Sentenze pilotate a Salerno, sequestro da 13,7 milioni della Corte dei Conti

Salerno/Nocera Inferiore. Avrebbero favorito con sentenze pilotate aziende “amiche” anche dell’Agro (di Sarno e Nocera Inferiore): la corte dei conti sequestra 13.7 milioni di euro a giudici tributari, funzionari (della Commissione Tributaria di Salerno) e libero professionista. L’inchiesta è del 2019. Sono ritenuti responsabili di un danno erariale di oltre 13 milioni di euro. Inoltre, la Corte ha ritenuto sussistere, riguardo a due di loro, i presupposti di legge per procedere all’apposizione di misure cautelari reali a garanzia delle correlate pretese pubbliche. La vicenda aveva portato alle condanne dei giudici Fernando Spanò e Giuseppe De Camillis, i funzionari Giuseppe Naimoli e Salvatore Sammartino e l’ex parlamentare Teodoro Cascone. Tutti ora coinvolti nell’inchiesta della magistratura contabile. Gli accertamenti di polizia erariale svolti dalle Fiamme Gialle salernitane hanno consentito l’individuazione di un grave e articolato nocumento per le casse dello Stato, derivante dalla contropartita economica di condotte corruttive, acclarate in passato, e finalizzate a condizionare le sentenze della Commissione Tributaria Regionale – sede di Salerno. Il servizio trae origine dai fatti emersi nell’ambito di una pregressa attività di polizia giudiziaria, svolta nel 2019 dal Nucleo Pef di Salerno sotto la direzione della locale Procura. Le indagini hanno condotto all’emersione di gravi e sistemici episodi corruttivi posti in essere da alcuni funzionari e giudici della Commissione Regionale Tributaria della Campania, Sezione staccata di Salerno, volti a “pilotare” illecitamente, a beneficio degli interessati, sentenze riguardanti contenziosi fiscali, già favorevoli in primo grado all’erario, con il pregiudizievole risultato finale di annullare rilevanti avvisi d’accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate, competente per territorio, nei confronti di altresì noti imprenditori territoriali oggetto del controllo. L’analisi delle condotte delittuose degli imputati è stata ora oggetto di approfondita istruttoria in punto di responsabilità amministrativa e accurato inquadramento giuridico, da parte dei magistrati contabili, i quali hanno proceduto – anche attraverso il ricorso ad articolato ed altamente specializzato ambito peritale – a far emergere la consequenziale integrazione di tre distinte tipologie di danno erariale. Le condotte criminose- secondo la pubblica accusa della magistratura contabile- hanno determinato innanzitutto un ingente danno patrimoniale diretto, corrispondente alla definitiva perdita di entrate tributarie per l’illegittimo annullamento degli atti impositivi impugnati (in secondo grado) con esito favorevole, oltre che un danno all’immagine e un danno da disservizio, il tutto quantificato complessivamente in 13milioni e 700mila euro. Alcuni di loro sono destinatari di un sequestro conservativo di beni mobili, immobili e crediti per un ammontare equivalente al danno erariale.

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