Cocaina con gli albanesi, 11 narcos dell’Agro a processo

Scafati/Agro. A processo 11 imputati coinvolti in una inchiesta con 120 persone per un giro di spaccio da Nord a Sud della penisola. Dopo la condanna per lo scafatese Ivano Busiello, altri complici sono accusati – a vario titolo- di associazione finalizzata al narcotraffico per un giro di milioni e milioni di cocaina. Sullo sfondo c’è l’imponente indagine denominata “Tornado” che ottenne l’emissione di 61 misure cautelari, per le accuse di traffico internazionale di droga, riciclaggio di denaro attraverso un sistema di fatture per operazioni inesistenti. Il pm si era concentrato – tra i tanti – sul ruolo del 49enne Busiello che, insieme a due fratelli napoletani avrebbe avuto contatti diretti con il gruppo di albanesi, trattando gli acquisti e le consegne della droga. Determinante il contenuto di una chat in cui lo stesso Busiello che avrebbe segnalato i clan camorristici destinatari finali della cocaina. Con lui avrebbero operato i 9 imputati originari di Angri, Pagani, San Marzano sul Sarno e Scafati. Con Busiello rispondono di tre grossi acquisti di cocaina per poi inondare il territorio ognuno di sua competenza – in un caso il 49enne scafatese avrebbe importato 130 chili di cocaina- in concorso con altre persone, di nazionalità albanese. Gli acquisti risalgono al 2022, definiti tra Scafati, agro e i vesuviani. A gestire lo stupefacente era un gruppo criminale ramificato in Albania e nel nord Italia, che importava in Europa la droga dal Sud America mediante l’utilizzo di rotte di navigazione commerciali, come Spagna e Olanda, con destinazione finale l’Italia. La rotta della bianca individuata dalla Dda e che attraversa anche l’Agro nocerino, venne svelata dalle chat decriptate in Francia dall’applicazione Sky Ecc usata su appositi telefonini, oltre che da intercettazioni telefoniche e ambientali. Nelle accuse dell’Antimafia bresciana, inoltre, gran parte del denaro contante ricavato dalla vendita dello stupefacente veniva consegnato ad una parallela associazione italo-cinese, che avrebbe offerto un servizio bancario occulto per il trasferimento dei capitali illeciti all’estero. In pratica, i guadagni del narcotraffico – grazie al tramite di un cittadino cinese – finivano in un complesso sistema di riciclaggio teso a “monetizzare” fatture false (circa 375 milioni di euro) emesse da “imprenditori” compiacenti. Per Busiello prima dell’estate c’era stata la condanna a quasi 5 anni di reclusione mentre per altri 11 complici residenti nell’Agro si va a processo ordinario come deciso dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale bresciano. Un processo che dovrebbe restare incardinato nel capoluogo lombardo anche se i difensori degli imputati salernitani (e napoletani) hanno presentato un’istanza per il trasferimento del dibattimento nei tribunali della Campania. Decide il collegio dei giudici della cittadella giudiziaria bresciana.

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