Forza Italia, silenzio assordante su Franco Silvestro

Una reputazione si può demolire in poche ore. Per ricostruirla, talvolta, non basta una vita. La vicenda di Franco Silvestro pone una questione che riguarda tutti: il rischio di essere condannati pubblicamente prima ancora che siano verificati i fatti. La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del procedimento nei confronti del senatore di Forza Italia, presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali. La richiesta riguarda la tardività della querela e non costituisce un’assoluzione nel merito. La legale della denunciante ha contestato una lettura della richiesta che smentisca il racconto della donna e si è opposta all’archiviazione. Alla magistratura spettano le decisioni, nel rispetto dei diritti di entrambe le parti. Ma accanto al procedimento giudiziario esiste una vicenda mediatica. E su questa il giornalismo deve interrogare anche se stesso. Un sito, l’8 luglio, accostava nello stesso articolo il rinnovo del porto d’armi, indiscrezioni sulle rivalità interne a Forza Italia e riferimenti all’indagine. Il legale del senatore precisò che si trattava di una licenza per uso caccia posseduta da anni. Il sito pubblicò la replica, rivendicando la propria ricostruzione. Resta la domanda: quale rapporto aveva quel rinnovo con l’accusa giudiziaria e con le vicende politiche del senatore? Questo giornale aveva inoltre già affrontato il caso dei contenuti contro Silvestro presentati come articoli giornalistici, ma in realtà messaggi pubblicitari a pagamento. Pagine che ponevano un evidente problema di riconoscibilità per il lettore. Chi aveva acquistato quegli spazi? Con quale obiettivo? Chi aveva interesse a investire denaro per attaccare un esponente politico? Sono domande rimaste aperte. E oggi se ne aggiunge un’altra, decisiva: che cosa accade quando quell’insistenza lascia improvvisamente spazio al silenzio? È questo il passaggio che intendiamo ricostruire. La sequenza delle pubblicazioni sembra interrompersi di colpo: testate fino ad allora assidue smettono di occuparsi di Silvestro. Quando avviene? Nello stesso periodo o in momenti diversi? Dopo quale passaggio della sua vicenda personale o politica? Vogliamo individuare quel momento, ricostruire che cosa accadde in quei giorni e verificare se vi sia un rapporto tra gli avvenimenti e il cambiamento dell’attenzione editoriale. Il silenzio, da solo, non prova un accordo. Ma la cronologia può fornire risposte che oggi mancano. L’ipotesi di una regia politica è stata evocata dal Giornale. Non si tratta di una responsabilità accertata. Proprio per questo occorre andare oltre il retroscena: verificare se qualcuno finanziava gli attacchi, quali interessi fossero in campo e perché, a un certo punto, quelle pubblicazioni sembrino fermarsi. Ricostruiremo tutti i passaggi. Confronteremo date, titoli, contenuti e sviluppi politici. Cercheremo documenti e daremo spazio alle risposte, distinguendo i fatti accertati dalle ipotesi ancora da verificare. Questo è il primo capitolo. Perché il dovere di informare non termina quando si spengono i riflettori. Soprattutto se restano una reputazione ferita, pagine acquistate da committenti ancora da identificare e una domanda: che cosa cambiò tra l’ultimo attacco e il silenzio?

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