Battipaglia, blitz in un market: sequestrate carni e oltre 700 prodotti

Un’intera giornata di controlli, tra reparto macelleria, celle frigorifere, scaffali e deposito. È il bilancio di un’ampia operazione in materia di sicurezza alimentare condotta dal Corpo di Polizia Municipale di Battipaglia, insieme al personale del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Salerno, presso un esercizio di vicinato a prevalente vendita di generi alimentari situato in via Rosa Jemma. L’intervento ha interessato l’intera superficie commerciale e ha portato al sequestro di carni e prodotti alimentari, oltre che di centinaia di confezioni di prodotti di provenienza extraeuropea. Nel mirino degli operatori sono finite anche alcune irregolarità relative alla commercializzazione di prodotti cosmetici. Per la Polizia Municipale, le operazioni sono state dirette dal funzionario S. Ten. Massimiliano Corrado, responsabile della Sezione Polizia Amministrativa, Commerciale e Tributaria, con l’impiego del Lgt. Biagio Ferrara, del Lgt. Francesco Germano, del Lgt. Emidio Manzolillo e del M.llo Annarita Apostolico. Per l’ASL Salerno sono intervenute l’U.O.S.D. Prevenzione Collettiva, diretta dalla dottoressa Annamaria Nobile, e l’U.O.S.D. Veterinaria, diretta dal dottor Franco Consolvo, con la presenza dei dirigenti veterinari degli Ambiti Distrettuali 64 e 65 di Eboli e di un tecnico della prevenzione. L’accertamento più rilevante ha riguardato il reparto macelleria e la cella frigorifera destinata alla conservazione delle carni. Secondo quanto emerso durante il sopralluogo, il personale veterinario avrebbe riscontrato prodotti alimentari conservati in condizioni di grave promiscuità, con alimenti ammassati in spazi ristretti, privi di adeguata protezione, sovrapposti tra loro e, in alcuni casi, collocati a diretto contatto con il pavimento. Nel dettaglio, sarebbero stati rinvenuti carcasse di volatili, conigli e insaccati sfusi disposti a contatto diretto tra loro, oltre a frattaglie e parti bovine non adeguatamente trattate. Tra i prodotti sequestrati anche trippa non pulita, piedi di bovino e pezzi di grasso bovino con presenza di tratto intestinale ancora contenente materiale fecale. In alcuni vassoi di carne mista, inoltre, sarebbero stati collocati mazzetti di prezzemolo direttamente a contatto con il prodotto carneo. All’interno della stessa cella frigorifera è stato rinvenuto anche un cartone contenente prodotti dolciari confezionati, completamente inumidito e con tracce di sangue, collocato a diretto contatto con la carne. Nello stesso ambiente erano conservate anche confezioni di bevande destinate alla vendita, risultate visibilmente insudiciate. Particolare rilievo assume il rinvenimento di una testa di bovino divisa in due metà e comprensiva di bulbo oculare. Secondo quanto contestato dal personale intervenuto, si tratterebbe di materiale specifico a rischio di categoria 1, la cui detenzione è vietata dalla normativa europea in materia di prevenzione delle encefalopatie spongiformi trasmissibili. Il personale veterinario ha quindi proceduto al sequestro dell’intero quantitativo di carni e prodotti alimentari rinvenuti nel reparto macelleria e nella cella frigorifera, per presunte violazioni della legge 30 aprile 1962, n. 283, e del regolamento europeo n. 999/2001. La merce è stata sigillata e affidata in custodia sul posto, in attesa delle determinazioni dell’Autorità giudiziaria. Parallelamente, la Sezione Polizia Amministrativa, Commerciale e Tributaria ha passato al setaccio l’intero assortimento di prodotti confezionati esposti alla vendita, verificando, referenza per referenza, l’etichettatura degli imballaggi. Al termine dei controlli sono state sottoposte a sequestro amministrativo oltre settecento confezioni di prodotti alimentari e 120 chilogrammi di zucchero, per un totale di 27 referenze merceologiche di provenienza extraeuropea. I prodotti, secondo quanto accertato, riportavano etichette esclusivamente in lingua francese e araba, oppure soltanto in lingua araba, senza le informazioni obbligatorie in italiano e senza l’indicazione di un operatore responsabile stabilito nell’Unione europea o di un importatore. Ma la contestazione non riguarderebbe soltanto l’etichettatura. All’esercente sarebbe stata formalmente richiesta la documentazione relativa all’acquisto della merce, che non sarebbe stata prodotta né in formato cartaceo né digitale. Una circostanza che, secondo gli accertamenti, avrebbe interrotto la catena di rintracciabilità prevista dalla normativa europea, rendendo impossibile, in caso di allerta sanitaria, risalire al fornitore o procedere tempestivamente al ritiro dei prodotti dal mercato. Su tale presupposto è scattato il sequestro secondo il regime previsto dalla recente legge 21 aprile 2026, n. 75. Un ulteriore filone di accertamento ha riguardato il settore non alimentare. Sono stati sottoposti a sequestro anche alcuni prodotti cosmetici esposti alla vendita e privi di qualsiasi etichettatura in lingua italiana, nonché dell’indicazione della persona responsabile stabilita nell’Unione europea, prevista dal regolamento europeo n. 1223/2009. L’operazione si è conclusa con la redazione di distinti verbali di sequestro e di contestazione, con l’adozione delle misure di competenza dell’autorità sanitaria e con la trasmissione degli atti alle autorità competenti per i successivi provvedimenti. L’attività rientra nel programma ordinario di vigilanza sugli esercizi commerciali del territorio, svolto congiuntamente da Polizia Municipale e ASL Salerno. I controlli, fanno sapere dagli uffici, proseguiranno nelle prossime settimane con ulteriori verifiche mirate, in particolare sulla filiera dei prodotti alimentari di provenienza extraeuropea e sul rispetto degli obblighi di tracciabilità e corretta etichettatura.

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