Midterm, dopo la disfatta i Repubblicani scaricano Hegseth

La Camera dei rappresentati degli Stati Uniti, passata a maggioranza democratica dopo le elezioni di midterm, potrebbe votare già la prossima settimana per mettere sotto accusa Pete Hegseth. Come riportano varie testate americane, il capo del Pentagono è finito nel mirino di buona parte dei suoi colleghi di partito, che lo ritengono il principale responsabile del costoso e inconcludente conflitto in Iran, motivo della batosta elettorale. Il deputato repubblicano del Kentucky, Thomas Massie, ha detto alla CNN di voler avviare una votazione per l’impeachment di Hegseth alla ripresa dei lavori del Congresso.

Non è da escludere un siluramento da parte di Trump

Molti big repubblicani, per ora restii a criticare Donald Trump per la guerra all’Iran, ritengono che Hegseth abbia avuto un ruolo chiave nel convincere il presidente Usa ad attaccare la Repubblica Islamica senza una strategia di uscita e un piano per gestire le ripercussioni politiche. Secondo quanto affermato da diversi repubblicani in forma anonima alla CNN, Hegseth avrebbe esagerato le capacità degli Stati Uniti di vincere il conflitto in modo rapido. Trump, che come il suo vice JD Vance ha attribuito il tracollo delle midterm alla guerra in Iran, aggiungendo però di non essersi pentito di aver avviato il conflitto, ha smentito la possibile rimozione di Hegseth dal Pentagono a seguito di pressioni interne. «Sta facendo un buon lavoro», ha assicurato. Non è però da escludere un siluramento da parte della Casa Bianca, anche prima del voto della Camera per l’impeachment. Se Trump cacciasse Hegseth, in pole per sostituirlo ci sarebbe Ron DeSantis, dal 2019 governatore della Florida.

Potrebbero saltare anche due big dell’esercito e occhio a Rubio

La ricerca dei capri espiatori non terminerebbe però con Hegseth. Potrebbero infatti saltare altre teste: su tutte quelle dell’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom, e del generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti. Voci da Washington vogliono poi sulla graticola anche il segretario di Stato Marco Rubio: per la sua sostituzione il nome caldo sarebbe quello di Sergio Gor, ex direttore dell’Ufficio per il personale presidenziale della Casa Bianca e da inizio 2026 ambasciatore degli Stati Uniti in India.