di Erika Noschese
Tragedia sfiorata all’alba di ieri mattina a Capaccio Paestum, dove un noto professionista, già assessore comunale durante la prima giunta guidata da Franco Alfieri, è stato ritrovato in gravissime condizioni nei pressi del lido Mimosa, in località Foce Sele. Un’aggressione particolarmente violenta, culminata con il ferimento dell’uomo a colpi d’arma da fuoco e l’incendio della sua automobile, le cui fiamme si sono successivamente propagate allo stabilimento balneare, distruggendolo completamente. Una vicenda dai contorni ancora oscuri, sulla quale sono ora concentrate le indagini dei carabinieri, impegnati a ricostruire quanto accaduto e a individuare i responsabili. L’episodio si sarebbe verificato intorno alle 6.30 di ieri mattina. Secondo una prima ricostruzione, ancora tutta da verificare, il professionista potrebbe essersi recato nei pressi dello stabilimento balneare per un appuntamento concordato con una persona che conosceva. Un incontro che, per ragioni ancora sconosciute, sarebbe degenerato in una violenta lite, sfociata successivamente in un brutale pestaggio. L’uomo sarebbe stato colpito ripetutamente e raggiunto da alcuni proiettili alle gambe. Una violenza che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più drammatiche. Non è tutto. Dopo l’aggressione, infatti, la sua automobile, una Citroën, sarebbe stata cosparsa di benzina e data alle fiamme. Il rogo si è rapidamente esteso al vicino lido Mimosa, provocando ingenti danni fino alla completa distruzione dello stabilimento balneare. Una sequenza di eventi sulla quale gli investigatori stanno cercando di fare piena luce, anche per comprendere se l’incendio dell’auto fosse finalizzato esclusivamente a danneggiare il veicolo oppure avesse altre finalità. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Capaccio Scalo, diretti dal maresciallo Valentino Romano, sotto il coordinamento della Compagnia di Agropoli, agli ordini del capitano Guido Carlo Decugis. Immediato anche l’intervento dei sanitari della Croce Rossa, che hanno prestato le prime cure al professionista, successivamente trasportato al pronto soccorso in codice rosso. Le indagini proseguono a tutto campo e, al momento, nessuna pista viene esclusa. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figurerebbero anche possibili questioni debitorie, sebbene non vi siano ancora elementi sufficienti per individuare con certezza il movente dell’aggressione. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire le ultime ore precedenti all’accaduto, gli eventuali contatti avuti dalla vittima e le ragioni che potrebbero averla condotta in quella zona nelle prime ore del mattino. Un altro aspetto sul quale si concentrano gli accertamenti riguarda la possibile presenza di sistemi di videosorveglianza nell’area di Foce Sele. Si cerca, infatti, di capire se nelle vicinanze dello stabilimento balneare, lungo le strade di accesso o presso altre attività della zona siano installate telecamere che possano aver ripreso l’arrivo del professionista, eventuali movimenti sospetti o la fuga dei responsabili. L’eventuale acquisizione delle immagini potrebbe fornire elementi importanti per ricostruire la dinamica dell’aggressione e individuare chi abbia raggiunto il luogo dell’appuntamento. Resta inoltre da chiarire se ad agire sia stata una sola persona oppure se l’aggressore abbia potuto contare sulla collaborazione di uno o più complici. Un interrogativo tutt’altro che secondario, soprattutto alla luce della successione degli eventi: dal pestaggio agli spari, fino all’incendio dell’automobile. Non è ancora chiaro, infatti, se tutte le azioni siano state compiute dallo stesso individuo o se altre persone abbiano avuto un ruolo nella vicenda, anche eventualmente nella preparazione dell’incontro o nella successiva fuga. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sugli accertamenti in corso. Nessuna delle ipotesi finora emerse può essere considerata definitiva e soltanto il prosieguo delle indagini potrà consentire di chiarire il movente e le eventuali responsabilità. Intanto, sulle condizioni del professionista e sulla delicata vicenda è intervenuto il suo legale, l’avvocato Giuseppe Caceci, che ha condannato duramente l’accaduto, annunciando la volontà di collaborare affinché venga fatta piena luce sull’aggressione. «In relazione a quanto accaduto al mio assistito, ex assessore e noto professionista, nello stigmatizzare in maniera dura quanto accaduto, ci attiveremo unitamente alla magistratura per fare piena luce sulla vicenda e assicurare alla giustizia chi si è reso protagonista di un atto così grave», ha dichiarato il legale. L’avvocato ha inoltre rassicurato sulle condizioni dell’uomo, sottolineando la necessità di evitare ricostruzioni non supportate da elementi concreti. «Fortunatamente la situazione clinica è sotto controllo, ma si chiede rispetto e riservatezza fino a quando non emergerà la verità dei fatti, al fine di evitare che possano diffondersi notizie false e lesive dell’immagine del mio rappresentato, padre, marito e professionista meritevole di rispetto». Infine, il legale ha richiamato l’attenzione sulla gravità dell’episodio: «È un accadimento gravissimo per la nostra comunità, che merita la massima attenzione delle autorità di polizia, già fortemente impegnate sul territorio». Una vicenda che ha inevitabilmente destato preoccupazione nella comunità di Capaccio Paestum, anche per le modalità particolarmente violente dell’aggressione. Le prossime ore potrebbero rivelarsi importanti per delineare un quadro più preciso di quanto accaduto. Al momento, però, restano numerosi gli interrogativi: dal movente all’identità dei responsabili, fino all’eventuale coinvolgimento di complici. Saranno gli accertamenti dei carabinieri a stabilire cosa sia realmente accaduto all’alba nei pressi del lido Mimosa.
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