La Commissione Ue ha avviato un procedimento formale nei confronti di Booking.com, principale piattaforma di prenotazione di alloggi in Europa, per verificare il rispetto del Digital Services Act (Dsa): l’istruttoria si concentrerà sulla gestione degli annunci fraudolenti, sulle truffe di phishing e sulla trasparenza delle inserzioni a pagamento sul sito, che beneficiano di un posizionamento privilegiato ma non chiaramente identificabili come pubblicità. «Il Dsa attribuisce alle piattaforme chiare responsabilità per far fronte a tali rischi, e dobbiamo garantire che la principale piattaforma di prenotazione in Europa le prenda sul serio», ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione Ue. Il procedimento nei confronti di Booking.com è il secondo legato alle truffe online nell’ambito del Dsa, dopo quello avviato su Meta ad aprile 2024.
La risposta di Booking.com
«Booking.com collabora pienamente con la Commissione europea e partecipa in modo costruttivo al confronto sulle questioni sollevate nell’ambito del Regolamento sui servizi digitali. La sicurezza, la fiducia e la protezione dei dati personali sono priorità assolute», ha dichiarato in una nota l’azienda finita nel mirino dell’Ue: «Confermiamo il nostro impegno a collaborare con i governi e le autorità di regolamentazione competenti, le forze dell’ordine e i partner del settore per contrastare la criminalità informatica e le frodi online e proteggere i viaggiatori e i partner».
