assegnato un premio di 10 mila euro. Dall’analisi delle domande pervenute è emersa una crescita delle candidature di startup guidate da donne (22 per cento del totale contro il 17 dell’anno precedente), che rappresentano il 50 per cento di quelle selezionate per accedere a Start Lab. Tra le novità del 2023 il fatto che cinque Corporate Partner – Barilla, Cisco, Fincantieri, Granarolo e Jakala – individueranno tra le 60 finaliste almeno una startup ciascuno da supportare con propri mentor e facility (laboratori e spazi aziendali), avviando progetti pilota congiunti e valutando la possibilità di ingressi nel capitale.

UniCredit Start Lab, selezionate le 60 startup che nel 2023 accedono alla piattaforma
Torre UniCredit a Milano (Imagoeconomica).

Le prime startup classificate nelle relative categorie

Queste le startup che hanno ottenuto il primo posto nelle rispettive categorie sopracitate:

  • nel settore Life Science ha trionfato Medicillo (Life Science), startup milanese che ha creato il primo ospedale decentralizzato in Italia in grado di portare la medicina diagnostica di alta qualità direttamente a casa dei pazienti;
  • per il Clean Tech & Industrial la prima classificata è stata Katakem, startup calabrese che ha sviluppato il primo reattore chimico automatizzato in grado di eliminare gran parte delle operazioni manuali oggi necessarie nelle pratiche di laboratorio e nei processi chimici, accelerando di 10 volte queste attività;
  • nell’Innovative Made in Italy il primo posto è stato di Deliveristo, che con il suo foodtech marketplace B2B dà la possibilità a chef e ristoratori di ordinare direttamente da oltre 350 fornitori;
  • per il Digital si è affermata Arcan, impresa con sede a Lecco sviluppatrice di una piattaforma SaaS che, sfruttando l’intelligenza artificiale per identificare le inefficienze del codice sorgente e stimare i tempi, i costi e i benefici della loro rimozione, permette di risparmiare sui costi di sviluppo del software;
  • nella categoria Impact Innovation il primo posto è stato attribuito a Voidless, startup che si occupa del problema noto come “overpackaging” approntando una nuova generazione di sistemi on demand packaging, macchine che creano la scatola su misura per ogni singolo ordine direttamente nei centri logistici.

Infine, per UniCredit Start Lab per il Sud, l’iniziativa nata con l’obiettivo di valorizzare promettenti realtà innovative delle regioni del Sud Italia, sono risultate vincitrici Robosan (piattaforma robotica per i laboratori diagnostici) e Sestre (soluzione per la fertilità e il trattamento delle disfunzioni ormonali).

I servizi offerti da UniCredit Start Lab

Oltre al premio in denaro, le 60 aziende selezionate hanno la possibilità di accedere a specifici servizi e opportunità offerte da UniCredit Start Lab, tra cui:

  • la partecipazione a incontri con aziende Corporate clienti di UniCredit per valutare possibili partnership commerciali, industriali o tecnologiche, sia in iniziative settoriali ad hoc che in incontri one-to-one;
  • la possibilità di entrare in contatto con potenziali investitori, anche internazionali (Business Angels, Venture Capital, etc.) appositamente selezionati da UniCredit;
  • l’accesso alla Start up Academy, il programma di training manageriale organizzato dal team di UniCredit Start Lab;
  • l’individuazione di uno o più mentor scelti tra professionisti, consulenti, imprenditori, partner di UniCredit per confronti periodici su aspetti strategici e di crescita aziendale;
  • l’assegnazione di un relationship manager di UniCredit per seguire le start up e PMI innovative nelle esigenze bancarie.

Taricani: «Partner di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione italiano»

Queste le dichiarazioni di Remo Taricani, deputy Head of Italy di UniCredit, in merito all’iniziativa: «Con UniCredit Start Lab in questi anni abbiamo accompagnato centinaia di startup verso percorsi di crescita sostenibile, diventando così partner di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione italiano. Promuovere l’innovazione dal basso è parte integrante del nostro impegno a sostenere le PMI italiane – segmento rilevante dell’economia del Paese che genera più di un terzo dell’occupazione e circa il 40 per cento del valore aggiunto -, a crescere e a rafforzarsi».

UniCredit Start Lab, selezionate le 60 startup che nel 2023 accedono alla piattaforma
Remo Taricani (Imagoeconomica).

«Inoltre», ha evidenziato, «Start Lab si inserisce perfettamente nella strategia ESG di UniCredit, in quanto sostiene progetti che hanno un impatto positivo sugli aspetti sociali e ambientali delle comunità in cui operiamo». Nel corso delle sue 10 edizioni, UniCredit Start Lab ha visto la banca valutare quasi 8 mila progetti imprenditoriali e accompagnare oltre 550 start up nei loro percorsi di crescita.

Intesa Sanpaolo, le imprese italiane di cosmetica tra le più performanti: cresce l’export

Il settore italiano della produzione di cosmetica è stato uno dei più performanti negli ultimi anni. È quanto emerge da un’elaborazione della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo su 780 bilanci aziendali di imprese del settore (443 commerciali e 337 di produzione). Il comparto produttivo è stato spinto soprattutto dalle startup, ovvero le imprese costituite dopo il 2010, che hanno registrato un +24 per cento di crescita di fatturato nel quadriennio 19-22.

Le aziende titolari di brevetti sono molto più performanti

Nel 2022 la cosmetica, pur subendo un ridimensionamento della marginalità unitaria, ha continuato a mostrare livelli di redditività elevati. L’EBITDA margin è stato infatti pari al 9,6 per cento tra le imprese di produzione, inferiore solo alla farmaceutica (11,7 per cento) e al biomedicale (9,8 per cento). Inoltre, il valore dei margini operativi lordi ha registrato un aumento cumulato pari al 3,8 per cento (5,5 per cento per le imprese di produzione) ed è salito per il 47 per cento delle imprese. Più fattori di competitività consentiranno alle imprese del settore di affrontare con successo il complesso scenario esterno. Anche in prospettiva potranno far leva sull’elevato utilizzo di fattori immateriali come innovazione e marketing. L’incidenza delle immobilizzazioni immateriali sul totale dell’attivo è infatti mediamente pari al 2,6 per cento, solo di poco inferiore ai dati della farmaceutica (3 per cento). Le aziende del settore titolari di brevetti sono molto più performanti: nel 2022 hanno registrato EBITDA margin in crescita e quasi doppio rispetto a quelle senza brevetti (14,3 per cento contro 7,5).

Nel primo semestre del 2023 l’export a prezzi correnti è aumentato del 25 per cento

Le imprese della cosmetica possono poi contare su un “cuscinetto” di liquidità pari all’11,7 per cento dell’attivo, con punte del 14 per cento tra le micro imprese. Inoltre, nel tempo hanno rafforzato la propria patrimonializzazione: il patrimonio netto sul passivo è salito al 40,3 per cento nel 2022 dal 33,8 del 2019. È alta poi la competitività delle aziende italiane della cosmetica sui mercati internazionali. Nel primo semestre del 2023 l’export a prezzi correnti è aumentato del 25 per cento in termini tendenziali. È stata battuta la concorrenza di nostri principali competitor europei, Francia (+17 per cento) e Germania (+12 per cento) su tutti. Le imprese italiane hanno potuto contare su un buon mix di prodotti e una crescita diffusa per comparto e, soprattutto, nei prodotti per il corpo e nei profumi.

Fastweb, Walter Renna nominato nuovo Ad

Walter Renna, designato già a marzo dal cda, è il nuovo amministratore delegato di Fastweb mentre Alberto Calcagno, dopo 23 anni, lascia il gruppo. «Il mio obiettivo è proseguire su questa strada (di sviluppo del fisso e del mobile, ndr) puntando sull’Intelligenza Artificiale e la sua progressiva integrazione all’interno dei processi e dei prodotti e servizi sviluppati per i nostri clienti senza dimenticare la sostenibilità ambientale, che continuerà a guidare ogni nostra decisione di business» ha dichiarato il nuovo ad.

Studi e carriera

Il nuovo ad Walter Renna, che manterrà ad interim il ruolo di Chief product officer che ricopre dal 2020, è stato anche Chief operating officer della società. In azienda dal 2008, Renna si è occupato di strategie, business plan e M&A contribuendo alla realizzazione di progetti strategici per la digitalizzazione del Paese, tra cui l’espansione della rete in fibra ottica. Nato nel 1982, dopo la laurea in Economia a Bologna e laurea Magistrale all’università Bocconi di Milano, Renna ha lavorato in KPMG advisory nel settore M&A occupandosi di diversi mercati quali Fashion and Luxury, Publishing e Automotive per primarie aziende del settore.

Msc acquisisce il 50 per cento di Italo: firmato l’accordo con Gip

Msc, il colosso mondiale della logistica marittima, società della famiglia Aponte, ha firmato un «accordo vincolante» con cui ha acquisito una quota di «circa il 50 per cento in Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori» dalla Global infrastructure partners. Lo ha annunciato la stessa Mediterranean Shipping company con una nota in cui spiega come parte dell’accordo raggiunto riguardi «un partenariato strategico di lungo periodo per lo sviluppo futuro di Italo». Le trattative sono durate circa un anno e mezzo. L’operazione complessiva è di 4,2 miliardi di euro, inclusi i 934 milioni di debito finanziario netto al 31 dicembre 2022.

Msc acquisisce il 50 per cento di Italo firmato l'accordo con Gip
Un treno Italo alla stazione di Venezia (ANSA).

L’altra metà di Italo resta a Gip

Nel comunicato, si legge inoltre che l’altro 50 per cento di Italo «continuerà ad essere di proprietà di Gip, che avrà una governance congiunta con Msc, con alcune entità del gruppo Allianz e fondi gestiti da Allianz Capital Partners oltre ad altri co-investitori». L’assetto finale della compagnia, invece, prevede che Gip avrà il 35 per cento, Allianz passerà dall’11,5 al 13 e alcuni soci storici avranno lo 0,5 per cento ciascuno. Si tratta, come spiega Corriere della Sera, di Isabella Seragnoli, Alberto Bombassei e Luca Cordero di Montezemolo. Quest’ultimo resterà presidente. Gianbattista La Rocca, invece, sarà riconfermato amministratore delegato.

Aponte: «Crediamo in Italo e nel mercato turistico nazionale»

A commentare l’acquisizione è stato Diego Aponte, group presidente di Msc: «Questo accordo dimostra il nostro impegno di lunga data per l’Italia e il sostegno al trasporto ferroviario passeggeri ad alta velocità nel Paese. Crediamo fortemente nel potenziale di Italo per rafforzare ulteriormente la connettività ferroviaria in tutta Italia, ma anche nel mercato turistico nazionale. Inoltre l’accordo riflette anche l’obiettivo del nostro gruppo di sviluppare ulteriormente modalità di trasporto sostenibili, sia per i passeggeri che per le merci».

Msc acquisisce il 50 per cento di Italo firmato l'accordo con Gip
Diego Aponte (Imagoeconomica).

Ogunlesi: «Msc condivide la nostra visione»

Anche il presidente e ceo di Gip, Bayo Ogunlesi, ha espresso la propria soddisfazione: «Siamo entusiasti di collaborare con la Msc, con cui abbiamo un rapporto strategico solido e produttivo, per continuare a sostenere la crescita futura di Italo. Restiamo impegnati per fornire un servizio di alta qualità ai passeggeri e vantaggi per l’economia italiana. Siamo molto soddisfatti che Msc condivida la nostra visione sul futuro di Italo, poiché il trasporto ferroviario ad alta velocità è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni ed è in linea con le strategie di transizione energetica e decarbonizzazione di Gip».

Intesa Sanpaolo sceglie iGenius per la generative business intelligence & analytics

Intesa Sanpaolo, prima banca italiana e tra le principali in Europa, ha scelto iGenius, azienda all’avanguardia che applica la propria tecnologia di AI generativa alla business intelligence (BI), per implementare le proprie soluzioni di BI. Si tratta di una piattaforma che semplifica l’accesso ai dati utilizzando il linguaggio naturale, in grado di offrire una configurazione professionale personalizzata perché costruita sulle esigenze dell’utente finale, attraverso anche l’automatizzazione di diverse funzioni.

La banca adotterà Crystal, soluzione basata su una tecnologia di tipo GPT

Intesa Sanpaolo adotterà così Crystal, la soluzione di business intelligence generativa di iGenius già testata con successo all’interno del Gruppo attraverso Fideuram Private Banking. Crystal, basata su una tecnologia all’avanguardia di tipo GPT, sfrutta la potenza dell’AI generativa fornendo approfondimenti efficaci e strumenti decisionali, analizza grandi quantità di dati ed estrae soluzioni per supportare decisioni e progetti. Intesa Sanpaolo potrà, in tal modo, implementare soluzioni di BI che potenzieranno i propri processi, migliorando l’efficienza e la produttività complessiva.

Ditta (Intesa Sanpaolo): «Tecnologia a supporto delle capacità professionali»

Queste le dichiarazioni di Marco Ditta, responsabile Data & Artificial Intelligence di Intesa Sanpaolo: «L’utilizzo di soluzioni di intelligenza artificiale, come quella proposta da iGenius, e di grandi quantità di dati si sta sempre più affermando nel mondo del lavoro e nel nostro panorama aziendale come chiave di trasformazione e semplificazione. Per questo motivo è fondamentale adottare un approccio che vede l’uomo al centro di progetti e processi. Questo approccio dà priorità alle esigenze delle persone nell’organizzazione aziendale e propone un utilizzo della tecnologia a supporto ed esaltazione delle capacità professionali, oltre a creare un ambiente di lavoro più efficiente ed efficace in cui le persone partecipano al disegno delle nuove soluzioni e dei nuovi processi e vengano formate all’utilizzo delle nuove tecnologie, contribuendo così all’evoluzione del modo di lavorare in questa nuova era».

Sharka (iGenius): «Lavoriamo per implementare prodotti con attenzione alla sostenibilità»

Gli ha fatto eco Uljan Sharka, fondatore e ceo di iGenius: «La partnership tra Intesa Sanpaolo e iGenius è una dimostrazione della direzione in cui si sta muovendo il futuro del lavoro, dove tecnologie avanzate come la BI generativa giocheranno un ruolo fondamentale nel guidare il successo aziendale e le decisioni guidate dai dati. Entrambe le aziende adottano un approccio incentrato sull’uomo, garantendo vantaggi a tutti gli stakeholder, primi tra tutti dipendenti e clienti. Inoltre, iGenius e Intesa Sanpaolo stanno lavorando per implementare prodotti con particolare attenzione alla sostenibilità, introducendo modalità intelligenti di elaborazione dei dati che ottimizzano l’uso delle risorse computazionali con effetti green sui data center».

Intesa Sanpaolo sceglie iGenius per la generative business intelligence & analytics
Uljan Sharka (Imagoeconomica).

TIM lancia le nuove cabine digitali per le città del futuro

TIM lancia le nuove cabine digitali che permettono di accedere in modalità touch screen a una vasta gamma di servizi e contenuti digitali, tra cui quelli di pubblica utilità. Le stazioni “intelligenti”, realizzate in collaborazione con Urban Vision, sono state presentate in anteprima da Pietro Labriola, amministratore delegato del Gruppo, in occasione della giornata conclusiva dell’Italian Tech Week. Apripista del progetto sarà il Comune di Milano che, già nel 2024, renderà sempre più smart e sostenibili vie e piazze della città.

Si potranno ricaricare gli smartphone e chiedere assistenza in caso di emergenza

Caratterizzate da un design completamente rinnovato, le cabine digitali rappresentano un presidio evoluto e inclusivo, con applicazioni sensoristiche che consentiranno anche alle persone con disabilità motorie, barriere linguistiche o visive, di accedere alle informazioni e ai servizi digitali in modo personalizzato, semplice e veloce. Le nuove cabine rappresenteranno per i cittadini una vera e propria stazione digitale per poter fruire di servizi di infotainment, di ricarica degli smartphone, di pagamenti digitali e ticketing, di chiamate gratuite verso numeri fissi e mobili nazionali. Inoltre le cabine digitali, che rientrano nel più ampio progetto di TIM La parità non può aspettare per il gender gap, rappresentano un importante presidio per la sicurezza di fronte a situazioni di potenziale rischio. Grazie, infatti, al tasto Women+ è possibile accedere in tempo reale a un servizio di supporto con operatore per segnalare, gestire ed assistere la persona che ne faccia richiesta. Si tratta di una funzionalità a valenza sociale che mette a disposizione della collettività uno strumento di contrasto agli episodi di violenza nei confronti delle donne o dei fenomeni di microcriminalità.

TIM lancia le nuove cabine digitali per le città del futuro
Nuova cabina digitale (TIM).

Rilevante anche il supporto alla cultura, al turismo e alle informazioni istituzionali che in tempo reale il Comune vorrà fornire alla propria cittadinanza, ad esempio l’offerta artistica della città, di cinema, teatri, musei, concerti ed eventi, l’acquisto di biglietti, la scelta di un ristorante, la prenotazione di un taxi, la verifica delle previsioni meteo e degli orari dei mezzi di trasporto oltre che informazioni sulla viabilità.

Rispettata la sostenibilità e azzerata l’impronta di carbonio

La nuova cabina si integra nel modello di Smart City promosso da TIM che – grazie alle nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, 5G e IoT- ha l’obiettivo di realizzare spazi urbani più vivibili, sostenibili e sicuri capaci di valorizzare anche il patrimonio culturale e artistico. La progettazione delle cabine rispetta i più avanzati standard di sostenibilità (Life cycle thinking) che azzerano completamente l’impronta di carbonio (carbon footprint) attraverso sistemi di compensazione sul territorio locale certificati a livello internazionale. Il progetto intende valorizzare una parte del patrimonio storico della telefonia pubblica tradizionale in corso di dismissione sul territorio nazionale. L’avvio del progetto coinvolgerà la città di Milano, dove saranno progressivamente installate circa 450 postazioni. L’iniziativa si estenderà successivamente in altre 13 principali città italiane per un totale di circa 2.500 cabine digitali.

Labriola: «Così la cabina tradizionale diventa uno sportello multiservizi»

Pietro Labriola, amministratore delegato di TIM, si è così espresso sull’iniziativa: «L’innovazione è la chiave per offrire soluzioni più efficienti e portare benefici concreti alla collettività. Con questo progetto trasformiamo la cabina tradizionale, nata negli Anni 50, in uno sportello multiservizi di nuova generazione che contribuirà a rendere le nostre città più sostenibili. Abbiamo così colto l’opportunità di dare una seconda vita a una parte del nostro patrimonio, ormai superato dalle nostre abitudini, per farlo evolvere e diventare anche un importante presidio di sicurezza per le donne in situazioni di pericolo. Le cabine telefoniche si trasformeranno così in uno strumento a disposizione dei cittadini e che conferma il nostro impegno per l’inclusione, di genere e sociale, nell’era delle smart city». Gli ha fatto eco Gianluca De Marchi, amministratore delegato di Urban Vision: «Siamo davvero orgogliosi di essere partner di TIM in questo grande progetto. Nello sviluppo della nuova cabina digitale ci siamo basati sui principi che da sempre caratterizzano il nostro rapporto con la città: creare valore per la comunità in termini di pubblica utilità, innovazione e sicurezza, attraverso soluzioni tecnologicamente avanzate e totalmente integrate con il tessuto urbano».

Poste Italiane ottiene la medaglia di platino da EcoVadis

Poste Italiane ha ottenuto la medaglia di platino di EcoVadis, che valuta la sostenibilità delle imprese lungo la catena di fornitura, e ha migliorato ulteriormente la posizione dalla medaglia Gold del 2022 collocandosi entro l’1 per cento delle migliori aziende valutate dal team di esperti internazionali. EcoVadis è tra le più accreditate piattaforme di rating sulla sostenibilità delle imprese a livello internazionale e ha finora espresso valutazioni su 100 mila aziende. La medaglia premia le aziende che hanno completato il processo di valutazione EcoVadis e hanno dimostrato di possedere un sistema di gestione solido che risponde ai criteri di sostenibilità secondo quanto indicato nella metodologia EcoVadis.

Misurata la performance di 21 indicatori in relazione a quattro ambiti

La metodologia si basa su standard internazionali di sostenibilità, tra cui la Global Reporting Initiative, il Global Compact delle Nazioni Unite e la ISO 26000, coprendo oltre 200 aree di interesse ESG per circa 175 Paesi. Il modello di valutazione, presidiato da un comitato scientifico internazionale, si fonda su standard riconosciuti a livello mondiale e consiste nel misurare la performance di 21 indicatori in relazione a quattro macro-ambiti valutati con un punteggio finale da 0 a 100. Si tratta di Ambiente, Pratiche Lavorative e Diritti Umani, Etica e Acquisti Sostenibili.

L’ad Del Fante: «Testimonianza del continuo progresso aziendale»

L’amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante ha così commentato il riconoscimento: «Il passaggio dalla medaglia d’oro alla medaglia di platino nella graduatoria EcoVadis testimonia il continuo progresso aziendale nel raggiungimento degli obiettivi del Piano Strategico ESG. Il rating di EcoVadis è un nuovo tassello del percorso di Poste Italiane, che si colloca al massimo livello del rating globale per la responsabilità sociale d’impresa lungo la catena di fornitura. Gli ha fatto eco il condirettore del Gruppo Giuseppe Lasco: «Siamo impegnati quotidianamente a trovare soluzioni innovative e sostenibili per i nostri partner italiani e internazionali, in linea con gli obiettivi aziendali. Continueremo a lavorare per essere un punto di riferimento sempre più rappresentativo per il Paese nell’ambito ESG».

Poste Italiane ottiene la medaglia di platino da Ecovadis
Giuseppe Lasco (Poste Italiane).

Gli altri riconoscimenti di Poste Italiane

La leadership nel rating EcoVadis si aggiunge ad altri numerosi riconoscimenti ottenuti da Poste Italiane, che è presente nei più prestigiosi indici di sostenibilità internazionali tra cui l’indice MIB ESG di Borsa Italiana, primo posto fra le Blue Chip, il Dow Jones Indices per il quarto anno consecutivo, Euronext Vigeo-Eiris Indices, Integrated Governance Index (IGI), Euronext Equileap Gender Equality Eurozone 100, FTSE4Good, Bloomberg Gender-Equality Index, Stoxx Global ESG Leaders. A questi si aggiungono, inoltre, i rating da parte di importanti agenzie internazionali, come la AA da parte di MSCI, l’A- da parte di CDP e il Top 5 per cento S&P Global Esg Score 2022 del Sustainability Yearbook 2023. Il Gruppo, infine, ha ottenuto un ESG Risk Rating pari a 13,7 (Low risk) da parte di Sustainalytics ed è stato riconosciuto come top ESG performer su un panel che conta oltre 15 mila aziende valutate a livello mondiale, ottenendo il riconoscimento di 2023 Industry Top-Rated.

Poste Italiane, emesso un francobollo dedicato alla regina Elisabetta II

Poste Italiane ha comunicato l’emissione, da parte del ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un francobollo commemorativo della Regina Elisabetta II del Regno Unito. La carta-valore, stampata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A, vuole essere un omaggio a una delle figure più iconiche della storia contemporanea nonché la monarca più longeva del regno britannico. Il bozzetto è stato ideato da Emanuele Cigliuti e ottimizzato dal Centro Filatelico della Produzione dell’IPZS.

La vignetta raffigura la regina in cinque epoche diverse

Si tratta di un francobollo relativo al valore della tariffa B zona 1 (pari a 1,30 euro) recante una vignetta che raffigura il profilo della sovrana in cinque epoche diverse. Cinque come le visite ufficiali che dedicò al nostro Paese durante il suo regno durato 70 anni (1952-2022), il più lungo di qualsiasi capo di Stato donna nella storia, che contribuirono al consolidamento del legame tra le due nazioni. Elisabetta ha infatti sempre mostrato una grande passione per il Belpaese, come ha evidenziato anche l’ambasciatore britannico a Roma Lord Llewellyn nel commentare la scelta di dedicarle un francobollo: «La regina ha amato l’Italia e l’ha visitata tante volte. Secondo me questo gesto è davvero eccezionale e vorrei ringraziare il ministro Urso e tutti gli italiani».

Elisabetta visitò l’Italia cinque volte

Il primo soggiorno di Elisabetta nello stivale ebbe luogo nel 1951, un anno prima dell’incoronazione. Insieme a Filippo, alloggiò presso la villa Adriana di Tivoli dove festeggiò i suoi primi 25 anni. Si recò poi al Quirinale, dove pranzò insieme all’allora capo dello Stato Luigi Einaudi e al capo del governo Alcide De Gasperi, e in Vaticano, dove c’era papa Pio XII. Passati 10 anni, il 3 maggio 1961, attraversò Roma a bordo di una Flaminia 335. Era in città per incontrare il capo dello Stato Giuseppe Gronchi e papa Giovanni XXIII. Poi andò a Venezia e a Firenze. E, ancora, tornò in Italia nel 1980 ricevuta da Sandro Pertini e papa Giovanni Paolo I, nel 1992, quando fece tappa in una Palermo ancora ferita dalla strage di Capaci, e nel 2000. Insieme a Carlo Azeglio Ciampi assistette al Palio di Siena per poi recarsi a Milano dove, presso il Teatro La Scala, Riccardo Muti diresse un concerto in suo onore. Il suo ultimo viaggio istituzionale in Italia è stato nel 2014, quasi alla fine della presidenza di Giorgio Napolitano. In quell’occasione strinse la mano anche a papa Francesco. La regina, sposata con Filippo Mountbatten per 73 anni e madre del principe Carlo, della principessa Anna, del principe Andrea e del principe Edoardo, è morta all’età di 96 anni nel castello di Balmoral (2022).

È acquistabile presso gli uffici postali con sportello filatelico

Il francobollo a lei dedicato e i prodotti filatelici correlati – cartoline, tessere e bollettini illustrativi – sono disponibili presso gli uffici postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito filatelia.poste.it. Sulla carta-valore, oltre alla vignetta che ritrae Lilibet, è presente anche il sigillo reale del suo regno, in basso al centro. Per l’occasione è stata realizzata anche una cartella filatelica in formato A4 a tre ante contenente una quartina di francobolli, un francobollo singolo, una cartolina annullata e affrancata, una busta del primo giorno di emissione e il bollettino illustrativo al prezzo di 20 euro.

Amazon e la causa della Ftc, il rischio: meno prodotti e prezzi più alti

«Se la Federal trade commission dovesse prevalere, il risultato sarebbe un minor numero di prodotti tra cui scegliere, prezzi più alti, consegne più lente per i consumatori e un minor numero di soluzioni per le piccole imprese: l’opposto delle finalità per la quale la legge antitrust è stata concepita. L’azione legale presentata oggi dalla Ftc è sbagliata dal punto di vista fattuale e legale e siamo pronti a far valere le nostre ragioni in tribunale». A confermarlo è Amazon in una nota.

Le accuse di monopolio

Gli Stati Uniti hanno citato in giudizio Amazon dando il via alla lotta antitrust con il colosso dell’e-commerce. Come riportato dal New York Times, la Federal Trade Commission e 17 stati hanno intentato una causa accusando la società di soffocare illegalmente la concorrenza. A loro parere, infatti, la società fondata da Jeff Bezos porta avanti illegalmente un monopolio su settori della vendita al dettaglio online schiacciando i commercianti e favorendo i propri servizi.

Gruppo Multiversity: Luciano Violante è il nuovo presidente

Luciano Violante, professore di diritto e procedura penale, ex magistrato, presidente della Camera nella XIII legislatura e presidente della commissione parlamentare antimafia nella XI legislatura, è stato nominato, dall’assemblea dei soci di Multiversity, nuovo presidente del gruppo pioniere in Italia nel settore della Digital Education. Durante la stessa riunione, Fabio Vaccarono è stato confermato quale amministratore delegato oltre che presidente e amministratore delegato degli Atenei digitali e delle società controllate del Gruppo.

Le altre nomine del Consiglio

Il Cda ha inoltre nominato l’Advisory board, composto da: Maria Chiara Carrozza, presidente CNR,  già ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Pierluigi Ciocca, economista, accademico dei Lincei; Marta Dassù, ex viceministro degli Affari esteri, membro comitato esecutivo Aspen unstitute, direttrice di Aspenia, componente del comitato scientifico Luiss; Gianni De Gennaro, presidente Centro studi americani; Luciano Floridi, Founding director del Center for digital ethics dell’università di Yale; Lucia Lucchini, esperta in protezione dati ed etica del digitale; Monica Maggioni, giornalista, responsabile direzione editoriale per l’offerta informativa in Rai, ex direttore TG1 Rai; Alessandro Pajno, presidente emerito del consiglio di Stato; Corrado Petrocelli, magnifico Rettore dell’università di San Marino; Giovanni Salvi, già procuratore generale della corte di Cassazione; Stefano Scarpetta, direttore per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari Sociali dell’OCSE (Parigi); Ersilia Vaudo, Astrofisica, Esa (Parigi).

«Una società in continua trasformazione»

«Assumo con orgoglio la presidenza del gruppo Multiversity» ha commentato in una nota il neoeletto presidente Luciano Violante. «La rivoluzione digitale ha mutato profondamente il mondo dell’istruzione, portando modalità di apprendimento nuove e più flessibili. Sono convinto che in una società in continua trasformazione come quella odierna, se vogliamo costruire un sistema educativo inclusivo e una maggiore coesione sociale, è fondamentale coniugare le giuste esigenze di formazione con le nuove tecnologie digitali e i relativi modelli di insegnamento. Un Advisory board come quello nominato oggi, che raccoglie alcune delle voci più autorevoli del Paese, può dare ulteriore qualità e impulso alla formazione dei nostri studenti, un vero e proprio asset indispensabile allo sviluppo di una società equa e al passo con i tempi».

Amazon aumenta gli stipendi dei dipendenti logistica in Italia

Amazon aumenta a 1.764 euro la retribuzione lorda iniziale per i dipendenti della propria rete logistica in Italia.
Si tratta di un incremento del 21 per cento rispetto al 2019 e dell’8 per cento rispetto ai salari di ingresso previsti per il quinto livello del CCnl Logistica, Trasporto merci e Spedizione. Lo annuncia l’azienda sottolineando in una nota che «l’iniziativa rientra nella politica Amazon di revisione annuale degli stipendi, affinché sia garantita una retribuzione competitiva ai propri dipendenti». L’aumento riguarda sia i lavoratori a tempo indeterminato sia quelli con contratti a termine.

Usa contro Amazon: monopolio illegale 

Gli Stati Uniti hanno citato in giudizio Amazon dando il via alla lotta antitrust con il colosso dell’e-commerce, che potrebbe cambiare il modo in cui gli americani fanno acquisti. Come riporta il New York Times, la Federal Trade Commission e 17 stati hanno intentato una causa accusando la società di soffocare illegalmente la concorrenza.  A loro parere, infatti, la società fondata da Jeff Bezos porta avanti illegalmente un monopolio su settori della vendita al dettaglio online schiacciando i commercianti e favorendo i propri servizi.

 

TIM lancia la AI Challenge e accelera sulla trasformazione digitale di aziende e Pa

Ha preso il via martedì 26 settembre 2023 la TIM AI Challenge, l’iniziativa che si rivolge a startup, scaleup e aziende nazionali e internazionali per individuare soluzioni innovative di intelligenza artificiale da integrare nel portafoglio di servizi di TIM Enterprise, la business unit del Gruppo dedicata alle aziende e alle Pubbliche amministrazioni.

Si cercano soluzioni negli ambiti Intelligent Data Processing e Natural Language Processing 

La sfida lanciata da TIM, realizzata in collaborazione con EIT Digital, Intesa Sanpaolo Innovation Center, Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano e ImpreSapiens – Sapienza Università di Roma, ha l’obiettivo di arricchire l’offerta di soluzioni di AI con nuovi servizi in grado di accrescere l’efficienza di processi e sistemi e ottimizzare l’interazione con il cliente, accelerando la trasformazione digitale del tessuto produttivo italiano. L’iniziativa intende inoltre favorire l’evoluzione del settore grazie all’attivazione di nuove collaborazioni con aziende innovative che operano in questo ambito. La Challenge rientra tra le attività previste dal programma di Open Innovation, e in particolare all’interno di TIM Growth Platform, il nuovo modello di innovazione che punta sulla collaborazione industriale con società ad alto potenziale con l’obiettivo di accelerarne la crescita. Saranno individuate, in particolare, le migliori soluzioni negli ambiti Intelligent Data Processing, che comprende applicazioni per l’analisi e l’estrazione di informazioni dai dati, utilizzabili per esempio per la realizzazione di previsioni, e Natural Language Processing, con soluzioni in grado di elaborare e interpretare il linguaggio fino alla produzione di testo in modo autonomo. Proprio queste, infatti, sono tra le aree di maggiore sviluppo del mercato dell’AI in Italia che nel 2022 ha raggiunto un valore di 1,7 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo atteso del 34,1 per cento sino al 2027 quando raggiungerà un valore complessivo pari a 7,6 miliardi di dollari.

Per le realtà selezionate saranno attivate collaborazioni con TIM e i partner

Le proposte saranno valutate da una giuria tecnica che selezionerà le migliori soluzioni innovative da premiare con l’attivazione di collaborazioni in ambito industriale, commerciale o scientifico con TIM e con i partner. Le società selezionate avranno inoltre un accesso privilegiato al mercato dell’AI e la possibilità di crescere ulteriormente. Le candidature potranno essere fatte a partire dal 26 settembre 2023 fino al 10 novembre attraverso la piattaforma di Open Innovation di TIM. L’iniziativa si avvale anche dell’esperienza di Digital Magics e in particolare di The Doers, società partecipata specializzata in attività di scouting e Open Innovation.

La serie evento HBO Love & Death in esclusiva su TimVision

Arriva in Italia, in anteprima esclusiva su TimVision, l’attesa serie evento HBO Max Original Love & Death creata da David E. Kelley con Elizabeth Olsen. La trama è ispirata alla storia vera di Candy e Pat Montgomery, Betty e Allan Gore – due coppie di devoti fedeli che si godono la vita di provincia in Texas – fino a quando una relazione extraconiugale non porta qualcuno ad usare un’ascia.

Il cast della serie

Il cast della serie, in sette episodi, vede accanto a Elizabeth Olsen, nei panni di Candy Montgomery, anche Jesse Plemons (Allan Gore), candidato per questo ruolo agli Emmy Awards 2024, Lily Rabe (Betty Gore), Patrick Fugit (Pat Montgomery), Keir Gilchrist (Ron Adams), Elizabeth Marvel (Jackie Ponder), Tom Pelphrey (Don Crowder), Krysten Ritter (Sherry Cleckler).

Le tre puntate finali saranno visibili dal 4 ottobre

Love & Death è scritta e prodotta da David E. Kelley (Big Little Lies, The Undoing) con Lesli Linka Glatter (Mad Men) alla regia. I produttori esecutivi sono Glatter, Nicole Kidman e Per Saari attraverso Blossom Films, Scott Brown e Megan Creydt attraverso Texas Monthly, Matthew Tinker, Michael Klick e Helen Verno. Le prime quattro puntate saranno disponibili dal 27 settembre, le tre finali il 4 ottobre.

Rai, i costi lievitati per De Girolamo e i malumori dentro RaiNews24

Tira una brutta aria nella Rai del nuovo corso meloniano. La presentazione dei palinsesti autunnali che danno il via alla stagione televisiva hanno suscitato malumori sindacali, e nel mirino c’è soprattutto un argomento da sempre contestato: il lievitare dei costi per il continuo ricorso a risorse esterne, invece di valorizzare le forze interne alla redazione. Ma nel malcontento c’è anche dell’altro.

I costi di De Girolamo lievitati rispetto a Berlinguer

Non è stato digerito innanzitutto il costo del programma di Nunzia De Girolamo, Avanti Popolo: 205 mila euro a puntata, che in totale fanno 6,4 milioni di euro per le 32 serate previste. Una cifra due volte e mezzo quella spesa per Bianca Berlinguer, nel frattempo traslocata su Mediaset: il suo Cartabianca si faceva con 80 mila euro. La cosa non è andata giù all’Usigrai, l’Unione sindacale dei giornalisti Rai: «Ancora un programma in appalto, ancora un progetto in mano all’agente di turno. E i costi lievitano. C’era veramente bisogno di spendere tutti questi soldi? Non si poteva affidare a risorse interne la conduzione della prima serata del martedì di Rai3? È così che questo vertice intende fare spending review?».

Rai, i costi lievitati per De Girolamo e i malumori dentro RaiNews24
Nunzia De Girolamo (Imagoeconomica).

Contestato il direttore dell’approfondimento Corsini

A finire in discussione è stato il direttore dell’approfondimento Paolo Corsini, a cui il sindacato ha chiesto provocatoriamente se avesse «proceduto a esaminare i curricula degli interni prima di affidare il programma a Nunzia De Girolamo, moglie di un deputato (Francesco Boccia del Partito democratico, ndr), ex ministra ed ex parlamentare (di Forza Italia, tra gli altri partiti, ndr)?». L’Usigrai insomma ha parlato di un «affronto alle cittadine e ai cittadini che pagano il canone. La stessa Rai che non trova le risorse per avviare una nuova selezione pubblica e integrare gli organici delle testate nazionali e di quelle regionali, non bada a spese quando si tratta di investire su programmi di rete (raddoppiando i costi) o quando decide di continuare a ricorrere a prime utilizzazioni».

Rai, i costi lievitati per De Girolamo e i malumori dentro RaiNews24
Il direttore dell’approfondimento Rai Paolo Corsini (Imagoeconomica).

RaiNews24 contro le scelte del direttore Petrecca

Ma spostandosi di rete la situazione non migliora. Anche RaiNews24 è in subbuglio, dopo il ritorno alla modalità invernale della programmazione, che scatta il 25 settembre. Il cdr (comitato di redazione) ha attaccato frontalmente il direttore Paolo Petrecca, parlando di gestione del palinsesto «come se si trattasse di una qualsiasi emittente locale e non della all news del servizio pubblico». Non sono piaciute alcune modifiche del piano editoriale, così come l’arrivo di nuovi collaboratori. Mentre il direttore è stato descritto come una figura che ha «l’abitudine di ignorare le regole sindacali: le informazioni che abbiamo ricevuto sono parziali. Il resto lo abbiamo appreso dalla rete o dalle agenzie».

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Il direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca (Imagoeconomica).

Programmi cancellati senza avvisare i conduttori

Tra i motivi delle fibrillazioni interne c’è per esempio la sparizione dello spazio di approfondimento politico Sabato 24, previsto inizialmente dal piano editoriale, condotto da Enrica Agostini: la giornalista non sarebbe nemmeno stata informata della decisione. Tra l’altro Petrecca ha annunciato la partenza di uno spazio di poesia legato all’attualità, tutti i giorni. Una Pillola di poesia, a chiusura di alcune trasmissioni: peccato che pure in questo caso ci sarà l’impiego di una collaboratrice esterna, Luce Cardinale, cosa indigesta per la redazione.

I sostituiti hanno «appreso la notizia casualmente»

I giochi per le conduzioni sono fatti: Roberta Ammendola a Mattina 24, Roberto Vicaretti a Specchio dei Tempi, Giuseppina Testoni scelto per Pomeriggio 24, Giancarlo Usai va a In un’ora. Il sabato mattina condurranno Annalisa Fantilli e Lorenzo Lobasso, e la trasmissione sarà curata dal caporedattore centrale Cortese. I giornalisti sostituiti, secondo il cdr, «non sono stati minimamente informati e hanno appreso la notizia casualmente». Un atteggiamento che «ancora una volta viola le regole deontologiche e sindacali».

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Roberta Ammendola (Imagoeconomica).

Panatta, Piroso e gli altri esterni indigesti alla redazione

Sull’arrivo di nuovi collaboratori Petrecca è stato incalzato sui costi («si rifiuta di volerceli comunicare»): i nomi vanno da Adriano Panatta e Antonello Piroso nell’intrattenimento e che collaboreranno a una nuova rubrica di Roberto Vicaretti in onda il lunedì. Anche per Senza Riscaldamento, trasmissione di sport condotta da Marco Lollobrigida con Massimo Piscedda e Massimo Tecca, il cdr sostiene di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione.

Rai, i costi lievitati per De Girolamo e i malumori dentro RaiNews24
Antonello Piroso (Imagoeconomica).

Cause di lavoro, turnover vicedirettori e stallo sugli inviati

Si parla anche di una conduttrice esterna, Silvia Sacchi, per Motori24: il comitato di redazione aveva protestato anche durante l’edizione precedente, sulla base di una norma contrattuale per l’uso di una collaboratrice non professionista. La vicenda è finita con una causa di lavoro. Nel calderone è finito anche il cambio della squadra dei vicedirettori (quattro su sette sono nuovi): «Abbiamo già avuto modo di contestare il metodo politico e spartitorio di questo processo, nel massimo rispetto delle professionalità dei colleghi. Anche in questo caso è evidente una modifica del piano editoriale», sostiene il cdr, ricordando anche il ritardo nella nomina degli inviati: in ballo c’è il futuro di cronisti che hanno lavorato in Ucraina e nelle zone calde del mondo ma che ancora vivono nell’incertezza professionale.

Politecnico di Milano, cosa bolle nel progetto Bovisa-Goccia

La Milano di domani è anche la Milano dei nuovi campus: e dopo l’espansione del campus Bocconi nell’area di Via Castelbarco che ha trainato sul piano immobiliare il boom di investimenti atteso col Villaggio Olimpico nell’ex scalo di Porta Nuova, sul fronte diametralmente opposto a Milano Nord è il Politecnico con la riqualificazione del campus Bovisa-Goccia a lavorare per una nuova e profonda prospettiva in questo senso. Da novembre 2022, con un progetto firmato Renzo Piano, è allo studio la cantierizzazione del campus universitario del Politecnico di Milano detto “Campus Nord”, finalizzato alla rigenerazione urbana dell’ambito di Bovisa-Goccia-Villapizzone.

La vegetazione ha ripreso possesso di 33 ettari

Al centro del progetto, l’ex Gasometro della “Goccia”, l’antica sede della Union des Gaz vicino alla stazione di Villapizzone che rappresenta una delle più note aree di archeologia industriale d’Italia e negli ultimi decenni è stato coperto dal maggior bosco spontaneo di Milano. Si tratta di 33 ettari che vengono riconquistati dalla vegetazione a partire dal 1994, attorniati dal binario per il trasporto celere dei componenti che danno all’area la tradizionale forma a “lacrima”. Su cui ora l’ateneo di Piazza Leonardo mette gli occhi per la sua svolta. Se la sede di Milano Est nei pressi di Piazza Piola rimane il “cuore” dell’ateneo tecnologico di riferimento in Italia, il Nord della città offre le prospettive di ampliamento per un grande progetto industriale e di innovazione capace di valorizzare le competenze del Politecnico. E di consolidare le sinergie tra pubblico e privato.

Politecnico di Milano, cosa bolle nel progetto Bovisa-Goccia
La vegetazione che ha ripreso possesso degli spazi.

Sul quartiere 1,5 miliardi di investimenti 

Il Politecnico è stato nominato nel luglio 2023 dal Comune di Milano soggetto attuatore dei progetti del masterplan di Piano, finanziato da Fondazione Ion con una donazione all’ateneo guidato a fine 2022 da Ferruccio Resta, la cui grande eredità resta la postura data all’ateneo come polmone della vita milanese, trasmessa alla “delfina” Donatella Sciuto. Con i piani di gestione del progetto di Bovisa-Goccia, saranno 1,5 miliardi di euro gli investimenti totali sul quartiere dal 2015 alla fine del presente decennio.

Politecnico di Milano, cosa bolle nel progetto Bovisa-Goccia
Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico (Imagoeconomica).

Spazio per l’ospitalità di start-up e hub per l’innovazione

L’intervento per la costruzione di un nuovo campus nell’area del Gasometro prevede la realizzazione di 20 nuovi edifici di quattro piani, di 16 metri di altezza, per un totale di circa 105 mila metri quadrati, la creazione di un grande asse ciclo pedonale a Sud, fino a Via Lambruschini. Sarà costruita in futuro una nuova stazione della metropolitana e un collegamento infrastrutturale unirà le due stazioni, Bovisa e Villapizzone. Spazio, nel campus, anche a nuovi centri per l’ospitalità di start-up e hub per l’innovazione. Non c’è dubbio che quando si avvierà la fase di costruzione degli edifici il progetto attirerà nuove e interessanti prospettive per un mondo fondato su big dell’immobiliare, banche e fondazioni che dalla rigenerazione urbana stanno traendo importanti opportunità di business.

Politecnico di Milano, cosa bolle nel progetto Bovisa-Goccia
Dove si trovano gli ex gasometri della Bovisa e il bosco della Goccia.

La Regione he messo 55 milioni, il Mit altri 45

Bovisa-Goccia a oggi è nella fase di avvio della bonifica e di assegnazione dei bandi. Il 30 settembre scade il maxi-bando del Politecnico da 172 milioni di euro per l’assegnazione della prima gara di costruzione degli edifici. L’intervento comprende la riconversione del “gasometro 2”, ribattezzato “Gasometro dell’Innovazione” e la sistemazione degli spazi esterni e consentirà di realizzare nuovi uffici, spazi studio e di ricerca. In ballo anche un bando da poco meno di 20 milioni per la bonifica della zona e la ricomposizione del bosco spontaneo in chiave più “sostenibile”. Le opere hanno goduto, a oggi, di provvigioni finanziate dal denaro pubblico: il progetto è stato sostenuto dai fondi del “Decreto aiuti 2022“: 15 milioni di euro per l’intervento della Foresta urbana e 36 milioni e 980 mila euro per i due edifici destinati a ospitare la Fondazione Scuole civiche Milano. La Regione si è impegnata a piazzare su Bovisa-Goccia 55 milioni di euro, il ministero delle Infrastrutture altri 45. Molti, si pensa, arriveranno sul terreno dall’effetto-leva generato dalla riqualificazione immobiliare.

Politecnico di Milano, cosa bolle nel progetto Bovisa-Goccia
La lavorazione del progetto.

Hines/Prelios e Coima, ma anche EuroMilano: chi si aggiudica i lavori?

Il Politecnico segue la Bocconi sulla scia di un’espansione dei suoi campus che consolida a tutto campo il suo legame con la città e la sua immagine come pivot di una serie di interessi culturali, accademici e sociali con ricadute economico-finanziarie e immobiliari che oggi vede gli atenei di riferimento di Milano sul piano internazionale porsi come due dei pochi poteri in ascesa della città. Ma non finisce qui. Capire chi si prenderà i bandi di Bovisa-Goccia serve a comprendere come evolverà la rete del potere immobiliare e finanziario milanese. Molti piani immobiliari di espansione hanno visto a oggi una sostanziale spartizione tra Hines/Prelios e Coima, tra progetti quali MilanoSesto e il Villaggio Olimpico. A Milano Nord è invece molto forte la presenza di EuroMilano, che vicino Bovisa sta iniziando a trarre i frutti dall’investimento di Cascina Merlata sulla scia dell’espansione urbana iniziata con Mind e il Villaggio Expo. La società che oggi consolida la sua presenza a Nord di Gallaratese e Musocco, nel quadrante geografico della Bovisa ha sede in Via Lambruschini. La stessa della “zona dei gasometri” al centro del prestigioso progetto di espansione. E potrebbe non essere solo una casualità, dunque, un suo interessamento ai progetti.

Politecnico di Milano, cosa bolle nel progetto Bovisa-Goccia
Il render del progetto.

A City Green Light 197 milioni per progetti sostenibili nei Comuni italiani

City Green Light, società attiva nel settore dell’illuminazione pubblica, dell’efficienza energetica e dei servizi per la smart city, ha ottenuto da un pool di istituti finanziari risorse di poco inferiori ai 200 milioni di euro per sostenere il proprio piano di crescita e gli investimenti nell’efficientamento energetico e nella digitalizzazione, anche attraverso nuovi business e con operazioni di M&A. Le risorse saranno principalmente destinate alla realizzazione di progetti d’investimento dedicati alla transizione energetica e alla digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche, promuovendo, così, soluzioni integrate di efficienza energetica in settori chiave tra cui l’illuminazione pubblica, la gestione degli edifici pubblici e le comunità energetiche.

Con la propria attività serve oltre 250 Comuni in tutta Italia

Nel dettaglio, gli istituti di credito coinvolti nell’operazione, assistita parzialmente dalla Garanzia Green di SACE per 96 milioni, sono Intesa Sanpaolo, che attraverso la Divisione IMI Corporate & Investment Banking ha agito in qualità di lender coordinator, Bookrunner, mandated lead arranger, Banca Agente e Sace Agent, Cassa Depositi e Prestiti, UniCredit, BNL BNP Paribas e Sparkasse – Cassa di Risparmio di Bolzano in qualità di bookrunners e mandated lead arrangers. Intesa Sanpaolo ha agito, inoltre, in qualità di green loan coordinator per la strutturazione delle linee green, per un importo di 192 milioni sul totale di 197 milioni di euro complessivi del finanziamento, finalizzate al sostegno dei progetti green che rientrano nel piano della Società. City Green Light, nata nel 2017, è partecipata dal Fondo Italiano per l’Efficienza Energetica, Marguerite Infrastructure Italy II, e da Banca Europea per gli Investimenti – BEI (mediante Ipin 2E). Con la propria attività serve oltre 250 Comuni in tutta Italia, vantando una forte esperienza nella gestione di oltre 900 mila punti luce, 100 gallerie stradali e 1.600 telecamere di sicurezza. Il finanziamento, della durata di circa sette anni, rientra negli obiettivi del Green New Deal, grazie all’impatto positivo in termini di mitigazione del cambiamento climatico.

A City Green Light 197 milioni per progetti sostenibili nei Comuni italiani
Città illuminata (SACE).

Colla (CGL): «Puntiamo a diventare leader nella fornitura di servizi smart ai Comuni»

Eugenio Colla, chief financial officer di City Green Light, si è così espresso in merito all’iniziativa: «In un contesto generale che come non mai impone priorità all’implementazione di azioni per favorire la transizione green, l’operazione di finanziamento appena conclusa ci permetterà di proseguire nell’esecuzione di un piano industriale trasformativo che ha quale obiettivo il completamento della nostra evoluzione da puro operatore del settore della pubblica illuminazione a leader nella fornitura alle amministrazioni pubbliche italiane di servizi smart e di efficienza energetica a 360 gradi».

Sorrentino (Intesa Sanpaolo): «Segnale di svolta verso la transizione energetica»

Gli ha fatto eco Michele Sorrentino, responsabile Italian Network della Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo: «Siamo molto soddisfatti di poter sostenere il virtuoso piano di sviluppo di City Green Light. Rendere le città più sostenibili e smart con un utilizzo più razionale dell’illuminazione pubblica è un importante segnale di svolta verso la transizione energetica, un tema a cui il Gruppo Intesa Sanpaolo è da sempre sensibile e che ci spinge a supportare le aziende che operano in questa direzione, anche in coerenza con gli obiettivi previsti dal Pnrr nella missione rivoluzione verde e transizione ecologica».

Morelli (SACE): «Operazione che rientra a pieno nel nostro piano industriale»

Queste infine le dichiarazioni di Cristina Morelli, managing director Business Corporate di SACE: «L’accelerazione dell’evoluzione sostenibile delle imprese è un pilastro del nostro piano industriale INSIEME2025. Questa operazione di sistema, realizzata grazie al nostro team trasversale di esperti, a sostegno di un’eccellenza nel settore dell’illuminazione pubblica rientra a pieno nel percorso che stiamo portando avanti a beneficio del benessere della collettività, in linea con la nostra mission».

Farinetti chiude Fico per quattro mesi: «Non è venuto bene, va rivisto»

Fico, la Disneyland del cibo immaginata nel 2017 da Oscar Farinetti, è arrivata al capolinea. Il prossimo 31 dicembre il parco alimentare di Bologna chiuderà. Lo ha reso noto lo stesso fondatore a Radio24. «Delle cose non mi sono venute bene e Fico è una di queste, quindi va rivisto», ha spiegato Farinetti, annunciando che si ripartirà con un nuovo concept: «Rappresenteremo la biodiversità con le osterie che cambieranno tutti mesi, le regioni che porteranno il loro folk». E cambierà anche il nome: Grand Tour Italia.

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