La Fede viva di Francia

Davanti alle belle immagini trasmesse dalle televisioni del mondo della visita del Santo Padre Leone XIV in Francia, abbiamo tutti avvertito un fremito di emozioni.
Anche se non siamo nuovi ai grandi numeri delle presenze di fedeli nei viaggi pontifici, quelle di Parigi e Lourdes hanno connotazioni originali sebbene analoghe a tante altre di accoglienza, condivisione e di testimonianza di una Fede sincera e rinnovata. Se penso a quanto il card. Jean Marc Avelino, arcivescovo di Marsiglia e Presidente della Conferenza episcopale francese, ha raccontato nella sua conferenza stampa riferito alla provvidenzialità di questo viaggio in Francia del Papa, il vero miracolo sta nel modo come é stato accolto, ripetendo la naturalezza di una fede matura che ha evidenziato una viva testimonianza della partecipazione del popolo francese. I grandi numeri hanno sottolineato la comune radice di una presenza spontanea, non scenografica ma originale di quanti, in ogni circostanza, hanno testimoniato l’autenticità dell’appartenenza a Cristo ed alla Chiesa di gente comune, immersa nel mistero del quotidiano che ha trasfuso nel gesto comunitario la pienezza della gioia di stare col Papa. Queste manifestazioni religiose hanno finito per incuriosire tutti per la compostezza, soprattutto dei giovani, che hanno seguito il pellegrinaggio di Papa Leone dimostrando che la chiesa di tutti i giorni assicura  una forte coerenza, sequela, benedizione. C’é ancora speranza di incontrare una realtà cristiana di cui nessuno parla anzi di cui nessuno si accorge nella quotidianità che si occupa di cose negative, di malvagità e di negatività. Chi sapeva di questa realtà francese della Chiesa che esiste e di cui nessuno aveva avuto mai una manifestazione così evidente di bellezza spirituale e di compostezza generale nella testimonianza coraggiosa della sua fede in Cristo Risorto? Parliamo sempre di una gioventù malata, ribelle, insoddisfatta, chiassosa ed inconcludente! Non sentivamo parlare più di 80.000 giovani che si riuniscono e si esaltano spiritualmente nel canto latino del Salve Regina!
Quanta delusione per i sociologi della modernità atea e materialistica. Qui l’unico edonismo innocente che si é potuto cogliere é l’unanimità della preghiera  e il sentirsi gregge vivo di un Pastore che raccoglie umilmente! Ecco noi in Francia abbiamo potuto vedere che esiste il gregge vivo dei seguaci di Cristo vivo, convocato con un richiamo amorevole ed accorso con tutta la forza della gioventù a rispondere con la presenza che ha cambiato il volto della Chiesa francese e della stessa Francia.
Ogni presenza é una risposta sincera a Dio, richiama un impegno costante di presenza e sottende uno stile di vita individuale e comunitario che non riuscivamo a vedere e che non sapevamo esistesse in queste proporzioni e profondità di adesione.
Il Papa é rientrato fortificato e carico da questa novità della chiesa francese. Che dire poi di quasi un milione di presenze, composte, ordinate, attente, autentiche di fedeli sugli Champs Élysées? Una presenza che ha emozionato la stessa polizia francese! Quegli stessi luoghi sono stati teatro di violenze, divisioni, lotte politiche e odi sociali! Col Papa il popolo cristiano ha testimoniato al mondo i doni di chi appartiene e vive Cristo Redentore.  Il Ne siamo profondamente grati a Dio ed ai credenti francesi! La Francia eravamo abituali a saperla sulla strada di un laicismo, di un materialismo, di un voltafaccia alla fede viva dei cristiani.
Ci siamo sbagliati! Così come ci sbagliamo sempre quando con occhi caduchi vogliamo parlare di Chiesa senza conoscere quello che vive, si muove, cambia nelle secrete della storia quotidiana, in quegli ambiti dove non sappiamo entrare e, quindi, ne ignoriamo la bellezza dinamica credente che, quando meno si crede, esplode nella sua verità storica che finisce per sorprendere tutti!
La Chiesa di Francia parlerà a questa Europa malata di laicità cieca di Fede, se ne farà carico di accendere sul monte della vita una fiaccola di speranza che cambierà il mondo?

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