Pitti Pizza & Friend : La pizza non è uno sgarro

Stop ai luoghi comuni sulla pizza. Non è necessariamente uno “sgarro” da concedersi con senso di colpa; può trovare spazio anche nell’alimentazione di chi convive con il diabete; può fornire energia prima dell’attività sportiva; non obbliga a cancellare i carboidrati dal pranzo se si prevede di mangiarla la sera. E, se inserita correttamente nell’alimentazione, può diventare anche un’alleata del benessere. A smontare, punto per punto, alcuni dei falsi miti più diffusi è Liana Cammarano, biologa nutrizionista, intervenuta al Pitti Pizza & Friend, in programma in Piazza della Libertà a Salerno fino al 30 agosto. Ventuno forni, per sei giorni, raccontano uno dei simboli per eccellenza del made in Italy attraverso un’esperienza che mette insieme profumi, sapori, tecniche, identità e differenti modi di interpretare la pizza made in Campania. Cosa accade se, accanto al gusto, si prova a guardare la pizza anche dal punto di vista nutrizionale? Il primo luogo comune da superare è forse quello più radicato: la pizza come “sgarro”. «Non è un alimento dal quale dobbiamo difenderci – spiega Cammarano – né un premio da concederci dopo giorni di rinunce. È qualcosa che possiamo imparare a conoscere, scegliere e gustare senza sensi di colpa». La pizza può rappresentare un pasto completo, a condizione di costruirlo con equilibrio. «La base fornisce la quota di carboidrati, alla quale possono essere associate proteine – attraverso formaggi, pesce o salumi – una corretta quota di grassi, come l’olio extravergine d’oliva o la frutta secca, e le fibre delle verdure, da scegliere anche seguendo la stagionalità». Ed è proprio il rapporto tra pizza e glicemia a introdurre il secondo falso mito: l’idea che chi convive con diabete o utilizza insulina debba necessariamente rinunciarvi. «La pizza può essere inserita nell’alimentazione – sottolinea la biologa nutrizionista –imparando a scegliere la preparazione più adeguata». In particolari combinazioni, la presenza dei grassi può rallentare l’assorbimento dei carboidrati e modificare la risposta glicemica. «In alcune situazioni e in assenza di altre componenti proteiche o lipidiche, anche una pizza fritta può determinare una risposta glicemica diversa rispetto a quanto si potrebbe immaginare». Non significa, precisa la nutrizionista, che il fritto sia automaticamente preferibile o adatto a tutti: la parola chiave resta personalizzazione. Terzo luogo comune: pizza e sport non vanno d’accordo. Bisogna chiedersi prima di tutto quando e perché la si mangia. «Una pizza semplice, consumata con tempi adeguati prima di una performance sportiva, può fornire carboidrati utili a garantire energia ai muscoli. Diverso è il discorso dopo l’attività, quando bisogna valutare ciò di cui l’organismo ha bisogno per recuperare». E si arriva così al quarto falso mito, familiare a molti: stasera mangio la pizza, quindi a pranzo niente carboidrati. «Pranzo e cena sono due pasti differenti chiamati a sostenere esigenze metaboliche diverse. Non dobbiamo mettere in difficoltà il nostro organismo privandolo di ciò che gli serve». A pranzo si può prevedere una quota equilibrata di carboidrati, accompagnata ad esempio da pesce e verdure, anche se la sera è prevista la pizza. Da evitare la tentazione di “risparmiare calorie” sostituendo il pranzo con la sola frutta nell’attesa della cena. Quinto e ultimo luogo comune, e riguarda il nostro rapporto con il cibo. «La pizza non deve diventare un premio che dobbiamo meritarci perché siamo stati bravi a non mangiare prima, né qualcosa per cui sentirci in colpa dopo. È questo meccanismo che rischia di costruire un rapporto sbagliato con il cibo». Il Pitti Pizza & Friends, ideato da Maurizio Falcone e promosso dall’Associazione Alimenta, presieduta dallo stesso Falcone con Alfonso Aufiero vicepresidente, è organizzato con Effe Emme Eventi. La direzione tecnica è di Nunzio Mascolo. Ad accendere i ventuno forni presenti in Piazza della Libertà sono Antica Pizzeria Reginè di Salerno, I Due Fratelli di Salerno, Il Panuozzo di Gragnano – I Due Fratelli, 280 Grammi di Caserta, Brandi di Napoli, Pizza a Metro di Vico Equense, La Pizza di Umberto Falcone di Salerno, L’Angelo e il Diavolo di Salerno, Quanto Basta di San Giorgio del Sannio e Salerno, La Perla di Pulecenella di Salerno, Il Vicolo della Neve di Salerno, Antico Borgo di Nocera Superiore e la pizzeria San Matteo di New York. Con la Pizzeria Madison è presente un forno dedicato alle persone celiache, in collaborazione con AIC Campania – Associazione Italiana Celiachia. Tra le novità dell’edizione 2026 c’è la partecipazione del Maestro Cavaliere Giuseppe Corsini, riconosciuto come il primo pizzaiolo sordo d’Europa.

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