di Aldo Primicerio
“Nonsense” (poi lo scriveremo senza virgolette) è quella parola, frase o situazione che equivale a sciocchezza, assenza di logica e di significato, ad una assurdità, quindi senza un senso, ma che alla fine ha uno sfondo positivo. E perché? Perché permette di sganciare il cervello dai pensieri pesanti, di indurre sentimenti favorevoli, di ricaricare le energie e alla fine di ritrovare un “sisense”, un senso sano e positivo, insomma di farci persino una risata sopra.
Sono tre le parole, e le questioni che vi sono dietro, espressioni dell’ordine dominante che questa settimana ci hanno suscitato impressioni di nonsense.
La prima è il nucleare. Come molti voi sanno il 4 scorso la Camera ha approvato la proposta di legge n. 2669 che dispone in materia di energia nucleare, e che quindi ammette la possibile reintroduzione in Italia anche dell’energia nucleare prodotta con il metodo, rischioso e dannoso, della fissione.
Una soluzione inammissibile, per ragioni logiche e giuridiche
La ragione logica è che non sarebbe realizzabile prima di dieci anni, e quindi senza alcuna convenienza in una fase di grave crisi economica in cui i miliardi occorrenti per il nucleare servono oggi per ragioni ben più serie e giustificate. Poi c’è l’insolubile problema delle scorie, i cui effetti inquinanti durano per millenni e millenni, e che, con l’andare del tempo, non si saprebbe più dove e come isolare. Infine c’è il gravissimo problema del rischio all’umano ed all’ambiente. La seconda ragione è quella giuridica. Infatti la proposta legislativa contrasta palesemente con la deliberazione popolare contraria al nucleare, espressa con i due referendum del 1987 e del 2011, i quali, per costante giurisprudenza costituzionale, non possono essere contraddetti dal Legislatore. La Corte costituzionale, infatti, ha ripetutamente sancito che resta fermo l’obbligo del legislatore di osservare i limiti relativi al divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volontà popolare. Non so se questo Governo arriva a capirne il nonsense ed a percepirne las incostituzionalità.
Il secondo nonsense è il partito di Vannacci, una finta novità generata dal capitalismo, padre di tutti i partiti esistenti in Italia
Futuro Nazionale, il suo partito, è pieno di pecche e di criticità. Innanzitutto le posizioni estremistiche sulla remigrazione, una sorta di deportazione dei migranti, e quelle divisive su sessualità e minoranze. Poi l’inadeguatezza del partito, distante anni luce dalle logiche associative dalle battaglie culturali che devono caratterizzare una forza politica. Insomma, un partito senza storia e senza essenza e quindi inadeguato. Ed ancora, il suo sovranismo destinato all’isolamento, che ne fanno un partito di pura estrema destra non fisiologicamente funzionale a nessuno schieramento politico riconoscibile. Per di più un partito che si dichiara anti-sistema, ma che invece ne è la più autentica espressione. Insomma una autantica, pura, vera finta novità. Un bluff.
Il terzo nonsense è la finta interpretazione scandalistica escogitata dal centrodx sulla patrimoniale della Schlein.
Come molti sanno, il segretario del Pd Elly Schlein si è espressa a favore di una imposta patrimoniale sui super ricchi. Una uscita inavveduta ed incauta, perché i “giornali” della destra l’hanno subito messa al muro per essere giustiziata, ritenendola impropriamente estesa a tutti i cittadini. Il solito finto cavallo da cavalcare a propri fini. In effetti la Schlein, è vero, non vanta boccoli biondi ed incedere avvenente. Ma, disponendo di una solida cultura, una laurea in giurisprudenza, una forte esperienza di volontariato al fianco di Barack Obama, ed una grande visione internazionale, scorge – nella imposta che piace alla California sui super ricchi della Silicon Valley – una buona idea da calibrare anche da noi. Infatti ricordiamo a chi se lo dimentica che in Italia il carico fiscale grava quasi interamente su lavoratori dipendenti e pensionati. In pratica appena 11 mln di contribuenti, cioè il 20% della popolazione, pagano l’85% di tutta l’Irpef, metre il 43% degli italiani risulta a carico e dichiara zero. Tra questi – senza offesa per nessuno – tutti quei professionisti, tecnici e artigiani che lavorano sì dignitosamente, ma che si fanno pagare cache, solo a nero, elud-tasse. Per scendere ancora più in profondità, e citando Forbes ed il rapporto di Knight Frank Wealth, in Italia gli individui con un patrimonio netto superiore a 30 milioni di dollari (UHNWI) sono 15.433, oltre i 5 mln sono 88mila, oltre 1 mln di dollari sono 472.mila, almeno 500mila sono 115mila, mentre i miliardari sono 79. Se si restringe il campo a chi detiene oltre 100 milioni di dollari, la stima scende a circa 3.100 persone.
Ed allora chi mettere al muro sotto il tiro di un plotone d’esecuzione?
La patrimoniale della Schlein sui super ricchi? O l’invenzione della destra di voler mettere le mani nelle tasche di tutti i cittadini? Spero di non sbagliare se invito a valorizzare la proposta di Elly, che prende in considerazione il Billionaire Tax Act della California, che prevede una imposta una tantum del 5% sui patrimoni superiori al miliardo di dollari, ripartita in cinque anni, magari ricalibrandola con intelligenza sulla situazione italiana. Elly è stata incauta, non nel pensare a questa proposta ma nel non corredarla di numeri, come sarebbe stato necssario per non sollevare il polverone dei noti facili incolti del governo e dei media italiani. Stabilire come fare non è facile, ma non è certo impossibile. Bisogna incrociare varie fonti statistiche che usano classificazioni differenti. Ed è qui che possono venirci incontro le intelligenze artificiali, come abbiamo fatto noi, nel nostro piccolo, per documentarci sui numeri. Consiglierei di nominare una commissione di non più di 5-6 esperti, che interpellino Perplexity, ChatGPT, Gemini di Google, Claude di Anthropic, Copilot di Microsoft. C’è di più. Dopo aver consultato le grandi I.A. appena citate per avere un quadro d’insieme, gli esperti potrebbero fare un ulteriore passo avanti e consultare piattaforme specializzate nell’analisi dei dati dei grandi patrimoni. Pensiamo soprattutto a PitchBook, dotata di enormi database sul mercato privato, essenziale per tracciare i capitali dei super ricchi. E poi Addepar, che aggrega e visualizza i portafogli dei clienti in tempo reale. Ed infine Masttro, un software di reporting patrimoniale ottimizzato per i family office, questi nuovi “mostri sacri” del professionismo finanziario che gestiscono il patrimonio di famiglie ed alto reddito in maniera olistica. Che vuol dire olistico? Che l’obiettivo è preservare, proteggere e far crescere la ricchezza nel tempo, per tutta la vita, in più agevolando il passaggio generazionale. Neanche i super ricchi si lamenterebbero di una patrimoniale che farebbe vivere meglio tutti i cittadini di questo Paese da sempre fiscalmente ingiusto.
Che sia una lezione per gli incolti del nonsense della destra. E non solo per loro.
L'articolo Nucleare, Vannacci, patrimoniale. I nonsense dell’ordine dominante proviene da Le Cronache.
