di Erika Noschese
Uno stabilimento green, un lasciapassare per la nuova azienda che potrebbe sorgere, verosimilmente, in Irpinia. Lavoratori, sindacati e Rsu ieri mattina hanno aperto le porte dello stabilimento di via dei Greci ai cittadini per presentare quello che sarà, o meglio, potrebbe essere, il nuovo impianto, sulla base del progetto presentato dai Pisano per provare a ottenere, nel corso della Conferenza dei Servizi in programma il prossimo 26 agosto, il rinnovo dell’Aia che, di fatto, consentirebbe la ripresa dei lavori. «Siamo sempre fermi ormai da cinque mesi. I forni previsti nel nuovo progetto sono totalmente elettrici, quindi il progetto è completamente green e prevede la dismissione dei cubilotti a carbone, cosa che vedremo all’interno dello stabilimento. Noi siamo fiduciosi in vista della Conferenza dei Servizi che si terrà la prossima settimana e non ci resta altro che attendere», ha dichiarato Mimmo Volpe della Rsu, ribadendo che i cubilotti sono stati dismessi, non sono più riattivabili e che la demolizione avverrà nei prossimi giorni o nelle prossime settimane, «anche perché non è un’operazione semplicissima». I lavoratori oggi confidano «nella ripresa della produzione a Fratte, che, ribadiamo, per noi deve essere sempre transitoria, perché la delocalizzazione resta il nostro obiettivo. Il nostro futuro è la delocalizzazione, un percorso che l’azienda sta cercando di portare avanti concretamente da oltre un decennio, attraverso l’acquisizione di vari terreni in diverse province, incontrando però sempre barricate e non riuscendo, finora, a raggiungere l’obiettivo». Al momento non ci sono certezze sul nuovo sito produttivo, ma l’ipotesi più accreditata resta l’Irpinia. Dalla Fiom Cgil hanno aggiunto: «L’importante è lavorare e, qualora il progetto dovesse concretizzarsi, andremo lì». Come detto, ieri mattina l’impianto di via dei Greci è stato aperto alla cittadinanza con il solo obiettivo di illustrare dove sorgeranno i forni elettrici destinati a sostituire quelli che hanno portato alla chiusura delle fonderie. «Non abbiamo mai visto i cittadini schierati contro di noi. Non è mai stata tangibile una vera contrapposizione con i cittadini, tant’è vero che, con questo progetto, confidiamo di agevolare ulteriormente il rapporto con il vicinato e, magari, che questa esperienza possa essere propedeutica alla nuova fonderia. In altre parole, potrebbe essere la dimostrazione di ciò che può accadere in un altro territorio: senza odori, senza impatto e senza criticità per il territorio», ha aggiunto Volpe. Intanto, nella mattinata di ieri si è tenuta anche un’assemblea aperta delle maestranze delle Fonderie Pisano Salerno. L’assemblea è stata occasione per fare il punto sulle iniziative sindacali in corso e in programma, sulle prospettive che la Fiom Cgil rivendica di traguardare e per rendere ulteriormente note a tutti le problematiche che i dipendenti stanno affrontando. In merito agli incontri avuti nelle ultime settimane, sia con il Comune di Salerno e con l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania, sia con esponenti del Dipartimento Arpac di Salerno e con l’Asl Salerno, è emersa l’utilità dell’azione finora condotta, finalizzata appunto a sensibilizzare coloro che dovranno, a brevissimo, entrare collegialmente nel merito del nuovo progetto di revisione dell’Aia, che prevede, già per l’opificio di Fratte, la completa decarbonizzazione degli impianti. «La nostra sensibilizzazione, nel portare i temi del lavoro e del futuro, ha anche rivendicato il massimo livello tecnico nelle valutazioni da compiere, a garanzia di piena imparzialità rispetto alle proposte progettuali presentate dalla proprietà, che saranno discusse nella suddetta Conferenza. A noi quelle proposte convincono, per la loro capacità di tenere insieme, fin da subito, lavoro e salute, per una ripresa delle attività e per la possibilità che daranno di poter finalmente guardare a un vero percorso futuro dove, a partire dal tavolo Mimit già attivo a Roma, si aprirebbe una fase nuova della vertenza, nella quale dovrà parlarsi esclusivamente e celermente del nuovo stabilimento e dei nuovi investimenti da fare in altra area idonea. Dunque, teniamo a ribadire che, dinanzi a una prospettiva così articolata e complessa, nessuna istituzione locale, regionale o nazionale deve sentirsi esclusa dal fare la propria parte, ciascuna per le proprie competenze, per cercare di traguardare una possibile ripresa e, con essa, soprattutto e finalmente, l’avvio di nuovi investimenti in provincia di Salerno», ha dichiarato Francesca D’Elia, della segreteria provinciale Fiom Cgil Salerno. «Con la visita alle parti dello stabilimento interessate alla transizione, inoltre, i presenti hanno potuto constatare che, man mano, tutti gli impianti e le attrezzature interne di fusione con il vecchio processo alimentato a carbone sono in fase di smantellamento, per fare posto alla possibile installazione dei forni elettrici. In ultimo toccherà anche ai camini, dove occorrerà coinvolgere ditte specializzate, a ulteriore dimostrazione che nessuna fusione potrà più avvenire se non con tecnologie avanzate e compatibili con l’ambiente e la salute di tutti. Tuttavia, pur permanendo uno spirito positivo e propositivo con cui continueremo ad affrontare i prossimi appuntamenti, permane tra le oltre 100 maestranze e le loro famiglie un clima di forte preoccupazione, per la condizione attuale di incertezza e di redditi ridotti all’osso a causa della cassa integrazione e, ancora di più, per gli interrogativi sul futuro, laddove gli enti competenti dovessero prendere direzioni diverse da quelle da noi auspicate. Per queste ragioni, in attesa della discussione e dei giudizi che si apriranno il prossimo 26 agosto, l’assemblea, all’unanimità, ha deciso di tenere un presidio per mercoledì 26 agosto, dalle 9.30, presso gli spazi antistanti gli uffici della Regione Campania, sede di Salerno, in via Generale Clark 103, dove lavoratori e famiglie attenderanno gli esiti della Conferenza dei Servizi programmata per la stessa data».
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