L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi

Ormai quel che succede nella Lega è tutto «made in Verdini». È la battuta velenosa che più circola tra i leghisti di lungo corso, dirigenti e parlamentari, che, a torto o a ragione, identificano nella donna del capo – un leitmotiv nella storia secolare della politica e in quella decennale di via Bellerio – l’origine della fase decadente di Matteo Salvini.

L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi
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L’ombra dei Verdini sulla Lega: dalle accuse di ingerenza al ruolo di Davide Vecchi

Francesca Verdini e la fastidiosa etichetta di “Yoko Ono di via Bellerio”

La linea è stata superata con quel «cafone» gridato da Francesca sul prato di Pontida in risposta a chi contestava Matteo al termine del funerale di Umberto Bossi, il 22 marzo scorso, chiedendo al segretario di riconsegnare la Lega ai militanti. E se non suscitava molte simpatie prima, da allora la figlia di Denis Verdini fatica a staccarsi di dosso l’etichetta della “Yoko Ono di via Bellerio“. A seguire le sono state addossate molte colpe, tra cui anche il ravvedimento last minute di Salvini e il mancato accordo con Luca Zaia per la formazione di un partito del Nord all’interno della Lega.

Il documentario con Davide Vecchi sul caso David Rossi

Ed è così che, nel flusso di notizie che alimentano questa narrazione interna, gira da giorni nelle chat di leghisti la locandina digitale del documentario in uscita per la Casa Rossa, la società di produzione di Verdini. Nel post, pubblicato sulla pagina social della Casa rossa il 13 luglio, compare di profilo il volto di Davide Vecchi, da qualche mese guru della comunicazione leghista, voluto si dice proprio da Francesca. Il caso David Rossi è il titolo del documentario, disponibile sul canale YouTube della casa di produzione a partire dal 17 luglio.

«David Rossi: un volo nel vuoto. Tredici anni di silenzi, omissioni e verità negate», si legge in un altro post. «Dopo i successi delle precedenti produzioni true crime, La Casa Rossa torna a indagare nei meandri più oscuri della cronaca italiana, continuando a usare il linguaggio della docu-serie per fare luce dove le ombre sono più fitte», si continua. «Siamo orgogliosi di annunciare Il caso David Rossi, una nuova miniserie sul mistero di Rocca Salimbeni che sarà vostra da venerdì prossimo». E si assicura: «Guidati dall’esperienza e dal coraggio di Davide Vecchi, il giornalista processato e poi assolto per le sue inchieste sul caso, ricostruiremo i tasselli di un dramma derubricato per due volte a suicidio e che oggi, finalmente, vede una clamorosa svolta giudiziaria con l’ipotesi di omicidio. Preparatevi a un viaggio scomodo ma necessario».

Le fibrillazioni nella squadra della comunicazione

Insomma, un’operazione giornalistica che non avrebbe nulla di strano. Una società che produce il documentario di un cronista che ha seguito la vicenda giudiziaria. Sennonché ormai tutto quello che succede attorno a Vecchi sembra creare agitazione nella Lega. Il suo inserimento alla guida della comunicazione è stato vissuto come un’ingerenza della famiglia nel partito. E l’uscita dello storico portavoce di Salvini, Matteo Pandini, che è passato di recente alla guida della comunicazione di Enav, oltre alle defezioni che si registrano nel gruppo dell’ufficio stampa, non migliorano certo il clima. I rapporti con i giornalisti poi non sarebbero migliorati, le interviste di Salvini ai quotidiani sarebbero ormai rarefatte. Mentre il ruolo del nuovo portavoce, Cristiano Bosco, pare essere limitato all’alimentazione dei canali social e WhatsApp.