L’amianto colpisce ancora

Giuseppe Caturano*

Il 7 agosto 2026, in piena estate, l’INAIL ha pubblicato la Circolare n. 36. Oggetto: istruzioni operative per l’accesso al Fondo per le vittime dell’amianto, riservato ai lavoratori delle aziende a partecipazione pubblica, in primo luogo i cantieri navali, che hanno contratto malattie amianto-correlate, ai loro eredi, e alle aziende stesse. Scadenza: 5 settembre 2026. Trenta giorni dalla pubblicazione del decreto interministeriale del 28 luglio. Le domande vanno inviate via PEC all’INAIL, pena l’inammissibilità. Il paradosso del Fondo L’uso dell’ amianto è vietato in Italia dal 1992. Trentaquattro anni fa. Eppure nel 2026 esistono ancora lavoratori malati (o i loro eredi) che devono fare domanda, raccogliere carte, mandare PEC entro trenta giorni, per accedere a un Fondo che esiste perché le aziende responsabili non pagano spontaneamente. Intendiamoci: la circolare è uno strumento utile, anzi necessario. Ma è proprio il fatto che sia necessaria che è incredibile. Il mesotelioma pleurale ha un’insorgenza tardiva di venti, trenta, anche quarant’anni dall’esposizione. Chi si ammala oggi ha respirato l’amianto nei cantieri degli anni Ottanta, magari quando era ragazzo. Ha spettato una vita, e adesso deve anche correre per fare domanda, entro il mese di agosto! Cosa dice di noi questo sistema Conosco bene le malattie amianto-correlate. Le vedo, ancora, nei referti, nelle denunce di malattia professionale, nelle storie delle persone (quelle ancora vive…) che si siedono davanti a me. E ogni volta mi faccio la stessa domanda: quanto di questo era evitabile? Quasi tutto: il divieto è del 1992, ma già negli anni ‘70, all’Università, apprendevo che l’amianto uccide! Il sistema che abbiamo costruito (fondi speciali, circolari operative, scadenze di trenta giorni) è il sintomo di una sconfitta collettiva, trasformata in procedura amministrativa. Il Fondo aiuta persone reali, in difficoltà reale. Ma quante di queste persone sanno della circolare? Quanti eredi, magari anziani, riusciranno a raccogliere la documentazione richiesta in tempo? Cosa fare (adesso!) Se lavorate o avete lavorato con aziende del settore della cantieristica navale o di altri comparti a partecipazione pubblica dove l’amianto era presente, se siete parenti o assistete lavoratori in quella condizione, fate girare questa informazione. La scadenza è il 5 settembre 2026. La domanda va inviata via PEC. Non è finita! L’8 agosto scorso era la Giornata Europea dell’Amianto. L’INAIL l’ha commemorata ricordando “una delle più gravi tragedie lavorative del Novecento”. Come se fosse finita. Invece no. Finirà tra qualche decennio, quando l’ultima persona esposta prima del 1992 avrà vissuto abbastanza da non ammalarsi più. Solo allora potremo dire che l’amianto è davvero storia. Fino ad allora, continuiamo a diffondere le circolari. E a sperare che arrivino a chi ne ha bisogno. * medico

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