Nel Foro di Salerno, la competizione per Cassa Forense vede da un lato Paola Ianni insieme a Vincenzo Vingolo e, dall’altro, Laura Toriello, sorella dell’attuale presidente del COA, insieme a Valerio Iorio. L’elezione ha però carattere distrettuale e concorrono quindi anche Barbara Barbato e Rosalba Belfiore, entrambe del Foro di Nocera Inferiore. È soprattutto sul confronto tra le due coppie salernitane che si stanno concentrando le dinamiche interne al Foro. La parentela tra Laura Toriello e il presidente dell’Ordine non determina naturalmente alcuna incompatibilità e non può sostituirsi alla valutazione delle qualità professionali dei candidati. Ha però inevitabilmente aperto nel Foro una discussione sull’opportunità istituzionale, sul pluralismo e sull’equilibrio della rappresentanza. Contemporaneamente sono cambiati anche alcuni equilibri interni al Consiglio dell’Ordine. Le deleghe precedentemente attribuite ai consiglieri sono state dapprima riaccentrate presso la Presidenza e successivamente redistribuite. Una scelta che rientra nelle prerogative del presidente, ma che ha modificato sensibilmente il precedente assetto. Tra le competenze precedentemente seguite da Paola Ianni vi erano settori di particolare rilievo per la quotidianità professionale degli iscritti, tra cui il patrocinio a spese dello Stato e attività collegate alle difese d’ufficio. Secondo quanto viene riferito da diversi avvocati, dopo la redistribuzione delle deleghe sarebbero emerse segnalazioni relative a ritardi nella gestione di alcune pratiche. Su questo punto sarebbe utile conoscere i numeri: quante pratiche risultavano pendenti in precedenza, quante ne risultano oggi e quali sono stati nei due periodi i tempi medi di lavorazione. È su questi elementi che può essere valutato l’andamento del servizio. Anche la comunicazione della lista Laura Toriello-Valerio Iorio ha conosciuto nelle ultime settimane un’evoluzione significativa. In una prima fase della campagna è stata prospettata la necessità di rafforzare il ruolo del Distretto di Salerno e, parlando della Cassa, è stata utilizzata l’espressione «invertire questa rotta». Il riferimento ha suscitato interrogativi anche perché Salerno ha espresso negli ultimi anni figure di primo piano nella governance di Cassa Forense, a partire dalla presidente nazionale Marisa Annunziata. Successivamente il registro è apparso differente. Toriello e Iorio hanno chiarito di non presentarsi in contrapposizione alla delegazione uscente, ma come prosecuzione ed evoluzione di quella esperienza, riconoscendo la centralità conquistata dal Foro salernitano. Il passaggio dalla necessità di «invertire la rotta» alla rivendicazione della continuità con il lavoro svolto in precedenza rappresenta dunque uno degli elementi più significativi della campagna. Sullo sfondo restano anche le figure che hanno segnato negli ultimi anni la vita dell’avvocatura salernitana. Secondo quanto viene riferito negli ambienti forensi, Silverio Sica avrebbe assunto una posizione favorevole alla candidatura di Laura Toriello e Valerio Iorio, sostenendone la scelta nella competizione per Cassa Forense. Più articolata sembra invece la posizione di Americo Montera e Gaetano Paolino, che mantengono un atteggiamento più prudente e distante rispetto ai due schieramenti. La loro posizione non sembra comunque sovrapponibile a quella assunta da Sica e viene osservata con particolare attenzione negli ambienti forensi, anche alla luce dei rapporti e degli equilibri maturati negli ultimi anni. Paolino, oggi presidente dell’Unione Regionale degli Ordini Forensi della Campania, conserva inoltre un ruolo istituzionale che suggerisce naturalmente cautela nelle dinamiche interne al Foro. Sono sfumature che acquistano un significato particolare a pochi mesi dalle elezioni ordinistiche, quando ogni distanza e ogni avvicinamento finiscono inevitabilmente per essere letti anche alla luce degli equilibri futuri. Intanto, mentre si vota per la Cassa, sembra essere già iniziata sottotraccia un’altra partita. Nel Foro salernitano circola con crescente insistenza la voce secondo cui nuove figure di riconosciuta autorevolezza starebbero valutando la possibilità di partecipare alle elezioni del Consiglio dell’Ordine del gennaio 2027. Tra le ipotesi considerate negli ambienti forensi vi sarebbe anche il possibile ritorno in campo di un riferimento storico dell’avvocatura salernitana. Nessuna candidatura risulta al momento formalizzata, ma la sola eventualità di una sua nuova partecipazione contribuirebbe a rendere ancora più aperto lo scenario dei prossimi mesi. Alleanze, distanze e posizionamenti di queste settimane assumono così un significato che va oltre l’elezione dei delegati alla Cassa. Il voto di ottobre può quindi rappresentare uno dei primi passaggi di una fase più ampia della vita dell’avvocatura salernitana. Sul tavolo non ci sono soltanto i programmi previdenziali, ma anche il modello di rappresentanza, il funzionamento dei servizi dell’Ordine, il pluralismo interno e gli equilibri dai quali potrebbe nascere il prossimo Consiglio. Questioni differenti, che non possono essere ridotte a una contrapposizione tra persone e che richiedono trasparenza e posizioni pubbliche chiare. Saranno gli avvocati del Distretto a valutarle.
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