La ‘pasionaria’ Silvia Sardone si prepara a essere una delle protagoniste del raduno di Pontida. Dopo le tensioni con i governatori, Matteo Salvini conta di accendere l’entusiasmo dei lombardi con l’annuncio di una candidatura leghista a sindaco di Milano. Intanto la macchina organizzativa della Lega, una delle più rodate tra i partiti italiani, sta lavorando a pieno ritmo per preparare un evento degno del ‘sacro prato’. Oltre al palco da montare, ci sono i pullman da organizzare e i gazebo da sistemare per riempire i vuoti.

L’imperativo è prevenire ogni tipo di contestazione
Quest’anno però c’è una preoccupazione in più ad agitare gli animi. Dopo il processo a Salvini andato in scena nel corso del direttivo lombardo del 7 agosto scorso, niente è più come prima nonostante la ‘tregua’ romana con l’asse nordista. Il segretario teme ancora possibili contestazioni sul pratone. Cori e fischi, come è accaduto al termine dei funerali di Umberto Bossi. O magari uno striscione come accadde sempre a Pontida nel 2011, quando, in cima alla collina di fronte al palco, comparve la scritta «Maroni presidente del Consiglio».

Molti sono poi convinti che faranno più rumore i big assenti di quelli che si alterneranno al microfono. Dai responsabili della sicurezza ai Giovani della Lega di Luca Toccalini – che, come ogni anno, si riuniscono il giorno prima del raduno (e cioè sabato 19 settembre) – l’imperativo è uno solo: prevenire le contestazioni. Ed è in questa ottica che si lascerà spazio alla vicesegretaria Sardone, tra le più applaudite dell’edizione 2025.

Le mire di Sardone su Palazzo Marino
In via Bellerio si mormora che la ‘pasionaria’ qualche settimana fa sia stata addirittura tentata da Futuro Nazionale. Pare però che il primo incontro con Roberto Vannacci sia andato male. Da allora Sardone sarebbe rientrata nei ranghi, stoppando le critiche al governo di centrodestra e a Salvini mosse nei mesi precedenti per riallinearsi con il segretario, certa di poter ottenere ciò che vuole: ovvero la candidatura a Palazzo Marino.

Un tempo vicina al segretario lombardo, Massimiliano Romeo, contro la fazione dei salviniani ‘duri e puri’ guidata dagli ex commissari regionali Fabrizio Cecchetti ed Eugenio Zoffili, l’eurodeputata avrebbe preso via via le distanze da Romeo e dal governatore lombardo Attilio Fontana, capifila dei “ribelli”. Non è dunque escluso che Sardone, vincitrice tra l’altro delle ‘primarie’ leghiste di fine giugno, possa avere la meglio sul forzista Matteo Perego di Cremnago e sul leader di Noi moderati, Maurizio Lupi, sostenuto da Ignazio La Russa. Nella spartizione delle candidature, a Fratelli d’Italia dovrebbe andare la scelta di chi far correre a Roma mentre Forza Italia pare più interessata alle candidature in altre città, alla fine dei conti.

Le frizioni in Regione Lombardia e il pressing di FdI su Fontana
Non se la passa meglio Fontana. A Palazzo Lombardia si sono riacutizzate le tensioni tra gli alleati e lunedì la riunione di Giunta ha assunto i contorni di uno psicodramma, con il governatore che, imbufalito, ha lasciato la sala sbattendo la porta, chiamando poi a rapporto gli assessori leghisti. La seduta dell’esecutivo lombardo è stata quindi sospesa e rinviata a giovedì. Il presidente era irritato per l’ostruzionismo degli alleati al rinnovo di Francesco Paolo Tronca a commissario al Pio Albergo Trivulzio, una protesta contro i piani dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, da sempre nel mirino dei meloniani lombardi. Indebolito dal deterioramento del rapporto con Salvini, Fontana appare meno protetto dagli attacchi degli alleati. Finora i colpi erano stati attutiti dai vertici nazionali di Fratelli d’Italia, mentre ora il pressing si è fatto incontenibile.

Intanto il coordinatore regionale di Forza Italia Alessandro Sorte chiede il riconoscimento del peso del suo partito in Consiglio dopo che un altro leghista, Riccardo Vitari, ha traslocato da Vannacci andando a raggiungere l’ex morattiano Luca Ferrazzi e l’ex FdI Pietro Macconi. I tre hanno così formato il primo gruppo consiliare regionale di FNV in Italia.

