Non solo casinò: per Macao la parola d’ordine è diversificazione

A Macao la parola d’ordine è diversificazione. Il governo cinese vuole che l’economia della sua Regione amministrativa speciale si smarchi dalla dipendenza dal gioco d’azzardo. L’ultimo piano quinquennale ha delineato una strategia per portare al 60 per cento la quota di Pil generata da comparti alternativi entro il 2030. Per centrare l’obiettivo è stato istituito anche un fondo pubblico alimentato dai sei principali gestori dei casinò per sostenere nuove attività produttive. Cambiare pagina, per l’ex colonia portoghese, non sarà tuttavia semplice.

Non solo casinò: per Macao la parola d’ordine è diversificazione
Il Wynn Palace casinò a Macao (Ansa).

Macao, il paradiso del gioco d’azzardo

Nel 2025 i casinò di Macao hanno incassato 247,4 miliardi di patacas, circa 30,9 miliardi di dollari, più del doppio dei 13,7 miliardi di ricavi generati da Clark County, l’intera contea del Nevada che comprende Las Vegas e la sua area metropolitana. I dati ufficiali parlano di 20 casinò, 6 mila tavoli da gioco e 12 mila slot machine in un’area cittadina di poco più di 33 chilometri quadrati, circa un terzo del territorio comunale di Livorno. L’industria del gioco d’azzardo di Macao è controllata da sei grandi operatori in competizione tra loro: Sands, Galaxy, SJM, Melco, Wynn e MGM. In base agli accordi di concessione stipulati con il governo locale devono sviluppare anche attrazioni alternative ai casinò, valorizzare il patrimonio culturale cittadino e contribuire alla riqualificazione del centro storico. Devono inoltre versare nelle casse statali il 35 per cento dei ricavi lordi da gioco, oltre a un ulteriore 5 per cento destinato a finanziare iniziative di interesse pubblico. 

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Lo skyline di Macao (Ansa).

Il piano quinquennale 2026-2030 e la strategia 1+4    

Il piano quinquennale 2026-2030 di Macao ha individuato quattro grandi priorità. La prima è rafforzare l’integrazione con Hengqin, l’isola della vicina provincia del Guangdong che ospita una zona di cooperazione speciale. Seguono il rinnovamento urbano e il potenziamento dei collegamenti con Hong Kong e la Greater Bay Area, la grande area economica del delta del Fiume delle Perle. Il quarto obiettivo è la diversificazione economica da perseguire attraverso la cosiddetta «strategia 1+4». Macao dovrà affiancare al gioco d’azzardo lo sviluppo di quattro comparti: servizi finanziari moderni, tecnologie avanzate, medicina tradizionale cinese e un settore che riunisce convegni, fiere, commercio, cultura e sport. A sostenere la diversificazione economica contribuirà anche il Fondo di orientamento governativo n. 2, gestito dalla Macao Investment and Management Company, una società sostenuta dalle autorità locali. I sei concessionari dei casinò di Macao stanzieranno oltre un miliardo di dollari nel contenitore, in aggiunta ai circa 1,4 miliardi del governo.

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L’interno di un casinò a Macao (Ansa).

Non si tratta propriamente di un contributo volontario. Gli investimenti costituiscono infatti una condizione delle concessioni, valide fino alla fine del 2032, che autorizzano i gruppi a gestire i casinò. L’accordo è stato firmato alla presenza dei rappresentanti degli operatori, del capo dell’esecutivo di Macao, Sam Hou-fai, e di Zheng Xincong, rappresentante di Pechino. La Cina sogna di rendere Macao attraente per le industrie emergenti e le start-up tecnologiche ma il gioco d’azzardo continua a rappresentare una fetta consistente delle entrate economiche. Le previsioni del governo locale stimano 29,2 miliardi di dollari entrate lorde dal settore per la fine del 2026. Il piano quinquennale, spiegano le autorità, punta tuttavia a far crescere questa industria «in modo ordinato e sano, nel rispetto della legge», diversificando al contempo l’offerta turistica attraverso la cultura, l’intrattenimento, lo sport e gli eventi. «Il prossimo anno? Sarà cruciale per l’attuazione della nostra strategia», ha dichiarato Sam Hou-fai, fiducioso di riuscire nell’impresa.

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Sam Hou-Fai con Xi Jinping (Ansa).