Speranza rischia grosso, aria di promozione per Molinari: le pillole del giorno

Stavolta Roberto Speranza rischia grosso. Il ministro della Salute del periodo del Covid, uscito malconcio dalla audizione nella commissione parlamentare di inchiesta dedicata alla pandemia, non ha alcuna garanzia di essere ricandidato dal Pd. Speranza, nel 2022, venne catapultato a Napoli, capolista nella circoscrizione Campania 1, collegio plurinominale P01. Niente preferenze, l’elettore dem doveva votare per forza per lui, che infatti risultò l’unico eletto. Nato e cresciuto a Potenza, Speranza fu paracadutato all’ombra del Vesuvio, ma stavolta non se ne parla: il Pd ha troppi pretendenti a un posto da capolista bloccato radicati sul territorio, e quindi non c’è posto per concederne uno a Speranza. Che magari potrebbe candidarsi “a preferenze”… Ps. Speranza, con Dario Franceschini e Andrea Orlando, guida la corrente maggioritaria dei Democratici che recentemente si è riunita a Montepulciano.

Speranza rischia grosso, aria di promozione per Molinari: le pillole del giorno
Roberto Speranza (Imagoeconomica).

Promozione in vista per il leghista Molinari

Chiuso il Congresso straordinario, nella Lega potrebbe arrivare qualche promozione. Non solo Matteo Salvini ha aperto all’ingresso dell’ex sfidante Massimo Garavaglia nella nascitura segreteria politica, ma è nell’aria la nomina a vicesegretario di Riccardo Molinari. Promotore della mozione sul Nord, sottoscritta pure dai “ribelli”, il piemontese si è riavvicinato al fu Capitano dopo le frizioni tra quest’ultimo e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. Ora, come scrive Lo Spiffero, Molinari potrebbe essere ripagato con un avanzamento nell’organigramma di via Bellerio. Un altro settentrionale da affiancare a Claudio Durigon, fedele alla linea nazionale (o nazionalista?) salviniana.

Speranza rischia grosso, aria di promozione per Molinari: le pillole del giorno
Riccardo Molinari al Congresso (Imagoeconomica).

Nuovo scontro tra magistratura e governo

Nuova frizione tra Magistratura e Palazzo Chigi. Al Csm è stato chiesto di aprire una pratica per tutelare la gip di Milan Tiziana Landoni dopo l’attacco di Giorgia Meloni contro il provvedimento di non convalida del fermo di Youssef Siher. La richiesta è stata sottoscritta da tutti i togati del Csm, tranne gli esponenti di Magistratura indipendente, e dai membri laici di centrosinistra Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli.