La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio investe anche la provincia di Salerno, provocando pesanti ripercussioni sulla circolazione e mettendo in difficoltà alcuni dei principali collegamenti stradali del territorio. Dall’Agro nocerino-sarnese alla Piana del Sele, la mobilitazione dei conducenti dei mezzi pesanti si estende progressivamente, interessando caselli autostradali, svincoli e arterie strategiche per il trasporto delle merci. Una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente nelle prossime ore, mentre cresce la preoccupazione per le conseguenze economiche di una protesta che sta coinvolgendo gran parte del Mezzogiorno. Particolarmente delicata la situazione lungo l’autostrada A30 Caserta-Salerno, dove nel corso della giornata si sono registrate chiusure temporanee e rallentamenti a causa dei presidi organizzati dagli autotrasportatori. Nel pomeriggio, Autostrade per l’Italia ha disposto la chiusura dello svincolo di Nocera-Pagani in entrambe le direzioni, a causa della presenza dei manifestanti in corrispondenza della stazione autostradale. Il provvedimento, adottato per ragioni di sicurezza, ha provocato disagi alla circolazione in uno dei punti nevralgici della viabilità dell’Agro nocerino-sarnese. Successivamente, la società concessionaria ha comunicato la riapertura dell’uscita in entrambe le provenienze, consentendo il graduale ripristino della viabilità. Ma è soprattutto nella zona sud della provincia che la mobilitazione ha assunto, con il passare delle ore, dimensioni sempre più preoccupanti. La protesta ha infatti raggiunto anche il territorio di Eboli, dove è stata segnalata la presenza di diversi mezzi pesanti lungo la viabilità interna, con conseguenti rallentamenti e difficoltà negli spostamenti. Una situazione che interessa direttamente la Piana del Sele, area strategica per l’economia salernitana, caratterizzata da una forte presenza di aziende agricole, imprese agroalimentari e attività produttive che dipendono quotidianamente dal trasporto su gomma. A complicare ulteriormente il quadro è arrivata la chiusura della carreggiata dell’autostrada A2 Salerno-Reggio Calabria nel tratto compreso tra Battipaglia e Campagna, una delle direttrici fondamentali per i collegamenti tra la provincia di Salerno e le regioni meridionali. Il provvedimento, segnalato nel corso della giornata, rappresenta uno degli effetti più significativi della mobilitazione sul territorio provinciale, con possibili ripercussioni non soltanto sugli automobilisti, ma anche sulla distribuzione delle merci e sui collegamenti commerciali. La protesta, dunque, non riguarda più soltanto i grandi snodi autostradali della Campania settentrionale, ma si estende a un territorio nel quale il trasporto su gomma riveste un ruolo essenziale per il funzionamento dell’economia locale. Le difficoltà registrate tra Nocera, Battipaglia, Eboli e Campagna accendono i riflettori sulle possibili conseguenze per il comparto agricolo e agroalimentare della Piana del Sele, dove la tempestività delle consegne rappresenta un elemento fondamentale, soprattutto per i prodotti freschi e deperibili. Un eventuale prolungamento dei blocchi potrebbe determinare ritardi nelle spedizioni, difficoltà di approvvigionamento e ulteriori costi per le imprese, già alle prese con l’aumento delle spese energetiche. Alla base della mobilitazione c’è proprio l’impennata del prezzo del gasolio, che gli autotrasportatori considerano ormai insostenibile. Il rincaro del carburante sta mettendo in ginocchio numerose aziende del settore, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, costrette a fare i conti con margini di guadagno sempre più ridotti e costi di gestione in continuo aumento. «Stiamo messi male tutti, aziende e autisti, entrambi con il cappio al collo», denunciano alcuni camionisti impegnati nei presidi organizzati nei pressi dei caselli autostradali campani. Parole che restituiscono il clima di esasperazione di una categoria che chiede interventi immediati per scongiurare il rischio di una crisi ancora più profonda. Intanto, la mobilitazione si allarga a macchia d’olio in tutto il Sud Italia. In Campania i presidi hanno interessato anche le province di Napoli e Caserta, con la chiusura temporanea dell’uscita di Nola lungo l’A30. In Puglia, nel Foggiano, la protesta è arrivata al sesto giorno consecutivo, mentre un corteo di circa 500 Tir ha percorso la statale 379 da Brindisi verso Bari. Disagi anche lungo la statale Jonica, al confine tra Puglia, Basilicata e Calabria. Proprio in Basilicata, le difficoltà nella distribuzione dei carburanti hanno provocato preoccupazione tra gli automobilisti, con numerosi distributori di Potenza e dei comuni limitrofi che hanno esposto cartelli con la scritta «tutto esaurito». In Calabria, invece, Fedralog ha organizzato quindici presidi in prossimità di infrastrutture strategiche, tra cui l’aeroporto di Lamezia Terme e il porto di Gioia Tauro. La mobilitazione dovrebbe proseguire fino al 20 ottobre, ma i rappresentanti della categoria non escludono ulteriori iniziative. «Siamo pronti ad andare a Roma con i nostri Tir se entro il 20 ottobre non avremo avuto risposte concrete alle nostre richieste», ha avvertito Mario Pansini, coordinatore regionale di Fedralog. Situazione particolarmente critica anche in Sicilia, dove i manifestanti hanno presidiato gli accessi al molo Santa Lucia di Palermo, ostacolando le operazioni di movimentazione dei mezzi pesanti. Secondo Salvatore Bella, coordinatore del Comitato trasporti siciliani, l’aumento del prezzo del carburante, arrivato in alcuni casi a 2,30 euro al litro, comporterebbe un aggravio di circa mille euro per ogni pieno, al quale si aggiungono i costi dei collegamenti marittimi. Di fronte a una protesta che rischia di compromettere la circolazione delle merci in buona parte del Paese, il Governo tenta di accelerare il confronto con le associazioni di categoria. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è al lavoro per anticipare a martedì 20 ottobre il tavolo con gli autotrasportatori, inizialmente previsto per il 27 ottobre al Ministero. L’incontro potrebbe svolgersi presso la Prefettura di Milano. Sul tavolo c’è soprattutto la richiesta di risorse economiche per fronteggiare l’emergenza. «Abbiamo convocato un tavolo al Mit e sono sicuro che se il ministero dell’Economia stanzierà risorse che abbiamo chiesto nell’immediato, pari almeno a 80 milioni di euro, ci sarà almeno nell’immediato una maggior serenità», ha dichiarato Salvini. Le associazioni di categoria, tuttavia, chiedono risposte rapide. Unatras, l’Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci, ha sollecitato l’anticipazione dell’incontro, mentre Assotir ha puntato il dito contro quella che definisce la «latitanza delle istituzioni e del Governo», ritenuta responsabile dell’inasprimento della protesta. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha richiamato alla necessità di garantire la libera circolazione delle merci. «Manifestare è lecito e degno di rispetto, bloccare le strade per impedire ai prodotti di essere distribuiti è un reato», ha avvertito. Nel frattempo, l’attenzione resta alta anche in provincia di Salerno, dove le criticità registrate lungo l’A30 e l’A2 confermano quanto la mobilitazione possa incidere sulla tenuta del sistema dei trasporti. Dall’Agro nocerino-sarnese alla Piana del Sele, il timore è che il protrarsi della protesta possa avere conseguenze sempre più pesanti sulle attività produttive e commerciali. La partita si gioca ora sul confronto tra Governo e autotrasportatori, mentre sul territorio resta l’incognita di nuove iniziative e ulteriori disagi alla circolazione.
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