Salerno Letteratura: grave l’assenza di Paolo Flores d’Arcais

Michele Capone

Sabato ha preso il via Salerno Letteratura 2026. Ho assistito ad una degli eventi tenutosi a Palazzo Fruscione: – Tanti Auguri, Repubblica- ottant’anni tra conquiste e promesse da realizzare. Hanno parlato della costituzione e della sua evoluzione, Cinzia Sciuto, direttrice di MicroMega e lo storico Salvatore Romeo. Avrebbe dovuto esserci Paolo Flores d’Arcais che ha declinato l’invito dopo la vicenda Erri De Luca. L’incontro è stato seguito con attenzione da una sala occupata da numerosi ascoltatori. In questi giorni che hanno preceduto il Festival letterario, sui social si sono susseguite una serie di giudizi negativi. I “leoni da tastiera” concluse le elezioni e il campionato di calcio, hanno dirottato i loro strali su Salerno letteratura. Critiche spesso ingenerose e legate ad una sorta di risentimenti personali. Critiche analoghe a quelle che i “tifosi” rivolgono alla Salernitana. Un provincialismo pervicace, quello che denigra a priori, come quelli che criticavano Di Bartolomei perché non correva, purtroppo per loro Ago era un campione e portò i granata in B dopo 25 anni. L’esempio per dimostrare che uno dei difetti dei mei concittadini è di non riconoscere che ci sia qualcuno più bravo, come quegli architetti che snobbano Chipperfield e Bohigas. Detto questo bisogna però rilevare alcuni elementi di riflessione sull’ evento Salerno Letteratura. La vicenda Erri De Luca, è stata gestita male dai due condirettori. Paura che dimostranti con la bandiera palestinese avrebbero preso d’assalto la sala dove avrebbe dovuto parlare Erri De Luca? Sembra poco plausibile. Sarebbe stato più probabile trovarsi tifosi granata a contestare De Giovanni, non come scrittore, ovviamente, ma come ultrà azzurro. Al di là dell’ironia (niente contro lo scrittore De Giovanni, posso assicurare che i tifosi granata hanno altro a cui pensare), l’esclusione, come sostiene Erri De Luca, o semplice spostamento di location come sostengono gli organizzatori, ha portato pubblicità negativa all’evento e a Salerno. Una conseguenza che potrebbe portare, se non già avvenuta, De Luca, Vincenzo, ad una tiratina d’orecchie ai due condirettori. Morale della favola. Dopo oltre 10 anni è il caso di ripensare a Salerno Letteratura, una sorta di “reingegnerizzazione” dell’evento. L’assenza di Flores d’Arcais è grave. Non parliamo di uno scrittore che veniva per promuovere un libro. Si può essere o meno d’accordo con Flores d’Arcais, ma parliamo di un intellettuale che partecipa alla formazione del pensiero politico. Insomma Salerno Letteratura deve fare un passo avanti. Un posto dove a discutere dell’attualità, del pensiero politico e filosofico, siano i protagonisti, quelli a cui fa riferimento l’opinione pubblica, che leggono la realtà oltre gli schemi convenzionali. La nuova amministrazione comunale, in materia di cultura, ha molto da fare. Oltre a patrocinare manifestazioni di quartiere, ha il compito di coltivare la crescita culturale dei cittadini, offrendo servizi di qualità. Insomma se per l’urbanistica ci si è affidati ad archistar (senza ironia), è ora che in campo culturale ci si affidi ad archistar della cultura, cominciare a superare il provincialismo culturale che frena la crescita culturale della città. Analogo discorso vale per lo sport, ma questa è un’altra storia

L'articolo Salerno Letteratura: grave l’assenza di Paolo Flores d’Arcais proviene da Le Cronache.