Quattro ministri. Due letture diverse degli scontri di Milano. Una la domanda: dietro ai saccheggi e agli scontri nel salotto della città c’è o no una regia esterna?
Per Crosetto è «guerra ibrida»
A lanciare il sasso è stato il titolare della Difesa, Guido Crosetto, che ha parlato senza giri di parole di «guerra ibrida». «I fatti di Milano e di altre parte d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche e sono il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre Nazioni ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, Youtube senza che l’Occidente se ne renda conto ed in qualche modo reagisca», ha detto Crosetto martedì, intervenendo al Defense procurement forum in corso a Roma. I numeri, secondo il ministro, lo confermerebbero: «Se tre ragazzi su 10 hanno partecipato a quelle manifestazioni, non parliamo di maranza, di italiani di seconda generazione, se sei su 10 le condividono è perché in questi anni hanno subito una controeducazione da qualche parte, non dalla famiglia o dalla scuola, che gli ha dato valori, ambizioni, una visione del mondo e dei punti di riferimento che è in conflitto con la società in cui viviamo e con le regole democratiche».

Salvini e Piantedosi escludono regie esterne
Una teoria non condivisa dal titolare dei Trasporti, Matteo Salvini, impegnato su due fronti: la benzina elettorale dei baby casseur a Milano (sia per le Politiche sia per le Comunali) e la mancanza di benzina al Sud causata dallo sciopero degli autotrasportatori con cui la trattativa è in salita. Il leader leghista esclude «regie esterne, regie occulte o guerre ibride». La sua lettura è molto più semplice: «Questi cercavano le Nike, l’iPhone, ambivano ai Rolex», ha detto. «Io vi dico che dei 343 fermati e 50 arrestati non c’entrano nulla rivendicazioni politiche, il caro gasolio, il caro vita, gli studentati universitari e quello che volete voi, questi sono arrivati a Milano per rubare e devastare senza nessun tipo di ideale alle spalle». Per Salvini non c’entra nemmeno il disagio. «Se uno esce da casa con le mazze ferrate, le forbici e i martelli, lì c’è poco da fare a scuola, lì c’è da reprimere», ha tagliato corto uscendo dalla riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura a Milano. «Qui stiamo parlando di qualcuno che dice siamo a disagio e poi ha un telefonino da 1.700 euro. Hanno saccheggiato negozi di abbigliamento, scarpe e telefonia. Quindi non c’entra nulla il disagio».

A escludere una regia esterna è anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per il Viminale non esisterebbe «alcuna evidenza» che i giovani saccheggiatori «siano manovrati» dell’esterno.

Tajani si schiera con il ministro della Difesa
Cambia il ministero, cambia la lettura. Dalla Farnesina, Antonio Tajani sulla possibile «regia esterna» dà ragione a Crosetto. «L’ho anche detto più volte che c’è il rischio di influenza, un tentativo di influenzare i risultati elettorali in Europa», ha dichiarato il vicepremier forzista. «L’Unione Europea sta indagando e mi pare che le parole del ministro Crosetto siano condivisibili, io la penso come lui». Non è un caso, ha aggiunto Tajani, «che anche nel nostro ministero sia stata fatta una rivoluzione organizzativa, c’è una direzione generale che si occupa della sicurezza cibernetica, che comprende le fake news, tutte le notizie che arrivano, anche l’uso di TikTok, quali messaggi vengono dati… messaggi sempre contro la civiltà occidentale, quindi bisogna verificare. Certamente non è da escludere che possano esserci anche tentativi di sfruttare dall’esterno quello che succede. Questo, come l’utilizzo di alcune piattaforme che non sono italiane, deve farci riflettere, deve farci verificare cosa c’è dietro».

