Per la seconda volta in un mese (era già successo il 14 settembre), Donald Trump ha annunciato «un cessate il fuoco immediato limitato agli attacchi alle infrastrutture energetiche» tra Russia e Ucraina: un accordo di cui Volodymyr Zelensky ha detto di non essere a conoscenza e, secondo fonti vicine alla Casa Bianca, non accettato da Mosca, che continua a puntare il dito contro il capo della Bankova.
Le parole di Zelensky sul cessate il fuoco
Zelensky, parlando con Axios, ha affermato di sapere niente della sospensione degli attacchi reciproci alle infrastrutture energetiche, ma di essere pronto ad accettarlo, se Vladimir Putin farà lo stesso. Successivamente ha dichiarato che le forze armate ucraine «hanno ricevuto tutti gli ordini pertinenti» in relazione al cessate il fuoco, senza specificare a cosa si riferisse. Zelensky, “destituito” in questi giorni da Trump, che ha invocato le elezioni in Ucraina, ha anche detto che i suoi connazionali andranno al voto quando Putin accetterà un cessate il fuoco (totale) di 60 giorni.

Secondo il Financial Times, Zelensky ha sostanzialmente accettato la tregua energetica dopo che gli Stati Uniti hanno minacciato di bloccare le forniture di armi all’Ucraina e la condivisione di informazioni di intelligence, nel caso in cui Kyiv non avesse interrotto gli attacchi alle raffinerie russe.
Il Cremlino non commenta e attacca Zelensky
Il Cremlino, da parta sua, non ha rilasciato commenti ufficiali sulla tregua energetica annunciata da Trump. Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha però dichiarato che «Zelensky non sta mostrando alcuna volontà di fermare il conflitto», ed è per questo che «Trump afferma che l’Ucraina ha bisogno di un nuovo presidente».

Ue: «Bene la tregua, la Russia la rispetti»
Sul giallo del cessate il fuoco parziale si è espressa anche Kaja Kallas. «Accogliamo con favore la tregua nel settore energetico, purché venga rispettata. Non abbiamo ancora capito se anche la Russia la rispetterà», ha detto l’Alta rappresentante Ue arrivando al Consiglio Affari Esteri del Lussemburgo: «Naturalmente, a titolo personale, vorrei anche che la tregua si applicasse alle persone». E poi: «Dovremmo esercitare pressioni sulla Russia affinché cessi la guerra. Perché se smette, anche gli ucraini non dovranno prendere alcuna misura per difendere il loro Paese».
