Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, l’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2026

Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi hanno presentato l’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026. Alla presentazione hanno preso parte Gian Maria Gros-Pietro (presidente di Intesa Sanpaolo), Gregorio De Felice (chief economist della banca), Giuseppe Russo e Stefano Firpo (rispettivamente direttore e membro del comitato direttivo del Centro Einaudi). La ricerca, condotta su un campione di 1.800 capifamiglia titolari di un conto corrente, analizza le dinamiche degli investimenti finanziari delle famiglie italiane e ne mette in luce i comportamenti e le opinioni.

Risparmi, rischi e investimenti

Più della metà degli intervistati (56 per cento) risparmia, con una propensione media dell’11,9 per cento del reddito. Il risparmio è ritenuto indispensabile dal 28 per cento degli intervistati, ai massimi della serie storica. Tra le motivazioni dichiarate prevale la prevenzione (40 per cento) ma cresce, pur con piccoli numeri, anche il risparmio destinato a investire (6 per cento). Volatilità, scenari tariffari, inflazione inattesa e tensioni geopolitiche hanno inciso sul livello di allerta dei risparmiatori. Il ratio di avversione al rischio ha infatti raggiunto nel 2026 il record di 33,6 (era 20,5 nel 2025 e 8,1 nel 2017). I più restii sono i giovani tra i 18 e i 24 anni (84,0), per le cicatrici degli shock vissuti negli anni della formazione. Nonostante la volatilità, nel 2026 gli intervistati che dichiarano di aver acquistato obbligazioni, azioni e fondi negli ultimi 12 mesi superano i venditori. Il risparmio gestito registra la soddisfazione più alta tra le asset class.

Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, l’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2026
Presentazione dell’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2026 (Intesa Sanpaolo).

Casa, previdenza e assicurazione

La casa rimane il fulcro della ricchezza familiare – pesa due terzi del patrimonio medio, stimato in circa 320 mila euro. Il 79 per cento degli intervistati vive in abitazioni di proprietà. La previdenza complementare resta ferma al 22 per cento del campione. L’assicurazione è la «gamba più corta» della protezione familiare, con coperture sanitarie al 16,9 e long-term care al 13,9 per cento.