Il bollo auto di Meloni, l’Ici di Berlusconi, denti e cataratte: tutte le mance elettorali

Con la sospensione (guarda caso proprio nel 2027, anno elettorale) del bollo per le auto e le moto di potenza inferiore a 80 kW, misura pomposamente definita dalla premier come l’abolizione di «una delle tasse più odiate dagli italiani», Giorgia Meloni ha giocato la sua prima carta – anzi mancia – in vista delle Politiche in programma l’anno prossimo. Una mossa alla Cetto La Qualunque da parte della premier, che curiosamente aveva denigrato chi in passato aveva proposto una misura analoga, citando proprio il personaggio di Antonio Albanese. Che, va detto, ha molti punti in comune con uno dei predecessori di Meloni a Palazzo Chigi…

Meloni prendeva in giro Tridico e Renzi, che se ne sono ricordati

«Per batterci alle elezioni il centrosinistra si è giocato ogni carta possibile, inclusi il riconoscimento dello Stato della Palestina se avessero vinto nelle Marche e l’esenzione dal bollo auto se avessero vinto in Calabria. Roba che Cetto La Qualunque in confronto è Ottone di Bismarck». Dal palco di Atreju 2025, Meloni aveva ironizzato così su Pasquale Tridico, che da candidato governatore calabrese aveva proposto la sospensione del bollo. E l’europarlamentare del Movimento 5 stelle se n’è ricordato: «Meloni mi aveva denigrato, definendomi Cetto La Qualunque. Mi chiedo dunque se la presidente del Consiglio continui a pensarla alla stessa maniera e se con coerenza definisca la sua proposta una mossa da Cetto La Qualunque». Non solo: Matteo Renzi ha ripescato un post del 2016 in cui Meloni lo aveva attaccato definendolo «mago della distrazione di massa» e «venditore di pentole» per l’idea (ai tempi di Palazzo Chigi) di abolire il bollo per alcune categorie di auto e i motorini.

La premier ha poi risposto al leader di Italia Viva (che a sua volta ha controreplicato): «Bravo Matteo. Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare». Renzi, per la cronaca, in passato aveva proposto l’abolizione del canone Rai.

Tra stop al bollo e mille euro per tutti, la realtà eguaglia la fantasia

C’è poco da fare: la realtà a volte supera (o quantomeno eguaglia) la fantasia. In un fiume di promesse di totale anarchia fiscale, Cetto La Qualunque si diceva pronto all’abolizione delle bollette del gas e della luce, ma anche dell’Ici (ci torneremo), della Tari, del bollo (eccoci) e dell’assicurazione auto. Il personaggio di Albanese prometteva poi anche mille euro a persona, anzi 2 mila, e un’imbiancatura gratis della casa.

Meloni ha abolito (sebbene parzialmente, temporaneamente e pure qualunquemente) il bollo auto e, in effetti, in qualche modo si era mossa per far sì che gli italiani ricevessero mille euro: era successo a fine marzo del 2020, quando all’inizio della pandemia aveva esortato l’allora premier Giuseppe Conte a elargire tale cifra a chi avesse dichiarato di averne bisogno.

Il maestro indiscusso delle mance elettorali resta Berlusconi

Se vogliamo però parlare di mance elettorali, il maestro resta Silvio Berlusconi. Il Cav nel 2006 fece la promessa – mantenuta – di abolire l’imposta comunale sugli immobili (Ici). Che poi fu reintrodotta, sotto forma di Imu, dal governo tecnico di Mario Monti intervenuto per mettere qualche pezza e riordinare i conti pubblici.

In seguito, intervistato dal Giornale, promise – di nuovo, e con tanto di disegno di legge pronto – l’abolizione dell’imposta municipale unica sulla prima casa, definendola «una tassa insopportabile».

E poi ci sono i tormentoni: dentiere e cure odontoiatriche per gli anziani che non potevano permettersele si sono ripresentati in varie tornate elettorali, a partire dal 2001 e fino al 2022. Curiosamente, un anno dopo la morte di Berlusconi la Regione Lombardia ha parzialmente approvato una misura simile.

Spese veterinarie pagare per cani e gatti

Il Cav amava promettere, assieme alle cure dentistiche gratuite, anche operazioni alla cataratta a costo zero. E poi non si possono dimenticare le proposte per l’esenzione fiscale o l’assegnazione di sussidi mensili per chi adotta o possiede un cane o un gatto, per coprire spese veterinarie e cibo. Anche questo un altro cavallo di battaglia berlusconiano.