L’allarme di Panetta: «Con la guerra nel Golfo rischio inflazione al 6 per cento»

«Negli scenari più sfavorevoli, un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente 1 punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27» nell’Eurozona, «con l’inflazione che potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo, via via che lo shock energetico si trasmette a un numero crescente di settori». Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta in occasione della Relazione annuale. Tanti i temi affrontati: dall’AI al lavoro, fino al debito pubblico e alle già citate ripercussioni della crisi in Medio Oriente.

L’allarme di Panetta: «Con la guerra nel Golfo rischio inflazione al 6 per cento»
Un momento del discorso di Fabio Panetta (Imagoeconomica).

Parlando della situazione in Medio Oriente, Panetta ha spiegato che «è difficile stabilire quanto dureranno le ostilità e quanto sarà stabile l’assetto che seguirà». In ogni caso, ha detto il governatore di Bankitalia, «i danni alle infrastrutture energetiche continueranno a pesare sulle forniture», in quanto «i costi di trasporto e assicurazione per la navigazione nello stretto di Hormuz rimarranno alti a lungo». L’incertezza, ha aggiunto, «è destinata a restare elevata, ostacolando la pianificazione di famiglie e imprese e frenando i consumi e gli investimenti».

Panetta: «Sull’IA la rapidità di azione è cruciale»

Tra i temi affrontati, come detto, anche l’intelligenza artificiale: «In questo campo la rapidità di azione è cruciale. L’Unione europea ha definito regole per l’uso dei modelli e delle informazioni, una strategia per lo sviluppo del settore e programmi di investimento dedicati. Eppure i ritardi nell’attuazione delle iniziative già avviate rischiano di frenare i progressi e di ampliare il divario con le altre grandi economie». Lo sviluppo dell’IA, ha avvertito Panetta, «deve restare al servizio della persona e della società, non della concentrazione del potere tecnologico». La rivoluzione dell’intelligenza artificiale «non produrrà spontaneamente benessere condiviso: deve essere governata».

Cosa ha detto Panetta sulla velocità delle misure Ue

Panetta nel suo discorso ha poi rilevato che l’instabilità internazionale «non lascia spazio a esitazioni o risposte parziali» e che «l’efficacia delle riforme dipenderà dalla capacità dell’Europa di superare gli ostacoli che troppo spesso ne rallentano l’attuazione: negoziati lunghi, compromessi al ribasso, applicazioni nazionali disomogenee, risorse annunciate ma non mobilitate». Le priorità «sono state individuate» e il compito, ha osservato il governatore della Banca d’Italia, «è trasformarle in decisioni tempestive, finanziamenti adeguati e risultati concreti».

Le parole sul problema dell’elevato debito pubblico

Panetta si è poi soffermato sull’annoso problema dell’elevato debito pubblico italiano, che supera i 3 mila miliardi di euro, chiedendo al Paese di imboccare «con decisione un sentiero che consenta di ridurre stabilmente il suo peso», in modo da «liberare risorse per la spesa sociale e per lo sviluppo». Secondo Panetta «occorre facilitare il salto tecnologico delle imprese, rafforzare il capitale umano, orientare il risparmio verso investimenti produttivi, accompagnare i lavoratori nei cambiamenti che la nuova economia richiederà».