Il primo sondaggio dopo le elezioni e la pausa estiva è stato effettuato da Bidimedia tra il 22 e il 24 agosto e conferma ciò che molti si aspettavano: agosto non ha arrestato la crescita di Futuro Nazionale. Il partito di Roberto Vannacci sale all’8%, guadagna quasi un punto rispetto alla rilevazione del 6 agosto e supera Forza Italia, diventando la quarta forza politica italiana, alle spalle dei tre soli partiti ancora in doppia cifra: Fratelli d’Italia, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. È un dato destinato a pesare sugli equilibri politici e a imporre una riflessione al centrodestra. Tanto più mentre si avvicina l’approvazione di una legge elettorale fortemente voluta dalla maggioranza ma che, per come è stata finora impostata, rischia paradossalmente di penalizzarla considerando che per raggiungere il premio di maggioranza bisogna vincere con almeno il 42%. La somma aritmetica dei partiti dell’attuale centrodestra, senza Futuro Nazionale, si ferma infatti al 39,2%, perdendo quasi un punto in poche settimane. Soltanto allargando la coalizione a Vannacci si arriva al 47,2%, mantenendo un vantaggio sul Campo Largo, quotato al 44,7%. Futuro Nazionale, quindi, non rappresenta più una presenza marginale, ma diventa determinante per la competitività dell’intero schieramento. Anche i movimenti interni sono significativi. Fratelli d’Italia scende al 25,4% e perde lo 0,8%: è il calo più consistente registrato in agosto. All’opposto, Futuro Nazionale cresce dello 0,9%, risultando il partito che guadagna più di tutti. La Lega arretra ancora, scende al 4,8% e si avvia verso una crisi che rischia di diventare senza ritorno. Forza Italia, al 7,3%, è invece l’unica formazione del centrodestra a conservare sostanzialmente il consenso di inizio agosto. Qualche difficoltà emerge anche nel fronte del campo largo: il Partito Democratico perde lo 0,4% e si ferma al 21%, mentre il Movimento 5 Stelle recupera terreno e sale al 12,6%. Alleanza Verdi e Sinistra resta sostanzialmente stabile al 6,5%. Ancora più profonda potrebbe essere la rivoluzione al centro, che rischia addirittura di scomparire dalla rappresentanza parlamentare. Azione di Carlo Calenda scende al 2,8%, mentre Casa Riformista–Italia Viva arretra al 2%: entrambe resterebbero sotto la soglia di sbarramento del 3% e, se corressero autonomamente, fuori dal Parlamento. Un paradosso politico: proprio la nuova legge elettorale potrebbe cancellare le forze che ambiscono a rappresentare l’area moderata e riformista, costringendole a scegliere tra un’alleanza organica con uno dei due schieramenti o il rischio concreto dell’irrilevanza. Sarebbe una vera rivoluzione del sistema politico, con la definitiva polarizzazione del confronto e la scomparsa di uno spazio centrista autonomo. La rilevazione apre poi una partita interessante tra i partiti minori, soprattutto se la nuova legge elettorale prevederà il recupero del “miglior perdente” sotto la soglia del 3%. L’exploit è quello di Sud Chiama Nord di Cateno De Luca, che sale all’1,3% e diventa il maggiore tra i cosiddetti micropartiti. Seguono Noi Moderati, Più Europa, Progetto Civico Italia e Partito Liberaldemocratico, tutti intorno all’1%. Noi Moderati nel centrodestra e Più Europa nel centrosinistra sarebbero oggi, teoricamente, i migliori perdenti delle rispettive coalizioni, ma la competizione è tutt’altro che chiusa. Ricompare anche l’Udc di Lorenzo Cesa, quotato allo 0,7%. Decisamente deludente, invece, il risultato di Avanti PSI di Enzo Maraio, fermo a un assai modesto 0,6%. Numeri piccoli solo in apparenza: con le nuove regole potrebbero decidere chi entrerà in Parlamento e chi, invece, resterà fuori.
L'articolo Il sondaggio. Vannacci sorpassa FI proviene da Le Cronache.
