Bologna, verifiche del Viminale sul sindaco Lepore e sulla piazza «non concordata»

Il Viminale ha avviato un’istruttoria interna per verificare se il presidio convocato dal sindaco di Bologna Matteo Lepore per esprimere solidarietà ai familiari di Abderrahim Fakir, il 43enne morto domenica durante un fermo di Polizia, fosse stato concordato con questura e prefettura. Secondo il Comune erano state informate per tempo, eppure, filtra dal ministero dell’Interno, non sarebbe stato presentato alcun formale preavviso per l’uso della piazza. Il capogruppo alla Camera di FdI Galeazzo Bignami, bolognese doc, ha chiesto le dimissioni di Lepore e anche il leader di Azione, Carlo Calenda, lo ha criticato. A spezzare l’isolamento è arrivato però il sostegno di tanti sindaci del centrosinistra, da Gualtieri a Sala, da Manfredi a Salis. In 35 hanno sottoscritto una lettera: «Il sindaco si è assunto la responsabilità di chiedere verità e giustizia. Le successive violenze e danneggiamenti appartengono esclusivamente a chi li ha compiuti e meritano la più ferma e netta condanna».