Scontri a Milano, Crosetto: «Frutto della guerra ibrida»

«I fatti di Milano e di altre parte d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche e sono il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre Nazioni ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, Youtube, senza che l’Occidente se ne renda conto ed in qualche modo reagisca». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo al Defense procurement forum a Roma in merito alle devastazioni avvenute nel weekend del 17 e 18 ottobre nel capoluogo meneghino. «Se tre ragazzi su 10 hanno partecipato a quelle manifestazioni», ha sottolineato Crosetto, «non parliamo di maranza, di italiani di seconda generazione. Se sei su 10 le condividono è perché in questi anni hanno subito una controeducazione da qualche parte, non dalla famiglia o dalla scuola, che gli ha dato valori, ambizioni, una visione del mondo e dei punti di riferimento che è in conflitto con la società in cui viviamo e con le regole democratiche».

Il timore di influenze attraverso l’analisi dei comportamenti sui social

Secondo Crosetto, la minaccia risiede nell’uso mirato di algoritmi, dati comportamentali e tecnologie avanzate: «La mia più grande preoccupazione oggi è la capacità che hanno alcune Nazioni dopo aver studiato con gli algoritmi le menti dei nostri giovani di conoscere molto meglio di noi come influenzarli. Perché quando hai avuto a che fare con contenuti che interessano, con le reazioni a quei contenuti, hai raccolto dati per anni e anni, hai visto le reazioni e con l’intelligenza artificiale hai la possibilità di studiarle, magari aumentando le capacità di analisi attraverso le tecnologie quantistiche, tu disponi di un‘arma potentissima: quella di instillare nelle mente delle persone dei modi di pensare che credono essere loro ma che derivano da una manipolazione molto sofisticata. E quando vedo cose come quelle di Milano la mia preoccupazione aumenta».

Salvini: «Nessuna regia, su russi ho letto cose strambe»

Di segno diametralmente opposto la posizione di Matteo Salvini: «No, ho letto cose strambe, i russi… No, basta: è per questo che chiedo un patto fra tutti per difendere e proteggere Milano. Molti di questi vengono da fuori Milano. Ne parlavo con il questore, la polizia ferroviaria li può intercettare a casa loro, quando vengono dalle province, quando vengono da Crema, da Pavia, da Lecco, da Varese, da Cinisello, li devi intercettare là e devi controllare le stazioni. Ripeto, quello che non si può più fare è concedere Piazza Duomo, perché vedere le fiamme in Piazza Duomo è un simbolo di resa che non possiamo».