Wiktoff dopo la visita a Mosca e Kyiv: «Progressi sostanziali»

Steve Witkoff ha commentato con soddisfazione la missione del fine settimana a Mosca e Kyiv effettuata assieme all’altro inviato di Donald Trump (nonché genero del presidente Usa) Jared Kushner. «Sono stati compiuti progressi sostanziali, inclusi passi avanti nella pianificazione di ulteriori colloqui trilaterali», ha scritto su X, aggiungendo che Trump «sta lavorando duramente per fermare le uccisioni e verso una pace duratura e stabile». Ulteriori dettagli sono filtrati dall’Eliseo. Citando i negoziatori Usa, la presidenza francese ha infatti riferito di una «rinnovata disponibilità al negoziato» da parte della Russia «dopo le elezioni della Duma di Stato», ovvero la camera bassa dell’Assemblea federale della Federazione Russa, che si terranno dal 18 al 20 settembre.

Wiktoff dopo la visita a Mosca e Kyiv: «Progressi sostanziali»
Steve Witkoff e Jared Kushner ricevuti da Vladimir Putin (EPA/MIKHAIL METZEL/SPUTNIK/KREMLIN POOL).

Trump sente Putin e Zelensky

Secondo il Kyiv Independent, Trump avrà una conversazione telefonica con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky dopo il rientro dei suoi inviati dalla missione in Europa. Da parte sua, il Cremlino «non esclude la possibilità di una telefonata tra i presidenti russo e statunitense», ha spiegato Dmitry Peskov, portavoce di Putin, che ha inoltre definito la visita di Witkoff e Kushner «un piccolo passo verso la pace».

Wiktoff dopo la visita a Mosca e Kyiv: «Progressi sostanziali»
Steve Witkoff e Jared Kushner con Volodymyr Zelensky (Ansa).

Sale la tensione sull’asse Mosca-Berlino

Intanto aumentano le tensioni sull’asse Mosca-Berlino, innescate dal caso dei tentati attacchi con droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia. Come «misura di ritorsione» alla chiusura del consolato russo a Bonn, Mosca ha revocato «il proprio consenso all’attività del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania a San Pietroburgo», che dovrà chiudere i battenti entro il 18 settembre 2026. Il primo settembre il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul aveva appunto annunciato che la Germania avrebbe chiuso la sede diplomatica russa a Bonn (il 18 settembre) e rescisso l’accordo relativo alle attività della Casa Russa a Berlino, presunto covo degli 007 di Mosca. La replica del Cremlino non si era fatta attendere: poco dopo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov aveva comunicato la decisione di mettere i sigilli alle sedi del Goethe-Institut (istituto culturale ufficiale della Repubblica Federale Tedesca) a Mosca, San Pietroburgo e Ekaterinburg.