Un addetto ai lavori del settore, il politico più popolare del movimento progressista Usa e una ex voce di spicco del movimento MAGA. Tutti insieme, dopo gli allarmi lanciati negli ultimi giorni, per parlare dei pericoli legati a un’intelligenza artificiale fuori controllo, che se non altro ha il merito di aver messo d’accordo tutti. O quasi, vedasi Donald Trump. Succederà a San Francisco domani, martedì 15 settembre, all’evento Pro-Human Assembly promosso dal Future of Life Institute, organizzazione senza scopo di lucro che dal 2014 si batte contro i rischi su larga scala derivanti dalla tecnologia, con particolare attenzione a quello esistenziale rappresentato appunto dall’intelligenza artificiale.

I protagonisti più attesi dell’evento di San Francesco
L’addetto ai lavori è il ricercatore Jacob Coxon, che di recente si è dimesso da Anthropic (e aveva anche lavorato per OpenAI) avvertendo che l’intelligenza artificiale potrebbe distruggere l’umanità nel corso di un decennio. Il politico progressista è il veterano Bernie Sanders, senatore indipendente del Vermont ma da sempre dem. Poi ci sarà Steve Bannon, ex ideologo di Trump, che negli anni ha voltato le spalle all’attuale presidente Usa. «Gli oligarchi sono finalmente costretti ad ammettere di aver mentito fin dall’inizio sui pericoli di un’accelerazione priva di qualsiasi salvaguardia: hanno messo a repentaglio la nazione e l’umanità», ha dichiarato ad Axios.

Assieme a Coxon, Sanders e Bannon parleranno delle potenziali ripercussioni dell’IA – come gli sconvolgimenti nel mondo del lavoro, gli impatti ambientali e le vulnerabilità per la sicurezza nazionale – pure la senatrice Marsha Blackburn (repubblicana del Tennessee), il presidente del Congressional Progressive Caucus Greg Casar (democratico del Texas) e il membro dell’Assemblea di New York Alex Bores. Ma anche gli attori Ashley Judd e Joseph Gordon-Levitt, oltre all’arcivescovo di San Francisco Salvatore Cordileone e Walter Kim, della National Association of Evangelicals.
L’avvertimento dell’Onu sui pericoli legati all’IA
Proprio oggi, in una lettera inviata agli Stati e alle aziende leader a livello mondiale nel campo dell’IA, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha scritto che «l’attuale corsa verso un’intelligenza artificiale sempre più potente rappresenta un salto verso maggiori rischi esistenziali per ogni aspetto delle nostre vite». Türk, nella lettera, ha avvertito che l’IA potrebbe «paralizzare i servizi essenziali, frammentare le comunicazioni, destabilizzare le infrastrutture critiche e colpire al cuore stesso delle istituzioni democratiche».

Trump parla di «forze negative», Pechino di «allarmismo»
E sempre oggi, liquidando l’ultimo allarme di Dario Amodei di Anthropic secondo cui l’IA potrebbe presto essere in grado di guidare uno sciame di agenti capaci di prendere il controllo dell’intero Internet, ha parlato di una cospirazione da parte di «forze negative» e di una sola necessità, ovvero «avere un presidente forte» come lui. Trump, difendendo la corsa all’intelligenza artificiale, ha poi detto che «l’unico Paese a rallegrarsi» di una frenata è la Cina. La proposta di rallentare ha trovato l’immediato sostegno di due protagonisti indiscussi in America del settore, ovvero Elon Musk (SpaceX che controlla xAI) e Sam Altman di OpenAI. Poco dopo, tramite il portavoce del ministero degli Esteri, Pechino ha dichiarato che «allarmismo, confronto e competizione non faranno altro che ostacolare il processo di governance globale dell’IA».
