Verificare il recupero del campo da golf di proprietà comunale a Serre oppure, se questa strada non risultasse praticabile, promuovere la realizzazione di un nuovo percorso da 18 buche nell’area salernitana. È la proposta di Marco Ibello, delegato regionale della Federazione Italiana Golf per la Campania, per accompagnare le ambizioni turistiche di Salerno con un’infrastruttura capace di attrarre visitatori internazionali e sostenere l’ospitalità oltre la stagione estiva.
Il progetto alberghiero dei sette chilometri di costa offre, secondo Ibello, l’occasione per avviare un confronto più ampio: costruire una destinazione golfistica che metta in relazione Salerno, la Costiera Amalfitana, Paestum e il Cilento, integrando sport, ricettività, cultura ed enogastronomia. L’interlocutore al quale il delegato regionale della Federazione Italiana Golf rivolge la proposta è il sindaco Vincenzo De Luca, invitato a promuovere un confronto tra amministrazioni, operatori alberghieri e investitori per approfondire la fattibilità dell’iniziativa. «Il territorio salernitano presenta potenzialità che meritano di essere approfondite attraverso una programmazione condivisa – osserva Ibello –. Serve una visione che metta insieme impianti, ospitalità e territorio, costruendo un’offerta riconoscibile e interessante per i mercati internazionali».
Un’infrastruttura per accompagnare la crescita alberghiera
Nella prospettiva indicata da Ibello, alla crescita dei posti letto dovrebbe accompagnarsi un’offerta capace di motivare il viaggio, prolungare i soggiorni e favorire il ritorno dei visitatori. Il golf potrebbe contribuire a questo obiettivo attraverso un percorso da 18 buche collegato agli alberghi e alle attrazioni del territorio, valorizzando anche la presenza del Golf Club Salerno di Pontecagnano Faiano, con il suo tracciato a nove buche. I collegamenti ferroviari ad alta velocità, l’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi e la vicinanza a destinazioni di richiamo internazionale costituiscono gli elementi sui quali costruire questa proposta. L’obiettivo indicato da Ibello è aggiungere una nuova ragione per scegliere Salerno e la sua provincia, anche nei mesi che precedono e seguono l’estate. «Un campo deve poter dialogare con gli alberghi, con gli operatori e con le altre attrazioni della destinazione – sottolinea –. Per questo è importante affrontare insieme la qualità dell’impianto, i servizi e la sostenibilità della gestione. Sono le condizioni sulle quali costruire un progetto duraturo».
Il riferimento alle grandi destinazioni internazionali
La proposta si inserisce in un mercato nel quale Spagna, Portogallo e Turchia hanno costruito un’offerta riconoscibile attraverso l’integrazione tra percorsi, resort e promozione turistica. Secondo lo studio realizzato da IE University e presentato nel 2024 dalla Real Federación Española de Golf e dall’associazione spagnola dei campi, nel 2022 la Spagna ha accolto circa 1,4 milioni di turisti golfistici. L’impatto economico complessivo dell’attività dei campi e della spesa dei turisti, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti, è stato stimato in circa 15,9 miliardi di euro. In Portogallo, l’Algarve ha associato la propria riconoscibilità internazionale a percorsi golfistici, alberghi e paesaggio. In Turchia, Belek rappresenta un esempio di integrazione tra resort, impianti e turismo sportivo. È questa capacità di organizzare un’offerta territoriale il riferimento per l’iniziativa indicata da Ibello: creare le condizioni affinché l’attività golfistica produca ricadute sull’ospitalità, sulla ristorazione, sui trasporti e sulle altre attività economiche.
Sicilia, Sardegna e Puglia rafforzano l’offerta
Anche nel Mezzogiorno investimenti e progetti mostrano l’interesse per il turismo golfistico come strumento per ampliare la stagione. In Sicilia, il rilancio del Donnafugata Golf Resort, nel Ragusano, prevede il potenziamento dei due percorsi da 18 buche e del campo pratica. L’intervento rientra in una strategia che punta a costruire una destinazione internazionale e a favorire soggiorni durante tutto l’anno. In Puglia, all’offerta esistente si affianca il progetto La Maviglia, a Maruggio, con un percorso da 18 buche inserito in un nuovo complesso di ospitalità di alta gamma. In Sardegna, il confronto sullo sviluppo del settore e sul possibile ampliamento della dotazione di campi lega la qualità degli impianti alla capacità di attrarre domanda internazionale e allungare la stagione turistica. Un quadro nel quale la proposta di Ibello colloca anche la Campania, valorizzando il rapporto tra costa ed entroterra e la possibilità di offrire esperienze diverse all’interno dello stesso soggiorno.
Serre, un patrimonio comunale da recuperare
La prima strada indicata dal delegato regionale della Federazione Italiana Golf è verificare il recupero del Golf Le Costiere di Serre, il percorso da 18 buche di Persano da anni fuori dall’attività golfistica. L’area dell’ex campo è di proprietà del Comune di Serre, come richiamano anche i recenti provvedimenti comunali relativi alla manutenzione dei terreni. L’amministrazione comunale sarebbe quindi un interlocutore centrale per qualsiasi ipotesi di rilancio. Tra le particolarità del percorso figurava una buca par 6, presentata all’epoca come la più lunga d’Europa: un elemento distintivo che contribuiva all’identità dell’impianto. Nell’elenco ufficiale dei provvedimenti del Comune compare inoltre una determinazione del 25 febbraio 2026 relativa alla verifica del progetto di fattibilità per il recupero e lo sviluppo turistico dell’ex campo e della club house di Persano. La verifica proposta da Ibello dovrebbe chiarire le condizioni attuali del percorso, lo stato delle strutture e degli impianti, gli eventuali vincoli, le destinazioni previste per l’area e gli investimenti necessari per un ritorno all’attività golfistica. «Serre merita una verifica seria, tecnica ed economica – afferma –. Recuperare un percorso esistente sarebbe un’opportunità da approfondire. Se questa strada non risultasse percorribile, resterebbe importante valutare la realizzazione di un nuovo campo da 18 buche, all’interno di un progetto sostenibile e coerente con le prospettive turistiche del territorio».
Benevento, l’occasione per una rete campana
Nella visione proposta da Ibello, il polo salernitano dovrebbe inserirsi in una rete regionale. In questa prospettiva assume interesse il progetto Tierra Samnium Golf Club di Benevento, che prevede un percorso da 18 buche con strutture annesse. La sua realizzazione potrebbe diventare un’opportunità anche per Salerno: più percorsi consentirebbero di organizzare soggiorni con esperienze di gioco differenti, collegando le destinazioni costiere alle attrazioni dell’entroterra. Il delegato regionale della Federazione Italiana Golf individua quindi nella collaborazione tra impianti e operatori una possibile leva per rafforzare la competitività della Campania. Pacchetti condivisi, itinerari e promozione sui mercati esteri potrebbero accompagnare lo sviluppo delle singole strutture, favorendo permanenze più lunghe.
Un nuovo campo da 18 buche come alternativa o in aggiunta a Serre
Qualora il recupero di Serre non risultasse praticabile, la proposta di Ibello prevede di valutare un nuovo percorso da 18 buche nell’area salernitana. La scelta dovrebbe fondarsi sull’individuazione di terreni idonei, sull’accessibilità, sulla disponibilità delle risorse idriche e sulla compatibilità ambientale. Decisivi sarebbero anche il piano economico, la capacità di attrarre investimenti e l’individuazione di un gestore qualificato. L’obiettivo è un impianto capace di accogliere appassionati e visitatori e, con caratteristiche e servizi adeguati, di candidarsi a ospitare competizioni nazionali e internazionali. Una struttura che amplierebbe anche le opportunità di allenamento e di confronto agonistico per i giovani del territorio.
La proposta a De Luca
Un riferimento nazionale è il protocollo sottoscritto il 3 settembre 2025 dal Ministero del Turismo, dal ministro per lo Sport e i Giovani e dalla Federazione Italiana Golf, con obiettivi legati alla destagionalizzazione, all’aumento della permanenza media e allo sviluppo delle destinazioni golfistiche. In quell’occasione Andrea Abodi annunciò inoltre lo studio di fattibilità per un fondo immobiliare golfistico destinato prioritariamente al Sud Italia: un indirizzo rispetto al quale approfondire strumenti e possibilità di sostegno a un’iniziativa salernitana. La richiesta che Ibello rivolge a De Luca è di avviare questo percorso: coinvolgere il Comune di Serre, la Federazione Italiana Golf, gli operatori turistici e i potenziali investitori; verificare il recupero del patrimonio comunale di Persano e valutare l’alternativa di un nuovo impianto. Una proposta che punta a trasformare l’espansione alberghiera della costa nell’occasione per costruire un’offerta turistica più ampia. Golf, soggiorni a Salerno, visite a Paestum, escursioni in Costiera e nel Cilento, itinerari nell’entroterra: nella prospettiva di Ibello, sono le componenti di una destinazione capace di competere sui mercati internazionali e attrarre visitatori oltre l’estate.
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