di Antonio Manzo
“È da un anno che aspetto di tornare in possesso del mio yacht. Hanno tentato di farmi una estorsione. Ora la barca è sequestrata per accertamenti del giudice civile”. Il bagnante che sogna il mare è sul porto di Sapri, lo stesso luogo dove la Guardia di Finanza, appena un anno fa, confisca uno yacht tra i beni per oltre 2,5 milioni di euro sullo sfondo dell’anarchia esistente sulle spiagge cilentane. L’uomo che non fa vacanze racconta la sua avventura. “Io mi reco al porto per far riparare la barca. Dopo tempo vado a ritirala e il figlio del proprietario del cantiere mi dice di rivolgermi al padre. Lui mi saluta ma arriva l’anziana moglie che parla e mi dice il prezzo dell’avvenuta manutenzione. Ben 40mila euro da sborsare. Rispetto al lavoro fatto capisco subito che è un tentativo di estorsione”. Lui preferisce imboccare la via del contenzioso civile a quella penale perché considera oberata di lavoro la Procura della Repubblica di Lagonegro che indaga sui misfatti dii Sapri, dagli appalti pubblici, ai lavori contestati e mai finiti, ad associazioni criminali che assediano la capitale del Golfo. Ma stavolta il caso è inquietante: c’un hangar al porto con numerosi yacht “sequestrati” per mancato ritiro dei proprietari. Un po’ strana questa disaffezione improvvisa di skipper nati e uomini di mare. Nell’anarchia sulle spiagge spunta anche il porto di Agropoli sequestrato per abusi edilizi non di poco conto. L’ indagine della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania svela piscine spostate, locali tecnici abusivi e pareti rocciose danneggiate dal mare se non addirittura sbancamenti non autorizzati. Nell’anarchia sulle spiagge cilentane conviene tornare al porto di Sapri per guardare meglio l’ambiente. Tra i beni sequestrati al personaggio campano dello slot machine “truccate” ci sono anche due appartamenti, uno a Napoli vicino al quartiere Vomero e l’altro a Grottaferrata, oltre che lo yacht ormeggiato nel porto di Sapri un pleasure yacht in posizione di contrabbando extra ispettivo. Come sia finito a Sapri uno yacht– battente bandiera delle Isole Cayman detenuto illecitamente nel territorio dell’Unione Europea è tutto da scoprire ma è un indizio della centralità della struttura campana nei circuiti criminali. Che ha rapporti ha. e con chi a Sapri, il promotore finito in manette che guida l’acquisto di apparecchi da gioco e li contraffà applicando falsi loghi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per farli apparire regolari? Nel viaggio sulle anarchie sulle spiagge c’è persino un capitolo sfuggito al pur attivo deputato Francesco Borrelli “terrore” dell’illegalità tollerata sui lidi campani. Il caso monstre sfuggito a Borrelli è quello della Calanca da Marina di Camerota dove Borrelli si è occupato ma senza andare fondo del caso. La scogliera è proprietà privata ma già demanio. Un tempo intatta e vergine l’area verso la Torre è stata piallata con sabbia prelevata alla Calanca per consentire l’ampliamento della spiaggia con una scaletta che permette l’accesso al mare. Un abuso edilizio, in pieno Parco Nazionale del Cilento, volutamente ignorato anche quando una draga recuperava la sabbia. Alla Calanca di Marina di Camerota il caldo infernale di questi giorni ha colpito gli stessi bagnanti, per ristorati dai tir di acqua, bevande e cibarie varie fornite per tutte le strutture turistiche della zona fornite dalla GMA Cilento del fornitore principe che è il sindaco di Camerota Peppe Scarpitta. A Palinuro si sequestrano ombrelloni e sedie a sdraio illegali sulle spiagge libere ma nessuno nota il grave disordine. La denuncia di Borrelli e la richiesta di controlli a chi finisce? Nell’anarchia sulle spiagge c’è una iniziativa meritevole per la inclusività e sostegno alle fasce più deboli: sono questi gli obiettivi che il Piano di Zona Ambito S9 persegue da sempre attraverso azioni concrete e progetti realizzati in tutti i comuni afferenti all’ambito. In tale direzione si muove l’iniziativa che, ormai da diversi anni, interessa i comuni costieri da Palinuro a Sapri: allestire punti spiaggia dedicati alle persone con disabilità, per consentire loro di accedere al meraviglioso mare del Cilento. Sono in totale sette le spiagge attrezzate per i disabili e munite di sedia Job, strumento che consente l’ingresso in acqua in maniera semplice e agevolata. L’accessibilità, tuttavia, non si limita alla sola attrezzatura: nei punti spiaggia allestiti sono sempre presenti operatori specializzati che assistono le persone con disabilità durante l’intera permanenza. «Ormai da tempo mettiamo in campo il progetto a sostegno dei disabili, per permettere loro di usufruire del nostro bellissimo mare», ha affermato la coordinatrice del Piano di Zona S9, Gianfranca Di Luca. «Ogni anno impieghiamo somme dedicate, circa 10mila euro, sia per l’acquisto di attrezzature specifiche, sia per garantire l’assistenza costante di personale qualificato al fianco dei bagnanti». Quando basta poco denaro pubblico per progetti seri.
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