Gaffe del Pd, che ha denunciato la presenza di scritte e simboli nazifascisti sui muri di una scuola primaria di Lucca che si sono poi rivelate essere le indicazioni di un cantiere. A sollevare per primo il caso era stato il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, che aveva parlato di «gesto gravissimo e intollerabile» sottolineando come fosse «ancora più odioso» perché rivolto contro una scuola, luogo di educazione e democrazia. Anche la senatrice dem Ylenia Zambito aveva preso posizione, collegando l’episodio alla memoria del fascismo e al ritrovamento del corpo di Giacomo Matteotti avvenuto proprio in quei giorni. Dopo l’indignazione, però, alcuni hanno fatto notare un particolare decisivo, ovvero che sulla scuola erano in corso lavori di rifacimento della facciata e che, quindi, quelli che sembravano simboli ideologici potevano essere più semplicemente segni lasciati dagli operai per indicare gli interventi da eseguire. E così era. A confermarlo è stato Enrico Bruni, consigliere comunale del Pd a Pisa, che aveva inizialmente segnalato le scritte e successivamente ha riconosciuto l’errrore. Le presunte rune erano frecce, mentre quella che sembrava una frase inneggiante al fascismo era in realtà «si fascia», un’indicazione di cantiere. Anche Mazzeo è intervenuto, scusandosi per la mala interpretazione: «Ho commesso un errore. Può capitare. Quando si sbaglia, è giusto dirlo e riconoscere l’errore».
