Il “boia di Srebrenica” Ratko Mladic, morto nel centro di detenzione delle Nazioni Unite all’Aia mentre stava scontando l’ergastolo per genocidio e crimini di guerra e contro l’umanità, avrà i funerali «con tutti gli onori militari e di Stato a cui ha diritto». Lo ha annunciato il ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
I crimini di guerra di Mladic
Ex comandante dei serbi di Bosnia, assieme a Slobodan Milosevic (all’epoca presidente della Serbia) e Radovan Karadzic (presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina) era ritenuto il terzo artefice della pulizia etnica durante la guerra di Bosnia: a suo carico il massacro di oltre 8 mila bosgnacchi a Srebrenica, compiuto nel 1995 assieme alle forze paramilitari di Arkan, e l’assedio di Sarajevo, il più lungo della storia moderna, nonché la presa in ostaggio di personale delle Nazioni Unite. Era stato arrestato il 26 maggio 2011 a Lazarevo, in Serbia, dopo 15 anni di latitanza, e successivamente estradato all’Aia: il processo a suo carico, iniziato l’anno successivo, si era concluso nel 2017 con la condanna all’ergastolo, poi confermata anche in appello nel 2021. Mladic, morto a 84 anni, durante la detenzione era stato colpito da diversi ictus.
