Grimaldi: “La transizione energetica sia un motore di sviluppo per il Sud”

di Erika Noschese

 

 

La transizione energetica rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro del Mezzogiorno, chiamato a trasformare le risorse del Pnrr in investimenti strutturali, nuove opportunità occupazionali e benefici concreti per cittadini e imprese.

Dalla riqualificazione degli edifici pubblici e privati allo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili, passando per la sostenibilità delle infrastrutture portuali e il contenimento dei consumi, sono numerosi gli ambiti nei quali sarà necessario intervenire per costruire un modello di sviluppo più efficiente e competitivo. In questo scenario assume un ruolo strategico Federesco, la Federazione nazionale delle Energy Service Company, impegnata nella promozione dell’efficienza energetica e nella valorizzazione delle competenze delle imprese del settore. Un impegno che guarda con particolare attenzione al Sud Italia, dove le potenzialità di crescita devono confrontarsi con difficoltà burocratiche, carenze infrastrutturali e limiti nella capacità di investimento degli enti locali.

A delineare prospettive, criticità e possibili soluzioni è il riconfermato vicepresidente di Federesco Angelo Grimaldi con delega ai rapporti con gli associati del Mezzogiorno, che nell’intervista affronta anche le sfide specifiche della provincia di Salerno: dalla tutela del patrimonio edilizio storico all’efficientamento energetico del porto, fino al ruolo delle comunità energetiche e alla necessità di creare nuove opportunità professionali per i giovani.

In qualità di riconfermato Vicepresidente con delega per il Sud Italia della Federesco, in che modo ritiene che le ESCo possano intervenire concretamente per evitare che i fondi del PNRR destinati alla transizione energetica si disperdano in progetti frammentati, garantendo invece un reale salto di qualità infrastrutturale per le province del Mezzogiorno?

«Ritengo che il contributo delle ESCo, le Energy Service Company, sia fondamentale per evitare che le risorse del PNRR si traducano in una somma di interventi isolati, privi di una visione strategica di lungo periodo. Il problema non è soltanto spendere le risorse disponibili, ma investirle in modo da generare benefici misurabili e duraturi per i territori. Le ESCo possono svolgere una funzione di raccordo tra enti pubblici, imprese e investitori, attraverso contratti di rendimento energetico, diagnosi approfondite, progettazione integrata e monitoraggio dei risultati. Il loro valore aggiunto consiste proprio nella capacità di collegare gli investimenti ai risparmi energetici effettivamente conseguiti. Per il Mezzogiorno ma non solo, dobbiamo passare dalla logica del singolo impianto a quella dei programmi territoriali, integrandoli con riqualificazione energetica degli edifici pubblici, illuminazione intelligente, sistemi di accumulo e gestione digitale dei consumi dovrebbero essere pianificati in maniera coordinata. Come Federesco, considero prioritario promuovere una maggiore collaborazione tra le ESCo, gli enti locali e il sistema finanziario, affinché anche i Comuni con minori capacità tecniche e amministrative possano realizzare interventi di qualità.

Il vero obiettivo è costruire infrastrutture energetiche moderne, resilienti e capaci di produrre sviluppo anche dopo la conclusione del PNRR».

La città di Salerno presenta un tessuto urbano complesso, con un centro storico delicato e zone di espansione più moderne. Quali modelli di efficienza energetica proporrebbe per intervenire sul patrimonio edilizio storico salernitano, migliorando le prestazioni senza intaccarne il valore architettonico e paesaggistico?

«Salerno richiede un approccio su misura, perché il patrimonio edilizio potenzialmente da efficientare presenta caratteristiche molto diverse, edifici del centro storico, quartieri di espansione del secondo Novecento, fino alle costruzioni più recenti. È fondamentale partire da diagnosi energetiche accurate, accompagnate da valutazioni storico-architettoniche e, quando necessario, da verifiche igrometriche e termoigrometriche delle stratigrafie. Nel centro storico, la parola chiave deve essere compatibilità. Non si possono utilizzare modelli di riqualificazione pensati per edifici contemporanei. Occorre intervenire rispettando materiali, geometrie e caratteristiche costruttive, infatti possono comprendere il miglioramento dell’isolamento dall’interno, la riqualificazione dei serramenti nel rispetto delle caratteristiche originarie, il recupero delle prestazioni delle coperture e l’impiego di sistemi di climatizzazione ad alta efficienza, dimensionati sulle reali esigenze dell’edificio. In alcuni casi, anche la regolazione intelligente degli impianti e il controllo dell’umidità possono offrire benefici significativi senza interventi invasivi. Nelle aree più moderne, invece, possiamo adottare interventi più estesi: isolamento dell’involucro, pompe di calore, fotovoltaico, accumulo e sistemi di gestione intelligente dell’energia. La sfida che ci sentiamo di proporre è dimostrare che tutela del patrimonio ed efficienza energetica non sono obiettivi contrapposti. Con una progettazione multidisciplinare possiamo preservare l’identità di Salerno, migliorando al contempo il comfort abitativo e riducendo i consumi».

Lei ha sottolineato l’importanza del “comfort termico”. Considerando le ondate di calore sempre più estreme che colpiscono le città costiere del Sud come Salerno, quali tecnologie e approcci innovativi stanno sviluppando le ESCo per garantire il raffrescamento estivo in modo sostenibile e a basso impatto sulla rete elettrica?

«Il comfort termico è un tema centrale, soprattutto in città costiere come Salerno, dove l’aumento delle temperature estive si combina con l’umidità, la densità urbana e il fenomeno delle isole di calore. Dobbiamo superare l’idea che la risposta al caldo consista semplicemente nell’installare più condizionatori. La strategia corretta è ridurre innanzitutto il fabbisogno di raffrescamento, attraverso schermature solari, sistemi di ombreggiamento, ventilazione naturale quando le condizioni esterne lo consentono, coperture adatte e miglioramento delle prestazioni dell’involucro edilizio. Le ESCo possono integrare queste misure con pompe di calore ad alta efficienza, sistemi di climatizzazione evoluti, sensori ambientali e piattaforme digitali capaci di modulare il funzionamento degli impianti in base all’effettiva presenza delle persone e alle condizioni climatiche, ad esempio il pre-raffrescamento degli edifici nelle ore più favorevoli possono contribuire a ridurre i picchi di domanda elettrica. L’obiettivo oltre a ridurre i consumi, deve essere di garantire condizioni di benessere anche alle persone più vulnerabili, come anziani, bambini e cittadini che vivono in edifici con prestazioni energetiche insufficienti. Il comfort termico deve diventare una componente essenziale della qualità della vita e della resilienza climatica delle nostre città».

Salerno è un nodo portuale di primaria importanza. In che modo le realtà associate a Federesco possono affiancare l’Autorità Portuale nel processo di transizione energetica delle infrastrutture (ad esempio tramite il cold ironing o l’autoproduzione da fonti rinnovabili), trasformando il porto da polo energivoro a modello di sostenibilità?

«Il porto rappresenta una delle infrastrutture strategiche del territorio salernitano. La sua transizione energetica non è soltanto una questione ambientale, ma anche un fattore di competitività logistica, attrattività degli investimenti e innovazione industriale. Le ESCo associate a Federesco possono affiancare l’Autorità di Sistema Portuale attraverso diagnosi energetiche, studi di fattibilità, progettazione integrata, gestione degli impianti e modelli contrattuali orientati ai risultati. Ci risulta che l’Autorità Portuale stia già adottando il cold ironing, cioè l’elettrificazione delle banchine per consentire alle navi compatibili di spegnere i motori ausiliari durante la sosta. Federesco è disponibile nel caso sia necessario, a collaborare per il coordinamento delle infrastrutture di connessione alla rete, la capacità elettrica disponibile, i sistemi di misura e le esigenze operative delle diverse tipologie di nave. Occorre poi valutare le opportunità offerte dall’elettrificazione dei mezzi di servizio, dalla ricarica dei veicoli e dall’ottimizzazione energetica dei magazzini e dei terminal. Le ESCo possono contribuire anche alla strutturazione economico-finanziaria dei progetti, individuando le soluzioni più adatte a distribuire investimenti, rischi e benefici nel tempo».

 

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