Seggi chiusi per il secondo turno delle elezioni comunali. Gli aventi diritto sono andati al voto per il ballottaggio nei centri sopra i 15 mila abitanti, 42 in tutto, tra cui sei capoluoghi di provincia. Guardando ai risultati del primo turno, i candidati espressione del centrodestra partivano in vantaggio a Lecco (con Filippo Boscagli), Macerata (con Sandro Parcaroli) e Arezzo (con Marcello Comanducci). Il centrosinistra era invece avanti ad Agrigento (con Michele Sodano), Trani (con Marco Galiano) e Chieti (con Giovanni Legnini). L’affluenza ai ballottaggi si è attestata attorno al 54 per cento, con un calo di otto punti rispetto al primo turno. Ecco i risultati.
Agrigento
Sodano, candidato del centrosinistra, è eletto sindaco di Agrigento: niente da fare per il rivale di centrodestra Dino Alonge.
Arezzo
Ad Arezzo ha vinto Comanducci, candidato del centrodestra, che ha staccato di circa nove punti il rivale Vincenzo Ceccarelli.
Chieti
A Chieti è stato eletto sindaco Legnini del centrosinistra, che ha superato Cristiano Sicari di circa cinque punti.
Lecco
A Lecco Boscagli, candidato del centrodestra, ha sopravanzato Mauro Gattinoni di circa quattro punti.
Macerata
A Macerata ha vinto Sandro Parcaroli: il candidato del centrodestra ha staccato Gianluca Tittarelli del centrosinistra di quasi otto punti.
Trani
A Trani Galiano ha battuto Angelo Guarriello, staccandolo di oltre due punti. Sono stati dunque confermate tutte le indicazioni del primo turno.
Non solo capoluoghi: il ballottaggio a Vigevano
I fari erano poi puntati anche su Vigevano (Pavia), il Comune più popoloso chiamato al voto in Lombardia: Furio Suvilla, appoggiato da Roberto Vannacci e capace al primo turno di raggiungere il 14,21 per cento (5 punti in più della Lega) aveva invitato i concittadini a votare scheda bianca o nulla al ballottaggio, che non l’ha visto protagonista. Ebbene, dopo un ribaltamento rispetto al primo turno Vigevano resta al centrodestra: il candidato di Forza Italia Paolo Previde Massara ha infatti prevalso su Rossella Buratti, sostenuta dall’intero campo largo, che l’aveva staccato di una decina di punti nel voto del 24-25 maggio.
