Finora nel dibattito politico sul futuro di Milano gli argomenti e i programmi sono stati carenti. L’attenzione è stata invece catalizzata dai nomi in corsa per la successione di Beppe Sala. La spiegazione è piuttosto semplice: la disparità di forze tra il favoritissimo centrosinistra e un centrodestra che annaspa spinge a guardare più il proprio ombelico che l’orizzonte meneghino. C’è però anche un’altra ragione: mentre le alchimie politiche alla House of cards solleticano cronisti e appassionati, pochissimi dedicano la giusta attenzione alle società controllate e partecipate, il vero terreno sul quale si gioca il futuro di Milano.

Le polemiche sulla super holding e l’idea di un assessore alle Partecipate
La centralità del tema è emersa anche di recente, quando l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte ha avanzato l’ipotesi di costituire una holding che raggruppasse le varie aziende, con lo scopo di armonizzare i vari piani industriali e gli obiettivi generali dell’amministrazione. La proposta ha suscitato polemiche per le possibili privatizzazioni di alcuni servizi, prospettiva che Conte ha smentito seccamente anche a Lettera43. La questione è stata discussa in alcune commissioni consiliari, ma essendo a fine mandato non ci sarà il tempo di giungere a una conclusione. «Le idee non invecchiano, questa potrà essere sviluppata dalla prossima amministrazione, a cui la mettiamo a disposizione», assicura Conte. Ma dalle parti del Pd e del centrosinistra, si avanza un’altra ipotesi: quella di una regia più politica che economico-finanziaria con la designazione di un assessore alle Partecipate, che, come già avvenuto in passato, faccia da raccordo tra gli obiettivi pubblici e gli strumenti operativi per perseguirli.

Milanosport, M4 e AMAT
Chiunque prenda il posto di Sala dovrà prendere decisioni determinanti su alcune partite che incidono profondamente sulla quotidianità dei milanesi. La scadenza più imminente è fissata al 31 dicembre 2026, quando finirà il mandato dell’attuale governance di Milanosport. Dopo l’approvazione del bilancio, verso la metà del 2027, bisognerà nominare quella nuova. Nel 2011 il centrosinistra conquistò Milano anche grazie a un programma che prevedeva la chiusura di Milanosport, allora molto in difficoltà e sovraccarica di funzioni. Con la vittoria di Giuliano Pisapia e la nomina di Chiara Bisconti ad assessora allo Sport, si decise invece di mantenerla operativa e controllata al 100 per cento, per focalizzarla sulla gestione delle piscine, che sul mercato non avrebbero trovato un equilibrio economico. Quindici anni dopo, il tema delle piscine comunali è una delle principali criticità che richiede scelte
politiche, più che una valutazione sull’operato della governance. È infatti necessario passare a una logica di città veramente pensata per chi ci vive e non prevalentemente sede di grandi eventi. Il tutto però senza rinunciare al beneficio di questi ultimi. Anzi, Sala ha aperto alla possibilità di una candidatura comune con Torino e Genova per le Olimpiadi estive, tema da studiare con grande attenzione perché – tanto per iniziare – serve uno stadio con pista di atletica e Milano non la possiede. Decisamente più tranquille sono invece le situazioni di M4, che gestisce la nuova linea blu della metropolitana, e AMAT, che si occupa di pianificazione del territorio e mobilità. Le governance scadono il prossimo anno: sui nomi si ragionerà alla luce dei nuovi equilibri dopo le elezioni, ma l’indirizzo strategico non è in discussione.
Il dibattito su SEA, tra fusione con Torino e rinnovo della governance
Tra le società la cui governance va in scadenza con l’approvazione del bilancio 2027 (quindi con nomine nel 2028), il caso più interessante riguarda SEA che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa. Il Comune di Milano la controlla con il 54,81 per cento, lo 0,06 è del Comune di Busto Arsizio, con il restante 45,01 per cento che fa capo a F2i/2i Aeroporti SpA, socio privato che detiene quote anche di altri hub nazionali. Qui la questione è duplice. La presidente Michaela Castelli è in carica dal 2018 (tre mandati consecutivi), mentre l’ad Armando Brunini regge la cloche da gennaio 2019. I risultati sono eccellenti: con l’attuale gestione ogni anno si migliora il record di passeggeri, di utili e di dividendi per le casse del Comune, arrivati intorno ai 100 milioni di euro. Il nuovo sindaco dovrà decidere se operare in continuità o cambiare rotta, ma questo si intreccia con la questione politica più rilevante: l’ipotesi di fusione con Sagat, che gestisce l’aeroporto di Torino, già foriera di diverse polemiche in Consiglio comunale. Si vedrà.

MM Spa e le società-chiave che scadono nel 2028
Con l’approvazione del bilancio 2027 andranno in scadenza altre società di fondamentale importanza per la collettività. SOGEMI (Società per l’Impianto e l’Esercizio dei Mercati Annonari all’Ingrosso), controllata al 100 per cento, gestisce il mercato alimentare e altri 15 mercati coperti di quartiere, oltre al progetto “Foody”, un piano di trasformazione del mercato annonario che vale 600 milioni di euro. A guidarla è Cesare Ferrero, presidente e dg, nominato nel 2016 da Sala proprio con lo scopo di rilanciare l’azienda, e confermato nel 2025 per altri tre anni.

Connesso al tema della filiera alimentare è il ruolo di Milano Ristorazione, nata nel 2000 e controllata al 99 per cento da Palazzo Marino. Guidata da Davide dell’Acqua, la società eroga 83 mila pasti al giorno e rappresenta quindi un asset fondamentale, soprattutto per l’impatto sull’opinione pubblica. A completare il tris è MM SpA, vero e proprio fiore all’occhiello del Comune, che la controlla al 100 per cento. La multiutility opera su cinque fronti industriali: ingegneria (progetta linee metropolitane anche all’estero), servizio idrico integrato, facility management, case popolari e gestione del verde, ultima funzione assegnatale in ordine di tempo. Non è azzardato affermare che si tratti di un benchmark a livello nazionale, quindi c’è massima fiducia nei confronti del cda guidato dal presidente Elio Franzini, nominato nel giugno 2025, e dell’amministratore delegato Francesco Mascolo.

Nel 2029 tocca a CAP, il gigante del Servizio idrico
Non tutti sanno che la gestione dell’acqua pubblica si divide tra Milano città e i Comuni dell’area metropolitana. Nel primo caso la competenza è della succitata MM, mentre della provincia si occupa il Gruppo CAP, colosso del settore con un fatturato di oltre 500 milioni di euro. La composizione societaria è molto diversa da quella di MM: il socio di riferimento è Sesto San Giovanni con il 9,9 per cento, Città Metropolitana segue con l’8,2 e il resto è suddiviso tra ben 133 Comuni del Milanese, 40 del Monzese, 20 del Pavese e uno del Varesotto. Milano non ne fa parte, ma il ruolo di Palazzo Marino è ovviamente centrale. La governance di CAP, in scadenza nel 2029, è saldissima: l’ex sindaco di Cornaredo Yuri Santagostino è stato nominato presidente nel 2023 e dal 2026 ricopre anche la carica di amministratore delegato, mentre il direttore generale Michele Falcone (già alla guida di Alfa Varese e Neutalia) è uno dei manager pubblici più quotati, non solo nell’idrico.

A2A e la partita della transizione ecologica
A2A è invece una partecipata, poiché il Comune di Milano e quello di Brescia ne detengono il 25,2 per cento ciascuno. Pertanto la governance deve essere pienamente condivisa. La multiutility opera nei settori energia, ambiente, acqua, calore e reti, con un ruolo strategico nella prospettiva della transizione ambientale. Si tratta dell’azienda più rilevante tra quelle che fanno riferimento a Palazzo Marino. Al timone c’è una coppia di manager molto stimati e rinnovati solo pochi mesi fa: dal 2023 il presidente è Roberto Tasca, economista e già assessore al Bilancio della Giunta Sala, mentre nel doppio ruolo di ad e dg dal 2020 c’è Renato Mazzoncini, figura apprezzata trasversalmente. Da qui al 2029 ce ne corre, ma entrambi paiono poter dormire sonni molto tranquilli.

Il vero nodo politico riguarda il futuro di ATM
Il primo nodo politico però riguarda il futuro di ATM. Nei prossimi giorni andrà scelto il rappresentante del Comune nel cda, al posto del dimissionario Pietro Galli. Storico collaboratore del sindaco, Galli ha fatto un passo indietro in seguito al coinvolgimento nell’inchiesta su Finalter, di cui è socio all’80 per cento, col restante 20 conferito a un trust riconducibile a Sala stesso. La scelta andrà inevitabilmente letta come un segnale strategico, come lo è stata la nomina di Christian Malangone, dg di Palazzo Marino con la prospettiva di un accordo con i privati del construction per creare un soggetto in grado di occuparsi di tutto ciò che avviene dopo la progettazione (affidata a MM), ovvero la parte di edilizia e poi la gestione delle linee, core-business di ATM. Il contratto di servizio è stato più volte prorogato e prima o poi si dovrà andare a una gara. Si parla di una probabile concorrenza dei francesi di RATP Dev, che in joint venture con una società di Singapore hanno da poco strappato la gestione della metropolitana di Copenaghen proprio ad ATM. RATP gestisce anche la linea sotterranea di Parigi e nutre ambizioni su Milano, ma l’arrivo degli stranieri sarebbe clamoroso per una città che può vantarsi di progettare (con MM) e gestire (con ATM) questi servizi anche all’estero. Il nuovo cda andrà nominato nel 2029, quando l’attuale ad e dg Alberto Zorzan avrà 72 anni.

C’è quindi un delicato incrocio tra il ciclo manageriale e quello politico, nel quale bisognerà decidere come affrontare anche le criticità legate ai conti, al prezzo del biglietto e alla necessità di potenziare le corse sia sul piano chilometrico (sono in arrivo le estensioni a Baggio e a Monza), sia su quello orario. Durante le Olimpiadi invernali è stato molto apprezzato il servizio esteso fino alle 2 di notte, come in diverse altre grandi città europee. Il tema dei costi è però rilevante, perché ci vorrebbero 6/7 milioni di euro ogni mese per garantire il servizio anche in assenza di grandi eventi. Proprio per questo la capacità di fare sintesi tra obiettivi politici e vincoli manageriali sarà determinante, così come tutte le scelte che il successore di Sala dovrà prendere su queste società.
