De Luca candidato alle Primarie? Non è uno scherzo

Michelangelo Russo

De Luca a Firenze, alla domanda impertinente di un giornalista su chi preferirebbe tra Conte e la Schlein, ha risposto, ambiguamente e scaltramente, Vincenzo De Luca come candidato alle Primarie. E si avvera la profezia di questo giornale, con un articolo a firma del sottoscritto del 10-09-2025 dal titolo De Luca: The Truman Show, sul candidato ideale del centro-sinistra per le primarie alle politiche del 2017. Scrivevamo, a proposito della battaglia persa dallo stesso De Luca e Luca Zaia per un terzo mandato alla Presidenza delle rispettive Regioni, che sul palcoscenico della Politica si era svolta una competizione che ricalcava i canoni vincenti, da sempre, della Commedia Italiana dell’Arte. Con due figure, Zaia e De Luca, istintivamente vincenti nell’immaginario collettivo del popolo veneto e del popolo campano. Nella Commedia dell’Arte rinnovata Zaia aveva il posto, di diritto, di Arlecchino. Veneto (di Bergamo, che però fino al 1797 fece parte della Repubblica di Venezia), simpatico, efficiente servitore, allegro, saltellante, Arlecchino è una maschera altamente positiva e rassicurante. Perché non sovverte i ruoli, sa stare al suo posto nella gerarchia sociale. La sua battuta più famosa, in fondo, è “Servo vostro, sior!” Ma Pulcinella, la maschera napoletana nella Commedia dell’Arte eterna della politica italiana, è la maschera vincente. Perché Pulcinella è maschera eterna ed universale. Anarchico, beffardo, imprevedibile, incarna nell’immaginario universale la rivincita incruenta dell’uomo comune contro tutti i potentati. E’ la maschera che si attaglia perfettamente al personaggio di De Luca. Ed è vincente!! De Luca-Pulcinella, senza offesa, è l’unico volto capace di sfidare, in una competizione nazionale, la maschera di cera di un tipo come Meloni, che gela il sangue anche quando sorride. De Luca riesce a far ridere veramente, per istinto suo, anche nel paradosso, che gli è congeniale. E quello italiano è un popolo che ama profondamente la Commedia, dai tempi di Plauto. A sinistra non c’è una figura capace di attirare consensi anche nel campo avversario. Che sono i consensi di quella fascia di elettorato che va a simpatia personale e non ha un rigido sbarramento ideologico. Ed ecco che De Luca, nella sua intervista di Firenze di giorni fa, stuzzicato dall’intervistatrice, ha pronunciato la prima parola vincente, elettoralmente, su tutti i fronti. La sicurezza! Più del gasolio, più dei salari, più della bolletta. La sicurezza! Che è lo slogan principe su cui la Destra vinse le passate elezioni. E su cui ha fallito. Perché non ha mai impugnato, simbolicamente, il lanciafiamme, ma ha solo speso inutili parole e un diluvio di decreti legge inefficaci. De Luca sulla sicurezza, nella città di Salerno, non ha mai scherzato, pur con i pochi mezzi di un Sindaco. Per questo è credibile su tutti i fronti. Soprattutto sul popolo più umile di destra. Ditemi. E’ fascinoso Conte quando parla di sicurezza? E’ attrattiva Schlein, quando parla alle angosce del popolo comune sulla violenza diffusa della microcriminalità nei territori? E adesso veniamo all’ipotesi di una terza candidatura alle primarie. L’ipotesi di un vincente nella figura dell’ex Prefetto Gabrielli è senz’altro una scelta saggia per attirare i consensi di larga parte degli elettori di centro. Gabrielli è figura di indiscusso prestigio su tutti i fronti. Ma non scalda i cuori. In una competizione che sarà decisiva per le sorti della Democrazia nei termini della Costituzione vigente, occorrono candidati dal piglio ducesco. Quando Prodi, con il suo prestigio, vinse le lezioni nel 2006 contro la corazzata di Berlusconi, il centro sinistra vinse la competizione con un margine di 100mila voti appena. Governo debolissimo che durò un anno e mezzo appena. Stavolta c’è l’incubo della soglia del 42% per vincere tutto, per almeno dieci anni. Che sarà della Costituzione Repubblicana antifascista del 1946-47? C’è da ricordare che la carta vincente per il centro destra può essere la figura di Vannacci. Vannacci ha il suo posto nella Commedia dell’Arte all’italiana. Lui è la maschera, per sua scelta con i suoi proclami, di Capitan Spaventa. E’ figura secondaria della Commedia dell’Arte, ma rappresenta un personaggio tipico della fauna umana: il soldato spaccone, vanaglorioso, roboante nelle parole ma inconcludente nei fatti. Non è simpatico affatto! Ma c’è chi gli crede. Come si sconfigge Vannacci? Con qualcuno più credibile di lui, anche quando vuole apparire spaccone. Perché alle parole forti fa seguire i fatti con le decisioni, spesso efficaci realmente. Quel personaggio è De Luca-Pulcinella, che non perde mai, anche nella confusione più totale. Sono stato e sono fortemente critico verso De Luca per le sue scelte urbanistiche su Salerno. Ma stavolta non è in gioco la mia città, ma la mia Costituzione Repubblicana. Quella di tutti gli italiani.

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