In Campania cure primarie garantite anche alle persone senza dimora

Doppio via libera unanime in Commissione per la proposta di legge regionale campana che punta a garantire l’accesso all’assistenza sanitaria di base alle persone senza fissa dimora. Dopo il voto favorevole della V Commissione consiliare, competente in materia di Sanità, anche la II Commissione Bilancio e Finanza ha espresso parere unanime positivo. Un passaggio importante per il provvedimento, che ora è pronto ad approdare in Aula per l’esame del Consiglio regionale. Primo firmatario della proposta è il consigliere regionale del Partito Democratico Francesco Picarone, che punta a intervenire su una delle principali criticità legate all’accesso alle cure per le persone prive di residenza anagrafica. L’obiettivo è garantire anche a chi vive in condizioni di grave marginalità la possibilità di essere preso in carico dal sistema sanitario territoriale, superando una condizione che oggi, di fatto, può costringere le persone senza dimora a rivolgersi al Pronto Soccorso anche per esigenze sanitarie che potrebbero essere affrontate nell’ambito della medicina generale. Il nodo nasce dall’impossibilità, per le persone prive di residenza anagrafica, di procedere ordinariamente all’iscrizione al Servizio sanitario regionale e alla conseguente scelta del Medico di Medicina Generale. I numeri restituiscono la dimensione del fenomeno. Secondo il censimento ISTAT “Tutti contano” del gennaio 2026, a Napoli sono 1.029 le persone senza dimora, il 55% delle quali vive direttamente in strada. A livello regionale, la stima complessiva oscilla tra 1.500 e 2.000 persone. Ancora più significativo è il dato relativo alla mortalità. L’età media di morte delle persone che vivono in strada è di 46,3 anni, contro gli 81,9 anni della popolazione generale. Un divario di oltre 35 anni che evidenzia anche il peso che l’esclusione dai percorsi ordinari di prevenzione e cura può avere sulle condizioni di salute delle persone più vulnerabili. La misura nazionale prevede un fondo complessivo di un milione di euro, distribuito sulla base della popolazione. Per Napoli la quota stimata è compresa tra circa 80mila e 100mila euro all’anno. Una misura che rappresenta un primo intervento, ma che presenta limiti legati sia alla durata temporale della sperimentazione sia alla sua applicazione territoriale. La proposta campana mira invece a estendere il diritto all’intero territorio regionale, comprendendo quindi anche le province di Salerno, Caserta, Avellino e Benevento, e a trasformare una misura sperimentale in un intervento strutturale e permanente. L’intento è evitare che l’accesso alle cure dipenda dalla presenza o meno di una residenza anagrafica e garantire una presa in carico più omogenea su tutto il territorio regionale. Tra gli aspetti centrali del provvedimento c’è anche quello relativo alla sostenibilità del sistema sanitario. Garantire alle persone senza dimora un medico di medicina generale significherebbe infatti favorire la prevenzione, la diagnosi precoce e il monitoraggio continuativo delle patologie croniche, dalle malattie cardiovascolari al diabete, fino alle patologie respiratorie. La presa in carico territoriale potrebbe inoltre contribuire a ridurre il ricorso improprio ai Pronto Soccorso, spesso utilizzati come unico punto di accesso alle cure da chi non dispone di un medico di riferimento. Il costo medio di un accesso al Pronto Soccorso viene stimato tra 180 e 220 euro per episodio, mentre la quota capitaria annuale per l’assistenza garantita dal medico di medicina generale si aggira tra i 44 e i 45 euro per assistito. Secondo le stime alla base della proposta, in uno scenario prudente la riduzione degli accessi impropri potrebbe determinare un risparmio per il Servizio sanitario regionale nell’ordine di circa 400mila euro l’anno. Un elemento che, nelle intenzioni dei promotori, renderebbe l’intervento economicamente sostenibile già a partire dal primo anno di applicazione. Alla base del provvedimento c’è anche il confronto avviato con le realtà del terzo settore che quotidianamente operano accanto alle persone senza dimora. Le audizioni svolte in Commissione Sanità avrebbero evidenziato le difficoltà incontrate da chi vive in condizioni di marginalità nell’accesso ai servizi sanitari ordinari. «Questa proposta nasce da un ascolto diretto delle realtà che ogni giorno operano a fianco delle persone senza dimora. Le audizioni del terzo settore in Commissione Sanità hanno confermato ciò che i dati già ci dicevano: l’esclusione dalle cure primarie non è solo un’ingiustizia, è anche una scelta irrazionale dal punto di vista sanitario ed economico. La Campania sceglie oggi di essere una regione in cui nessuno rimane fuori dal sistema», viene sottolineato a sostegno del provvedimento. La proposta ha già superato, dunque, il doppio passaggio nelle Commissioni competenti e si prepara ora alla discussione in Consiglio regionale. Particolarmente rilevante sarà il confronto sulla sua applicazione concreta, considerando la necessità di coordinare il nuovo sistema con le Asl e con la rete dei servizi territoriali. La copertura finanziaria prevista ammonta a 300mila euro annui per il triennio 2026-2028, risorse già formalmente concesse dalla Direzione Bilancio e individuate a valere sulla Missione 13, Programma 1, relativa ai Livelli essenziali di assistenza. Un investimento destinato a trasformare l’accesso alle cure primarie per le persone senza dimora da misura emergenziale a diritto garantito sull’intero territorio regionale.

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