Salerno/Nocera Inferiore. Un arresto in carcere, cinque ai domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta sulla maxi truffa da 160 milioni di euro con il superbonus tra l’Agro nocerino, Valle dell’Irno, capoluogo e area sud della provincia di Salerno. Il blitz è stato firmato ieri mattina dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economica-Finanziaria di Salerno, al comando del colonnello Antonio Specchia, che hanno eseguito un’ordinanza cautelare, emessa dal gip del locale tribunale su richiesta della Procura salernitana, diretta da Raffaele Cantone. Su 294 indagati in totale, alcuni avrebbero fatto parte di due associazioni per delinquere finalizzati alla frode relativa ai bonus edilizia, capeggiate ognuna da un consulente o da un commercialista e una terza area dove si curava il riciclaggio. In carcere è finito il 42enne Nicolas Giordino, originario di Agropoli ma residente a Mercato San Severino. Su disposizione del giudice ai domiciliari sono stati ristretti: il 60enne Giovan Battista D’Elia di Bellizzi, il 63enne Giuseppe D’Ambrosio di Sicignano degli Alburni, il 44enne Pantaleone Avallone di Nocera Inferiore, il 30enne Antonio Santoriello di Nocera Superiore, e il 58enne noto imprenditore Agostino Orilia di Cava de’ Tirreni, quale Amministratore di fatto della Orilog srls, e all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria il 54enne Nicola Fimiani di Mercato San Severino. Per gli inquirenti salernitani avrebbero fatto parte della prima associazione avrebbero fatto parte il consulente D’Elia, considerato promotore e organizzatore, e il suo braccio destro D’Ambrosio. Del secondo gruppo avrebbero fatto parte Avallone amministratore di fatto della Assicel e Giordino (commercialista), considerati i promotori e gli organizzatore dell’associazione, e Santoriello e Fimiani, considerati quali semplici partecipi: si sarebbero serviti della Assicel srl, ditta nel settore elettronico con sede a Nocera Inferiore, Salerno e Avellino, acquisendone quote societarie per commettere più diritti tributari, contro il patrimonio dello Stato ville di riciclaggio e di bancarotta fraudolenta.
Nel terzo capitolo tra gli altri ci sarebbe Orilia che si sarebbe attivato per il rimborso di crediti d’imposta. Nel collegio difensivo tra gli altri gli avvocati Vincenzo Calabrese, Federico Conte, Carmine Guadagno, Guglielmo Giarracino e Francesco Vicidomini. L’inchiesta delle fiamme gialle ruota attorno alle truffa aggravata ai danni dello Stato, a reati fallimentari e tributari. Secondo l’ipotesi accusatoria, le due associazioni avrebbero ideato e gestito un articolato meccanismo finalizzato alla creazione e alla successiva monetizzazione di milioni di euro di crediti d’imposta fittizi, generati attraverso l’indebito utilizzo delle agevolazioni previste dai bonus edilizi, tra cui il Bonus Facciate, il Superbonus 110%, I’Ecobonus e il Sismabonus.
Il 17 giugno scorso, le fiamme gialle avevano eseguito il sequestro preventivo di crediti e disponibilità ritenuti di provenienza illecita, per un valore complessivo di circa 160 milioni di euro. Sono state individuate operazioni ritenute sintomatiche di condotte di riciclaggio e autoriciclaggio per un ammontare complessivo di circa 17 milioni di euro che sarebbero state realizzate, in alcuni casi, anche mediante il trasferimento di ingenti somme di denaro verso Paesi asiatici come la Cina, l’India e il Pakistan.
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